Il grande Blek

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Il Grande Blek
Blek.jpg
Copertina di un albo ristampato dalla Panini Comics come inserto per i quotidiani
Nome orig. Blek Macigno
Lingua orig. Italiano
Autori
Editore Editoriale Dardo
Sesso Maschio
Il Grande Blek
fumetto
Autore Pietro Sartoris, Dario Guzzon, Giovanni Sinchetto
Testi EsseGesse
Editore Editoriale Dardo
Genere western

Il Grande Blek è un personaggio dei fumetti noto anche come Blek Macigno e protagonista si una serie di strisce a fumetti realizzata negli anni 50 dal gruppo EsseGesse (gruppo formato dai tre sceneggiatori e disegnatori Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris[1]) e pubblicato dall'Editoriale Dardo[2][3]. Raggiunse una tiratura settimanale di 400.000 copie ed è stato più volte ristampato[1][4] imponendosi non solo in Italia ma anche sul mercato europeo[4][5] dove sono state realizzate versioni del personaggio per mano di altri autori italiani e stranieri[1].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

La serie a strisce con le avventure di Blek debutta il 3 ottobre 1954 nella Collana Freccia dell'Editoriale Dardo[5]. Le avventure del personaggio proseguono con successo le pubblicazioni sino al 1965 quando i rapporti tra la EsseGesse e la Dardo si incrinano. A questo punto la EsseGesse abbandona il personaggio che sarà prima portato avanti in Italia da altri autori e poi sarà prodotto all'estero in Francia e in Jugoslavia con propri autori[3]

La collana raggiunge subito tirature di trecentomila copie alla settimana imponendosi non solo in Italia ma anche sul mercato europeo[6][7] con un successo che si mantenne costante per tutti gli anni cinquanta e nei due decenni successivi raggiungendo tirature fino alle 400 mila copie come ricorda Giovanni Sinchetto <<[...] il successo non si fece attendere, fu lungo e duraturo. Negli anni d'oro, Blek vendeva 400.000 copie a settimana, più di Miki, più di Tex, più di tutti>>[8].

Blek verrà pubblicato con grande successo fino al 1965 quando la EsseGesse per conflitti sorti con il Direttore Responsabile Baglioni decise di interrompere la collaborazione[4] nonostante la vasta popolarità di cui ancora godeva la serie. Il personaggio rimase nelle disponibilità dell'editore che decise di pubblicarne nuove avventure affidandone la realizzazione ad Amilcare Medici e a diversi disegnatori[5][6][7]. L'ultimo numero firmato dal trio di autori è il terzo della XXVII serie e i loro successori non riuscirono a mantenere gli stessi standard di qualità tant’è che in poco tempo le vendite calarono disastrosamente[4][9]. In Italia dopo la conclusione della serie inedita il personaggio venne ristampato numerose volte[9]. Nuove storie vennero realizzate in Francia dove il personaggio conobbe un nuovo successo a scapito di uno stravolgimento di alcuni aspetti come le sue origini[1][9].

Solo nel 1994 Dario Guzzon, unico superstite del trio, riprende la collaborazione con l'Editoriale Dardo realizzando nuove strisce[4]. L'Editoriale Dardo riporta così in edicola una nuova edizione nel classico formato striscia venduta insieme alla ristampa anastatica delle originali. La pubblicazione arriva nel 2003 al n°225 anche se le storie nuove inedite realizzate appositamente sono solo quelle edite fino al n°45 mentre il resto sono ristampe delle avventure scritte da Carlo Cedroni.

Volumi pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

  • Collana Freccia (1951-78): collana di fumetti che dal 1951 pubblica vari personaggi e sulla quale da ottobre 1954 a ottobre 1967 vengono pubblicati 654 albi a strisce del grande Blek divisi in 33 serie[10]. Dalla XXVII serie nel 1965 in ogni albo compare anche un episodio del Capitan Miki. Fino alla serie XXVII le storie erano opera di EsseGesse mentre poi saranno realizzati da altri[11].
  • Freccia Pocket: da ottobre 1977 a ottobre 1980: 11 volumi trimestrali che pubblica storie inedite di produzione francese[12].
  • Nel 1994 una nuova striscia inedita del personaggio col contributo di Guzzon[3].

