Tex (fumetto)

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Tex
fumetto
Logo tex Willer.png
Logo della serie
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Autore Giovanni Luigi Bonelli, Aurelio Galleppini
Testi Giovanni Luigi Bonelli
Disegni Aurelio Galleppini copertinista nn. 1-400, Claudio Villa copertinista nn. 401-oggi
Editore Sergio Bonelli Editore *
  • Casa Editrice Audace (dal n°1 al n° 6)
  • Araldo (dal n° 7 a 160)
  • Daim Press (dal n° 161 a 332)
  • Sergio Bonelli Editore (dal n° 333 in poi)
Collana 1ª ed. Collana del Tex
1ª edizione 30 settembre 1948
Periodicità mensile
Albi 683 (in corso)
Genere western

Tex è una serie a fumetti western incentrata sul personaggio immaginario di Tex Willer, ideato nel 1948 da Giovanni Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini ed edita dalla Sergio Bonelli Editore.[1][2][3] È la più famosa e duratura serie a fumetti italiana di sempre, nonché la testata di punta della casa editrice milanese.[4] Il personaggio nacque nel 1948 più come esperimento artigianale che come fumetto destinato a divenire un fenomeno editoriale pubblicato regolarmente dopo oltre sessant'anni e oggetto negli anni anche di indagini sociologiche e tesi di laurea[5] oltre che di iniziative volte a celebrarlo come mostre, incontri, volumi di critica e testi di saggistica[3]. La serie è diventata negli anni uno dei fumetti più venduti in Italia[3] arrivando a vendere anche 700.000 copie al mese,[6] mentre, più recentemente, nel 2010 la tiratura ha superato le 200.000 copie[7]. La serie è tradotta in molti paesi europei ed extra-europei.[3] Nel 1985 ne è stata realizzata una trasposizione cinematografica.[2][3]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Albi a striscia di Tex, Albi di Tex e Albi fuori serie di Tex.
Sergio Bonelli, editore nonché sceneggiatore di Tex (con lo pseudonimo di Guido Nolitta)

Origini del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Tex Willer venne ideato da Giovanni Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini mentre stavano lavorando a un altro personaggio sul quale avevano concentrato le loro aspettative di successo[5], Occhio Cupo, una classica storia di cappa e spada. Nelle prime storie realizzate, il personaggio di Tex riprende molte caratteristiche dal personaggio di Occhio Cupo come i jeans così stretti da sembrare una calzamaglia, gli stivali flosci e la camicia a frange. Quando, contrariamente a tutte le previsioni, Occhio Cupo si rivelò un insuccesso mentre Tex incominciava a riscuotere il successo del pubblico, queste caratteristiche vennero abbandonate in favore dell'aspetto che caratterizzerà d'ora in poi il personaggio. Il nome fu ispirato dall'insegna di un negozio milanese, "Tex Moda"[8] mentre il cognome avrebbe dovuto essere "Killer", ma fu stemperato in Willer su consiglio di Tea Bonelli poco prima di andare in stampa per non sfidare le ire dei censori[9][10].

Tex, secondo personaggio western ideato da Bonelli, dopo Il Giustiziere del West, risalente al 1947, esordì nelle edicole in un periodo in cui i personaggi del genere, quali Blek Macigno e Capitan Miki del trio di autori noto come EsseGesse, godevano di grande successo[11][12][13] ma, a differenza di questi e altri personaggi, il successo di Tex si confermerà più duraturo, tanto da diventare il personaggio dei fumetti italiani più longevo in assoluto. Anticipando il revisionismo storico statunitense, Tex è il primo personaggio dei fumetti ad offrire un diverso punto di vista sui nativi americani dell'epopea Western, che non appaiono più come macchiette stereotipate di selvaggi, ma come popoli dotati d'una evoluta e radicata cultura.[senza fonte]

La prima collana a strisce (Collana del Tex)[modifica | modifica wikitesto]

Le storie del personaggio Tex Willer vennero in principio pubblicate dalle Edizioni Audace, che poi cambiarono nome in Edizioni Araldo, nel formato a striscia (16,5 X 8 cm) caratteristico dell'epoca[14] all'interno della Collana del Tex della quale complessivamente vennero pubblicati in totale 973 numeri divisi in 36 serie con periodicità settimanale dal 1948 al 1967[15][16][17]. Le rese venivano poi utilizzate per confezionare le cosiddette raccoltine: le strisce venivano private della loro copertina in carta, assemblate insieme (il numero degli albi accorpati variava) e dotate di una nuova copertina in cartoncino disegnata appositamente da Galep[18]. Di queste raccolte ne uscirono tre serie: la prima tra il 1949 e il 1950 e conta sette albi[18]; la seconda (detta serie bianca) uscì tra il 1950 e il 1966 e conta 132 albi; la terza (detta serie rossa) è composta da 194 albi usciti a partire dal 1956[18].

Nel 1952 ci fu la prima ristampa cronologica delle storie del personaggio già pubblicate nel formato a striscia e rimontate a tre strisce per tavola, in un formato ad albo, nella collana quindicinale Albi d'Oro che chiuse nel 1960 dopo 205 numeri divisi in 8 serie.[14][19][20] Come avveniva per le strisce, le rese degli Albi d'Oro vennero raccolte in albi con una nuova copertina inedita[14]; vennero editi 29 numeri, dal 1954 al 1957, di questa serie che viene ricordata coma la prima serie "Gigante"[21], la più rara tra le serie dedicate al personaggio e la più ricercata dai collezionisti[14].

Collana Gigante[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al successo della collana in formato "Gigante", l'editore avviò una seconda ristampa con le stesse caratteristiche, che poi sostituirà la collana a strisce nella pubblicazione delle storie inedite e che sarà anche adottata dalle altre testate della Bonelli.[4][22] La testata nell'ottobre 1958 ristampando integralmente, salvo alcune eccezioni, gli episodi pubblicati nella collana a strisce ancora pubblicata all'epoca del lancio della nuova proposta, per poi, da pagina 69 del n° 96 (ottobre 1968), incominciare a pubblicare storie inedite.[4][23] Viste le mutate condizioni sociali ed economiche e[senza fonte] il crescente successo della collana, la casa editrice decise di puntare su questa e di pubblicarvi direttamente le storie inedite[4]. In seguito, dal n° 22 la pubblicazione modificò il nome da Serie gigante a Collana Tex gigante e, dal n° 162, assunse la denominazione definitiva di Tex.[24]

Contenuti dell'albo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo i primi numeri stampati in misura leggermente maggiore, spillati con punti metallico e con 160 pagine, divenute poi 128, la serie si stabilizza su un formato di cm 16 x 21 per 112 pagine brossurate. Queste caratteristiche identificano quello che è noto come il formato “bonelliano”[4] standar successivamente adottato anche da altri editori, i cui prodotti vengoni chiamati in gergo bonellidi[senza fonte]

Il numero di pagine di un singolo albo è variato nel tempo, ma dal n° 93 si è stabilizzato a 116 pagine delle quali, le tavole dedicate al racconto a fumetti sono 110, mentre le altre sono occupate da un frontespizio a pagina 3 mentre a pagina 4 per molti anni vennero elencati gli arretrati, poi sostituiti da rubriche, le altre quattro costituiscono la copertina che presenta un disegno col titolo dell'albo e il logo della testata mentre il retro, la pagina 2, è destinata ai redazionali; la terza e la quarta di copertina riportano la pubblicità di testate della casa editrice di prossima pubblicazione e forniscono anticipazioni sul numero seguente di Tex. Comunque non è infrequente che il contenuto di queste pagine venga modificato riportando altri contenuti come a esempio alcune rubriche.

Le copertine della seconda serie gigante sono state realizzate fino al n° 400 da Aurelio Galleppini e poi da Claudio Villa e rappresentano sempre il protagonista, salvo rare eccezioni; le immagini inizialmente non avevano un rapporto diretto con la storia ma in seguito venne sempre raffigurata una scena attinente col racconto e di norma vi è anche una relazione diretta con il titolo.

