Dylan Dog (fumetto)

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Dylan Dog
fumetto
Dylan Dog logo.png
Logo della serie
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Testi Tiziano Sclavi
Disegni Claudio Villa copertine nn. 1-41, Angelo Stano copertine nn. 42 - 352(oggi)
Editore Sergio Bonelli Editore
1ª edizione ottobre 1986 (26 settembre 1986)
Periodicità mensile
Albi 347 (in corso)
Collana 1ª ed. it. Dylan Dog
Generi horror, paranormale

Dylan Dog è una serie di albi a fumetti creata nel 1986 da Tiziano Sclavi per Sergio Bonelli Editore. Nei primi anni di vita editoriale la maggior parte delle storie furono scritte dallo stesso Sclavi, col quale si sono poi alternati altri autori come Claudio Chiaverotti, Mauro Marcheselli, Pasquale Ruju, Michele Medda, Paola Barbato, Gianfranco Manfredi, Gianluigi Gonano; e più tardi, tra gli altri, anche Alessandro Bilotta e Roberto Recchioni. Le sceneggiature di Sclavi si sono via via rarefatte fino a scomparire per alcuni anni. Dopo un ritorno sugli albi n. 240, 243, 244 e 250 (usciti tra il 2006 ed il 2007) è iniziata una nuova lunga assenza che perdura tutt'oggi.

Il protagonista Dylan Dog condivide lo stesso universo narrativo di altri personaggi bonelliani quali Ken Parker, Mister No, Martin Mystère, Napoleone e Nathan Never.

Dylan Dog è il secondo fumetto più venduto d'Italia dopo Tex, con circa 120.000 copie vendute ogni mese (considerando solo la serie principale), ciò comporta una elevata valutazione dei fumetti Dylan Dog[1].

La serie mensile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Albi di Dylan Dog, Albi fuori serie di Dylan Dog e Team-up italiani § Team-up Bonelli.

Il 26 settembre 1986, ma con data ufficiale di copertina ottobre 1986, esce nelle edicole il numero 1 del nuovo mensile a fumetti Dylan Dog, intitolato L'alba dei morti viventi, con soggetto e sceneggiatura di Tiziano Sclavi, disegni di Angelo Stano e copertina di Claudio Villa. Il valore raggiunto ad un certo punto tra i collezionisti del numero 1 portò alla stampa di copie false. Note tra i collezionisti e riconoscibili dalla scarsa qualità della carta (piuttosto gialla) e della stampa, sono circolate per qualche tempo nelle frequenti mostre mercato del settore.[senza fonte]

Formato dell'albo[modifica | modifica wikitesto]

La struttura dell'albo prevede 96 pagine in bianco e nero più le 4 pagine di copertina (comprese nella numerazione, visto che dopo la prima e la seconda di copertina si comincia con pagina 3). Le storie a fumetti sono sempre inedite e nella maggior parte dei casi autoconclusive.

Nei primi 17 albi le 96 pagine erano tutte occupate dalla storia a fumetti, mentre a partire dal numero 18 le storie a fumetti occupano le pagine da 5 a 98, per un totale di 94 tavole (formato affermatosi come standard per le storie di Dylan Dog).

La pagina 3 è ora occupata dal frontespizio, la cui prima versione (albi dal numero 18 al numero 41) era opera dell'allora copertinista Claudio Villa. Le due versioni successive sono opera dell'attuale copertinista Angelo Stano: la seconda versione esordì nel numero 42, in concomitanza con il passaggio di testimone alle copertine, e fu utilizzata fino al numero 336; la versione attuale ha debuttato (a colori) nel numero 337 in occasione del restyling della collana.

La pagina 4 è invece occupata da una rubrica che, dal numero 18 al numero 170, si chiamava originariamente Dylan Dog Horror Post, in quanto conteneva le lettere inviate dai lettori. Dal numero 171 in poi questa rubrica ne ha assorbita un'altra, Il club dell'orrore, presente in seconda di copertina fino al numero 169, e pertanto è stata ribattezzata Dylan Dog Horror Club.

Con il numero 325 è stata rinnovata la veste grafica dell'Horror Club, mentre dal numero 337, oltre alla citata modifica del frontespizio, ha subito delle lievi modifiche anche la grafica di copertina (logo e bollino del prezzo).

Storie in due puntate[modifica | modifica wikitesto]

Nei numeri 16 e 17 fu pubblicata per la prima volta una storia suddivisa in due episodi. Questa rimane tuttora, con le sue 192 tavole complessive (96 per puntata), la più lunga pubblicata sulla serie regolare, in quanto le successive storie divise in due puntate totalizzavano solo 188 tavole (94 per puntata). Ad oggi sono state pubblicate otto storie "doppie".

  • 16 Il castello della paura - 17 La Dama in Nero (gennaio - febbraio 1988)
  • 64 I segreti di Ramblyn - 65 La belva delle caverne (gennaio - febbraio 1992)
  • 110 Aracne - 111 La profezia (novembre - dicembre 1995)
  • 133 Ananga! - 134 L'urlo del giaguaro (ottobre - novembre 1997)
  • 180 Notti di caccia - 181 Il marchio del vampiro (settembre - ottobre 2001)
  • 198 La legge della giungla - 199 Homo homini lupus (marzo - aprile 2003)
  • 241 Xabaras! - 242 In nome del padre (ottobre - novembre 2006)
  • 289 La via degli enigmi - 290 L'erede oscuro (ottobre - novembre 2010)

Albi con pagine extra[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della serie regolare vi sono state cinque eccezioni alla regola delle 96 pagine.

  • 50 Ai confini del tempo (12 pagine in più, novembre 1990)
  • 77 L'ultimo uomo sulla terra (16 pagine in più, febbraio 1993)
  • 121 Finché morte non vi separi (16 pagine in più, ottobre 1996)
  • 131 Quando cadono le stelle (2 pagine in più, agosto 1997)
  • 338 Mai più, ispettore Bloch (16 pagine in più, novembre 2014)

Il primo albo con pagine extra (108 + la copertina) festeggiava il raggiungimento del traguardo dei cinquanta numeri. In quell'occasione, la Horror Post fu raddoppiata, venendo presentata anche a pagina 109 (la penultima), mentre a pagina 110 l'albo si chiudeva con il resoconto di uno dei primissimi Dylan Dog Horror Fest. Da pagina 5 fino a pagina 108 fu presentata una storia completa di ben 104 tavole.

