Leontica

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Leontica
frazione
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Blenio
Comune Acquarossa
Territorio
Coordinate 46°27′33″N 8°55′21″E / 46.459167°N 8.9225°E46.459167; 8.9225 (Leontica)Coordinate: 46°27′33″N 8°55′21″E / 46.459167°N 8.9225°E46.459167; 8.9225 (Leontica)
Altitudine 874 m s.l.m.
Abitanti 351 (2000)
Altre informazioni
Cod. postale 6716
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Targa TI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Leontica
Leontica
[nessun valore Sito istituzionale]

Leontica è una frazione di 351 abitanti del comune svizzero di Acquarossa, nel Canton Ticino (distretto di Blenio).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antica chiesa romanica di San Bartolomeo è stata demolita[1].

Il territorio del comune di Leontica prima degli accorpamenti comunali del 2004

Fino al 3 aprile 2004 è stato un comune autonomo che si estendeva per 11,54 km²; il 4 aprile 2004 è stato accorpato agli altri comuni soppressi di Castro, Corzoneso, Dongio, Largario, Lottigna, Marolta, Ponto Valentino e Prugiasco per formare il nuovo comune di Acquarossa.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[2]:

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gilardoni, 1967, 377-378.
  2. ^ a b c Sonia Fiorini, Leontica, in Dizionario storico della Svizzera, 9 gennaio 2017. URL consultato il 2 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Solari, Blenio: una valle a confronto, edizioni Salvioni, Bellinzona, 1944.
  • Piero Bianconi, Arte in Blenio. Guida della valle, S.A. Grassi & Co. Bellinzona-Lugano 1944; Idem, Inventario delle cose d'arte e d'antichità, volume I, Le tre valli superiori, S. A. Grassi & Co, Bellinzona 1948, 101-105.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 38, 280, 299, 377-378.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 71-72.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 82, 89, 92, 100.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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