Dylan Dog (fumetto)

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Dylan Dog
fumetto
Dylan Dog logo.png
Logo della serie
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
TestiTiziano Sclavi, Giuseppe Ferrandino, Luigi Mignacco, Alfredo Castelli, Marcello Toninelli, Michele Medda, Antonio Serra, Bepi Vigna, Claudio Chiaverotti, Mauro Marcheselli, Gianfranco Manfredi, Carlo Ambrosini, Michelangelo La Neve, Gianluigi Gonano, Magda Balsamo, Pasquale Ruju, Giuseppe De Nardo, Cristina Neri, Pippo Neri, Carlo Lucarelli, Paola Barbato, Tito Faraci, Michele Masiero, Bruno Enna, Giovanni Di Gregorio, Giancarlo Marzano, Roberto Recchioni, Alessandro Bilotta, Fabrizio Accatino, Giovanni Gualdoni, Angelo Stano, Andrea Cavaletto, Fabio Celoni, Gigi Simeoni, Ratigher, Fabrizio Accatino, Matteo Casali, Riccardo Secchi, Gabriella Contu
DisegniClaudio Villa copertine nn. 1-41, Angelo Stano copertine nn. 42 - 364, Gigi Cavenago copertine nn. 365 - oggi
EditoreSergio Bonelli Editore
1ª edizioneottobre 1986
Periodicitàmensile
Albi375 (in corso) novembre 2017
Generehorror, thriller

Dylan Dog è una serie di albi a fumetti edita da Sergio Bonelli Editore che ha per protagonista l'omonimo personaggio creato da Tiziano Sclavi[1]. Negli anni '90 arrivò a vendere mezzo milione di copie al mese senza contare quelle relative alle varie ristampe e alle collane parallele incentrate sul personaggio[2] e successivamente si è stabilizzata sulle 120.000 copie mensili risultando essere il secondo fumetto più venduto in Italia dopo Tex[3]. Il successo della serie ha determinato un'elevata valutazione dei primi numeri[4][5].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero di Dylan Dog, datato ottobre 1986 e intitolato L'alba dei morti viventi, uscì nelle edicole italiane il 26 settembre 1986[6] per l'Editoriale Daim Press. La storia d'esordio è scritta da Tiziano Sclavi e disegnata da Angelo Stano. Il valore raggiunto ad un certo punto tra i collezionisti del primo numero portò alla stampa di copie false[7] riconoscibili per alcuni particolari[4][8].

Nel primo anno tutte le storie vennero scritte da Sclavi. Successivamente si sono alternati altri autori tra i quali Giuseppe Ferrandino[9][10], Luigi Mignacco[11][12], Alfredo Castelli[13], Marcello Toninelli[14][15], il trio di autori Medda, Serra e Vigna[16][17], Claudio Chiaverotti[18][19] Mauro Marcheselli[20][21], Carlo Ambrosini[22][23], Michelangelo La Neve[24][25], Gianfranco Manfredi[26][27], G. Anon (Gianluigi Gonano)[28], Medda[29], Magda Balsamo[30], Pasquale Ruju[31][32], Giuseppe de Nardo, Paola Barbato, Alessandro Bilotta e Roberto Recchioni[33][34]. Col tempo Sclavi ha realizzato sempre meno sceneggiature fino a prendersi un periodo sabbatico dal personaggio nel 2001 interrotto solo nel 2006 in occasione del ventennale della serie quando sono stati pubblicati gli albi n° 240, 243, 244 e infine il n° 250 del 2007 con il quale ha interrotto nuovamente il suo impegno per la serie fino al 2016 quando venne pubblicato il n° 362[35].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albi di Dylan Dog.

Formato dell'albo: La struttura dell'albo prevede 96 pagine in bianco e nero più le quattro pagine di copertina comprese nella numerazione. Le storie a fumetti sono sempre inedite e nella maggior parte dei casi auto-conclusive. Nei primi 17 albi le 96 pagine erano tutte occupate dalla storia a fumetti mentre a partire dal n° 18 le storie a fumetti si riducono a 94 tavole per lasciare la terza pagina a un frontespizio del quale si sono avute diverse versioni:

  • la prima disegnata dal primo copertinista Claudio Villa dal n° 18 al n° 41;
  • la seconda realizzata da Angelo Stano che sostituì Villa dal n° 42 e rimasta inalterata fino al n° 336;
  • la terza sempre realizzata da Stano ha esordito a colori nel n° 337 in occasione del restyling della collana ed è stata utilizzata fino al n° 363; ha fatto eccezione l'albo n° 362 che aveva un frontespizio bianco così come la copertina per celebrare il ritorno di Tiziano Sclavi ai testi;
  • la quarta opera del nuovo copertinista Luigi Cavenago che ha debuttato con il n° 364 sebbene l'avvicendamento alle copertine fosse già avvenuto con l'albo precedente.