Nel numero 77 la Sergio Bonelli Editore propose, in via sperimentale, un albo con 112 pagine più la copertina e, caso unico, con due storie complete di rispettivamente 64 e 46 tavole. Queste due sono quindi le storie più brevi mai apparse sulla serie mensile. La prima, che dava il titolo all'albo, era anche un primo esperimento di "storia immaginaria" di Dylan, mentre la seconda era intitolata Incubus.

Altro albo illustre della serie fu il numero 121 che festeggiava i primi dieci anni di vita editoriale di Dylan Dog (centoventi mesi dal numero uno). Nell'occasione furono proposti contemporaneamente il colore e l'aumento di pagine (112 più la copertina). Viene raccontato un capitolo importante del passato di Dylan (l'amore con Lillie e il primo incontro con Groucho). Autori dell'albo sono Mauro Marcheselli per il soggetto, Tiziano Sclavi per la sceneggiatura e Bruno Brindisi per i disegni.

Piuttosto curioso il caso dell'albo numero 131: esso presentava appena due pagine in più (98 più copertina), proponendo quindi una storia di 96 tavole (come nei primi 17 albi della serie), la penultima delle quali conteneva un particolare a colori.

Dopo circa diciotto anni, con l'albo numero 338 Dylan Dog torna ad avere 112 pagine più la copertina per inaugurare il primo ciclo di storie a cura di Roberto Recchioni. Si tratta dello storico episodio, scritto da Paola Barbato e disegnato da Bruno Brindisi, in cui l'ispettore Bloch lascia Scotland Yard per andare a godersi la tanto sospirata pensione.

Le storie dei numeri 121 e 338 sono, con 110 tavole ciascuna, le più lunghe mai pubblicate in unica soluzione sulla serie regolare.

Albi a colori[modifica | modifica wikitesto]

Come tutte le principali serie bonelliane, anche Dylan Dog prevede l'appuntamento fisso col colore in occasione dei numeri multipli di 100. Il colore viene proposto puntualmente anche ogni dieci "compleanni" del personaggio nonché in qualche altra occasione speciale.

  • 100 La storia di Dylan Dog (gennaio 1995)
  • 121 Finché morte non vi separi (ottobre 1996)
  • 131 Quando cadono le stelle (albo in b/n contenente un particolare a colori nella penultima tavola, agosto 1997)
  • 200 Il numero Duecento (maggio 2003)
  • 224 Sul filo dei ricordi (maggio 2005)
  • 241 Xabaras! (ottobre 2006)
  • 242 In nome del padre (novembre 2006)
  • 250 Ascensore per l'inferno (luglio 2007)
  • 300 Ritratto di famiglia (settembre 2011)
  • 337 Spazio profondo (ottobre 2014)
  • 350 Lacrime di pietra (novembre 2015)

Il primo albo a colori fu il numero 100 della serie, che raccontava il capitolo conclusivo della saga dell'indagatore dell'incubo scritto da Tiziano Sclavi e disegnato da Angelo Stano. Ad esso seguirono i già citati albi 121 (decennale) e 131 (con un unico particolare a colori) caratterizzati anche da pagine in più.

Il colore tornò puntualmente con l'albo numero 200, scritto da Paola Barbato (considerata per molti anni la principale erede di Tiziano Sclavi) e disegnato da Bruno Brindisi. Si tratta di un nuovo episodio che, riprendendo alcuni temi lasciati in sospeso sul numero 121, scava nel passato di Dylan Dog (dall'alcolismo fino all'avvio della sua professione di indagatore dell'incubo). Dopo due anni esatti, anche il numero 224 fu interamente a colori, in questo caso senza motivazioni o ricorrenze particolari.

Il ventennale del personaggio fu celebrato addirittura con una storia in due episodi entrambi a colori, nei numeri 241 e 242, opera degli stessi autori del numero 200 ed in cui viene raccontata la conclusione della vicenda di Xabaras. Meno di un anno dopo, anche il traguardo del numero 250 fu festeggiato con un albo a colori scritto da Tiziano Sclavi e disegnato ancora da Bruno Brindisi.

Puntualmente a colori il numero 300, scritto da Pasquale Ruju e disegnato da Angelo Stano. Un'altra storia celebrativa che spazia su passato, presente e futuro dell'indagatore dell'incubo, riprendendo le tematiche di quattro storici numeri firmati dagli stessi Sclavi e Stano: 1 (L'alba dei morti viventi), 25 (Morgana), 43 (Storia di nessuno) e 100 (La storia di Dylan Dog). Il numero 300 celebrava anche (con un mese di anticipo) il venticinquesimo anniversario del debutto in edicola del personaggio, ricorrenza poi coincisa, il 26 settembre 2011, con la scomparsa dell'editore Sergio Bonelli.

L'albo numero 337 ha celebrato la partenza del nuovo ciclo di avventure dell'indagatore dell'incubo curato da Roberto Recchioni. Nell'occasione hanno debuttato anche il nuovo frontespizio a pagina 3 e, in copertina, i rinnovati logo e bollino del prezzo entrambi a sfondo trasparente. La storia Spazio profondo, scritta dallo stesso Recchioni e disegnata da Nicola Mari[2], è ambientata nell'anno 2427 e vede come protagonisti delle "repliche" sintetiche del Dylan del XXI secolo, realizzate per recuperare un'astronave alla deriva nello spazio infestata da spettri. L'episodio ha un significato fortemente metaforico, come ammesso dalla redazione sulla pagina Facebook del fumetto: l'astronave alla deriva con i suoi prigionieri rappresenta la collana dell'indagatore dell'incubo ed i suoi lettori, che attendono di essere "liberati" dal ritorno del Dylan "originale".

Il traguardo dei 350 numeri è stato festeggiato con un albo a colori scritto e disegnato da Carlo Ambrosini e dedicato ad un amore tormentato dell'ex ispettore Bloch.

Il prossimo albo a colori sarà il numero 361 (previsto per ottobre 2016), celebrativo del trentennale di Dylan Dog. Esso conterrà una storia legata al ritorno del personaggio di Mater Morbi, creato da Roberto Recchioni nell'omonimo albo numero 280.

Le altre collane[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Albi fuori serie di Dylan Dog.

Alla regolare serie mensile di Dylan Dog sono affiancate, sempre da parte di Sergio Bonelli Editore, ulteriori collane con varie periodicità, che presentano storie inedite con caratteristiche "speciali" (diverso numero di pagine, diverso formato o colore).

