Franco Donatelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Franco Donatelli (Alessandria, 13 marzo 1925Milano, 15 novembre 1995) è stato un fumettista e illustratore italiano, dopo Gallieno Ferri, è stato il principale disegnatore della serie western Zagor.[1][2][3][4][5]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordì come disegnatore di fumetti, grazie a Luciano Bertasi, suo compagno di scuola,[senza fonte] fratello di Tea Bonelli, moglie di Gianluigi Bonelli che nel 1940 era l'editore delle rivista a fumetti L'Audace sul quale realizza vari episodi della serie Furio Almirante,[1][2][3] inchiostrati da Mario Faustinelli.[3] Collabora anche con alcuni settimanali per realizzare copertine o illustrazioni.[2] Lavora per qualche tempo in uno studio pubblicitario[2][3] e frequenta l'Accademia di Brera[senza fonte].

Dal 1946 al 1952, usando come pseudonimo Frank Well, disegna Mistero (testi di Leonello Martini), pubblicate sulla collana Albo Victory dell'editore Giuseppe Ponzoni.[2][3]

Nello stess periodo si occupa di campagne pubblicitarie, fra cui quella per Galbani, e contribuisce a diverse testate a fumetti fra cui Albi dell'Intrepido per la Casa Editrice Universo, Mandrake della Casa Editrice Nerbini, alcuni western per le Edizioni Alpe e un episodio della serie Amok per Agostino Della Casa della Dardo,[2][3][4] editore per il quale disegna, nel 1952, anche l'ultimo albo della serie Calam la pantera del west creata l'anno prima da Sandro Angiolini.[senza fonte]

Nel 1948 torna alle Edizioni Audace per disegnare episodi della striscia La Pattuglia dei Senza Paura di Roy D'Amy oltre a realizzare oltre un centinaio di copertine della serie Piccolo Ranger.[1][2][3][4] In questo periodo realizza anche numerosi episodi del western Sitting Bull per Della Casa, oltre alle serie Kansas Kid e Burma editi dalla Cremona Nova[2][3][4] (entrambi, testi di Angelo Saccarello).

Negli anni cinquanta collabora con lo peudonimo Donatel[3] con la testata francese Paris Jour[1] che gli commissiona illustrazioni a tempera[senza fonte]; inoltre produce albi a fumetti di genere bellico e poliziesco per il mercato inglese,[1] realizza copertine per Albi Salgari[3][4] e illustrazioni per varie collane di libri degli editori Mursia, Cappelli, Sonzogno e Rizzoli[1][4]. Nello stesso periodo disegnò le serie western Red Boy e Red Sheriff.[3]

Nel 1961 crea graficamente Radar, per la testata Piccolo Sceriffo e, sempre negli anni sessanta, realizza molte storie di Pecos Bill, entrambi per di Tristano Torelli.[1][2][3][4]

Nel 1965 Donatelli riprende la collaborazione con la Bonelli entrando nello staff della serie Zagor,[1][2][3] esordendo nella serie nel 1967 e proseguendo fino al 1995, anno della sua morte.[4]

Dopo due brevi storie pubblicate nella Collana Rodeo, "Anubi" e "Voudou", Bonelli gli affida nel 1975 anche l'ideazione grafica del personaggio di Mister No, che Donatelli realizza fin dal 1971, ispirandosi al volto di Steve McQueen,[senza fonte] anche se sarà Gallieno Ferri a disegnarne il primo numero nel 1975; Donatelli realizzerà sei numeri della serie[1][2].

Realizza le copertine di Gordon e Maschera Nera per la Corno.[1][2][4]

Morì nel 1995;[1][2][3] venne seppellito nel cimitero di Lambrate, a Milano[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Franco Donatelli, su www.sergiobonelli.it. URL consultato il 26 giugno 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m FFF - Franco DONATELLI, su www.lfb.it. URL consultato il 26 giugno 2019.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n (EN) Franco Donatelli, su lambiek.net. URL consultato il 26 giugno 2019.
  4. ^ a b c d e f g h i uBC, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 26 giugno 2019.
  5. ^ FUMETTI: E' MORTO FRANCO DONATELLI, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 26 giugno 2019.
  6. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enciclopedia Mondiale del Fumetto, 1978, Editoriale Corno
  • Foto di Famiglia, 1994, Sergio Bonelli Editore
  • Fumetti d'Italia [1]
Controllo di autoritàVIAF (EN305698442 · SBN IT\ICCU\RAVV\017278 · LCCN (ENno2009136657 · WorldCat Identities (ENno2009-136657