Castello Visconteo (Legnano)

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Castello Visconteo di Legnano
Castello di San Giorgio
Il piazzale antistante il castello di Legnano
Il piazzale antistante il castello di Legnano
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Città Legnano
Coordinate 45°35′10.1″N 8°55′28.44″E / 45.586139°N 8.924567°E45.586139; 8.924567Coordinate: 45°35′10.1″N 8°55′28.44″E / 45.586139°N 8.924567°E45.586139; 8.924567
Informazioni generali
Tipo Castello
Primo proprietario Torriani
Stile Medioevale
Funzione strategica Difesa del contado milanese nord-occidentale
Termine funzione strategica XVII secolo
Inizio costruzione XIII secolo
Condizione attuale Restaurato
Proprietario attuale Comune di Legnano
Visitabile
Comandanti storici Oldrado Lampugnani

[1]

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Il Castello Visconteo è una fortificazione medioevale che sorge a sud di Legnano su un'isola naturale del fiume Olona. È conosciuto come Castrum Sancti Georgi ("castello di San Giorgio") sin dal XIII secolo[2]. Il complesso architettonico è situato in viale Toselli, fra il parco Castello e piazza I° maggio.

La sua funzione strategica[modifica | modifica sorgente]

La presenza di un castello a Legnano è collegata alla funzione strategica che ebbe la città del Carroccio dal Medioevo al XVI secolo. Legnano si trovava infatti lungo un'importante via di comunicazione che proveniva dalla valle Olona e che collegava Milano al nord ovest della Lombardia[3]. La difesa di Legnano era importante perché una sua eventuale conquista poteva consentire ai nemici di Milano di accedere al contado milanese nord-occidentale e di puntare sul capoluogo meneghino[4]. Nel Medioevo Legnano, sebbene appartenesse formalmente al Seprio, gravitava infatti intorno a Milano[5][6][7]. Il legame tra Milano e la città del Carroccio non fu solo militare, ma anche economico. Infatti, Legnano e gli altri contadi che gravitavano intorno al capoluogo meneghino, fornivano a Milano anche parte delle derrate alimentari prodotte[7]. Il Seprio fu definitivamente annesso al Ducato di Milano nel 1395.

Dal XVI secolo Legnano iniziò a perdere gradualmente la sua funzione strategica e si trasformò in un semplice centro agricolo[8]. Di conseguenza, anche il castello perse la sua funzione militare. Per tale motivo, sulle torri del castello non si trovano postazioni per armi di artiglieria, che iniziarono infatti a diffondersi sui campi di battaglia proprio nel XVI secolo[9].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il cortile interno del castello in un'immagine del 1905. Alla sinistra del torrione principale, si intravede la chiesetta dedicata a San Giorgio

Le origini del castello di Legnano sono collegate ad un antico convento di Regolari Agostiniani, la cui presenza è documentata fin dal 1231[2][10][11]. Tale edificio religioso non compare però nel registro delle chiese del Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero, che descrive il contesto religioso dell'area milanese tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV secolo[11]. Questo monastero, che includeva una chiesa dedicata a San Giorgio, possedeva molte terre coltivabili che si allargavano oltre Legnano fino a raggiungere Canegrate, San Vittore Olona, Villa Cortese e Dairago. È probabile che la presenza di questo convento abbia poi determinato l'intitolazione a San Giorgio, oltre che del castello, anche di un quartiere di Legnano (la "Costa di San Giorgio") e del vicino comune di San Giorgio su Legnano.

La parte est del castello. Sulla sinistra, uno dei due rami del fiume Olona

I monaci, come risulta da un antico documento, erano sottoposti a vessazioni da parte di alcuni potenti della zona che si erano insediati sui terreni dell'arcivescovado. Per tale motivo, decisero di abbandonare il monastero firmando un atto di cessione il 14 ottobre 1261[10][12]. Il monastero ed i terreni circostanti furono acquisiti dai Lampugnani e dai Torriani, cioè dalle due famiglie che avevano vessato i monaci insieme agli abitanti della cascina Meraviglia[10].