La seconda di copertina (la pagina n°2) presenta una rubrica intitolata Il Club dell'Orrore. La quarta pagina è occupata da una rubrica che dal n° 18 al n° 170 si intitolava Dylan Dog Horror Post dove venivano pubblicate lettere inviate dai lettori. Dal n° 171 questa rubrica ha assorbito Il Club dell'Orrore ed è stata ribattezzata Dylan Dog Horror Club; con il n° 325 ne è stata rinnovata la veste grafica. Dal n° 337 hanno subito lievi modifiche anche la grafica della testata e il bollino del prezzo.

Storie in due puntate: Le storie pubblicate nella serie si concludono nello stesso albo a eccezione di alcune che si sviluppano in due albi. La prima di queste storie in due parti venne pubblicata nei n° 16 e 17 e rimane tuttora con le sue 192 tavole complessive (96 per puntata) la più lunga pubblicata sulla serie regolare in quanto le successive storie doppie sono di 188 tavole (94 per puntata). Ad oggi sono state pubblicate le seguenti otto storie in due puntate: n° 16 e n° 17, n° 64 e n° 65, n° 110 e n° 111, n° 133 e n° 134, n° 180 e n° 181, n° 198 e n° 199, n° 241 e n° 242, n° 289 e n° 290.

Albi con pagine extra: La serie regolare ha avuto storie di 98 pagine fino al n°18 e di 96 dal n°19 in poi con le seguenti eccezioni:

  • n°50: 12 pagine in più con una storia a fumetti di 104 tavole e le altre pagine dedicate a rubriche di posta e resoconti sul Dylan Dog Horror Fest.
  • n°77: 16 pagine in più con due storie complete di 64 e 46 tavole. La prima dava il titolo all'albo ed era anche un esperimento di storia immaginaria.
  • n°121: 16 pagine in più in occasione dei primi dieci anni di vita editoriale con albo a colori.
  • n°131: 2 pagine in più con la penultima che conteneva un particolare a colori.
  • n°338: 16 pagine in occasione dell'avvio del primo ciclo di storie a cura di Roberto Recchioni.

Albi a colori: Come tutte le principali serie bonelliane in occasione dei numeri multipli di 100 le storie sono a colori. Inoltre sono state a colori anche altri numeri: 121, 131, 224, 241, 242, 250, 337, 350, 361 e 375.

Albi con due diverse versioni della copertina: in occasione del crossover con la serie Dampyr, sono state edite due versioni del n. 371 che si differenziano per la diversa copertina.[36][37]