Gli albi della serie sono bianco e nero a eccezione del n° 100 e dei suoi multipli e del n°575, del settembre del 2008, per celebrare il sessantesimo anniversario dell'esordio del personaggio.

I racconti sono di varia lunghezza e si possono sviluppano su più albi. La storia più lunga è Ritorno a Pilares di Nolitta e Letteri, iniziata a pag. 79 del n° 387 e si conclude dopo cinque albi per un totale di 586 pagine.

Negli albi dal n° 23 al n° 26, sono presenti due brevi racconti sceneggiati da Bonelli non incentrati sul personaggio di Tex: il primo, Sulla pista di forte Apache, disegnato da Franco Donatelli e il secondo, Il feticcio tragico, disegnato da Vittorio Coliva.

Nell'ottobre 2010, con l'uscita del n°600, e sommando anche le storie pubblicate su altre collane, il fumetto ha superato le 80.000 tavole edite[25].

Le ristampe[modifica | modifica wikitesto]

La prima ristampa cronologica della serie esordì nel 1964 nella collana Tex Tre Stelle, che si distingue dalla serie inedita per la presenza di tre stelle sul dorso che. Alcuni testi e disegni vennero riveduti e corretti.[26][27] Il successo della serie era ormai conclamato e le richieste crescente dei primi numeri, in precedenza soddisfatta con l'invenduto e con riedizioni non ufficiali riconoscibili per alcune modifiche apportate rispetto agli originali.[28] Queste modifiche vennero effettuate in quanto, nei primi anni sessanta, anche in seguito a proposte di legge volte a un controllo preventivo sulle pubblicazioni a fumetti, fu attuata dagli editori di periodici per ragazzi una forma di autocensura, che veniva certificata anche con un apposito marchio - MG (Garanzia Morale) - e che coinvolse anche Tex[29]. L'editore decise di intervenire modificando sia dialoghi ritenuti troppo violenti che l'abbigliamento dei personaggi femminili, allungando gonne e coprendo decoltè. In particolare vennero emendati i primi albi della seconda serie gigante che riproponevano le storie pubblicate nella collana a strisce: confrontando le vignette delle prime con le seconde è possibile appurare i ritocchi che vennero effettuati. Esistono anche edizioni dei primi 14 numeri sia censurate che non censurate; successivamente a quel numero invece, e per alcuni anni, gli albi uscirono solo già emendati.[senza fonte][non è chiaro] Il marchio apparve sulle pagine del fumetto fino al n° 84. In seguito sono state apportate altre modifiche ai testi, riscontrabili visionando le varie ristampe succedutesi nel tempo, ma si tratta perlopiù di correzione di refusi o al massimo di modifiche stilistiche, non attuate allo scopo di prevenire possibili interventi dell'autorità.

La testata chiuse dopo oltre cinquant'anni e 636 numeri pubblicati nel febbraio 2017, ma la collana è proseguita con la nuova testata Classic Tex, in cui è presente una doppia numerazione, quella di testata e quella di collana.[26][27] L nuova testata, caratterizzata da una fogliazione inedita con le tavole a colori e con copertine riprese anche dagli Albi d'Oro, TuttoTex e Tex nuova ristampa.[28] Dal febbraio 2005 è stata introdotta anche la ristampa dei Texoni, con cadenza semestrale: sono i Tex Stella d'Oro.[30]

La seconda ristampa, riveduta e corretta della serie Tex esordì nel 1985 e venne pubblicata fino al 2016 per 549 numeri.[16][31] Una terza ristampa, ristampa, riveduta e corretta nei testi, esordì nel febbraio 1996 e proseguì fino al n° 402 chiudendo anch'essa nel 2016.[16][28][32]

Nel febbraio 2007, esordisce una riedizione cronologica della serie a fumetti di Tex denominata Collezione storica a colori edita dal Gruppo L'Espresso che dovrebbe interrompersi con l'uscita del 239º volume.[33][34][35][36] Nel marzo 2014 viene edita la nuova collana Collezione storica a colori Gold, per la pubblicazione di storie presenti negli albi fuori-serie come i Maxi Tex e gli Almanacchi del West.[37]

Gli albi fuori serie[modifica | modifica wikitesto]

Alla serie regolare sono state affiancate testate con periodicità in genere annuale. La prima di queste esordì nel giugno 1988, per celebrare il quarantennale del personaggio, ed era un albo di grande formato contenente una lunga storia inedita. Il successo dell’iniziativa portò a dar vita a una collana regolare vera e propria dove pubblicare opere di grandi nomi del fumetto internazionale. La collana è nota come Speciale Tex ma anche informalmente come “Texoni”, per via del grande formato.[16][38]

Altre collane annuali sono l'Almanacco del West (Tex Magazine dal 2016) e il Maxi Tex. Il primo è caratterizzato, oltre che dalla presenza di una storia a fumetti, da servizi e materiale informativo sul mondo del genere western; il secondo ha il classico formato bonellide ma con maggiore foliazione (circa 300 pagine).[16][39][40] Nel 2011 si aggiunge la testata Color Tex che presenta storie a colori di formato e durata variabile.[41][42][43]

Caso unico e particolare è quello della storia "La banda del campesino" del 1951 che venne pubblicata a puntate sulla quarta di copertina della 3ª serie a striscia; l'episodio, peraltro a colori, presentava le vicende non seguendo l'ordine cronologico degli eventi, ma casualmente e pertanto doveva essere ricostruito dai lettori.[senza fonte]

Storie extra-Bonelli[modifica | modifica wikitesto]

Alle pubblicazioni edite dalla Bonelli si aggiungono alcune storie brevi inedite del personaggio, ovvero mai stampate dalla Bonelli, ma pubblicate su testate di altri editori.[3]

Gli autori[modifica | modifica wikitesto]

Il primo albo e strisce, Il totem misterioso, uscì nelle edicole il 30 settembre 1948 con i disegni del creatore grafico Aurelio Galleppini, a cui si aggiungeranno, visto l'aumento dell'impegno imposto anche dall'incremento di pagine del nuovo formato editoriale introdotto a partire dal n° 95, altri disegnatori: Guglielmo Letteri, Erio Nicolò, Giovanni Ticci, Fernando Fusco e Virgilio Muzzi, i quali formeranno il gruppo storico dei fumettisti impegnati col personaggio.[44] Successivamente verranno aggiunti Claudio Villa, Vincenzo Monti, Fabio Civitelli e il primo autore straniero Jesús Blasco,[45] cui seguiranno negli anni molti altri disegnatori anche stranieri come gli spagnoli Alfonso Font, José Ortiz, Manfred Sommer e gli argentini Enrique Breccia e Miguel Ángel Repetto.[45] Per la realizzazione degli albi Speciali (Texoni) vengono incaricati diversi maestri riconosciuti del fumetto italiano e internazionale, come lo statunitense Joe Kubert e l'italiano Magnus, i quali, grazie alla libertà espressiva concessa, hanno fornito interpretazioni molto diverse e personali del personaggio.[46]

Le copertine della serie dagli esordi fino al n° 400 (febbraio 1994) sono sempre state realizzate da Galleppini che venne sostituito da Claudio Villa, autore anche di quelle degli Almanacchi del West e dei MaxiTex.[47] Fanno eccezione le copertine degli Speciali che sono opera dello stesso autore delle tavole e, dal 2013, quelle del ColorTex per il quale si incarica un artista estraneo al progetto.