Speciale Dylan Dog - Il pianeta dei morti[modifica | modifica wikitesto]

La prima collana extra dell'indagatore dell'incubo nacque meno di un anno dopo l'esordio nelle edicole della serie mensile, precisamente nel luglio 1987. Si tratta dello Speciale Dylan Dog (chiamato anche Dylan Dog Special), con periodicità annuale. Questa collana ha cambiato più volte le proprie caratteristiche nel corso degli anni.

Nei primi 5 numeri (dal 1987 al 1991) lo Speciale era un albo di 128 pagine (copertina esclusa) con una storia inedita ed autoconclusiva. In allegato vi era un volumetto di 64 pagine dell'Enciclopedia della Paura su argomenti legati all'horror. Complessivamente quindi sono usciti cinque volumetti "dall'A alla Zeta" dedicati rispettivamente ad orrore, diavolo, cinema horror, mostri e letteratura horror.

Dal numero 6 del 1992 fino al numero 13 del 1999, il volumetto fu sostituito da un albo a fumetti di 32 pagine della collana Dylan Dog presenta Groucho. Sono usciti quindi complessivamente otto albetti contenenti le avventure con protagonista l'aiutante dell'indagatore dell'incubo. Va detto che, a partire dal 1994, l'uscita dello Speciale è stata posticipata dal mese di luglio a quello di settembre (più o meno in concomitanza con gli anniversari dell'esordio in edicola del personaggio, dei quali quindi la collana "porta il conto").

Dal numero 14 del 2000 non vi sono più allegati ma in compenso il numero di pagine dello Speciale è aumentato a 160.

Dal numero 29 del 2015 la collana ha modificato il proprio nome e la propria veste grafica: ora si chiama Speciale Dylan Dog - Il pianeta dei morti ed è dedicata esclusivamente alle storie del possibile futuro di Dylan Dog create da Alessandro Bilotta (i primi tre episodi di questa saga erano stati pubblicati sui numeri 2 e 10 del Color Fest e sul numero 22 del Gigante).

La storia pubblicata sullo Speciale è sempre unica ed autoconclusiva, anche se in cinque occasioni (numeri 1, 2, 8, 16, 18) è stato utilizzato l'espediente narrativo della storia "ad episodi", per presentare più storie brevi riunite sotto un unico filo conduttore. Non essendovi alcun frontespizio, la storia occupa tutte le pagine interne (128 tavole nei primi 13 numeri, 160 tavole dal numero 14 in poi).

Dylan Dog Magazine[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 1991 debuttò una seconda collana annuale, l'Almanacco della paura. Oltre a storie inedite del personaggio, l'Almanacco pubblica articoli, curiosità e rubriche su cinema, letteratura, musica, videogiochi ed altro, tutto inevitabilmente legato al tema dell'horror. L'Almanacco è l'unica collana "non numerata" dell'indagatore dell'incubo: i primi tre albi (usciti tra il 1991 ed il 1993) recavano sul dorso le scritte Il primo almanacco della paura, Il secondo almanacco della paura, Il terzo almanacco della paura. I ventuno albi successivi recavano invece sul dorso semplicemente l'anno di uscita (Almanacco della paura 1994 e così via) in quanto facevano parte della riorganizzata Collana Almanacchi, una pubblicazione bimestrale costituita da sei numeri all'anno, ciascuno incentrato su una diversa tematica ed abbinato ad un diverso personaggio bonelliano (la paura e Dylan Dog costituivano una di queste sei uscite annuali).

Nel 2015 la Sergio Bonelli Editore ha ristrutturato la Collana Almanacchi: ora gli albi si chiamano Magazine ed il primo ad uscire nelle edicole è stato proprio il Dylan Dog Magazine. La collana continua ad uscire ogni anno nel mese di marzo e le storie a fumetti in essa pubblicate hanno come protagonista principale l'ex ispettore Bloch, ormai ritiratosi a vivere a Wickedford dopo il suo pensionamento.

Albo Gigante Dylan Dog[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1993 fa il suo esordio la terza collana annuale, Albo Gigante Dylan Dog, così chiamato per le dimensioni molto superiori all'albo mensile sia per numero di pagine che per formato. Il cosiddetto Dylandogone ha cessato le pubblicazioni, dopo 22 numeri, nel novembre 2013. L'albo era composto solitamente da due storie della lunghezza classica di 94 tavole affiancate da alcune storie brevi. Fra le eccezioni vi furono i sette numeri dal 9 al 15 che presentavano una storia unica di ben 236 tavole, sul modello degli albi giganti di altri personaggi bonelliani: tuttora queste sette storie rappresentano le più lunghe avventure dell'indagatore dell'incubo mai pubblicate.

Maxi Dylan Dog Old Boy[modifica | modifica wikitesto]

La quarta collana extra arriva nel luglio 1998 ed è il Maxi Dylan Dog, che propone tre storie insieme, ciascuna della lunghezza classica di 94 tavole. La periodicità del Maxi fu annuale fino al numero 13 del giugno 2010. In questo primo periodo la collana era caratterizzata dal fatto che tutte le storie erano disegnate dalla coppia Montanari & Grassani.

Dal 2011 al 2014 il Maxi uscì con periodicità semestrale, più precisamente un'uscita a febbraio ed una a giugno. In questo secondo periodo le uscite estive continuarono ad essere caratterizzate dai disegni di Montanari & Grassani, mentre sugli albi invernali si alternarono altri quattro disegnatori storici di Dylan Dog: Corrado Roi (numero 14), Giovanni Freghieri (16), Luigi Piccatto (18) ed Ugolino Cossu (20).

Nel 2014 il Maxi ha cambiato nuovamente periodicità diventando quadrimestrale: alle uscite di febbraio e di giugno si è aggiunta quella di ottobre, che in pratica è andata a compensare la soppressione dell'Albo Gigante. Proprio a partire dal numero 22 dell'ottobre 2014, il nome della collana viene modificato con l'aggiunta delle parole Old Boy, a significare che da questo momento il Maxi diventa la casa delle storie "classiche" dell'indagatore dell'incubo, ambientate cioè in una realtà alternativa nella quale Bloch è ancora ispettore a Scotland Yard, Dylan possiede ancora il tesserino scaduto di Scotland Yard e così via. I volumi hanno anche perso anche la caratteristica del disegnatore unico, sebbene tale situazione si sia ripetuta occasionalmente nel numero 24 del giugno 2015 con tre storie disegnate da Montanari & Grassani. Il numero 22 aveva invece fatto registrare uno sceneggiatore unico per le tre storie, ossia Luigi Mignacco.