Il rilancio del 2013-2014[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2013 ed il 2014 ebbe luogo una graduale operazione di rilancio editoriale del personaggio voluta da Sclavi e da lui stesso annunciata ai lettori nella rubrica redazionale del n. 324 della serie mensile. L'operazione fu affidata a Roberto Recchioni, nominato curatore della serie al posto di Giovanni Gualdoni, e a Franco Busatta, scelto come coordinatore redazionale. La prima fase si limitò alla pubblicazione di storie parzialmente revisionate che erano già pronte[38]. A inaugurare questa fase fu l'episodio Una nuova vita, scritto e disegnato da Carlo Ambrosini e pubblicato sull'albo n. 325 dell'ottobre 2013[39]. Al di fuori della serie regolare la prima storia revisionata era stata La bomba! pubblicata alcuni giorni prima nello Speciale n. 27[40]. Le principali novità stilistiche introdotte furono un nuovo approccio alle copertine da parte di Angelo Stano e nei dialoghi la sostituzione del "Voi" con il "Lei". Inoltre fu rinnovata la veste grafica del Dylan Dog Horror Club da ora gestito da Recchioni. Il rilancio vero e proprio partì un anno dopo con l'albo n. 337 che presenta una nuova veste grafica con il restyling della testata e del bollino del prezzo e il nuovo frontespizio in terza pagina[41]. Il 26 settembre 2014, ossia il giorno precedente all'uscita dell'albo nelle edicole, la Sergio Bonelli Editore ha presentato il nuovo corso in una conferenza stampa trasmessa in diretta su YouTube nella quale Sclavi ha ufficialmente ceduto il testimone a Recchioni[41][42]. Il processo di rinnovamento ha coinvolto tutte le collane legate al personaggio e vede il pensionamento dell'Ispettore Bloch, l'arrivo di nuovi personaggi e antagonisti, l'inserimento della tecnologia nella vita di Dylan Dog attraverso uno smartphone gestito da Groucho. Ogni albo è indipendentemente dai precedenti e dai successivi ma una sorta di continuity lega i vari episodi in cicli annuali. L'ambientazione è sempre la Londra contemporanea ma l'ispettore Bloch si trasferisce in campagna e Scotland Yard ha un nuovo ispettore di nome Carpenter che considera Dylan Dog un ciarlatano e pertanto gli fa sequestrare il distintivo scaduto da poliziotto che Dylan continuava a utilizzare nonostante il suo ritiro dalla polizia[41]. Le novità nella struttura narrativa iniziarono con il successivo n. 338 nel quale si manda in pensione l'ispettore Bloch mentre nel successivo n. 339[43] viene presentato il suo sostituto a Scotland Yard, l'ispettore capo Tyron Carpenter[44], nel n. 340 viene narrata la nuova vita del pensionato Bloch nel paese di Wickedford e nel n. 341 viene introdotto un nuovo antagonista: l'industriale John Ghost[41]. Le storie del nuovo corso sono caratterizzate da una certa continuità narrativa prima quasi del tutto assente. Nel corso dei mesi in cui si intrecciano le varie vicende Dylan acquista un cellulare, perde la possibilità di utilizzare il suo vecchio tesserino scaduto da poliziotto, prende coscienza di aspetti nuovi circa il suo rapporto con le donne, intessa una relazione più profonda con l'amico Bloch, diventa proprietario in modo misterioso del suo appartamento di Craven Road 7, è costretto a fare i conti con una nuova nemesi, John Ghost, e con un nuovo ispettore capo, Tyron Carpenter, tutt'altro che compiacente. Inoltre alcuni misteri ruotano attorno al suo assistente Groucho, personaggio su cui finora non si era mai indagato. Il rinnovamento ha investito anche le altre collane che rispetto al passato risultano maggiormente caratterizzate: il Maxi è stato ribattezzato Maxi Dylan Dog Old Boy e pubblica le storie in un ambito narrativo che non tiene conto degli sviluppi narrati nella serie regolare, l'Almanacco è stato rimpiazzato dal Magazine che pubblica storie sulla nuova vita da pensionato di Bloch, lo Speciale è stato dedicato a un universo alternativo futuro della serie Il Pianeta dei Morti mentre l'Albo Gigante è stato chiuso col n. 22[41].

Le altre collane[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albi fuori serie di Dylan Dog.

Oltre alla serie regolare nel tempo sono stati pubblicati volumi fuori serie inizialmente editi come supplementi alle serie regolari e successivamente all'interno di proprie collane con periodicità variabile che propongono storie inedite a volte integrate con rubriche redazionali o con volumi allegati come lo Speciale[45][46], l'Almanacco della Paura[47], il Dylan Dog Gigante[48] o il Maxi[49]. Sono stati pubblicati anche volumi fuori serie con incontri con altri personaggi della casa editrice[50]. Altri editori hanno pubblicato storie inedite del personaggio presentate come inserti o in albi allegati a giornali o riviste non necessariamente di fumetti[51][52]. Queste volumi presentano storie inedite con diversa foliazione, formato e presenza o meno del colore.