Quasi tutti i testi sono stati scritti dall'autore Giovanni Luigi Bonelli, dal figlio Sergio (firmati con lo pseudonimo di Guido Nolitta), da Claudio Nizzi e da Mauro Boselli; questi ultimi, pur rispettando i canoni fissati da Bonelli, hanno contribuito a sviluppare le personalità del protagonista e dei comprimari.[45] Il personaggio di Giovanni Luigi Bonelli è granitico, insofferente verso l'autorità, coadiuvato quasi costantemente da tre amici altrettanto decisi; Nolitta preferisce mostrarlo più spesso da solo e meno sicuro di sé, umanizzandone in questo modo la figura;[48] Nizzi, inizialmente molto fedele all'originale, lo trasforma poi in parte in un classico investigatore in cerca di prove, per lo più assistito dal solo Carson; infine Boselli, il quale presenta storie dalle trame molto più intricate, con molti comprimari.[49] Dopo il n° 600, cominciano ad arrivare altri autori come Tito Faraci e Pasquale Ruju a tempo pieno nello staff della testata e Gianfranco Manfredi più saltuariamente.[50] Al di fuori della serie regolare, lo spagnolo Antonio Segura, è l'autore di sei MaxiTex dal 1997 al 2011.[50]

Ideatori[modifica | modifica wikitesto]

Tito Faraci, uno degli sceneggiatori titolari della testata al Lucca Comics 2009

Sceneggiatori[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatori ospiti[modifica | modifica wikitesto]

(col termine "ospite" si intende un autore che non ha realizzato albi sulla serie regolare)

  • Luca Barbieri, ha realizzato: Color Tex 10 (episodio Un cavallo di pezza).
  • Giancarlo Berardi, ha realizzato: Maxi Tex 1991.
  • Moreno Burattini, ha realizzato: Color Tex 6 (episodio Incontro a Tularosa), Color Tex 10 (episodio Chupacabras!).
  • Gino D'Antonio, ha realizzato: Texone 2008.
  • Chuck Dixon, ha realizzato: Tex Magazine 2 (episodio Terrore tra i boschi).
  • Luigi Mignacco ha realizzato: Color Tex 8 (episodio Chindi).
  • Jacopo Rauch, ha realizzato: Color Tex 10 (episodio Il mescalero senza volto).
  • Roberto Recchioni, ha realizzato: Color Tex 6 (episodio Randy il fortunato), Color Tex 7.
  • Antonio Segura, ha realizzato: Maxi Tex 1997, Maxi Tex 1999, Maxi Tex 2000, Maxi Tex 2004, Maxi Tex 2009, Maxi Tex 2011.
  • Paolo Eleuteri Serpieri, disegnatore e copertinista, ha realizzato: L'eroe e la leggenda nel 2015.
  • Gigi Simeoni, e disegnatore, ha realizzato: Color Tex 8 (episodio La Banda Hogan).
  • Francesco Testi, ha realizzato: Color Tex 10 (episodio Amici per la morte).
  • Antonio Zamberletti, ha realizzato: Tex Magazine 2 (episodio Freedom Ranch).

Copertinisti[modifica | modifica wikitesto]

Copertinisti ospiti[modifica | modifica wikitesto]

(col termine "ospite" si intende un autore che non ha realizzato copertine sulla serie regolare)

Tutte le copertine dei Texoni e dei Romanzi a Fumetti sono state affidate, fin dal primo albo, allo stesso disegnatore che ha realizzato la storia. A questi si aggiungono i copertinisti cui, dal 2013, viene affidata l'illustrazione di una delle due copertine del Color Tex che escono annualmente.

Disegnatori[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Villa, l'attuale copertinista, mentre autografa

Disegnatori ospiti[modifica | modifica wikitesto]

(col termine "ospite" si intende un autore che non ha realizzato albi sulla serie regolare)

Disegnatori "fantasma"[modifica | modifica wikitesto]

Col termine "fantasma" si intende un autore non accreditato, il cui tratto però è stato riconosciuto in varie storie di Tex. In alcuni casi l'editore ne ha ammesso la presenza; in altri casi sono stati gli autori stessi a rivendicarne la paternità.[51].

I ritmi della pubblicazione, che, specialmente nei primi anni, Galep da solo non riusciva a sostenere, giustificavano il ricorso a questi disegnatori, spesso o mai accreditati ufficialmente. In altri casi, anche più recenti, la presenza di "Ghost Artist" era dovuta alla normale collaborazione tra autori. Esemplare il caso di Romanini, che realizzò alcune parti dei disegni del Texone di Magnus (soprattutto i cavalli); oppure quello dello "Studio Giolitti", in cui lavoravano sotto il nome di Giolitti (o meglio lo pseudonimo di Gilbert) Alfio Ticci (fratello di Giovanni) e Angelo Todaro. Spesso molti autori nati come Ghost (soprattutto di Galep) divennero autori di altre collane della casa editrice, oppure ottennero di disegnare storie complete sulla collana di Tex.

Ambientazione geografico-storica[modifica | modifica wikitesto]

Un classico scenario delle avventure di Tex e dei suoi pards: la celebre Monument Valley

Gli autori hanno descritto con molta precisione le ambientazioni delle storie narrate, la maggior parte delle quali si svolgono nei territori del sud-ovest degli Stati Uniti e in particolare l'Arizona, dove è localizzata la riserva presso cui il protagonista dimora assieme ai pards, il Texas e il New Mexico. I confini "estremi" delle avventure sono invece molto più estesi, delimitati a nord dalla gelida Alaska e dal Canada, e a sud dal Messico, territori, specie l'ultimo, visitati non di rado da Tex.

Nella saga non mancano racconti che si dipanano in località remote, fra le quali:

Alcune storie sono introdotte da eventi che hanno per scenario la Francia[59], l'Inghilterra[60] e l'Egitto[61], che però non vedono la partecipazione diretta di Tex.

Se generalmente gli autori prestano molta cura quando si tratta di inserire luoghi geografici reali, in un caso sono incorsi in una svista piuttosto clamorosa: nel n. 450, intitolato Missione speciale[62], sia nell'immagine in copertina che nelle vignette interne è rappresentato il Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti, mentre avrebbe dovuto esserci la Casa Bianca[63].

Non è facile stabilire con un sufficiente grado di certezza il periodo storico in cui i racconti narrati nel fumetto si svolgono. La difficoltà dipende in particolare dalla presenza di diverse incongruenze nella saga. In ogni caso, il dato più significativo è che i pards fanno uso quasi sempre di Winchester '73 e di Colt '45 come armi, entrambi in produzione dal 1873, quindi tutte le vicende tranne quelle nei primi albi sono ambientate all'incirca attorno al 1880.

Anche la collocazione storica degli avvenimenti vanta un celebre errore, peraltro ammesso dallo stesso editore Sergio Bonelli[64]: nell'episodio n. 34, intitolato Sinistri incontri[65], appare un'automobile Ford T, uno dei primi modelli della Ford che fu prodotta dal 1908 al 1927 e che quindi, ai tempi in cui è ambientato il fumetto, non era stata ancora ideata.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

I pards[modifica | modifica wikitesto]

Bonelli incentrò il suo fumetto su quattro personaggi al servizio della giustizia. Il protagonista si riferisce a loro come ai suoi "pards", ovvero "soci" in inglese, e così indicati nei testi del fumetto. Pur non presenti in tutte le storie, i tre pards di Tex, sono di frequente al suo fianco: Carson è il personaggio che compare più frequentemente, quasi in tutte le storie, mentre i restanti due, il figlio Kit e l'indiano Tiger, compaiono meno frequentemente. Se la coppia Tex e Carson è la più frequente, negli anni sono state proposte tutte le possibili combinazioni, tra le quali quella del quartetto completo è preferita in modo particolare nelle storie di ampio respiro.