Dylan Dog Color Fest[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2007 ha debuttato il Dylan Dog Color Fest, quinta collana extra, caratterizzata dal fatto di essere interamente a colori e di dare spazio, fra gli altri, a noti sceneggiatori e disegnatori che si cimentano per la prima volta con l'indagatore dell'incubo.

Fino al 2015 ogni albo, stampato su carta lucida, era composto da quattro storie ciascuna da 32 tavole. La periodicità è stata inizialmente annuale, per poi diventare semestrale dal 2010 al 2015. Durante quest'ultimo quinquennio l'albo usciva ad aprile in versione "tematica" e ad agosto nella versione classica. Le uscite primaverili furono dedicate ai seguenti temi: humor (numero 4, aprile 2010), femmes fatales (6, aprile 2011), historieta (8, aprile 2012), altroquando (10, aprile 2013), eroi (12, aprile 2014), nuovi volti (14, aprile 2015).

Nel 2016 il Color Fest, che era stata finora l'unica collana dylandoghiana a non essere toccata più di tanto dalla rivoluzione a cura di Roberto Recchioni (a parte un restyling grafico a partire dal numero 14), passa alla periodicità trimestrale, diminuisce il numero di pagine (da 128 a 96) e abbandona la carta lucida. In pratica diventa molto simile alla serie regolare, a parte ovviamente il colore. Diventano variabili sia il numero di storie contenute sia la loro lunghezza.

Per il futuro sono stati annunciati un numero dedicato alle avventure in solitaria di Groucho (che mancano dagli otto albetti allegati agli Special dal 1992 al 1999) ed uno dedicato ai remake di vecchie storie dell'indagatore dell'incubo. Probabilmente saranno ristampati anche i remake già pubblicati dalla collana Dylan Dog - I colori della paura, uscita in abbinamento editoriale a La Gazzetta dello Sport. Non sarebbe infatti la prima volta che il Color Fest pubblica storie non inedite, in quanto in alcuni numeri erano presenti storie già pubblicate (sia pure solo pochi giorni prima e magari divise in due parti) in allegato a quotidiani o riviste. Va notato che la collana della Gazzetta è dedicata proprio alla ristampa delle storie dei primi 13 Color Fest, alle quali si aggiungono però, nei numeri 1 e 31, due remake inediti, appunto La nuova alba dei morti viventi e Ancora un lungo addio.

I crossover[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Team-up italiani § Team-up Bonelli.

Nel corso della sua storia editoriale l'indagatore dell'incubo è stato protagonista di alcuni crossover con altri personaggi bonelliani.

Martin Mystère[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre del 1990 e nell'ottobre del 1992 furono pubblicati due albi fuori serie contenenti dei crossover tra Dylan Dog ed il detective dell'impossibile Martin Mystère. Il primo albo, dal titolo Ultima fermata: l'incubo!, fu scritto da Alfredo Castelli, creatore di Martin Mystère e grande amico di Tiziano Sclavi, con la collaborazione dello stesso papà dell'indagatore dell'incubo. Il secondo albo, intitolato La fine del mondo, fu viceversa scritto da Sclavi con la collaborazione di Castelli. Entrambi gli albi furono disegnati da Giovanni Freghieri, fra i più apprezzati disegnatori di entrambi i personaggi. Le due storie furono successivamente ristampate nella collana Dylan Dog Superbook.

Prima ancora dell'uscita dei due albi Dylan Dog & Martin Mystere vi erano state delle reciproche citazioni sulle serie regolari dei due personaggi: già nel 1988 l'indagatore dell'incubo ed il suo assistente Groucho si recano a New York nella storia Cagliostro! (n.18 di Dylan Dog) dove incontrano l'ispettore Travis, uno dei comprimari della serie di Martin Mystere. Nell'albo appaiono anche lo stesso detective dell'impossibile, la sua fidanzata Diana Lombard ed il suo amico Java, senza però incontrare direttamente Dylan e Groucho. Viceversa Dylan Dog viene citato sulla serie regolare di Martin Mystère nel 1990, poco prima dell'uscita del primo crossover fuori serie.

Martin, Diana e Java appaiono nuovamente nella storia doppia uscita sui numeri 133 e 134 di Dylan Dog, nel 1997: in questa storia viene citato anche Jerry Drake, alias Mister No (che qualche anno prima aveva vissuto a sua volta un crossover con Martin in uno Speciale Mister No).

Dylan e Martin si incontrano di nuovo nel 2014 in una storia pubblicata sul numero 12 del Color Fest, dedicato proprio ai crossover.

Mister No[modifica | modifica wikitesto]

Dylan Dog ha incontrato Jerry Drake due volte: il primo incontro è quello già citato, avvenuto indirettamente, tramite Martin Mystère, sulla serie regolare dell'indagatore dell'incubo; il secondo è avvenuto invece in un'altra delle storie del Color Fest numero 12, dedicato ai crossover. In entrambi i casi il motivo dell'incontro è da attribuire allo spirito malvagio di Ananga (apparso anni prima in una storia di Mister No scritta da Tiziano Sclavi e poi ripreso da Sclavi nel 1997 sul suo personaggio).

Ken Parker[modifica | modifica wikitesto]

Dylan è stato protagonista di un'avventura di Ken Parker, pubblicata nel dicembre 1994 sul numero 23 di Ken Parker Magazine (negli stessi giorni in cui la serie mensile dell'indagatore dell'incubo festeggiava i 100 numeri) e poi ristampata nel Dylan Dog Superbook.

Napoleone[modifica | modifica wikitesto]

Nel già citato numero 12 del Color Fest, vi è una storia, che ha come tema il controllo del tempo, in cui l'indagatore dell'incubo incontra indirettamente Napoleone, personaggio creato da Carlo Ambrosini che all'epoca aveva già cessato le pubblicazioni. Al termine della storia viene mostrato un incontro tra Napoleone ed un giovane di nome Dylan Dog.

Nathan Never[modifica | modifica wikitesto]

Anche il primo incontro tra l'indagatore dell'incubo e l'agente del futuro Nathan Never viene narrato nel numero 12 del Color Fest. La storia è ambientata nel futuro di Nathan Never, dove un tecnomante ruba un vecchio grimorio in cui Dylan Dog aveva rinchiuso un demone e, scansionandolo, permette a questo essere di materializzarsi nel cyberspazio, da dove inizia ad uccidere diversi hacker. Nathan Never, per contrastarlo, fa creare da Baginov un avatar dell'indagatore dell'incubo basato sul diario di questo, in modo che possa aiutarlo nella caccia al demone. L'aiuto del Dylan virtuale sarà risolutivo per sconfiggere la creatura.