Quando i canonici se ne andarono, presso il convento esisteva una piccola torre di vedetta. Tale avamposto militare aveva la funzione di controllare la già citata strada che collegava Milano al nord ovest della Lombardia. Presumibilmente questa torre originaria venne costruita nel 1231 dai Torriani quando si stabilirono sui terreni dell'arcivescovado[13]. Tra il 1261 e il 1273 i Torriani ampliarono l'edificio costruendo due ali - una a destra e l'altra a sinistra della torre originaria - che diventarono il nucleo originario del castello[10][14][15]. In questa epoca il castello non era ancora dotato di un fossato allagabile. Infatti, la barriera difensiva era rappresentata dal fatto che la fortificazione sorgesse su un'isola dell'Olona[10]. Dopo la sua fortificazione, il castello visconteo acquisì il ruolo di baluardo difensivo del contado milanese nord-occidentale sostituendo in tale funzione l'antico maniero dei Cotta[16].

Nell'aprile 1273, Napo e Francesco Torriani diedero ospitalità a Milano ai reali d'Inghilterra in occasione del loro ritorno in patria da un viaggio in Medio Oriente. Dopo essersi congedati dai Torriani, i reali furono condotti fino al castello di Legnano, dove sostarono per una notte. Una leggenda popolare sostiene però che i reali, lungo la via del ritorno, pernottarono a San Giorgio su Legnano nella cosiddetta "Casa della regina"[14].

Dai Torriani ai Visconti[modifica | modifica sorgente]

L'ingresso del castello

Nel 1277 l'edificio passò ai Visconti in seguito alla sconfitta di Napo Torriani da parte di Ottone Visconti[10]. Ottone Visconti decise di stabilire la sua dimora al castello di Legnano perché lo preferiva, come avamposto militare, alla Braida Arcivescovile. Quest'ultima era una grande isola naturale dell'Olona che fu presente fino al XIX secolo dietro l'attuale basilica di San Magno[10]. Sebbene fosse ubicata nel centro cittadino di Legnano, Ottone Visconti non la reputava adatta allo scopo[10].

Una delle torri difensive

Il castello di San Giorgio è stato di proprietà dei Visconti fino al 1437, quando l'ultimo signore della dinastia che dominava Milano, Filippo Maria, lo assegnò in dono al fedele Oldrado Lampugnani. Nel 1445 Lampugnani ottenne il permesso di fortificare l'edificio, e l'anno successivo realizzò delle nuove torri, le mura difensive, un fossato e un ponte levatoio[14]. Con questo ampliamento venne soppresso l'ingresso principale, che un tempo era sul lato di ponente, e venne costruito un nuovo e più grande torrione d'ingresso. Il castello era adoperato da Oldrado Lampugnani più che altro come residenza estiva; tuttavia, essendo fortificato, rientrava comunque nel sistema di strutture militari che proteggeva Milano dagli attacchi nemici. Questi avamposti, oltre ad essere disposti lungo un ampio perimetro attorno al capoluogo meneghino, erano affidati a famiglie fedeli ai Signori di Milano[17].

I secoli successivi[modifica | modifica sorgente]

Persa la sua importanza strategica nei secoli successivi, il maniero è stato di proprietà dei Lampugnani fino al 1729, quando fu donato all'Ospedale Maggiore di Milano dall'ultimo discendente della famiglia, che non aveva eredi diretti[18]. Nel 1798 venne acquistato dal marchese Carlo Cristoforo Cornaggia. I Cornaggia erano una famiglia benestante che commerciava cotone e che era presente a Legnano sin dal 1598. Nel 1748 i Cornaggia ampliarono le loro proprietà, e grazie all'acquisto del "feudo sulla Castellanza", ottennero il titolo nobiliare di marchesi. Nel 1883 il castello fu trasformato in azienda agricola e venne convertito in alloggio per i contadini. Nell'occasione furono realizzate le stalle. In seguito i Cornaggia trasferirono la loro residenza a Milano e di conseguenza, per il castello di Legnano, iniziò una fase di decadenza[18]. Infatti, dopo che fu abbandonato dai Cornaggia, il maniero di San Giorgio non fu più oggetto di manutenzioni[18]. Nel 1973 i Cornaggia lo vendettero al comune di Legnano[19]. Dopo decenni di degrado ed incuria è stato ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2007. Dall'anno citato fa parte del progetto SALe Legnano ed è sede espositiva insieme a palazzo Leone da Perego[20][21].