  • Tex Willer: il protagonista della serie, un veloce e prestante pistolero di circa quaranta anni (anche se nei primi albi sembra più giovane), è inizialmente un fuorilegge, ma ben presto viene arruolato nel corpo dei ranger del Texas, dove conosce Kit Carson. In seguito rassegna le dimissioni ma rientra in servizio non effettivo, restando a disposizione per particolari incarichi assegnatigli dal comando e usando la stella di ranger ogni qualvolta ne ravvisi la necessità. Tex è inoltre il capo supremo di tutte le tribù Navajos, dai quali è chiamato Aquila della Notte, e assolve per conto del governo degli Stati Uniti l'incarico di agente indiano della stessa riserva. Di carattere fermo e risoluto, imbattibile nell'uso delle armi da fuoco e nella lotta corpo a corpo, Tex è il più pericoloso avversario che un criminale possa incrociare sulla sua strada, sempre pronto ad intervenire in aiuto del più debole in nome della giustizia, anche a costo di scontrarsi con la legge, ma sempre seguendo un suo codice morale. Assume per brevi periodi anche la carica di sceriffo in cittadine che necessitano di aiuto e collabora anche con l'agenzia investigativa Pinkerton. Grazie alle innumerevoli imprese insieme ai suoi pardsè famoso in Arizona e in tutto il West, arrivando a guadagnarsi l'appoggio e l'amicizia di personaggi molto influenti tra cui perfino il Presidente degli Stati Uniti.
  • Kit Carson: conosciuto dagli indiani con il nome di Capelli d'Argento, è presente fin dal primo numero, La mano rossa, quando aveva circa 30 anni, nel quale è già un ranger di grande fama, infatti è stato lui a istruire e a far diventare Tex, che era un giovane ranger inesperto, quello che è adesso. È un gran fuoriclasse sia con le pistole che con il Winchester, come Tex. È rappresentato (eccetto che nei primi dieci numeri) con i capelli, i baffi e il pizzetto bianchi, ma, nonostante l'età di circa 50/55 anni, è ancora agile e scattante e si rivela un prezioso alleato anche nelle risse. È brontolone e pessimista e si irrita se qualcuno lo chiama "nonnetto" a causa della sua candida capigliatura. Ha la reputazione di essere un donnaiolo. Memorabili sono i dialoghi con Tex nei quali puntualmente fa il ruolo dello jettatore, contrastando decisamente con il carattere sicuro e ottimista dell'amico. Dei 3 pards che accompagnano Tex è quello che appare di più nelle varie avventure poiché gli altri due sono spesso impegnati a badare alla riserva Navajo, è anche il pard con più esperienza e, come "gerarchia", è il secondo dopo Tex.
  • Kit Willer: dai Navajo chiamato Piccolo Falco, è il figlio di Tex e della sua moglie indiana Lilyth. Appare fin dai primi numeri[66], ma è solo a partire dal dodicesimo (Il figlio di Tex[67]) che è abbastanza cresciuto da seguire Tex nelle sue missioni, con un'età di circa 18 anni. Tex gli dà quel nome in onore del suo amico Carson, che ne è il padrino e a cui si rivolge simpaticamente con il termine di "Zio". Viene fatto studiare da Tex nella missione di Santa Anita, con la prospettiva di avviarlo alla carriera militare, ma Kit preferisce seguire le orme paterne, diventare ranger, ed andare in giro per il West a scontrarsi con fuorilegge e criminali. Tex lo ha addestrato nell'uso delle armi da fuoco e conosce tutti i trucchi indiani, che gli sono stati insegnati da Tiger Jack nella riserva Navajo in cui è cresciuto.
  • Tiger Jack: compare per la prima volta nell'ottavo albo (Due contro cento[68]) ed è un guerriero Navajo fratello di sangue di Tex. Ha iniziato a seguire il ranger nelle sue avventure dopo la scomparsa di Lilyth ed è diventato nel tempo un compagno insostituibile, specialmente nelle storie che hanno come protagonisti i nativi americani. A differenza degli altri tre pard Tiger usa preferibilmente il Winchester, in modo eccelso naturalmente, pur non disdegnando le colt, il coltello, l'arco e il tomahawk. La sua specialità sta nel trovare tracce e seguire piste, dove è insuperabile. L'età non è nota, si può però presumere che sia di 35/40 anni, pertanto Tiger è più giovane di Tex di pochi anni.

Indiani Navajos[modifica | modifica wikitesto]

Nativi Navajo

Il primo incontro tra Tex ed i Navajos è piuttosto turbolento: per poco Tex non viene ucciso al palo della tortura, dal quale si salva sposando Lilyth, la figlia del sakem Freccia Rossa[69]. Con il matrimonio Tex entra a far parte della tribù, della quale diventerà in seguito capo indiscusso[70]. Solo in rare occasioni la sua autorità è sfidata apertamente da guerrieri navajo: il più noto contendente di Tex è Sagua[71], il presunto figlio illegittimo di Freccia Rossa. Naturalmente, vivendo con loro, Tex riesce a comprenderne come pochi altri visi pallidi gli usi ed i costumi e ne apprezza le doti di lealtà e coraggio. Parla la loro lingua e sa comunicare attraverso i segnali di fumo.

Sfoggiare la cintura di wampum, in seguito divenuta una fascia, che gli appartiene come capo dei Navajos, gli permette inoltre di essere trattato con rispetto ed amicizia dalla maggior parte delle tribù pellerossa.

Tex, in qualità di agente indiano della Riserva Navajo, ne gestisce l'economia. Grazie allo sfruttamento di alcuni giacimenti auriferi all'interno della riserva stessa, dispone di considerevoli risorse economiche custodite nelle banche di Flagstaff e Gallup.

La difesa dei diritti del suo popolo porta Tex, in uno degli episodi più celebri della saga (Sangue Navajo[72]), a far dissotterrare l'ascia di guerra, ingaggiando addirittura una guerra contro le giacche azzurre, evitando comunque che lo scontro causi perdite tra i soldati.

Altri comprimari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi minori di Tex.

Tra gli amici di Tex, che compaiono saltuariamente nelle sue avventure, sono da ricordare:

  • El Morisco[73], scienziato e curandero egiziano trapiantato nello Stato messicano del Chihuahua presso la città di Pilares, il cui vero nome è Ahmed Jamal.
  • Jim Brandon[74], colonnello della Mounted Police (Giubbe rosse).
  • Gros-Jean[74], meticcio franco-canadese e cacciatore di pellicce; appare in uno dei primi numeri della serie come membro de "La Mano Rossa", una banda di rivoltosi ostile al dominio inglese alle prese con un goffo tentativo di eliminare Tex, del quale diventa subito dopo amico e prezioso alleato.
  • Montales, prima guerrigliero messicano, poi vicepresidente sotto il governo di Benito Juarez.
  • Pat Mac Ryan, grosso e simpatico pugile irlandese dalla forza erculea, anche se un po' sempliciotto, sempre pronto a seguire Tex e Carson nelle loro imprese più disparate.
  • Cochise, capo della tribù chiricahua e capo generale di tutte le tribù Apache, ispirato al capo indiano realmente esistito.
  • Lefty Potrero, ex-lottatore, proprietario della palestra "Hercules Gymnasium" di San Francisco, che con la sua banda di culturisti e donne muscolose (Dame della Santa Lega) aiuta spesso e volentieri Tex a sgominare intere organizzazioni cinesi.
  • Tom Devlin, capo della polizia di San Francisco.
  • Nat Mac Kennet, sceriffo di New Orleans.

