Arcidiocesi di Spoleto-Norcia

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Arcidiocesi di Spoleto-Norcia
Archidioecesis Spoletana-Nursina
Chiesa latina
SpoletoDuomo ty20060511r12007.jpg
Regione ecclesiastica Umbria
Arcivescovo Renato Boccardo
Sacerdoti 141 di cui 83 secolari e 58 regolari
721 battezzati per sacerdote
Religiosi 73 uomini, 293 donne
Diaconi 5 permanenti
Abitanti 104.215
Battezzati 101.750 (97,6% del totale)
Superficie 1.836 km² in Italia
Parrocchie 76
Erezione I secolo (Spoleto)
V secolo (Norcia)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Concattedrali Santa Maria Argentea
Santi patroni San Ponziano
San Benedetto
Indirizzo Via Aurelio Saffi 13, 06049 Spoleto, Italia
Sito web www.arcidiocesidispoletonorcia.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia
La basilica di San Benedetto a Norcia

L'arcidiocesi di Spoleto-Norcia (in latino: Archidioecesis Spoletana-Nursina) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede e appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2010 contava 101.750 battezzati su 104.215 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Renato Boccardo.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende venticinque comuni nelle province di Perugia e Terni: Spoleto, Norcia, Cascia, Bevagna, Montefalco, Gualdo Cattaneo, Giano dell'Umbria, Sellano, Trevi, Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Vallo di Nera, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Arrone, Montefranco, Polino, Acquasparta, parte del comune di Foligno (frazioni di Verchiano, Roccafranca, Curasci, Ali, Caposomiggiale, Croce di Verchiano, Crescenti, Colle di Verchiano, Camino, Croce di Roccafranca, Morro e metà della frazione di Vionica) e parte del comune di Terni.

Sede arcivescovile è la città di Spoleto, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Norcia si trovano la concattedrale di Santa Maria Argentea e la basilica di San Benedetto.

Il territorio è suddiviso in 76 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Spoleto fu eretta probabilmente nel I secolo ed è legata alla figura del protovescovo san Brizio, che avrebbe consacrato il suo successore Giovanni.

Della serie episcopale, comprensiva di molti santi vescovi, riportata dai cataloghi spoletini nei primi sei secoli, Lanzoni riconosce come storicamente attendibili solo i seguenti: Lorenzo, Ceciliano, Achilleo, Spes, Amasio, Giovanni II, un anonimo (il Pietro dei cataloghi) e Crisanto.

In epoca antica la diocesi di Spoleto avrebbe incorporato parte del territorio della soppressa diocesi di Martana, di cui si cita un solo vescovo del IV secolo[1]. Successivamente gli studiosi hanno però dimostrato che la diocesi martana non è mai esistita, o meglio, che le prove della sua esistenza sono insufficienti[2].

Nell'alto medioevo furono aggregate alla diocesi di Spoleto la diocesi di Norcia e quelle di Spello, Bevagna (IX secolo), Trevi (XI secolo), Terni (dal 760 al 1218), Rieti e in parte quella di Plestia.

Al vescovo Andrea II si deve la consacrazione nel gennaio 1066 della nuova cattedrale, la cui costruzione era stata iniziata dal vescovo Adalberto. Dotò la cattedrale di fonti e benefici ed eresse l'antica cattedrale, posta fuori dalle mura cittadine, in collegiata. Queste disposizioni di Andrea II furono confermate da papa Alessandro II nel 1068.

Il 29 aprile 1772, dopo oltre cento anni di tentativi presso la Curia Romana, iniziati nel 1645, vacando la sede di Spoleto per la morte del vescovo Vincenzo Acqua, papa Clemente XIV scorporò il territorio dell'antica diocesi di Spello, in cui erano oltre cinquanta chiese, dalla diocesi di Spoleto e l'aggregò a quella di Foligno[3].

Il 15 settembre 1821 Spoleto fu elevata al rango di arcidiocesi con la bolla Pervetustam episcopalium di papa Pio VII[4]. L'arcidiocesi era senza suffraganee, mentre continuava l'immediata soggezione alla Santa Sede.

Sede di Norcia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Norcia è attestata con certezza nel V secolo. Nella Passione di san Feliciano, protovescovo di Forum Flaminiii e patrono della diocesi di Foligno, si narra che un gruppo di Ebrei di Norcia si convertì al cristianesimo grazie alle parole del santo vescovo, il quale avrebbe ordinato per la loro comunità, nella basilica chiamata Argentea, il sacerdote Pisentius (prima metà del III secolo).

Primo vescovo noto di Norcia è Stefano, presente a due sinodi romani del 495 e del 499. Dalle lettere di Gregorio Magno sappiamo che all'inizio del VII secolo la sede nursina era vacante e, sembra, affidata alle cure di Crisanto, vescovo di Spoleto. Un altro vescovo era presente al sinodo romano del 680. Secondo Cappelletti, le fonti del IX secolo potrebbero accennare ad altri due vescovi di Norcia: un anonimo nell'821 e Ragio nell'861.

Dopo questo periodo non si conoscono più vescovi nursini e nell'alto medioevo la sede fu accorpata alla diocesi di Spoleto, sotto la cui giurisdizione la ritroviamo nel X secolo.