  • Speciale: È una serie di albi speciali pubblicati annualmente a partire dal 1987 inizialmente come supplemento alla serie regolare e poi dal 1994 a partire dal n° 8 divenne una collana periodica annuale[46]. Questa collana ha cambiato più volte le proprie caratteristiche nel corso degli anni: i primi cinque numeri (1987-1991) erano albi di 132 pagine ai quali era allegato un volumetto di 64 pagine della "Enciclopedia della Paura" incentrati su tematiche legate al genere horror[45], dal n°6[53] fino al n° 13[54] (1992-1999) venne allegato un albo a fumetti di 32 pagine intitolati "Dylan Dog presenta Groucho" contenenti storie con protagonista l'assistente di Dylan Dog[46]; dal n° 14 del 2000[55] non vi sono più allegati e il numero di pagine è aumentato a 160[46] e a collana mantiene queste caratteristiche fino al n°28 del 2014[56]. Dal n°29 del 2015 la collana ha modificato la propria veste grafica e viene dedicata alla serie di storie ambientate nel futuro di Dylan Dog (Il Pianeta dei Morti) create da Alessandro Bilotta[57][58] che aveva esordito nella collana Color Fest sui numeri 2 e 10[59][60] e proseguito sul n° 22 del Gigante[61].
  • Almanacco della Paura / Magazine: La serie degli Almanacchi della Paura esordisce nel 1991 (Dylan Dog presenta - L'almanacco della paura) come supplemento annuale alla collane Ristampa[47][62] e Seconda Ristampa[47][63]. Sono volumi che presentano uno o più fumetti inediti oltre a redazionali sui fumetti, il cinema e la narrativa di genere horror[47]. Questi primi tre albi recano sul dorso le scritte "Il primo almanacco della paura", "Il secondo almanacco della paura", "Il terzo almanacco della paura" mentre dal 1994 la scritta sul dorso fa semplicemente riferimento all'anno di uscita[47]. A partire dal quarto volume del 1994 la serie confluisce nella Collana Almanacchi dove vengono pubblicati analoghi volumi intitolati ad altri personaggi della Bonelli[47][64] che presentano un fumetto inedito e articoli d'informazione e critica legati al genere cui fa riferimento il personaggio[64][65]. Dal 2015 i volumi della collana vengono chiamati Dylan Dog Magazine[47] riprendendo da capo la numerazione e rinnovando la veste grafica. I volumi continuano a presentare storie inedite a fumetti insieme a rubriche e servizi su fumetti, libri, produzioni televisive e cinematografiche di genere horror[66]. Le storie a fumetti pubblicate nel Magazine hanno come protagonista l'ex ispettore Bloch ritiratosi a vivere a Wickedford dopo il suo pensionamento[66][67].
  • Albo Gigante: Collana di albi in grande formato e con foliazione maggiore rispetto alla serie regolare pubblicati con cadenza annuale dal 1993 inizialmente come supplemento alla collana Ristampa e alla serie regolare e pubblicato per 22 numeri fino al 2013[48]. L'albo era composto solitamente da una o più storie di lunghezza variabile. I volumi dal n° 9 al n° 15 presentavano una storia unica di 236 tavole che risultano essere quelle più lunghe mai pubblicate[68][69].
  • Maxi Dylan Dog / Maxi Dylan Dog Old Boy: Collana di albi annuale di ampia foliazione esordita nel 1998 che presentano tre avventure complete di 94 tavole inizialmente disegnate solo dalla coppia Montanari & Grassani. Dal n° 14 del 2011 la collana diventa semestrale e vengono coinvolti altri disegnatori: le uscite estive sono disegnate da Montanari & Grassani mentre quelle invernali vedono altri quattro disegnatori storici della serie come Corrado Roi (n° 14), Giovanni Freghieri (n° 16), Luigi Piccatto (n° 18) ed Ugolino Cossu (n° 20)[70]. Dal n°22 del 2014[71] la testata cambia in Maxi Dylan Dog Old Boy diventando quadrimestrale e rinnovando la grafica a segnalare un ambito narrativo che non tiene conto del restyling effettuato nella serie principale[70] cioè in una realtà alternativa nella quale Bloch è ancora ispettore a Scotland Yard. Con il n° 28 la collana presenta due storie lunghe e quattro brevi[72].
  • Dylan Dog Color Fest: Nel 2007 ha debuttato Dylan Dog Color Fest, quinta collana speciale inizialmente annuale e poi semestrale dal 2010 nella quale vengono pubblicate storie di sceneggiatori e disegnatori che si cimentano per la prima volta con il personaggio nel tradizionale formato bonellide ma a 128 pagine con carta lucida e composto da quattro storie di 32 tavole[73][74]. Nel 2016 la collana è stata rinnovata e a partire dal n° 16 l'albo abbandona la carta lucida, diminuisce il numero di pagine a 96 diventando trimestrale e diventano variabili sia il numero di storie contenute che la loro lunghezza, inoltre ogni numero è caratterizzato da un titolo[74]. Non sempre le storie pubblicate sul Color Fest sono inedite: soprattutto nei primi anni, una delle storie veniva pubblicata in anteprima di qualche settimana su inserti di quotidiani o riviste (a volte divisa in due parti)[senza fonte]. Nel numero 18 dell'agosto 2016, intitolato "Remake", viene ristampata una storia pubblicata oltre un anno prima nel n. 1 della collana "Dylan Dog - I colori della paura", uscita in abbinamento editoriale a La Gazzetta dello Sport: si tratta di "La nuova alba dei morti viventi", remake della prima avventura dell'indagatore dell'incubo, affiancata ad altri due remake inediti. Le storie dei primi 13 numeri della collana sono state ristampate tra il 2015 ed il 2016 nella citata collana abbinata alla Gazzetta che è stata completata da due storie inedite destinate viceversa a essere riproposte sul Color Fest: il già citato remake de "L'alba dei morti viventi" e "Ancora un lungo addio" (remake del n° 74 "Il lungo addio")[74][75][76].