Ristampe[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le ristampe sono edite dall'Editoriale Dardo salvo dove diversamente indicato:

  • Collana Prateria: prima ristampa nel formato albo d’oro delle serie già pubblicate dalla Dardo nella versione a strisce edita da settembre 1956 a luglio 1957 (21 volumi divisi in tre serie). Da luglio 1957 inizia una nuova serie della collana che pubblica in ogni albo sia le avventure del personaggio che quelle di Capitan Miki edita da luglio 1957 a dicembre 1976 per 345 numeri[13][14][15].
  • Gli Albi del Grande Blek: seconda ristampa edita da giugno 1963 ad agosto 1972 delle serie a strisce in ordine cronologico riproposta in formato libretto a colori. La collana prosegue poi proponendo materiale inedito realizzato per il mercato francese[16].
  • Collana Scudo: collana edita da settembre 1967 ad agosto 1970 per 30 numeri che ristampa le serie XXVI-XXXIII del personaggio insieme alle serie XXX-XXVI di Capitan Miki[17].
  • Collana Freccia (1968-1977): serie di 45 volumi pubblicata da marzo 1968 a luglio 1977 che ristampa alternativamente storie di Capitan Miki e del Grande Blek sia realizzate dalla EsseGesse che da altri autori senza alcun ordine cronologico. Nei n°29 e 31 pubblica un episodio inedito dal titolo “Principe Albert”[18].
  • Miki e Blek Gigante: collana edita da luglio 1970 ad agosto 1976 per 147 numeri, è la ristampa cronologica del personaggio nei numeri dispari e di Capitan Miki nei numeri pari concludendo le pubblicazioni con storie inedite[19].
  • Miki e Blek Gigante: collana edita da settembre 1976 ad aprile 1977, vengono pubblicati 16 volumi che ristampano cronologicamente la serie a strisce[20].
  • Nuova Collana Prateria: collana edita da gennaio a dicembre 1977, vengono pubblicati 12 volumi di con storie di Capitan Miki e del Grande Blek affiancate da nuove serie umoristiche[21].
  • Il Grande Blek (Collana Reprint - Collana Grandi Autori): serie di 226 volumi divisi in 22 serie pubblicati da novembre 1994 ad aprile 2003 in una confezione prima blisterata e poi cellofanata con quattro albi a striscia dei quali uno è inedito e tre sono una ristampa anastatica degli albi dal n°1 della serie I al n°8 della serie XVII. L’albo inedito presenta le nuove avventure realizzate da Mario Volta e disegnate da Lina Buffolente e Vladimiro Missaglia oppure adattamenti di materiale realizzato per il mercato francese[22].
  • Blek: serie di 52 volumi pubblicati da gennaio 1990 a ottobre 1994 che ristampano cronologicamente la serie in formato bonelliano fino al n°3 della serie XXVII[23].
  • Il Grande Blek Gigante: collana di 16 volumi editi da dicembre 1990 a luglio 1995 come supplementi a Blek (ed. Dardo, 1990) contenente ristampa di due o più episodi inediti realizzati per il mercato francese[24].
  • Il Mitico Trapper Blek: serie di 37 volumi pubblicata da luglio 2000 ad agosto 2001 con la ristampa cronologica e completa delle prime tre serie[25].
  • Dal 2002 le Edizioni If ristampano bimestralmente le avventure di Blek Macigno sia italiane che straniere[3][9].
  • In appendice alle storie del Comandante Mark pubblicate sula Nuova Collana Araldo (dal n°222 al n°280) vengono presentate ristampe delle storie del personaggio[26][27].

Edizioni estere[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte del materiale prodotto in Italia verrà stampato tradotto anche all’estero come a esempio in Francia[28] dove riscontrerà un notevole successo (3000.000 copie[29]) e che dopo la conclusione della produzione italiana verranno realizzate storie appositamente per il mercato francese scritte da altri autori[5][6] che tra l'altro in una storia apocrifa sul passato di Blek stravolgeranno alcune caratteristiche del personaggio[4]. Anche in Jugoslavia il successo fu notevole[30] (100.000 copie a numero[31]) tanto che negli anni ottanta verranno realizzate nuove storie da disegnatori e sceneggiatori locali[7]. Dal 1980 ben cinquanta nuove avventure furono realizzate in Yugoslavia da Bane Kerac[32], Pavel Koza[33], Branko Plavsic[34], A. Muminovic, alcuni dei quali apparsi per la prima volta in Italia sui volumi giganti del Grande Blek del 1992.