Il 6 gennaio[5] 1821 fu ristabilita la diocesi di Norcia con la bolla Ad tuendam di papa Pio VII ricavandone il territorio dalla diocesi di Spoleto; era immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Sede di Spoleto-Norcia[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 maggio 1972 Giuliano Agresti, già arcivescovo di Spoleto, è stato nominato anche vescovo di Norcia, unendo così in persona episcopi le due sedi.

Nel 1984 la diocesi di Norcia cedette oltre 20 parrocchie in territorio marchigiano all'arcidiocesi di Camerino.

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, è stata stabilita la plena unione delle diocesi di Spoleto e Norcia e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Arcivescovi di Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Norcia[modifica | modifica wikitesto]

  • San Costantino Ursini † (311 - 314)[senza fonte]
  • Stefano † (prima del 495 - dopo il 499)
  • Primevo ? † (menzionato nel 593)[13]
    • Sede vacante (inizio VII secolo)
  • Giovanni † (menzionato nel 680
  • Anonimo ? † (menzionato nell'821
  • Ragio ? † (menzionato nell'861
    • Sede unita a Spoleto (prima del X secolo-1821)
  • Gaetano Bonanni † (27 giugno 1821 - 1843 ? dimesso)
  • Letterio Turchi † (3 aprile 1843 - 20 maggio 1850 nominato vescovo di Città di Castello)
  • Raffaele Bacchettoni † (20 maggio 1850 - 27 novembre 1880 dimesso)
  • Domenico Bucchi-Accica † (13 dicembre 1880 - 30 dicembre 1889 nominato vescovo di Orvieto)
  • Mariano Cavasci † (23 giugno 1890 - 18 marzo 1895 dimesso)
  • Nicola Ranieri, O.F.M. † (18 marzo 18 marzo 1894 - 24 luglio 1904 deceduto)
  • Ercolano Marini † (11 dicembre 1905 - 2 giugno 1915 nominato arcivescovo di Amalfi)
  • Vincenzo Migliorelli † (11 luglio 1916 - 10 agosto 1927 nominato vescovo di San Severino)
  • Settimio Peroni † (17 dicembre 1928 - 1º febbraio 1951 dimesso)
  • Ilario Roatta † (27 marzo 1951 - 8 marzo 1960 nominato vescovo di Sant'Agata dei Goti)
  • Alberto Giuseppe Scola † (28 marzo 1960 - 13 maggio 1972 dimesso)
  • Giuliano Agresti † (13 maggio 1972 - 25 marzo 1973 nominato arcivescovo di Lucca)
  • Ottorino Pietro Alberti † (9 agosto 1973 - 30 settembre 1986 nominato arcivescovo di Spoleto-Norcia)

Arcivescovi di Spoleto-Norcia[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 104.215 persone contava 101.750 battezzati, corrispondenti al 97,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
arcidiocesi di Spoleto
1949 108.900 110.000 99,0 219 144 75 497 25 391 173
1970 84.118 84.138 100,0 186 128 58 452 65 364 177
1980 76.310 76.530 99,7 166 124 42 459 47 370 152
diocesi di Norcia
1950 28.000 28.000 100,0 96 85 11 291 12 144 102
1970 21.480 21.480 100,0 149 132 17 144 21 155 101
1980 14.500 15.150 95,7 65 50 15 223 19 125 100
arcidiocesi di Spoleto-Norcia
1990 92.390 92.650 99,7 173 126 47 534 1 63 402 138
1999 94.220 94.500 99,7 154 111 43 611 1 48 372 138
2000 94.220 94.500 99,7 156 110 46 603 1 51 372 137
2001 94.220 94.500 99,7 155 109 46 607 1 62 372 137
2002 100.501 101.385 99,1 148 102 46 679 70 372 141
2003 100.501 101.385 99,1 148 104 44 679 5 71 349 74
2004 100.562 101.472 99,1 148 97 51 679 6 78 328 74
2010 101.750 104.215 97,6 141 83 58 721 5 73 293 76

Santi e beati dell'arcidiocesi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Santi e Beati legati all'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Nell'arcidiocesi sono venerati i seguenti santi e beati:[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cappelletti, op. cit., vol. IV, pp. 386-387.
  2. ^ Lanzoni, op. cit., pp. 484-487.
  3. ^ Cappelletti, op. cit., pp. 433-434.
  4. ^ Il testo della bolla in Cappelletti, op. cit., vol. IV, pp. 370-378.
  5. ^ Così la bolla, che indica: VIII idi di gennaio, ossia il 6 gennaio. L'Annuario Pontificio indica invece il 15 gennaio.
  6. ^ Menzionato in una lettera di papa Liberio.
  7. ^ Il suo epitaffio, scoperto nella chiesa di San Pietro, lo dice regnante per 32 anni: 420 ? - 452 ?.
  8. ^ Collocato da Lanzoni all'epoca di papa Caio (283-296).
  9. ^ Ughelli e Cappelletti identificano con Pietro, riportato dai cataloghi episcopali spoletini, l'anonimo vescovo menzionato da Gregorio Magno nei suoi Dialoghi.
  10. ^ Riportato dai cataloghi spoletini, ma escluso da Cappelletti.
  11. ^ Secondo Gams muore il 18 luglio 1374, ma questa data non si accorda con la nomina pontificia del successore documentata da Eubel.
  12. ^ Fulvio Orsini, Treccani.it
  13. ^ Da un falso diploma di papa Gregorio I.
  14. ^ Elenco dal sito ufficiale dell'arcidiocesi.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Norcia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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