Il complesso architettonico[modifica | modifica sorgente]

Il torrione principale
Il lato est del maniero.
Le merlature delle mura difensive a nord del complesso

La parte inferiore della torre di avvistamento dell'antico convento è ancora visibile nella struttura attuale. Tale costruzione è stata inglobata nel maniero e corrisponde alla porzione centrale dell'ala alla destra del torrione principale[10]. Ha forma quadrata e possiede uno spigolo di 7,5 m. Le finestre e le porte, che in seguito sono state murate, erano ad arco e sono ancora visibili nella struttura attuale[10]. In corrispondenza di questa torre era presente l'entrata originaria della struttura, che è ancora visibile sebbene sia stata murata[10].

Dopo l'acquisizione del convento e dei terreni connessi, i Torriani costruirono altri due edifici. Il primo, che ha dimensioni 20 m per 7,5 m, è quello che si trova ancora oggi a nord della torre dell'antico convento[22]. Anche in questo caso, le originarie finestre ad arco sono state murate[13]. Inoltre, con la trasformazione del castello in tenuta agricola, dagli originari due piani si è passati a tre[13]. L'altro edificio costruito dai Torriani è stata un'ala a sud della torre originaria dell'antico convento. Tale edificio è stato poi sostituito da un nuovo complesso che è stato costruito e ampliato in epoche successive[23]. Della vecchia costruzione sono però rimasti alcuni muri che sono ancora oggi caratterizzati dalla presenza di finestre ad arco murate[13]. In questa ala sono presenti, al pianterreno, i locali dove abitavano i Lampugnani, mentre al piano superiore sono situate le stanze da notte. I primi sono caratterizzati da soffitti a cassettoni, mentre le volte delle seconde sono affrescate con pitture cinquecentesche[24]. Dell'edificio principale, sono di notevole interesse alcuni affreschi del XVI secolo ed i soffitti a cassettoni[24].

A sud di questa ala - parallela alle mura meridionali - è presente un'altra costruzione a due piani costruita da Oldrado Lampugnani[24]. Al pian terreno di questo edificio è stata ricavata una grande stanza la cui funzione era quella di salone di rappresentanza[24]. Questo locale, che ha dimensioni 15 m per 8 m, possiede un soffitto a botte[24]. Al piano superiore sono invece presenti dei locali con soffitti a cassettoni[24].

Di fianco a questo edificio sono collocati parte dei fienili e delle scuderie realizzate dai marchesi Cornaggia nel XX secolo[25]. I Cornaggia hanno poi aggiunto uno spiazzo a sud della struttura che venne destinato originariamente a giardino interno[15][25]. Inoltre, i Cornaggia eliminarono le merlature delle mura lungo l'Olona e demolirono le torri a sud del complesso[25]. Nello stesso secolo sono state costruite altre stalle, questa volta alla sinistra del torrione principale[24].

Uno degli edifici della parte residenziale

È stato Oldrado Lampugnani a costruire l'attuale torrione principale. Questa struttura difensiva ha base rettangolare (9,2 per 14 m) ed è alta 16,5 m dal piano stradale[9]. Tale torre, che era la parte difensiva più importante del castello, comprende l'ingresso principale della struttura[9]. Nel torrione principale erano anche presenti gli alloggiamenti del capitano d'arme[9]. Su questo edificio, sopra l'entrata, è collocato uno stemma in pietra della famiglia Lampugnani[20]. Lampugnani ha scavato anche un fossato intorno alla struttura ed ha realizzato un ponte levatoio davanti all'ingresso principale[26]. Oltre al ponte levatoio, in corrispondenza dell'ingresso principale era un tempo presente un'inferriata che poteva essere abbassata per impedire l'ingresso degli aggressori[9]. In seguito, all'interno della cinta muraria, sono stati aggiunti altri edifici per ampliare la zona residenziale. In questo modo il castello ha assunto le caratteristiche di un'abitazione signorile fortificata[24].