Dampyr[modifica | modifica wikitesto]

Il crossover tra Dylan e Dampyr è stato annunciato per il futuro e dovrebbe avvenire attraverso la pubblicazione, in rapida successione, di due storie, una sulla serie regolari dell'indagatore dell'incubo e l'altra su quella del cacciatore di vampiri.

Le ristampe[modifica | modifica wikitesto]

A nemmeno quattro anni dall'esordio del personaggio, nel luglio 1990 debutta la collana Ristampa Dylan Dog, proposta per un anno con periodicità quindicinale. Nel luglio 1991, per ovvi motivi, la collana diventa mensile, ma in compenso le si affianca la Seconda Ristampa Dylan Dog, anch'essa con periodicità mensile. Le due collane ripropongono gli episodi in ordine cronologico, con formati e copertine identiche alla serie originale; le uniche differenze sono nelle rubriche e nelle pagine pubblicitarie. Dal 1991 al 2006 (anno in cui chiuderà la Seconda Ristampa) le due ristampe "viaggiano" all'incirca con un ritardo rispettivamente di tre e cinque anni rispetto alla serie inedita e di due anni esatti (24 numeri) l'una dall'altra.

Nel luglio 1996 (in occasione del decennale dell'indagatore dell'incubo) nasce Dylan Dog Collezione Book: si tratta in pratica della terza ristampa, sempre mensile, che viaggia con circa dieci anni di ritardo sulla serie inedita, sette anni sulla prima Ristampa e cinque anni sulla Seconda Ristampa. Rispetto alle prime due ristampe, la Collezione Book si presenta in un'elegante edizione cartonata, mantenendo sempre le copertine originali. A partire dal numero 185 questa collana è diventata di fatto la seconda ristampa (in quanto la vera Seconda Ristampa si era chiusa col numero 184).

Nel 2006 (in coincidenza col ventennale del personaggio) la Bonelli effettua una ristrutturazione delle ristampe "dylaniate". Viene chiusa la Seconda Ristampa e al suo posto debutta la Granderistampa Dylan Dog che riparte dal numero 1. Anche la Granderistampa raccoglie in ordine cronologico le storie della serie regolare, ma al ritmo però di ben tre numeri originali in ogni albo, con periodicità bimestrale. Stavolta le copertine sono inedite, realizzate da Corrado Roi.

Le ristampe pubblicate restano quindi tre: la Ristampa mensile (poco meno di tre anni di ritardo dalla serie inedita), la Collezione Book mensile (poco meno di dieci anni) e la Granderistampa bimestrale (il cui ritardo diminuisce lentamente in quanto viaggia alla velocità di tre episodi ogni due mesi: nel 2016 si sarà ridotto a quindici anni). Probabilmente la Granderistampa dovrà, prima o poi, passare alla periodicità trimestrale, per non "superare" la Collezione Book.

Sulla scia della Collezione Book, nel 1997 inizia le pubblicazioni anche Dylan Dog Super Book: sempre con formato cartonato vengono ristampate tutte le storie "fuori serie". Oltre a quelle uscite su Speciali, Almanacchi, Giganti e Maxi, anche le storie uscite su albi extra (crossover e similari), nonché quelle pubblicate per iniziative particolari (diari, riviste, mostre, ecc.). Partito con periodicità trimestrale, nel 2006 il Super Book è diventato quadrimestrale ma ha contestualmente aumentato il numero medio di pagine (per permettere ad esempio la pubblicazione delle storie da 236 tavole apparse sui numeri dal 9 al 15 del Dylandogone).

Tra le ristampe non edite dalla Bonelli, va segnalata Dylan Dog - Collezione storica a colori, collana di cinquanta albi uscita in abbinamento editoriale con il quotidiano La Repubblica ed il settimanale L'Espresso. Furono ristampati a colori i primi 150 numeri della serie regolare (al ritmo di tre episodi per ogni volume) con l'aggiunta di rubriche e approfondimenti del giornalista esperto in fumetti Luca Raffaelli e dei redattori esperti degli almanacchi Bonelli, Luca Crovi e Maurizio Colombo. Le copertine furono realizzate da Bruno Brindisi. La collana uscì con periodicità settimanale il giovedì, dal 21 febbraio 2013 al 30 gennaio 2014. Nel luglio 2015, stavolta in abbinamento editoriale con La Gazzetta dello Sport, sono iniziate le pubblicazioni di Dylan Dog - I colori della paura, collana settimanale di 54 numeri dedicata principalmente alla ristampa di tutte le storie apparse sui primi 13 numeri del Color Fest. Sono però presentate anche due storie inedite: La nuova alba dei morti viventi sul numero 1 (testo di Roberto Recchioni, disegni di Emiliano Mammucari e colori di Annalisa Leoni) e Ancora un lungo addio sul numero 31 (in uscita il 17 febbraio 2016). Si tratta dei remake di due storie classiche di Dylan Dog (numeri 1 e 74 del mensile) che, probabilmente, verranno viceversa ristampate in un futuro Color Fest.

Le copertine[modifica | modifica wikitesto]

Il primo copertinista degli albi di Dylan Dog fu Claudio Villa: sue le copertine dei primi 41 numeri della serie mensile e dei primi 3 numeri dello Speciale.

Dal 1990, precisamente a partire dal numero 42 del mensile, il copertinista è Angelo Stano, che fino al 2014 ha realizzato anche tutte le copertine delle altre collane inedite, eccetto il Color Fest: sono di Stano le cover dei numeri dal 4 al 28 dello Speciale, di tutti i 22 numeri del Gigante, di tutti i 24 numeri dell'Almanacco e dei primi 21 numeri del Maxi.

Le copertine del Color Fest sono realizzate di numero in numero da artisti diversi: Gabriele Dell'Otto (numero 1), Tanino Liberatore (2), Sergio Toppi (3), Silver (4), Milo Manara (5), Laura Zuccheri (6), Gianluca e Raul Cestaro (7), Carlos Gómez (8), Mario Alberti (9), Davide De Cubellis (10), Simone Bianchi (11), Sara Pichelli e Annalisa Leoni (12), Lorenzo Ceccotti (13), Matteo De Longis (14), Paolo Barbieri (15).