Nel 1957 la prima avventura di Blek viene pubblicata a Londra con il titolo "Blake the trapper" nella collana edita dalla casa editrice "Miller & Son" che pubblicava materiale western d'importazione senza però molto successo[35][36].

Tra il 1978 e il 1984 alcuni nuovi episodi vengono realizzati in Grecia per il settimanale MPLEK (Blek) dall'artista Byron Aptosoglou[37].

Si possono ricordare inoltre l'edizione jugoslava: 1975, Lunov Magnus Strip (128/995), slovena: 2000, Veliki Blek (1/41+1sp), serba: 1994, Razanova Strip Blek Stena (2/22) e croata: 2005, Blek. Inoltre esce nei paesi nordici, nel 1957, col nome Davy Crockett nella testata Praerie Bladet e di recente in Norvegia edito dalla Thule (9 volumi dal 2001/2005). Esistono longeve edizioni pure in Grecia e Turchia.[senza fonte]

In Spagna viene pubblicato come Blek el gigante nel 1956 ( ma i fascicoli sono senza data ) dalle Edic. Toray, nella collana Selección de Aventuras (2ª serie), dai numeri 60 al 129[38].

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Blek è un corpulento trapper dai lunghi capelli biondi che indossa sempre un cappello di marmotta, un gilè di pelliccia che copre il torace e dei pantaloni rossi. Per combattere usa principalmente le mani nude ma usa anche il fucile "Kentucky" usato dai cacciatori americani dell'epoca. Conosciuto come Blek Macigno per la sua stazza e la sua forza lotta per raggiungere l'indipendenza dell'America coloniale contro il predominio inglese scontrandosi frequentemente con le giubbe rosse[2][3]. Comprimari fissi delle sue avventure sono un coraggioso adolescente, Roddy Lassiter, e lo scienziato professor Cornelius Occultis. Non sono presenti personaggi femminili[3].

Nel 1953 il trio EsseGesse scrisse una storia che venne pubblicata a puntate in appendice della rivista a fumetti Cagliostro intitolata "Il Piccolo Trapper"[3][4][39] nella quale compaiono aspetti e personaggi che si ritroveranno in Blek. Gli autori decidono di lasciare il ragazzino ma di sostituire il cupo e rozzo Black con un gigante alto, bello, sorridente e con lunghi capelli biondi di nome Blek Macigno[3][40]. La figura del trapper Blek deriva dall'interpretazione dei personaggi presenti nelle letture giovanili dei tre autori di opere ambientate durante le guerre anglo-francesi nelle colonie americane come L'ultimo dei Mohicani anche se poi le avventure del personaggio verranno ambientate durante la successiva Rivoluzione Americana[4].

Le "nuove" origini di Blek[modifica | modifica wikitesto]

Nelle "Origini di Blek" scritte da Marcell Navarro e illustrate da Jean-Yves Mitton si riscrivono completamente le origini del capo dei trapper: Blek è nato a Saint-Malo in Bretagna il 27 novembre del 1749 col nome di Yannick Leroc, figlio del cartografo del Re, Diodato Leroc e il nome della madre è Maria. Dopo molte rocambolesche avventure Yannick diventa un corsaro che lotta contro pirati e negrieri con una nobiltà d'animo che ricorda i celebri personaggi di Emilio Salgari. Con il padre divenuto vedovo Yannick parte all'esplorazione dell'allora inesplorato passaggio a nord-ovest del continente americano. Ma la nave fa naufragio e Yannick perde suo padre.Il giovane gigante francese viene salvato dagli esquimesi con cui rimane a vivere un periodo di pace e serenità per poi partire per il sud verso il San Lorenzo dove viene catturato dai Montagnais o Innu[41] (in italiano più semplicemente gli Algonchini). Al palo della tortura viene graziato «e da quel giorno presi il nome Blek, che in indiano vuol dire appunto "dai capelli d'oro". Divenni anch'io un indiano! Dimenticai la mia nascita, le mie origini, la mia razza! ero completamente felice!» In conclusione di questa avventura salva la moglie e la figlia dell'avvocato Connoly, prigioniere dell'esercito inglese, e l'avvocato lo nomina capo indiscusso dei trapper.[42].