Avversari[modifica | modifica wikitesto]

  • Mefisto (vero nome Steve Dickart), personaggio "infernale" e nemesi del ranger, è presente fin dal terzo albo (Fuorilegge). Inizialmente è un criminale comune, assoldato come spia da una potenza straniera, che usa come copertura i suoi spettacoli, in cui si esibisce come mago illusionista. Successivamente acquisisce poteri paranormali, anche grazie allo studio dell'occultismo, e cerca di mettere Tex ripetutamente in difficoltà. Nonostante ne venga mostrata la morte in seguito all'ennesimo scontro con il ranger[75], il diabolico individuo riesce a tornare come spirito dall'oltretomba per guidare il figlio Blacky contro i mortali nemici. Infine viene addirittura riportato in vita dal medium indiano Narbas, sotto la direzione della sorella dello stregone, Lily Dickart[76].
  • Yama (vero nome Blacky Dickart), fa la sua apparizione nell'albo a lui dedicato. È il figlio di Mefisto ed è altrettanto pericoloso: eredita dal padre i poteri magici in cambio della promessa di vendicarne la morte, conseguendo però gli stessi risultati fallimentari. In seguito Yama, caduto in depressione dopo l'ultimo fallimento, dimentica le arti magiche, abbandonando il proposito di sconfiggere Tex ed i suoi pards e torna a fare l'artista girovago con la madre Myriam.
  • Proteus, vero nome Perry Drayton, l'uomo dai cento volti, capace di camuffarsi e di assumere le sembianze di qualsiasi individuo, compreso Tex. Presente in tre avventure, è uno dei pochi avversari ancora in vita e che quindi potrebbe ritornare in futuro ad insidiare Tex e i suoi pards.
  • El Muerto, imbattibile pistolero, all'anagrafe Paco Ordoñez.
  • La Tigre Nera, alias il principe di Sumankan della Malesia.
  • Andrew Liddell, noto come il Maestro, un folle ed avido scienziato.
  • John Coffin, ranchero avido e privo di scrupoli di Culver City, il primo nemico di Tex.
  • Ruby Scott, l'unico uomo che sia mai riuscito a battere Tex in duello, sebbene con un trucco (nel n. 99 La sconfitta).
  • Rakos, (che si scoprirà essere l'anagramma di Sokar), un sacerdote dell'antico Egitto.
  • Paul Balder detto El Carnicero (Il Macellaio), proprietario terriero senza scrupoli ed ex cacciatore di scalpi.
  • Pedro Galindez, detto "il Cobra", prima leader di un gruppo di ribelli ostili al governatore dello Stato di Chihuahua in Messico, quindi capo di una banda di desperados.
  • Boris Leonov, il ricco cognato di Mefisto, che finisce ucciso dallo stesso stregone.

Ci sono anche dei avversari più insoliti o soprannaturali, come gli zombi che appaiono in varie storie; extraterrestri, come "Il Figlio di Manito", un alieno dalle sembianze umane e dalla pelle squamosa, munito di una terribile arma a raggi; oppure mutanti, come gli indiani Ghundar, abitanti delle nevi del Monte Rainier, trasformati in uomini-rettile dal contatto con delle astronavi precipitate in epoca remotissima, a somiglianza dei loro piloti.

Singolari sono anche i Ricci della Morte, strane forme di vita animale aliena che crescono sul sito dove era caduto un meteorite (che nella fantasia dell'autore dà vita al celebre Meteor Crater), in grado di causare la morte tra le tribù locali dell'Arizona e che verranno debellati irrorando con una sostanza per loro letale (l'alcool) il cratere. Non mancano neanche gli incontri con i dinosauri, presenti in ben due episodi distinti.

Una delle rare figure controverse della saga è il Capitano Drake alias "Barbanera", marinaio capo del veliero "Black Shark": durante il primo incontro è un avversario, mentre successivamente si trasforma in prezioso alleato.

Personaggi femminili[modifica | modifica wikitesto]

Nel fumetto la presenza femminile è alquanto scarsa. Solo nei primissimi albi ne ritroviamo qualcuna, in particolare Tesah, Marie Gold e Lupe. La stessa Lilyth compare solo in pochi episodi iniziali e in alcuni rarissimi flashback. Se prima dell'entrata in scena della moglie Tex non sembra insensibile al fascino femminile, dopo la sua scomparsa non instaura più relazioni affettive con altre donne. Se ad Aquila della Notte non sono più state attribuite relazioni sentimentali, recentemente ne hanno avute, in più di un'occasione, i pards.

Anche nel ruolo di nemiche il gentil sesso fa capolino nel fumetto solo saltuariamente. Tra le figure meglio riuscite di avversarie si possono ricordare:

  • Satania
  • Loa, sacerdotessa voodoo, alleata prima di Mefisto e poi di Yama.
  • Lily Dickart, la diffidente sorella di Mefisto, che prova anch'essa un odio profondo per il ranger che l'ha arrestata in passato in due diverse occasioni.
  • La Maschera di Ferro, capo-banda criminale di New Orleans
  • Le streghe Mah-Shai, Mitla e Zhenda.

Fonti di ispirazione[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Fonte d'ispirazione del fumetto sono soprattutto i film western dell'epoca d'oro, più che l'effettiva storia del West. A volte la citazione è evidente. Ad esempio, in un episodio di Tex del 1989, "Piccolo Lupo", è particolarmente evidente un omaggio a Ombre rosse, capolavoro del regista John Ford, di cui il fumetto ricalca notevolmente la trama. I personaggi all'interno della carrozza sono chiaramente ispirati a quelli del film, con alcune differenze (il dottore ubriaco diventa un anziano capitano accusato di codardia, il giocatore d'azzardo un cacciatore di taglie, la prostituta un'innocente maestrina, il Dottor Peacock diventa il sarto Adam Peabody, il ladro della compagnia mineraria un affarista uxoricida) ed alcune scene sono riprodotte (la freccia che si conficca a pochi centimetri dalla ragazza). Uno dei sottotitoli che dividono il racconto è proprio "Ombre Rosse".[senza fonte]

Personaggi e avvenimenti storici[modifica | modifica wikitesto]

Alcune storie di Tex vedono come co-protagonisti o contengono citazioni di personaggi storici, oppure fanno riferimento ad eventi realmente accaduti. Si tratta in genere di piccole forzature che sembrano avere più che altro lo scopo di rendere più credibile la trama narrata, omaggiando nel contempo alcune celebrità dell'epopea western.

Tra i personaggi storici che fanno la loro comparsa nel fumetto si possono ricordare: alcuni valorosi capi indiani, quali i celeberrimi Cochise e Geronimo[77], il generale Custer[78], il famoso cacciatore di bisonti Buffalo Bill[79][80][81], il pistolero Wild Bill Hickok[81] e Calamity Jane[82]. Inoltre Tex se la deve vedere anche con alcune celebri bande criminali come il mucchio selvaggio[83] di Butch Cassidy e la banda Dalton[68].

Tra i fatti storici in cui il personaggio si trova coinvolto, il più noto è la guerra di secessione americana[84], a cui Tex partecipa pur senza indossare alcuna divisa. Nella fantasia dell'autore il conflitto sorprende Tex ancora in veste di cowboy, mentre è in viaggio con due compagni di ventura, "Damned" Dick Dayton e Rod Virgil, per vendere una piccola mandria. Rod entra nelle file dei confederati; Tex e "Damned" Dick, invece, favorevoli all'abolizione dello schiavismo, pur essendo texani, si arruolano come esploratori civili nel 3º Cacciatori dell'esercito unionista. Il loro contributo al conflitto consiste in una serie di azioni di guerriglia e sabotaggio a danno dei sudisti. Mentre infuria la battaglia di Shiloh, ritrovano sul fronte opposto l'amico Rod colpito a morte. Di fronte a questo tragico evento, Tex giura di non impugnare più un'arma in quella che ormai considera un'assurda guerra fratricida, se non per autodifesa, maturando un sentimento di convinto antimilitarismo. In seguito verranno narrati altri scorci di questo importante periodo della vita di Tex, sia con la presenza di Dick che in solitaria.

C'è da segnalare però un'incongruenza nella coerenza storica della saga, tra queste vicende e quelle narrate nei primi albi (ad esempio nel n. 20, Un piano ardito), nei quali si parla della guerra di secessione come di un conflitto in atto, senza però menzionare alcun tipo di coinvolgimento diretto da parte di Tex.

Edizioni estere[modifica | modifica wikitesto]

Il successo del fumetto è testimoniato anche dalle numerose pubblicazioni in altri paesi, sia europei che di altri continenti.

Edizioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Tex portoghesi
  • Francia: edito inizialmente da Libraire Moderne fin dal 1948 nel formato a striscia con il nome di Texas Boy; successivamente esce anche sotto altre testate, tra cui Mustang, Rodeo, Yuma e Special Rodeo. La distribuzione passa poi all'editore Lug che fa conoscere il fumetto in diversi paesi francofoni (Belgio, Canada, Tunisia), in un formato parzialmente diverso da quello classico, il cosiddetto petit format. Tex è stato pubblicato in Francia fino aò 2008.[85]
  • Spagna: viene edito come Texas Bill per la prima volta nel 1949, nel formato a strisce per 168 numeri. L'editore Buru, negli anni settanta, stampa 92 numeri nel classico formato, che contribuiscono a far conoscere il fumetto anche sui mercati latino-americani (Messico e Venezuela). Dal 2002 è pubblicato dalla Planeta De Agostini e poi da Aleta Ediciones.[86]
  • Finlandia: pubblicato dal 1953 ed è tuttora presente dopo oltre 500 numeri complessivi.[86] Si diffonde dapprima nel formato a strisce e successivamente nella serie Kansas Sarja, che diviene nota in molti paesi del Nord-Europa. La testata, Tex Willer e non semplicemente Tex, esce in un formato più piccolo di quello bonelliano e ha la caratteristica, ripresa da altre versioni di paesi nordici, di ripartire ogni anno dal n° 1. Da segnalare che le uscite annuali sono 16. Escono anche i MaxiTex e i Texoni.
  • Norvegia[86]: pubblicato dal 1961, seguendo la stessa trafila della confinante Finlandia. Sono stati pubblicati oltre 500 numeri. Sono stati pubblicati anche i Texoni.
  • Il fumetto è stato stampato anche in Svezia e Danimarca, dove non ottiene lo stesso riscontro degli altri paesi scandinavi. Le pubblicazioni svedesi hanno le copertine realizzate in parte da autori locali e nella testata sono inserite anche storie di altri personaggi.
  • Paesi Bassi: pubblicato dal 1971 al 1981 per un totale di 128 albi, con il titolo Tex Willer Classics e più tardi Tex Willer.[87]
  • Regno Unito: breve apparizione negli anni settanta per le edizione Western Classics
  • Germania: dal 2000 edito da Comic Club Hannover, escono 20 numeri a tiratura limitata (200 copie) molto ambiti dai collezionisti.
  • Ex Jugoslavia[86]: trova miglior accoglienza fin dal 1967 pubblicato dall'editrice Dvevnik. Dopo la dissoluzione della Jugoslavia, continua ad avere un seguito soprattutto in Croazia e Slovenia.
  • Nei paesi dell'Europa orientale è stato presente anche in Albania e Repubblica Ceca ed è stato recentemente proposto al pubblico russo. Esiste anche la versione greca, in cui la testata è presente col nome di Tex Ponteo.

Edizioni extra-europee[modifica | modifica wikitesto]

In alcuni paesi extraeuropei la diffusione del fumetto è dovuta alla distribuzione di pubblicazioni edite in altre nazioni che condividono la stessa lingua, come a esempio le pubblicazioni spagnole in Messico, Venezuela e Argentina, dove in quest'ultimo è noto come Colt el justiciero e il personaggio è rinominato Colt Miller. Negli Stati Uniti, paese dove è ambientato il fumetto e patria del genere western, Tex è praticamente inedito, se si esclude il Texone disegnato da Kubert.

  • Turchia[86]: inizialmente conosciuto come Teks. Dal 2000 edito da Oglak una serie mensile a partire dal numero che corrisponde al 401 dell'edizione italiana.
  • India[86]: 49 numeri facenti parte della serie Lion Comics che ha superato i 200 numeri.
  • Viene pubblicato in tamil e diffuso in Sri Lanka e Indonesia.
  • Breve apparizione sul mercato israeliano.
  • Brasile[86]: ha ottenuto riscontri di pubblico paragonabili a quelli in Italia ed è presente dagli anni cinquanta, come Texas Kid, pubblicato nel tempo da diversi editori, riuscendo a raggiungere anche la tiratura di 150.000 copie mensili. Escono diverse pubblicazioni, tra cui nel 1987 Tex Coleção (ristampa equivalente alla collana Tutto Tex) dell'Editrice Globo, la serie Edição Histórica (bimestrale, con copertine realizzate per l'occasione da Villa e poi allegate in Italia a Tex Nuova Ristampa), l'Edição special colorida con l'Editora Mythos e altre ancora.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il massacro di Goldena (1956): romanzo scritto da Giovanni Luigi Bonelli. La trama è utilizzata anni dopo come sceneggiatura dell'episodio della serie regolare Territorio apache (n. 108 Inferno a Robber City e n. 109 Massacro!). Nel settembre del 2008, in occasione del sessantesimo anniversario del fumetto, il romanzo è stato allegato in omaggio insieme all'albo n. 575, in una versione riveduta e corretta da Sergio Bonelli.
  • Alla ricerca di un secondo paradiso (1982, Mondadori): racconto scritto da Piero Pieroni e pubblicato all'interno del "Manuale di Tex nel West".
  • Tex Willer - Il romanzo della mia vita (2011, Mondadori): romanzo scritto da Mauro Boselli con illustrazioni di Fabio Civitelli; il romanzo ripercorre le principali vicende del personaggio, che lo stesso Tex narra in prima persona, alcuni anni dopo gli accadimenti, a un giornalista[88].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Fra gli anni sessanta e settanta Gianluigi Bonelli lavorò ad una trasposizione cinematografica del fumetto che, però, non si concretizzò mai. Fondò una sua casa di produzione, la "Condor cinematografica" con sede a Milano, scrisse la sceneggiatura basandosi sulla storia Fort Defiance del 1969, scattò alcune foto per le possibili ambientazioni e contattò Charlton Heston e Jack Palance proponendogli l'interpretazione di Tex e Kit Carson.[89]
  • Tex e il signore degli abissi (1985, regia di Duccio Tessari): trasposizione della storia narrata negli albi dal n° 101 al n° 103.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Cartoni animati[modifica | modifica wikitesto]

  • Supergulp! I fumetti in TV: alcuni episodi della serie a fumetti sono trasmessi come disegni animati a immagine fissa, simile alla odierna motion comics.
  • Tex & Company: All'inizio degli anni ottanta, altri episodi realizzati con la stessa tecnica vengono trasmessi insieme ad episodi di Zagor, del Comandante Mark, di Ken Parker e di altri eroi Bonelli. Del programma esiste anche una sigla a 45 giri dedicata al personaggio, interpretata da Marco Ferradini dal titolo "La ballata di Tex".

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Impatto culturale, mostre e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il francobollo del 1996
  • Nel settembre 2012 viene presentato un documentario (uscito poi in DVD) intitolato Come Tex Nessuno Mai, omaggio del regista Giancarlo Soldi all'editore del fumetto ad un anno dalla scomparsa[91].
  • Sulla copertina dell'album Bertex - Ingresso libero di Loredana Bertè la cantante è ritratta nei panni del ranger.
  • Il 31 ottobre 1996, in occasione del centenario dalla nascita del fumetto, le Poste italiane emettono due francobolli, uno dedicato a Tex dal valore di 750 lire emesso e l'altro a Corto Maltese da 850 lire. Il disegno del primo è eseguito da Rita Morena e la tiratura fu di tre milioni di pezzi.[92]
  • Nel 2011 è stato pubblicato un compact disc, intitolato My Name Is Tex realizzato da Graziano Romani interamente dedicato a Tex, contenente sia canzoni tradizionali dell'epopea western sia inediti composti dall'autore per l'occasione. La copertina del cd è stata realizzata da Giovanni Ticci storico disegnatore delle avventure del ranger[93].
  • Nel 2015 al personaggio viene dedicato un album di figurine Panini, che come omaggio contiene al suo interno una breve storia inedita, La valle sconosciuta, di Boselli e Piccinelli.[94]
  • Nel 2012, al fumetto è stata dedicata una puntata della docu-serie Fumettology andata in onda su Rai 5.
  • Tex Willer arriva a Torino (8-15 aprile 2014), esposizione di tavole di Fabio Civitelli e Giovanni Ticci.[95]