Le copertine del Maxi Old Boy, a partire dal numero 22 dell'ottobre 2014, sono realizzate da Gigi Cavenago. Le copertine del Magazine, che dal 2015 sostituisce l'Almanacco della Paura, sono affidate invece a Bruno Brindisi. Le copertine dello Speciale Il pianeta dei morti, a partire dal numero 29 del 2015, sono opera di Massimo Carnevale.

Le due ristampe che propongono copertine inedite sono invece affidate ad altri disegnatori storici della serie: il primo copertinista Claudio Villa realizza le cover del Super Book, mentre a Corrado Roi sono affidate quelle della Granderistampa.

Il rilancio del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2013 ed il 2014 ebbe luogo una graduale operazione di rilancio editoriale di Dylan Dog, voluta dal suo creatore Tiziano Sclavi e da lui stesso annunciata ai lettori nel Dylan Dog Horror Club del numero 324 della serie mensile. L'operazione fu affidata a Roberto Recchioni, nominato curatore della serie al posto di Giovanni Gualdoni, e a Franco Busatta, scelto come coordinatore redazionale.

La prima fase, durata da settembre 2013 a settembre 2014, si limitò alla pubblicazione di storie parzialmente revisionate che erano già pronte prima della nomina di Recchioni a curatore. Ad inaugurare questa fase fu l'episodio, dal titolo e dalla copertina significativi, Una nuova vita[3], scritto e disegnato da Carlo Ambrosini e pubblicato sull'albo numero 325 dell'ottobre 2013. In realtà però la prima storia revisionata ad uscire in edicola era stata La bomba!, pubblicata alcuni giorni prima nel numero 27 dello Speciale e scritta dal vecchio curatore Giovanni Gualdoni. Due le principali novità stilistiche oggetto di revisione in questa fase: un nuovo approccio alle copertine da parte di Angelo Stano e, nei dialoghi, la sostituzione dell'obsoleta forma di cortesia "voi" con il "lei". Inoltre fu rinnovata la veste grafica del Dylan Dog Horror Club, ora gestito direttamente da Recchioni. In realtà anche il nuovo Horror Club aveva già esordito alcuni giorni prima, nel numero 290 della Ristampa, dove la rubrica fu invece affidata a Busatta.

Il rilancio vero e proprio partì un anno dopo, con l'albo numero 337 dell'ottobre 2014, contenente la metaforica storia, tutta a colori, Spazio profondo, scritta da Recchioni e disegnata da Nicola Mari. Anche la copertina di quest'albo evocava una rinascita oltre a presentare la nuova veste grafica: restyling del logo e del bollino del prezzo e, a pagina 3, un nuovo frontespizio (realizzato sempre dal copertinista Angelo Stano). Il 26 settembre 2014, ossia il giorno precedente all'uscita dell'albo nelle edicole, la Sergio Bonelli Editore aveva presentato il "nuovo" Dylan Dog (insieme ad altre novità bonelliane) in una storica conferenza stampa trasmessa in diretta su YouTube. Alla conferenza partecipò anche Tiziano Sclavi, in una delle sue rare uscite pubbliche, che volle ufficialmente "cedere il testimone" di Dylan Dog ad un emozionato Roberto Recchioni (anche se Sclavi è rimasto comunque accreditato come supervisore della serie).

Le novità nella struttura narrativa iniziarono con l'albo successivo, il numero 338 del novembre 2014, dal titolo Mai più, ispettore Bloch. La storia, scritta da Paola Barbato e disegnata da Bruno Brindisi, eccezionalmente di 110 tavole, narrava il fatidico pensionamento dell'ispettore Bloch. Nell'episodio successivo, intitolato Anarchia nel Regno Unito[4], veniva presentato il suo sostituto a Scotland Yard, l'ispettore capo Tyron Carpenter, nonché la sua assistente Rania Rakim.[5] Nel numero 340 veniva invece presentata la nuova vita del pensionato Bloch nel paesino di Wickedford e veniva svelato (sia a Dylan che ai lettori) il curioso nome di battesimo dell'ex ispettore. Infine, nel numero 341, veniva introdotto il nuovo antagonista dell'indagatore dell'incubo, l'industriale John Ghost.

Le storie del nuovo corso sono caratterizzate, fra le altre cose, da una certa continuità narrativa che, in passato, era quasi totalmente assente. Nel corso dei mesi in cui si intrecciano le varie vicende Dylan acquista un cellulare, perde la possibilità di utilizzare il suo vecchio tesserino scaduto da poliziotto, prende coscienza di aspetti nuovi circa il suo rapporto con le donne, intesse una relazione più profonda con l'amico Bloch, diventa proprietario in modo misterioso del suo appartamento di Craven Road 7, è costretto a fare i conti con una nuova nemesi, John Ghost, e con un nuovo ispettore capo, Tyron Carpenter, tutt'altro che compiacente. Inoltre alcuni misteri ruotano attorno al suo assistente Groucho, personaggio su cui finora non si era mai indagato.

Il rinnovamento investì anche la linea editoriale delle altre collane, che rispetto al passato vennero fortemente caratterizzate. L'Albo Gigante terminò le pubblicazioni col numero 22 del 2013, ma in compenso il Maxi passò alla periodicità quadrimestrale e, dal numero 22 dell'ottobre 2014, venne ribattezzato Maxi Dylan Dog Old Boy: la collana è ora utilizzata per pubblicare le storie di una sorta di universo alternativo in cui il mondo intorno a Dylan è rimasto quello classico (precedente cioè alle novità narrative introdotte dal pensionamento di Bloch)[5]. L'Almanacco fu invece rimpiazzato, nel 2015, dal Magazine, che ora contiene storie incentrate principalmente sulla nuova vita del pensionato Bloch. Lo Speciale fu dedicato, a partire dal numero 29 del 2015, all'universo alternativo (o possibile futuro) Il pianeta dei morti, creato da Alessandro Bilotta. Il Color Fest, inizialmente, è stato oggetto solo di un restyling grafico (dal numero 14 dell'aprile 2015), ma già a partire dal numero 16 (previsto per gennaio 2016) passerà alla periodicità trimestrale e cambierà anche numero di pagine e struttura.