Il matrimonio di Blek[modifica | modifica wikitesto]

In Yugoslavia nel 1980 l'autore Bane Kerac pubblica sulla rivista “Strip Zabavnik” l'episodio "Cuore spezzato" nella quale subito dopo le "Origini" Blek incontra una guerriera indiana chiamata "Piccolo Piede" che sposa ma perde subito dopo un grandioso attacco al forte inglese "Killer". Si scoprirà che in realtà Piccolo Piede è ancora viva ma ricomparirà solo dopo alcuni anni[43].

Comprimari[modifica | modifica wikitesto]

Vedi: Personaggi del Grande Blek

Le spalle del personaggio sono il piccolo orfano Roddy e il Professor Occultis, truffatore ma colto e raffinato con conoscenze mediche e pare sia venuto con i genitori di Blek in America quando l’eroe era solo un bambino[4].

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • Il grande Blek è un film del 1987 diretto da Giuseppe Piccioni[9][44]. Il titolo fa riferimento alla passione del giovane protagonista per il mondo dei fumetti e in particolare alla collana degli albi del grande Blek, molto popolari negli anni '60[45][46].
  • Alla fine degli anni '80, Gianfranco Manfredi, che aveva già fatto lo sceneggiatore della serie televisiva di Valentina, ha la possibilità di una co-produzione con il Canada e vuole realizzare un telefilm su Blek Macigno. Purtroppo il progetto, per problemi di produzione, salta. L'unico buon risultato del contatto con Casarotti è la nascita dello sfortunato Gordon Link (agosto del 1991), realizzato graficamente da Raffaele Della Monica.[47]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Una canzone di Mario Castelnuovo del 1988 è dedicata al personaggio[9].
  • In Francia le edizioni Lug che pubblicavano le storie di Blek realizzano in tiratura limitata una medaglia con in bassorilievo il volto di Blek con la scritta Blek Le Roc da regalare ai lettori come premio per le cento migliori lettere inviate.
  • Sul numero 141 di Kiwi del gennaio del 1967 vi compare una pubblicità della società Festa di Parigi che reclamizza una maschera di Blek per l'imminente carnevale[48].
  • Nel 2010 esce in edicola una collana intitolata "I protagonisti del Fumetto 3D" della Hobby & Work in cui in ogni numero vi è un fascicolo illustrato con allegata una statuina. Tra i numerosi personaggi (Tex Willer, Il comandante Mark, Capitan Miki, Tiramolla) vi è al n. 11 anche Blek Macigno.
  • L'esclamazione usata dagli inglesi in tutta la serie, il famoso "Goddam", la cui traduzione letterale è una bestemmia rimane senza censure in un periodo di puritanesimo assoluto come gli anni 50.
  • Le avventure di Blek sono state realizzate anche in circuito amatoriale. Sergio Franzini ha realizzato il breve episodio "Coccarde nere".[49] Corrado Civello ha realizzato su testi di Luciano Spanò, l'avventura "Il pipistrello è vivo".[50] Civello ha inoltre realizzato anche tre avventure a fumetti di Capitan Miki. Ed infine Marco Pugacioff ha realizzato molte altre avventure di Blek, tra cui "L'amour et la mort" su testi di Bernard Pericon,[51] in cui si viene a sapere che Piccolo Piede ha avuto una bambina da suo marito e "Sfida al diavolo", in cui Blek Macigno muore[52].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d IL GRANDE BLEK, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  2. ^ a b Il grande Blek in edicola con Il Sole 24 Ore, su www.slumberland.it. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  3. ^ a b c d e f g h Il grande Blek - Il mitico trapper dei fumetti firmato EsseGesse, su www.slumberland.it. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  4. ^ a b c d e f g h i EsseGesse, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  5. ^ a b c d Giovanni Sinchetto - EsseGesse, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  6. ^ a b c Dario Guzzon - EsseGesse, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  7. ^ a b c Pietro Sartoris - EsseGesse, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  8. ^ in Blek Notes, pag. 17, ed. Ripostes 1996