Oldrado Lampugnani ha costruito anche le mura che racchiudono la struttura. Un tempo esse avevano un perimetro di 80 m per 120 m, mentre oggi descrivono un rettangolo di 80 m per 70 m[9]. Lungo i muraglioni erano inserite sei torri cilindriche a difesa del castello. Quattro erano erano posizionate agli angoli del quadrilatero mentre due erano collocate a metà dei lati est ed ovest. In seguito, come già accennato, sono state demolite le due torri poste verso sud[9]. Le torri sono alte 12,5 m ed hanno un diametro di 5,5 m. Presentano feritoie all'altezza del camminamento di ronda in legno e sotto il tetto delle merlature[9].

Il lato est della struttura. Dietro le mura e i resti del fossato allagabile, si scorgono le stalle costruite nel XIX secolo dopo la trasformazione della struttura in tenuta agricola

Nel perimetro del castello è ancora presente una chiesetta dedicata a San Giorgio che è stata edificata probabilmente nel 1440 sulle vestigia del tempio appartenente all'antico convento di Regolari Agostiniani[25]. I documenti in cui la chiesa attuale è citata sono datati 1580, 1640, 1686 e 1779[11]. Questo edificio religioso è stato utilizzato sia come luogo di culto privato che come tomba di famiglia[27].

La rete dei cunicoli sotterranei[modifica | modifica sorgente]

Intorno al castello di Legnano è stata realizzata una rete di cunicoli sotterranei la cui funzione era quella di collegare i possedimenti dei proprietari del maniero e gli immobili delle famiglie imparentate[25]. Uno degli ingressi alle gallerie si trova all'interno delle stalle situate a sud-est del complesso. La porta per accedervi, che è posizionata 8 m sotto il livello del fossato, è stata scoperta nel 1935 da Guido Sutermeister[25]. La galleria segreta che inizia da questo ingresso collegava il castello di Legnano con San Vittore Olona.

Nel XX secolo, durante alcuni scavi, sono stati trovati altri tronconi di queste gallerie. Il primo troncone, non lontano da San Giorgio su Legnano, è stato parzialmente esplorato da uno degli operai che lo hanno riportato alla luce. Questo operaio è stato persuaso dall'esplorazione dopo aver percorso 5 o 6 metri a causa di un filato di vento che gli ha spento la candela. Un secondo troncone verso Legnano è stato scoperto e subito ostruito dall'Amministrazione comunale per ragioni di sicurezza[28].

Queste gallerie rendevano possibile un'eventuale fuga dal castello oppure permettevano agli abitanti delle zone circostanti di rifugiarsi nel maniero[25]. Secondo una leggenda, da uno di questi cunicoli l'Imperatore Federico I Barbarossa riuscì a fuggire ed a salvarsi dopo la disfatta patita nella battaglia di Legnano[28].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 216-225
  2. ^ a b Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 33
  3. ^ Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 32
  4. ^ Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 38
  5. ^ D'Ilario, 2003, op. cit., pag. 20
  6. ^ D'Ilario, 2003, op. cit., pag. 35
  7. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 23
  8. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 227
  9. ^ a b c d e f g h D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 219
  10. ^ a b c d e f g h i j k D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 216
  11. ^ a b c D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 223
  12. ^ Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 33
  13. ^ a b c d D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 218
  14. ^ a b c Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 34
  15. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 217
  16. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 21
  17. ^ Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 35
  18. ^ a b c D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 224
  19. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 224-225
  20. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 220
  21. ^ Il castello di Legnano su "spaziartelegnano.com". URL consultato il 5 agosto 2011.
  22. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 216-218
  23. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 217-218
  24. ^ a b c d e f g h D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 221
  25. ^ a b c d e f g D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 222
  26. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 219-220
  27. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 222-224
  28. ^ a b Le pubblicazioni de' "Il Belvedere" – San Giorgio su Legnano – con il patrocinio dell'Amministrazione comunale

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, Edizioni Landoni, 1984, ISBN non esistente.
  • AA.VV, Il Castello di Legnano. Fascino e suggestione di una testimonianza storica, Ed. Museo civico Sutermeister, 1991, ISBN non esistente.
  • Attilio Agnoletto, San Giorgio su Legnano - storia, società, ambiente, 1992, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]