"Dylan Top", la parodia su Topolino[modifica | modifica wikitesto]

L'11 marzo 2015 è uscita, sul numero 3094 del settimanale Topolino, la storia Dylan Top - L'alba dei topi invadenti[6], parodia disneyana di Dylan Dog scritta da Roberto Recchioni e Tito Faraci e disegnata da Paolo Mottura. La trama riprende quella del n. 1 di Dylan Dog, "L'alba dei morti viventi" ed anche lo splash panel iniziale è una evidente citazione della copertina di quell'albo. Il numero di Topolino in questione è uscito anche con una copertina in edizione variant che riprende anch'essa la copertina del primo albo di Dylan Dog ed è stata inoltre stampata su cartone semi-rigido per riprendere lo stile tipico degli albi editi dalla Sergio Bonelli Editore. Nella parodia Dylan Dog diventa l'indagatore da incubo Dylan Top interpretato da Topolino; il personaggio dell'assistente Groucho è interpretato da Pippo, quello dell'ispettore Bloch dal commissario Basettoni, quello dell'agente Jenkins dall'ispettore Manetta, mentre Xabaras diventa John Black, interpretato da Macchia Nera. Completano il "cast" Minni e Topesio, i cui personaggi corrispondono rispettivamente a quelli di Sybil e John Browning, protagonisti della prima avventura di Dylan Dog.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Dellamorte Dellamore (1994)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dellamorte Dellamore (film).

Nel 1994 il regista italiano Michele Soavi dirige il film Dellamorte Dellamore (all'estero noto anche come The Cemetery Man o Of Death and Love), con la sceneggiatura che Gianni Romoli ha tratto dal romanzo omonimo di Tiziano Sclavi. Protagonista del romanzo e del film è Francesco Dellamorte, custode del cimitero di Buffalora dove i morti hanno cominciato misteriosamente a risorgere. Il romanzo era stato scritto da Sclavi alcuni anni prima che egli ideasse il personaggio fumettistico di Dylan Dog, ma il manoscritto era andato perduto e successivamente era stato ritrovato e pubblicato, quando il fumetto dell'indagatore dell'incubo era già divenuto un fenomeno cult. Dellamorte e il suo assistente Gnaghi avevano esordito nel fumetto di Sclavi sullo Speciale Dylan Dog numero 3 del luglio 1989, intitolato Orrore nero. In tale storia l'indagatore dell'incubo ed il suo assistente Groucho incontrano faccia a faccia coloro che possono essere considerati i loro "prototipi".

Il film di Soavi vede l'attore inglese Rupert Everett nel ruolo del protagonista principale, mentre il francese François Hadji-Lazaro interpreta il suo aiutante minorato Gnaghi, e l'attrice e modella Anna Falchi la protagonista femminile. La scelta di Everett non fu casuale: anni prima proprio il volto dell'attore britannico era stato utilizzato, su espressa indicazione di Sclavi (probabilmente dopo averlo visto all'opera in "Another Country – La scelta" del 1984), per ispirare il volto di Dylan Dog. Le stesse locandine di Dellamorte Dellamore ricordavano che il film racconta la storia "che ha ispirato il personaggio di Dylan Dog".

Dylan Dog - Il film (2011)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dylan Dog - Il film.

Il 16 marzo 2011 uscì, in anteprima mondiale nelle sale italiane, Dylan Dog - Il film, il primo film ufficiale di Dylan Dog, prodotto dalla Arelight productions e dalla Platinum Studios, con un budget dichiarato di 35 milioni di dollari. Il film è diretto da Kevin Munroe e interpretato da Brandon Routh nel ruolo del protagonista.[7][8]

Negli anni precedenti si erano susseguite più volte diverse notizie su un possibile film sull'indagatore dell'incubo. Già nel 1998 la Platinum Studios aveva annunciato la possibile uscita dal film per la Dimension Films (al tempo parte della Miramax Films, a sua volta di proprietà della Disney), per la regia di Breck Eisner e con la sceneggiatura di Thomas Dean Donnelly e Joshua Oppenheimer[9][10]. L'anno seguente, dopo la commercializzazione negli Stati Uniti, con un buon riscontro di vendite, di alcuni albi dei fumetti Bonelli da parte della Dark Horse Comics, tra cui sei storie di Dylan Dog, la notizia era stata confermata e nello stesso periodo la Platinum Studios aveva anche stretto accordi con la DreamWorks SKG per un possibile film su Nathan Never, di cui però non si sono avute più notizie[11]. Nel 2004 la Platinum Studios aveva invece annunciato il progetto di un film in computer grafica su Dylan Dog "Dylan Dog: The Fourth Kingdom", per la regia di Ian Pearson[12]. Nel 2005 annunciò di aver nuovamente incaricato gli sceneggiatori Joshua Oppenheimer e Thomas Dean Connelly di scrivere la storia per il film con attori reali, confermando la regia di Breck Eisner. Secondo quanto riportato dai produttori il protagonista si sarebbe dovuto chiamare Derek Donovan e avere un aiutante di nome Marcus Adams.[13][14]

Va rilevato che l'uscita di Dylan Dog - Il film rimase del tutto inosservata da parte di Sergio Bonelli Editore nelle sue pubblicazioni: non se ne fece cenno neanche nel Dylan Dog Horror Club (che pure negli anni precedenti aveva più volte pubblicato notizie sulla possibile realizzazione di un film o di una serie televisiva sull'indagatore dell'incubo) nonostante la coincidenza tra l'uscita del film e le celebrazioni per il 25º anniversario di Dylan Dog. Anche le rubriche cinematografiche sull'Almanacco della Paura, sempre puntuali a passare in rassegna i film horror dell'annata trascorsa, non fecero cenno al film ufficiale del personaggio cui l'almanacco stesso è dedicato. Questo ignorare la pellicola da parte della casa editrice è probabilmente dovuto ad evitare polemiche circa la eccessiva leggerezza con cui, anni prima, erano stati ceduti i diritti cinematografici del personaggio. A detta di buona parte della critica e leggendo anche le dichiarazioni private di molti sceneggiatori e disegnatori del fumetto, il Dylan Dog di Munroe ha poco o nulla a che vedere col personaggio di Sclavi.[senza fonte]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1988 la Systems Editoriale pubblicò i primi videogiochi su Dylan Dog per Commodore 64, un'avventura testuale dal titolo Le notti della luna piena e uno sparatutto realizzato con Shoot'Em-Up Construction Kit, Dylan Dog e il castello delle illusioni[15].
  • Tra il 1991 e il 1993 Simulmondo pubblicò altri 19 titoli per computer MS-DOS, Amiga e C64. Gli uccisori e Attraverso lo specchio[16] furono venduti nei negozi, mentre gli altri diciassette furono una serie pubblicata in edicola, quasi allo stesso ritmo degli albi a fumetti: La Regina Delle Tenebre, Ritorno Al Crepuscolo, Storia Di Nessuno, Ombre, La Mummia, Maelstrom, Gente Che Scompare, La Clessidra Di Pietra, Il Male, I Vampiri, Il Marchio Rosso, Il Lungo Addio, I Killers Venuti Dal Buio, Il Bosco Degli Assassini, Inferni, Fantasmi e Il Cimitero Dimenticato[17].
  • Nel 1999 la Rizzoli New Media insieme alla genovese NewMediaRound pubblicarono un videogioco per Windows dal titolo Dylan Dog Horror Luna Park, il soggetto era di Tiziano Sclavi e il videogioco è stato sviluppato dalla software house genovese Bedroom Studio Entertainment. Il gioco è un'avventura grafica con alcune fasi arcade in cui Dylan si ritrova imprigionato in un proprio incubo.