  9. ^ a b c d e f Le Giubbe Rosse son tornate . . . (di Alfonso Elia), su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  10. ^ Collana Freccia, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  11. ^ Collana Freccia (1954), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  12. ^ Freccia Pocket, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  13. ^ Collana Prateria (1957), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  14. ^ Collana Prateria (1956), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  15. ^ COLLANA PRATERIA (Capitan Miki - Il Grande Blek), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  16. ^ Gli Albi del Grande Blek, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  17. ^ Collana Scudo (1967), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  18. ^ Collana Freccia (1968), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  19. ^ Miki e Blek Gigante, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  20. ^ Miki e Blek Gigante, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  21. ^ Nuova Collana Prateria (1977), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  22. ^ Il Grande Blek (Collana Reprint - Collana Grandi Autori), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  23. ^ Blek, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  24. ^ Il Grande Blek Gigante, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  25. ^ Il Mitico Trapper Blek, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  26. ^ Nuova Collana Araldo, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  27. ^ Il Comandante Mark, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  28. ^ (FR) kit.2000, Les héros des Editions LUG - Chronologie - Le Blog de Kit.2000, in Le Blog de Kit.2000. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  29. ^ Dominique Yvon, "Spécial Kiwi", (monographie sur Blek le Roc en France), pag. 8, Francia 1998
  30. ^ Oltre a Blek, la rivista pubblicava Tex, Zagor, Tim & Dusty, Kociss, Il piccolo ranger, Miki, Storia del West, Zorro delle edizioni Cerretti di Roma, Ken Parker, Judas e Mister No
  31. ^ Vedi intervista a Bane Kerac in: http://www.stripovi.com/enciklopedija/strip/vb/veliki-blek/
  32. ^ Branislav
  33. ^ Pavel Koza
  34. ^ Branko Plavšić
  35. ^ Il corriere dell'Ontario (notiziario trimestrale della Associazione Nazionale Amici della esseGesse di Salerno), anno II, n. 7, luglio 2003, il quale stampa anche le tre copertine
  36. ^ Il corriere dell'Ontario, anno III, n. 9, Gennaio 2004
  37. ^ Byron Aptosoglou | Lambiek Comiclopedia
  38. ^ Blek, el Gigante - La mansión del CRG, su lamansion-crg.net. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  39. ^ Cagliostro, collana durata dal n.1 del 5 luglio del 1953, al n. 12 del 4 settembre del 1953, Casa editrice Dardo, Milano
  40. ^ Il grande Blek (Collana Freccia) n. 1 del 3 ottobre del 1954. La collana si conclude con il n. 117 della XXXIII serie del 15 settembre del 1967
  41. ^ Uno dei gruppi che formano gli Algochini. Vedi http://www.republiquelibre.org/cousture/IND4.HTM
  42. ^ Questo episodio viene pubblicato in Francia sulla rivista Kiwi n. 278 del giugno 1978 e Kiwi 279 del luglio 1978 e in Italia nell'aprile del 1992, in uno splendido albo grande formato, il numero 6 della collana dei Blek giganti, simili ai texoni bonelliani).
  43. ^ Episodio diviso in cinque parti apparso su Strip Zabavnik n. 78, 81, 83, 86, 90, del 1982
  44. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Il grande Blek (1987), su mymovies.it. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  45. ^ Il grande Blek (1987) | FilmTV.it. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  46. ^ IL GRANDE BLEK - Film (1987), su ComingSoon.it. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  47. ^ Fumetti d'Italia 7, p. 18, del 1993
  48. ^ Dominique Yvon, "Spécial Kiwi", (monographie sur Blek le Roc en France), pag. 60, Francia 1998. Solo che per la maschera sbaglia indicando il n.161 invece del 141
  49. ^ apparso su "Pucianiga" n.8 della Primavera del 1993, Rivista Ossolana del Fumetto di Domodossola
  50. ^ Albo riservato ai soci de "Il fumetto club", di Catania nel dicembre 2007
  51. ^ Albo speciale per i 60 anni di Blek, edito a tiratura limitata dagli autori nell'ottobre 2014
  52. ^ Corriere dell'Avventura 4, albo a tiratura limitata del gennaio 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN16962338 · LCCN: (ENno2005088510
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