Capsicum annuum

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Peperoncino
Capsicum annuum - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-027.jpg
Tavola botanica
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Solanales
Famiglia Solanaceae
Genere Capsicum
Specie C. annuum
Nomenclatura binomiale
Capsicum annuum
L.
Chilli15.jpg
Piccantezza: Bassa
(SU 1.000 ÷ 4.000)

Capsicum annuum è una delle 5 specie principali del genere Capsicum, che comprende peperoni e peperoncini. Probabilmente è la più coltivata al mondo. Oltre a moltissime cultivar, comprende anche il C. annuum var. aviculare, (chiltepin), ritenuto da molti la sottospecie selvatica più vicina all'antenato comune di tutte le specie, evolutosi tra Brasile e Bolivia, in quanto vanta l'areale più vasto: dal Perù ai Caraibi, arrivando fino a Texas, Florida, California, Louisiana e Arizona.

Già all'arrivo degli Spagnoli in Messico, gli Aztechi avevano sviluppato dozzine di varietà di C. annuum, secondo lo storico Bernardino de Sahagun vissuto intorno al 1529.

Oggi C. annuum è la principale specie coltivata in Cina, Corea, India, Italia, Messico, arcipelago della Malesia, Ungheria.

Identificazione[modifica | modifica wikitesto]

C. annuum è un arbusto a portamento eretto, ha foglie lanceolate, verdi. Può essere presente una peluria su fusto e pagina superiore delle foglie. I fiori, bianchi, singoli, con stami giallo/verdi, a 5 - 7 petali, compaiono all'ascella delle foglie, uno per nodo, in estate. Il frutto è un bacca, di colore verde all'inizio, con colorazioni del frutto maturo dal bianco al viola, passando per le varie tonalità di giallo, arancio e rosso. Anche la forma è variabilissima: dai minuscoli Chiltepin, ai peperoni dolci, ai contorti "Peter's pepper" di forma fallica.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La pianta del peperone origina dal continente americano ed arriva in Europa, assieme al pomodoro, nel secolo XVI, importata dalle spedizioni spagnole e portoghesi nelle terre del nuovo mondo. La loro coltivazione li fa presto diventare un ortaggio molto comune nella cucina di tutti i paesi d'Europa.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Al giorno d'oggi viene coltivato, nelle diverse varietà, in tutto il mondo raggiungendo una superficie coltivata che supera 1,5 milioni di ettari. L'Italia che era un paese esportatore, sta diventando pian piano non più autosufficiente per il suo fabbisogno. Il prodotto, pur essendo meramente estivo, si trova comunque tutto l'anno in quanto viene coltivato in serra.

Avversità[modifica | modifica wikitesto]

I più importanti insetti che attaccano il peperone sono la mosca bianca (Trialeurodes vaporariorum), i lepidotteri Heliothis armigera e Spodoptera littoralis e l'afide Macrosiphum euphorbiae.[1]

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

  • Peperone a sigaretta: lungo e sottile, dolce, indicato per sottaceti e frittura (Provincia di Bergamo)

Composizione chimica e valori nutrizionali[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla capsaicina, responsabile della piccantezza, il peperone contiene un altro alcaloide, la solanina, che è presente in basse quantità; le varietà a frutto giallo e rosso ne contengono da 7,7 a 9,2 mg/100 g di peso fresco, mentre nelle varietà verdi (dove il frutto viene raccolto a maturazione incompleta) la quantità di solanina può arrivare a 11,3 mg/100 g di peso fresco[2].

I seguenti valori nutrizionali, approssimati, si riferiscono alle varietà note come "peperone giallo" e "peperone rosso", per 100 gr di alimento.

  • Acqua 92 g
  • Carboidrati 6 g, di cui
    • Zuccheri 4 g
    • Fibre 2 g
  • Proteine 0,9-1 g
  • Grassi 0,3 g
  • Vitamina C 190 mg
  • Valore energetico 125 kJ

Preparazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il peperone può essere mangiato crudo, in insalate, in pinzimonio o con la bagna càuda piemontese. Cotto, arrostito sulla brace, nella peperonata, nella caponata e nella ciambotta o cianfrotta, nella ratatouille.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]


Piccantezza[modifica | modifica wikitesto]

La variabilità del contenuto in capsaicina, e quindi di piccantezza, all'interno di C. annuum varia da zero a più di 100.000 unità di Scoville. Sotto riportiamo una tabella delle principali varietà e cultivar. Va fatta una precisazione sui peperoncini africani: alcuni dei bird's eye, come quello Ugandese, non sono C. annuum, ma C. frutescens o C. chinense, e ciò spiega la maggior piccantezza, fino a 175.000 SU.

Varietà Tipo di frutto Nome scientifico Unità di Scoville
Bird's eye africano conico, 3 - 4 cm C. annuum? 115.000 - 175.000
Santaka conico C. annuum (ibrido) 50.000 - 100.000
Chiltepin sferico, 0,5 - 2 cm C. annuum var. aviculare 50.000 - 100.000
Cayenna conico, lungo C. annuum 30.000 - 50.000
de Arbol conico, lungo C. annuum 15.000 - 30.000
Serrano conico, medio C. annuum 5.000 - 15.000
Ancho cuore C. annuum 1.000 - 1.500
Peperone dolce campana C. annuum 0 - 500

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pollini-Ponti-Laffi, Fitofagi delle piante ortive, Edizioni L'Informatore Agrario, 1989
  2. ^ Christer Andersson, Glicoalkaloids in tomatoes, eggplants, pepper and two Solanum species growing wild in the Nordic countries, TemaNord, 1999

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]