Le ristampe[modifica | modifica wikitesto]

Gli albi della serie regolare e di quelle speciali sono stati ristampate più volte in vari formati e da parte di vari editori. La Bonelli ha incominciato a ristampare la serie regolare nel luglio 1990 con la collana Dylan Dog Ristampa con periodicità quindicinale fino al 1991 quando divenne mensile[62] al momento dell'esordio della collana Dylan Dog Seconda Ristampa[63]; entrambe le due collane riproponevano gli albi in ordine cronologico con formato e copertine identiche alla serie originale salvo la dicitura "Ristampa" nell'angolo in alto a destra e con poche differenze relative alle rubriche e nel retro copertina. Dal 1991 al 2006 (anno in cui chiuderà la Seconda Ristampa col n°184[63]) le due ristampe ripropongono rispettivamente dopo tre e cinque anni gli albi della serie inedita a distanza di 24 numeri l'una dall'altra. La Ristampa chiuse con il n° 330 nel gennaio 2017[62]. Nel luglio 1996 debuttò la collana Dylan Dog Collezione Book, terza ristampa integrale della serie regolare in versione rilegata a periodicità mensile mantenendo sempre le copertine originali[77], chiusa con il n° 250 nel marzo 2017 e sostituita dalla collana Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, ristampa di albi storici scritti dal creatore della serie, ristampati a colori e con inserti aggiuntivi e interviste ai disegnatori degli albi[78]. Nel 1997 debutta la collana Dylan Dog Super Book che ristampa storie del personaggio pubblicate al di fuori della serie regolare nelle collane Speciali, Almanacchi, Giganti e Maxi oltre a quelle pubblicate da altri editori[79]. Nel 2006 debutta Dylan Dog Granderistampa, quarta ristampa cronologica della serie regolare in volumi contenenti tre storie con periodicità bimestrale e nuove copertine realizzate da Corrado Roi[80].

Oltre alla Bonelli anche altri editori hanno proposto ristampe delle storie del personaggio in vari formati e collane. Dal 1991 nella collana Oscar Mondadori sono stati pubblicati molti volumi contenenti la ristampa di storie apparse originariamente nella serie regolare e nelle collane speciali[81][81]. Tra le varie iniziative editoriali antologiche dedicate al fumetto intraprese perlopiù dai diversi quotidiani in abbinamento settimanale, Dylan Dog è stato pubblicato come undicesimo volume della collana I classici del fumetto dalla BUR nel 2000; con La Repubblica e il settimanale L'espresso ne I classici del fumetto di Repubblica N.5 (2003) con le storie Attraverso lo specchio e Memorie dall'invisibile della serie regolare (Rispettivi numeri 10 e 19) e le fuori serie L'orrore, Gnut, La bambina e La piccola biblioteca di Babele e ne I classici del fumetto di Repubblica Serie oro dell'anno successivo nel volume 11 contente la "Trilogia extraterrestre" (composta dai volumi 61, 131 e 136 della serie regolare - Terrore dall'infinito, Quando cadono le stelle e Lassù qualcuno ci chiama); e nella collana lanciata dal Corriere della sera e La gazzetta dello sport nel 2009 100 anni di fumetto italiano con il primo volume contenente le storie: Totentanz, pubblicata sul primo albo gigante, Finché morte non vi separi, N.121 della serie regolare, La bambina e La piccola biblioteca di Babele, oltre ad altre due non afferenti a Dylan Dog. In abbinamento con La Repubblica e L'Espresso nel 2013 è esordita la collana Dylan Dog - Collezione storica a colori che ha ristampato le prime 150 storie della serie regolare in 50 volumi[82][83] con l'aggiunta di rubriche e approfondimenti del giornalista esperto in fumetti Luca Raffaelli e dei redattori esperti degli almanacchi bonelliani, Luca Crovi e Maurizio Colombo mentre le copertine furono realizzate da Bruno Brindisi[senza fonte]. In abbinamento editoriale con La Gazzetta dello Sport nel 2015 furono pubblicati 54 volumi della collana Dylan Dog - I colori della paura che riproponeva le storie originariamente apparse sul Dylan Dog Color Fest oltre a due storie inedite: "La nuova alba dei morti viventi" e "Ancora un lungo addio" entrambe remake di due storie della serie regolare (numeri 1 e 74)[75][76]. Nel 2016 ha esordito la collana Dylan Dog, il nero della paura composta da 25 albi settimanali che ripropongono una selezione di storie brevi del personaggio in abbinamento settimanale alla Gazzetta dello Sport e una storia inedita pubblicata nel primo numero ("Il bianco e il nero" di Barbato e Roi)[84][85] poi ripresa a ampliata sul numero 372 della serie regolare.