Giochi da tavolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1991 la fiorentina Das Production ha edito il gioco di ruolo: Il gioco di ruolo di Dylan Dog, ideato da Roberto Chiavini, Alessandro Ivanoff, Michele Gianni, Jacopo Garuglieri e Fabrizio Biasiolo, cui hanno fatto seguito diversi supplementi di avventura (Alta società di Roberto Chiavini e Jacopo Garuglieri, Mia è la vendetta di Roberto Chiavini, Attraverso le linee di Alessandro Ivanoff, Old Souls di Jacopo Garuglieri e Stefania D'Alterio, Labirinti di Paura di autori vari, Richiamo dall'inferno di Michele Gianni). Correlato al gioco in questione è anche il supplemento dedicato a Martin Mystère, comprendente regole aggiornate e una lunga avventura (di Roberto Chiavini).

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Dylan Dog (2002)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 Radio2 ha trasmesso 20 episodi di uno sceneggiato radiofonico intitolato Dylan Dog e sceneggiato da Armando Traverso.

Personaggio Doppiatore
Dylan Dog Francesco Prando
Groucho Mino Caprio
Ispettore Bloch Renato Mori
Jane Stella Musy
Sybil Francesca Fiorentini
Killex Dario Penne
Joy Emanuela Rossi
Xabaras Rodolfo Bianchi
Angel Chiara Colizzi
Juma Laura Boccanera
Lillie Claudia Catani
Mike Dobson Massimiliano Manfredi
Prof. Adam Marco Mete

Necropolis e L'uccisore di streghe (2004)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 24 al 28 maggio 2004 Radio2 ha trasmesso 4 episodi di un altro sceneggiato radiofonico intitolato Dylan Dog - Necropolis, sceneggiato da Armando Traverso e basato sull'albo omonimo scritto da Paola Barbato.

Immediatamente dopo, dal 29 maggio al 4 giugno 2004, Radio2 ha trasmesso i 6 episodi di Dylan Dog - L'uccisore di streghe, sceneggiato da Armando Traverso e basato sull'albo omonimo scritto da Pasquale Ruju.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip della canzone Il grande incubo, contenuta nell'album La donna il sogno & il grande incubo degli 883, è ispirato allo stile del fumetto; come anche la più celebre Ti Sento Vivere, del medesimo album, prende ispirazione dal numero 74 di Dylan Dog (Il Lungo Addio).[18][19]

Dylan Dog viene citato inoltre nelle canzoni Vai bello e La spirale ovale degli Articolo 31, Nudo di donna, tratta dall'album Io sono qui (1995) di Claudio Baglioni. Dopo dieci anni di vita editoriale del personaggio, Claudio Villa (disegnatore che ha elaborato le fattezze di Dylan Dog e fan di Baglioni) disegna sul testo di una canzone dello stesso Baglioni, dichiaratosi fan del personaggio[senza fonte], Le vie dei colori una storia apparsa su un settimanale di musica, sempre nel 1995.

Altra menzione è nel singolo del 2006 dei Bolero dal titolo Dylan Dog e successivamente nel 2012 nell'album Dylan Dog ed altre storie.

Nell'album Demon ariser (1999) dei Sabotage viene citata una storia di Dylan Dog (Il cervello di Killex) nel brano Doctor Killex.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dylan Dog fumetti rari, su Valutazione Fumetti - Valuta il tuo fumetto su valutazionefumetti.it. URL consultato il 09 dicembre 2015.
  2. ^ La fase 2
  3. ^ Una nuova vita, Sergio Bonelli Editore.
  4. ^ Anarchia nel Regno Unito - Dylan Dog -, Sergio Bonelli editore.
  5. ^ a b Il nuovo inizio, Sergio Bonelli Editore.
  6. ^ Andrea Antonazzo, Un caso a tinte horror per Topolino: Tito Faraci racconta Dylan Top [Intervista], in Fumettologica, 4 marzo 2015. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  7. ^ Luca Chessa, ComicUS: Brandon Routh è Dylan Dog!, comicus.it, 9 ottobre 2007. URL consultato il 9 ottobre 2007.
  8. ^ La scheda del film Dead of Night su IMDB
  9. ^ Il film di Dylan Dog, articolo di UBC fumetti del maggio 1998
  10. ^ (EN) Dimension Goes 'ghosting', articolo dal sito della Platinum Studios, del 21 luglio 1998
  11. ^ Spielberg produce Nathan Never?, articolo di UBC fumetti del dicembre 1999
  12. ^ (EN) Scheda di Dylan Dog: The Fourth Kingdom, dal sito Comic Book Movie
  13. ^ Le novità del Dylan Dog cinematografico, articolo di Fantasy Magazine, del 17 giugno 2005
  14. ^ (EN) Platinum Studios Plots Second Dylan Dog Spinoff, articolo dal sito della Platinum Studios del 27 aprile 2005
  15. ^ (EN) Gruppo di videogiochi: Dylan Dog, in MobyGames, Blue Flame Labs.
  16. ^ Dylan Dog: Attraverso lo specchio (JPG), in K, nº 44, Glénat, novembre 1992, pp. 82-83, ISSN 1122-1313.
  17. ^ Dylan Dog 01: La Regina delle Tenebre, su adventuresplanet.it. (saga)
  18. ^ http://www.comicsblog.it/post/634/gli-883-ed-una-passione-chiamata-fumetti | articolo comicsblog
  19. ^ http://www.883network.com/archivio/biografia/losapevate.asp | articolo 883network

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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