Citazioni all'interno di altri fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • I richiami, più o meno espliciti, del personaggio che si trovano nelle pagine di altri fumetti, sia Bonelli che di altre case editrici, se per molti anni sono praticamente nulle, successivamente si fanno sempre più frequenti. Uno dei più noti è il riferimento che si può vedere in un albo di Ken Parker[96]: il protagonista nota in un saloon Tex e i suoi pards intenti a parlare «per ore» e ovviamente a scatenare una rissa. In un numero di Topolino della Mondadori, in una storia ambientata nel West, si intravedono nella strada principale del paese le figure di Tex e Kit Carson a cavallo che, benché di spalle, sono riconoscibili per la camicia gialla di Tex e la casacca a frange del suo pard. Nel numero 2964 della stessa testata, uscito nelle edicole il 12 settembre 2012, la parodia è dichiarata palesemente dallo stesso autore Corrado Mastantuono. L'episodio da lui sceneggiato e disegnato (Bum un ranger in azione) oltre ad essere ambientato nel vecchio West, fa uso di richiami a scenari e frasi tipicamente texiani, a partire dal nome degli stessi protagonisti (Bum Willer, Pap Carson e Architaigher)[97]. Nel n. 256 di Dylan Dog[98] c'è un esplicito omaggio al fumetto della medesima casa editrice: in una vignetta si vede la figura del ranger ed il classico logo che contraddistingue la testata. L'ambientazione della tavola è all'interno di un negozio per collezionisti. Tex Miller è una parodia a luci rosse di Tex, pubblicata nel 1976 e uscita con un solo numero, perché la Daim Press (l'attuale Sergio Bonelli Editore) ottenne la sospensione delle pubblicazioni, ritenute lesive dell'immagine di Tex. Un'altra parodia di Tex, Fax Palle in Canna fu pubblicata dalla Zero Press di Sal Virelli a metà degli anni novanta. La storia ironizzava su vari elementi del mondo western (ad esempio il personaggio di Ringo appariva come testimonial degli omonimi biscotti e Balla coi Lupi era ritratto con movenze da ballerino) e sull'assenza di momenti erotici nella collana texiana. A disegnarla fu il capitolino Leomacs, più tardi assunto proprio dalla Bonelli e in seguito entrato a far parte staff che realizza le storie del ranger.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda sul sito della Sergio Bonelli Editore con le biografie dei creatori di Tex, sergiobonellieditore.it. URL consultato il 10 gennaio 2012.
  2. ^ a b FFF - Fumetto, TEX, su www.lfb.it. URL consultato l'11 luglio 2017.
  3. ^ a b c d e f Tex, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 14 luglio 2017.
  4. ^ a b c d e Tex Gigante, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato l'11 luglio 2017.
  5. ^ a b Bonelli e Busatta, p. 24.
  6. ^ De Falco, p. 201
  7. ^ Roberto Davide Papini, Tex dei record: 600 volte eroe per milioni di fan., in Quotidiano.net, 7 ottobre 2009. URL consultato il 7 ottobre 2010.
  8. ^ De Falco, p. 26
  9. ^ Graziano Origa, A tu per tu con Aurelio Galleppini, L'Avventuroso, gennaio 1974.
  10. ^ Guida Fumetto Italiano, Guida Fumetto Italiano, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato l'11 luglio 2017.
  11. ^ IL GRANDE BLEK, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  12. ^ EsseGesse, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  13. ^ Gianluigi Bonelli, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  14. ^ a b c d Pier Luigi Gaspa et al., Crescete e moltiplicatevi, in L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010, pp. 117-121, ISBN 88-88869-23-9. [Il capitolo è opera di Moreno Burattini.]
  15. ^ Collana del Tex, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  16. ^ a b c d e FFF - Testate, TEX, su www.lfb.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  17. ^ FFF - Testate, TEX albo a striscia, su www.lfb.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  18. ^ a b c Raffaele De Falco, Tex. Fiumi di china italiana in deserti americani, Battipaglia, Nicola Pesce Editore, ottobre 2013, ISBN 88-97141-21-8.
  19. ^ FFF - Testate, TEX albo quindicinale, su www.lfb.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  20. ^ Quindicinale Albo d’Oro, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  21. ^ FFF - TEX GIGANTE, prima serie, 1954-1957, su www.lfb.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  22. ^ FFF - TEX GIGANTE, nuova serie, 1958-oggi, su www.lfb.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  23. ^ De Falco, p. 196. [L'autore segnala che il momento iniziale da cui parte la pubblicazione degli inediti è la pag. 69 dove comincia l'episodio La Caccia]
  24. ^ FFF - TEX GIGANTE, nuova serie, 1958-oggi, su www.lfb.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  25. ^ Diamo i numeri 2, morenoburattini.blogspot.com. URL consultato il 14 ottobre 2008. [La notizia, riferita da Saverio Ceri della Dime Press rivista specializzata è tratta dal Blog di Moreno Burattini, noto autore di fumetti.]
  26. ^ a b Tre Stelle, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  27. ^ a b Tex Tre Stelle - Classic Tex, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  28. ^ a b c De Falco, p. 203
  29. ^ Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c'è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008, ISBN 88-04-58378-9.
  30. ^ De Falco, p. 204
  31. ^ Tutto Tex, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  32. ^ Tex Nuova Ristampa, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  33. ^ Salvatore Cervasio, Un anno di Tex, in LoSpazioBianco.it, 4 ottobre 2009. URL consultato il 20 ottobre 2010.
  34. ^ Fabio Tibollo, Tex, la leggenda continua., in L'Espresso, 11 dicembre 2009. URL consultato il 26 agosto 2010.
  35. ^ Sergio Bonelli informa i lettori nel redazionale alla pagina 4 dell'albo 601 nel mese di novembre 2010, dell'ennesima proroga. Con questi ulteriori 39 numeri, la Collezione storica quasi raggiunge l'inedito in edicola mensilmente.
  36. ^ Tutti i colori di Tex!, sergiobonellieditore.it. URL consultato il 5 agosto 2011.
  37. ^ Tex Gold arriva in edicola!, sergiobonellieditore.it. URL consultato il 5 marzo 2014.
  38. ^ Guida Fumetto Italiano, Guida Fumetto Italiano, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  39. ^ tex willer, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato l'11 luglio 2017.
  40. ^ maxi tex, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  41. ^ Il 2011 degli eroi Bonelli - 1ª puntata!, sergiobonellieditore.it. URL consultato il 7 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2011). [La notizia della nuova pubblicazione anticipata sul sito della casa editrice.]
  42. ^ I due portabandiera bonelliani aprono un 2013 carico di avventure! Un anno che promette numerose conferme e anche tante novità, piccole e grandi!, in Sergio Bonelli Editore, 1° gennaio 2013. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  43. ^ Il Tex di Paolo Eleuteri Serpieri, in Fumettologica, 4 novembre 2014. URL consultato il 5 novembre 2014.
  44. ^ De Falco, p. 111
  45. ^ a b c De Falco, p. 112
  46. ^ De Falco, p. 122
  47. ^ De Falco, p. 349
  48. ^ Angelo Palumbo, Il Tex di Nolitta, Dime Press, n. 2, settembre 1992.
  49. ^ Nazzereno Giorgini, Giampiero Berardinelli, Il Tex di Mauro Boselli, in Dime Press, n. 18, febbraio 1998.
  50. ^ a b Scheda sugli autori di Tex sul sito della Sergio Bonelli Editore, sergiobonelli.it. URL consultato il 30 novembre 2016.
  51. ^ Carlo Schluga, L'angolo del Texiano. Quali misteri si nascondono tra le pagine della serie gigante? (prima parte) (PDF), in Cronaca di Topolinia, nº 2, settembre 2010, pp. 6-11. URL consultato il 14 ottobre 2010.
  52. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Erio Nicolò (disegni), Lotta sul mare, in Tex n. 156, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1973.
  53. ^ Guido Nolitta (testi); Giovanni Ticci (disegni), Il solitario del West, in Tex n. 156, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1981.