Edizioni estere[modifica | modifica wikitesto]

La serie è stata pubblicata in Croazia da Ludens, in Serbia da Veseli Četvrtak e Expik Publications, in Macedonia da M-comics, in Danimarca da Shadow Zone Media, nei Paesi Bassi da Silvester, in Polonia da Egmont Polska, in Spagna da Aleta Ediciones, in Svezia da Ades Media, in Germania da Carlsen Comics e in Turchia da Rodeo e Hoz Comics.

Nel 1999 la casa editrice statunitense Dark Horse Comics ha pubblicato una miniserie di sei episodi. Nella serie americana il personaggio di Groucho è rinominato Felix[86].

Nel 2016 la casa editrice Epicenter Comics ha annunciato la prossima pubblicazione in inglese di altri episodi della serie Dylan Dog[86].

Dal 2014 Dylan Dog è stato pubblicato in Ungheria dall'editore Fumax[87] e dal 2016 dalla Frike Comics[88]. Ad oggi ci sono 6 albi di Dylan Dog pubblicati (piu` un albetto speciale e la ristampa del numero 1). Nel 2018, e' gia' in programma il cross-over con Dampyr e il numero 7.

I crossover[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Team-up italiani § Team-up Bonelli.

Elenco dei personaggi protagonisti di altre serie a fumetti della Sergio Bonelli Editore con i quali il personaggio ha effettuato crossover e con cui condivide, di conseguenza, lo stesso universo narrativo:

  • Martin Mystère: nell'ottobre del 1990 e nell'ottobre del 1992 furono pubblicati due albi fuori serie contenenti una storia con Dylan Dog e Martin Mystère. Il primo albo, "Ultima fermata: l'incubo!", fu scritto da Alfredo Castelli con la collaborazione di Sclavi mentre il secondo, "La fine del mondo", fu scritto da Sclavi con la collaborazione di Castelli ed entrambi furono disegnati da Giovanni Freghieri[89][90]. Contatti fra i due personaggi c'erano già stati nel 1988 nell'albo n°18 della serie di Dylan Dog, Cagliostro!, dove il personaggio incontra l'ispettore Travis, uno dei comprimari della serie di Martin Mystere; nell'albo compaiono lo stesso Martin Mystère con la fidanzata Diana Lombard e il suo amico Java ma senza però incontrare direttamente Dylan Dog. Il personaggio viene citato nella serie regolare di Martin Mystère nel 1990 poco prima dell'uscita del primo crossover.[senza fonte][in quale albo?] Martin Mystère, Diana e Java compaiono nuovamente nella storia in due puntate pubblicata sui n°133 e 134 di Dylan Dog nel 1997 dove viene citato anche Jerry Drake, alias Mister No. Dylan e Martin si incontrano di nuovo nel 2014 in una storia pubblicata sul n° 12 del Color Fest;
  • Mister No: Dylan Dog ha incontrato Jerry Drake due volte: il primo incontro è quello già citato (n°133 e 134 di Dylan Dog) mentre il secondo è avvenuto nel Color Fest n° 12;
  • Ken Parker: il personaggio incontra Ken Parker in una storia pubblicata nel dicembre 1994 sul n° 23 di Ken Parker Magazine;
  • Napoleone: il personaggio incontra Napoleone nel n°42 della serie omonima dove aiuta il protagonista a risolvere un caso; nel n° 12 del Color Fest viene mostrato un incontro tra Napoleone e un giovane di nome Dylan Dog;
  • Nathan Never: Il primo incontro con il personaggio Nathan Never viene narrato nel n° 12 della serie Color Fest: la storia è ambientata nel futuro di Nathan Never, dove viene creato un avatar di Dylan Dog in modo che possa aiutarlo;
  • Dampyr: nel n° 371 (Arriva il Dampyr) Dylan incontra il protagonista della serie Dampyr. Nel n° 209 della serie omonima, prosegue la storia principiata nell'albo n° 371.