  54. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Morte nella neve, in Tex n. 61, Sergio Bonelli Editore, Milano, novembre 1965.
  55. ^ Avventura argentina per Tex, lospaziobianco.it. URL consultato il 23 febbraio 2011.[Recensione della storia su un sito web specializzato]
  56. ^ Mauro Boselli (testi); Pasquale Frisenda (disegni), Patagonia, in Speciale n. 23, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 2009.
  57. ^ Alberto Gedda, Con Tex Willer a Cuba., in La Stampa, 14 agosto 2010. URL consultato il 26 agosto 2010.
  58. ^ Mauro Boselli (testi); Orestes Suárez (disegni), I ribelli di Cuba, in Speciale n. 24, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 2010.
  59. ^ Claudio Nizzi (testi); Claudio Villa (disegni), Mefisto!, in Tex n. 501, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 2002.
  60. ^ Mauro Boselli (testi); Carlo Raffaele Marcello (disegni), Gli invincibili, in Tex n. 438, Sergio Bonelli Editore, Milano, aprile 1997.
  61. ^ Mauro Boselli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Il ritorno del Morisco, in Tex n. 452, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1998.
  62. ^ Claudio Nizzi (testi); José Ortiz (disegni), Missione speciale, in Tex n. 450, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1998.
  63. ^ Tex va alla Casa Bianca e trova il Campidoglio., in La Repubblica, 22 aprile 1998, p. 27. URL consultato il 26 agosto 2010.
  64. ^ Vedi la rubrica di risposte ai lettori in La gola della morte, TuttoTex n. 39, Sergio Bonelli Editore, ottobre 1988.
  65. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini; Francesco Gamba (disegni), Sinistri incontri, in Tex n. 34, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1963.
  66. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il tranello, in Tex n. 10, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1960. [Prima apparizione del personaggio nella serie]
  67. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il figlio di Tex, in Tex n. 12, Sergio Bonelli Editore, Milano, novembre 1960.
  68. ^ a b Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Due contro cento, in Tex n. 8, Sergio Bonelli Editore, Milano, marzo 1960.
  69. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Galep (disegni), Il patto di sangue, in Tex n. 7, Sergio Bonelli Editore, Milano, gennaio 1960.
  70. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il fuoco!, in Tex n. 16, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1961. [Nell'albo viene narrata l'investitura a sakem dei Navajos]
  71. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Galep; Francesco Gamba (disegni), L'ultima carica, in Tex n. 70, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1966.
  72. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Sangue Navajo, in Tex n. 51, Sergio Bonelli Editore, Milano, gennaio 1965.
  73. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Il tesoro del tempio, in Tex n. 77, Sergio Bonelli Editore, Milano, marzo 1967. [Il primo incontro tra Tex e il Morisco]
  74. ^ a b Giovanni Luigi Bonelli (testi); Galep (disegni), Il tranello, in Tex n. 10, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1960.[Il primo incontro tra Tex e i due amici canadesi, Jim Brandon e Gros-Jean]
  75. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Galep (disegni), Il figlio di Mefisto, in Tex n. 125, Sergio Bonelli Editore, Milano, marzo 1971.
  76. ^ Claudio Nizzi (testi); Claudio Villa (disegni), Una trappola per Carson, in Texn. 502, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 2002.
  77. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Giovanni Ticci (disegni), Geronimo!, in Tex n. 284, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1996.
  78. ^ Claudio Nizzi (testi); Giovanni Ticci (disegni), Congiura contro Custer, in Tex n. 490, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 2001.
  79. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini; Virgilio Muzzi (disegni), La sfida, in Tex n. 82, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1967.
  80. ^ Mauro Boselli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Wild West Show, in Tex n. 436, Sergio Bonelli Editore, Milano, febbraio 1997.
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  83. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), "El Rey", in Tex n. 60, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1965.
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  93. ^ Rassegna stampa con articolo dedicato all'album sul sito ufficiale di Graziano Romani, grazianoromani.it. URL consultato il 10 gennaio 2013.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Lillo Gullo, Mio figlio Tex, Alto Adige, 9 agosto 1987
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  • Gianni Brunoro, Alberto Gedda; Giovan Battista Verger, Tex e il sogno continua, Torino, Edizioni d'Arte Lo Scarabeo, 1994, ISBN 88-86131-11-9.
  • Ermanno Detti, Daniela Parolai, Storia e storie di Tex, Edizioni Anicia, 1994, ISBN 88-7346-098-4.
  • Andrea Plazzi, Edoardo Rosati, Al servizio dell'Eroe. Il Tex di Magnus, Bologna, Editrice Punto Zero, 1996, ISBN 88-86945-00-0.
  • Raffaele Mantegazza, Brunetto Salvarani, Io sparo positivo. Istruzioni per l'uso di Tex Willer, Milano, Unicopli, 1998, ISBN 88-400-0473-4.
  • Lillo Gullo, Profumi trentini nell'America di Galep, in AA.VV., I cinquant'anni di Tex, Omaggio ad Aurelio Galleppini (Presentazione di Sergio Bonelli), Trento, Comune di Trento, 1998
  • Oreste del Buono, Tex Willer, 50 anni ben portati, L'Espresso, 2 aprile 1998
  • Carlo Scaringi, Tex Superstar, Napoli, Gremese Editore, 1998, ISBN 88-7742-258-0.
  • Aurelio Sangiorgio, In viaggio con Tex. La geografia del Far West in cinquant'anni di avventure del più famoso personaggio del fumetto italiano, Il Minotauro, 1998, ISBN 88-8073-041-X.
  • Gianni Bono, Leonardo Gori, Tex - Un eroe per amico, Milano, Federico Motta Editore, 1998, ISBN 88-7179-166-5.
  • Giuseppe Pollicelli, CinquanTex, Torino, Edizioni Lo Scarabeo, 1998, ISBN 88-86131-53-4.
  • Maurice Horn, Sotto il segno di Tex, Alessandro Tesauro Editore, 1998.
  • Domenico Mercuri, Tex, i miei primi 50 anni, San Giovanni in Persiceto, Editoriale Mercury, 1998-2006. (9 volumi).
  • Moreno Burattini; Francesco Manetti; Giovanni Battista Verger; Cavalcando con Tex. Cinquant'anni di personaggi e ambienti nelle avventure di Aquila della Notte, Torino, Edizioni Little Nemo, 1999-2001. (5 volumi)
  • Aurelio Sangiorgio, Atlante di Tex, Roma, Il Minotauro, 2001, ISBN 88-8073-063-0.
  • Antonio Tentori, Silenzio! Parla Tex. Massime, pensieri e filosofia del più amato ranger del West, Roma, Castelvecchi, 2003, ISBN 88-8210-103-7.
  • Claudio Paglieri, Non son degno di Tex. Vita morti e miracoli del mitico ranger, 2ª ed., Venezia, Marsilio, 2008, ISBN 88-317-9204-0.
  • Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c'è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008, ISBN 88-04-58378-9.
  • Adolfo Fattori, Per il West, oltre il tramonto. Tex Willer e il suo immaginario, a cura di Carmine Treanni, Cassino, Cagliostro ePress, 2008, ISBN 88-95114-10-8.
  • Antonio Mondillo, Tex tra mito e storia, Battipaglia, Alessandro Tesauro Editore, 2008, ISBN 88-95479-15-7.
  • Renato Genovese, L'avventurosa storia del fumetto italiano. Quarant'anni di fumetti nelle voci dei protagonisti., Roma, Alberto Castelvecchi Editore, 2009, ISBN 978-88-7615-346-4.
  • Pier Luigi Gaspa et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010, ISBN 88-88869-23-9.
  • Mauro Boselli, Il romanzo della mia vita, Milano, Arnoldo Mondadori, 2011, ISBN 978-88-04-60856-1.
  • Roberto Guarino, Tex secondo Nizzi, Torino, Allagalla, novembre 2012, ISBN 88-96457-12-2.
  • Raffaele De Falco, Tex. Fiumi di china italiana in deserti americani, Battipaglia, Nicola Pesce Editore, ottobre 2013, ISBN 88-97141-21-8.

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