Le copertine[modifica | modifica wikitesto]

Le copertine dei primi 41 numeri della serie regolare e dei primi tre numeri della serie Speciale sono opera di Claudio Villa. Quelle dei numeri dal 42 al 361 della serie mensile sono state realizzate da Angelo Stano così come tutte le copertine delle altre collane inedite pubblicate fino al 2014 con la sola eccezione del Color Fest: Speciale dal 4 al 28, tutti i 22 numeri del Gigante, tutti i 24 numeri dell'Almanacco e i primi 21 numeri del Maxi. L'albo n° 362 aveva la copertina completamente bianca, quindi senza disegnatore. A partire dal n° 363 le copertine della serie mensile sono realizzate da Gigi Cavenago che è anche autore delle copertine del Maxi Old Boy dal numero 22 al 28. Dal 29 in avanti il disegnatore è Andrea Accardi. Le copertine del Magazine (ex Almanacco della Paura) sono affidate invece a Bruno Brindisi. Le copertine dello Speciale numero 29 e 30 sono opera di Massimo Carnevale, mentre il numero 31 è opera di Marco Mastrazzo.

Invece le copertine del Color Fest sono realizzate da artisti diversi: Gabriele Dell'Otto (1), Tanino Liberatore (2), Sergio Toppi (3), Silver (4), Milo Manara (5), Laura Zuccheri (6), Gianluca e Raul Cestaro (7), Carlos Gómez (8), Mario Alberti (9), Davide De Cubellis (10), Simone Bianchi (11), Sara Pichelli e Annalisa Leoni (12), Lorenzo Ceccotti (13), Matteo De Longis (14), Paolo Barbieri (15), Arturo Lauria (16), Ausonia (17), Claudio Villa (18), Jessica Cioffi (19), Marco Mastrazzo (20), Giulio Rincione (21), Mauro Muroni (22), Grzegorz Rosinski (23).

Le ristampe che propongono copertine inedite sono affidate a Claudio Villa (Super Book) e a Corrado Roi (Granderistampa).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dylan Dog, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  2. ^ Dylan Dog compie trent'anni. E il 'papà' ci regala una nuova serie, in Repubblica.it, 26 settembre 2016. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  3. ^ Quanto vendono i fumetti Bonelli: i dati 2014, in Fumettologica, 16 giugno 2014. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  4. ^ a b Dylan Dog fumetti rari, su Valutazione Fumetti - Valuta il tuo fumetto su valutazionefumetti.it. URL consultato il 9 dicembre 2015.
  5. ^ La valutazione degli albi di Dylan Dog, il numero 1 originale l'Alba dei Morti Viventi, in Comicsblog.it. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  6. ^ Verso DylanDog30. Fonti e citazioni del DyD delle "origini" - Fumettologica, in Fumettologica. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  7. ^ DYLAN DOG n.1 - L'alba dei morti viventi (Collezionismo Fumetti - Collecting Comics), su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  8. ^ Collezionismo: Dylan Dog, l’Indagatore dell’Incubo, su c4comic.it. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  9. ^ Vivono tra noi. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  10. ^ Ti ho visto morire. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  11. ^ Fra la vita e la morte. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  12. ^ I conigli rosa uccidono. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  13. ^ Dal profondo. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  14. ^ Giorno maledetto. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  15. ^ Riflessi di morte. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  16. ^ Quando la città dorme. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  17. ^ La scogliera degli spettri. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  18. ^ Il buio. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  19. ^ Incubo di una notte di mezza estate. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  20. ^ L'ultimo plenilunio. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  21. ^ Il lungo addio. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  22. ^ Dietro il sipario. URL consultato il 26 gennaio 2017.
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