Cochise (personaggio)

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Cochise
Lingua orig.Italiano
Autori
EditoreSergio Bonelli Editore
1ª app.Tex n. 83 - Il passato di Tex
SessoMaschio

Cochise è un personaggio del fumetto western Tex Willer, edito dalla Sergio Bonelli Editore, ideato da Giovanni Luigi Bonelli ed Aurelio Galleppini. È uno degli amici più fidati del protagonista Tex.

Personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Cochise, come capo della tribù Apache Chiricahua, è sempre pronto con i suoi ad accorrere in aiuto dell'amico e anch'esso capo indiano Aquila della Notte, ogni qual volta sono in gioco i diritti dei Navajos. Ha seppellito l'ascia di guerra contro le cosiddette giacche azzurre (ovvero l'esercito degli Stati Uniti), ma non per questo il suo prestigio tra i suoi guerrieri è venuto meno. Il Cochise del fumetto è naturalmente un omaggio al celebre omonimo realmente esistito.

Su Tex[modifica | modifica wikitesto]

1ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Cochise si presenta per la prima volta nella saga nell'albo n. 83 (Il passato di Tex).

2ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Ritorna in un episodio successivo (intitolato Forte Apache[1]), che narra di alcuni razziatori apache, comandati dal bieco Matías e ribellatisi al saggio capo Chiricahua, che terrorizzano il territorio confinante tra il Messico e l'Arizona.

In aiuto del capo apache arriva Tex Willer che, per debellare i nemici, chiama in aiuto tre suoi vecchi amici: Jim Brandon, l'irlandese Pat Mac Ryan e Gros-Jean. Insieme a loro e agli altri tre pards riporta l'ordine: Matías e i suoi seguaci sono fermati definitivamente.

Trattandosi di un albo celebrativo, indubbiamente l'autore ha voluto omaggiare il protagonista e i suoi amici, in particolare Cochise, dato che si tratta della sua seconda apparizione.

3ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Cochise ritorna in occasione dello scontro tra Tex e il fantomatico Lucero. L'indagine[2] che vede impegnati i quattro pards, riguarda una pericolosa banda di Apache Mescaleros. Trattandosi di appartenenti a questa tribù pellerossa, Aquila della Notte si reca in territorio apache per ottenere informazioni dall'amico. Le notizie che riescono ad ottenere sono però scarse, in quanto i ribelli si rivelano molto ingegnosi nel nascondere le tracce dopo i loro reati, comandati dall'astuto Lucero[3], il quale a sua volta cela la propria identità dietro quella di un rispettabile uomo d'affari, don Fabio Esqueda.

Per bloccare le scorrerie degli apache ribelli, Tex e i suoi pards ricorrono all'aiuto degli uomini di Cochise. Lucero, molto previdente, si sbarazza di tutti coloro che osano contrastarlo, tra cui un conducente di diligenza (sopravvissuto a un attacco dei predoni) e padre Michele della missione di San Xavier, che era stato in passato suo educatore, che viene soffocato nel sonno. Si scopre che lo scopo di Lucero è fondare una sorta di piccola e ricca nazione indipendente per il popolo mescalero a scapito dei bianchi invasori. Tex e pards, decisi a vendicare le sue vittime, agganciano astutamente un confidente della banda, Nico Medranos, e tendono una trappola al criminale, ferendolo gravemente durante un conflitto a fuoco. Nonostante questo riesce a fuggire ed a farsi medicare. Crollata l'organizzazione, i predoni rossi vengono smascherati[4].

Lucero fa in tempo a bruciare il suo ranch per poi partire per la missione di San Xavier. Durante il tragitto cade da cavallo e a causa di ciò la ferita si riacutizza. Riesce comunque a raggiungere il convento. I frati lo soccorrono invano, ormai moribondo: fa però in tempo a raggiungere la tomba di padre Michele (da lui stesso ucciso) per chiedergli perdono[5].

4ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

La collaborazione con il sakem dei Chiricahua, c'è anche in occasione dello scontro tra Tex ed un gruppo di fanatici appartenenti al Tuareg[6], portati nel West dal governo statunitense e poi abbandonati al loro destino, che per sopravvivere compie ripetuti furti in Arizona e cerca di convertire all'Islam i nativi del luogo. Tex, affiancato dai suoi pards, e dagli Apache guidati dal nipote di Cochise, Mateo, affronteranno gli uomini del perfido principe Ahmed.

Lo scontro che alla fine vedrà uscire vincitore il gruppo guidato da Tex, porterà a più miti consigli gli arabi, i quali accetteranno un armistizio e di ritornare in pace nel luoghi natii[7][8].

5ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Cochise fa un breve cameo anche nella storia intitolata Nana lo stregone che ha per protagonista lo sciamano omonimo compagno di lotta del capo Apache Victorio (entrambi i personaggi sono realmente esistiti)[9].

Nana cerca di vendicare il suo sakem, ucciso a Tres Castillos, organizzando una banda di ribelli apache, ma viene sconfitto. Nel frattempo, nelle città dei bianchi, si sparge la notizia dell'individuazione del nascondiglio in cui Victorio aveva accumulato il bottino delle sue scorrerie.

Tex e Carson, avvertiti da Cochise, decidono di parlare con Nana per convincerlo a interrompere le sue scorrerie. Essi però ignorano la batosta subita da Nana e soprattutto il suo incontro con due vili avventurieri, Steve Cratte e Ben Haring, i quali tentano di convincerlo a rivelare l'ubicazione del tesoro, donandogli del whisky. Dopo il secco rifiuto di Nana, lo stregone viene torturato con il fuoco e con iniezioni di droga, finché, piagato e delirante, rivela ai due rozzi individui dove si trova il bottino del suo sakem. Quando i pards trovano Nana, è già spirato per le ferite inferte da due proiettili di Cratte, ma i due manigoldi non possono scampare alla maledizione che lo stregone ha rivolto loro prima di morire[10].

Cratte muore nel suo ufficio, vittima di un attacco di cuore, dopo che lo spettro di Nana gli è apparso davanti, mentre il suo complice Haring, distrutto dall'alcool, scambia una ragazza per lo stregone e cerca di ucciderla a coltellate: sarà invece proprio lui a perire con la lama piantata nel torace[11].

6ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

In questa avventura, negli albi 211, 212, 213, Cochise aiuterà Tex nel sconfiggere l'organizzazione di criminali nota come il Ring, presente a Tucson.

7ª apparizione (El Carnicero)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'albo n. 218, intitolato Guerra sui pascoli, presso la cittadina di Nogales, l'ex cacciatore di scalpi Paul Balder (detto "El Carnicero") sta da tempo truffando degli onesti allevatori, ai quali vende con l'appoggio del losco notaio Strasberg i terreni confinanti al suo ranch, per poi farli attaccare dai suoi uomini, opportunamente incappucciati. Tex e Carson decidono di acquisire la proprietà dell'ultima fattoria assalita dagli Incappucciati, dopo avere messo al sicuro i precedenti proprietari.

El Carnicero è intenzionato a scacciare i nuovi vicini. Arrivati anche Kit Willer e Tiger Jack, i pards appiccano un incendio alla bunkhouse della fattoria di Balder. El Carnicero paga i Lupi Rossi, dei feroci indiani Yaqui, per vendicarsi dei pesanti danni subiti dal suo ranch a causa dell'incendio e della carica di una mandria.

Nell'albo n. 219, intitolato Requiem per una canaglia, gli Apache di Cochise arrivano a salvare in tempo i quattro pards, attaccati dai feroci Lupi Rossi. Ormai intrappolato tra le fiamme, El Carnicero si suicida con un colpo di pistola alla tempia.

8ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'albo n. 246, intitolato Il figlio di Cochise, una cricca di pericolosi evasi travestiti da bandoleros messicani, con i soldi del losco Mr. Tyrrel della Western Pacific, sabotano le linee della South & West, compagnia ferroviaria concorrente favorita all'appalto.

Incaricato di fermare i sabotatori della South & West, Tex chiederà aiuto a Cochise che gli invierà il figlio Tahzay alla guida di fieri guerrieri apache. I loschi dipendenti di Tyrrel vengono fermati ad Old Hachita, dove la South & West ha accumulato materiale di lavoro. La cricca di finti messicani si sparpaglierà nella prateria, ma il loro covo verrà individuato nel ranch del trafficante Simón.

Nell'albo n. 247, intitolato Sfida nel canyon, gli apaches di Tahzay, guidati da Tex e Carson, attaccheranno il ranch del trafficante Simón. Ormai stremati, i farabutti fuggiranno ma verranno presto bloccati in un canyon. Tex li convincerà a firmare un documento che potrà smascherare il responsabile di tutta la faccenda, ovvero Mr. Tyrrel. I complici di Tyrrel spariranno in Messico, mentre lui, raggiunto nel suo ufficio dai pards, verrà arrestato ed imprigionato.

9ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Ultima apparizione di Cochise è narrata nell'albo 263, intitolato Le terre calde; l'infame Sam Brendall convincerà gli indiani di Oreado ad attaccare i carri della compagnia di trasporti Butterfield. Grazie a Tex ed i pards, i pellerossa ed il furfante bianco vengono colti in sprovvista! Brendall svelerà di essere dipendente della Overland (impresa concorrente della Butterfield, comandata da Ned Turpin) e verrà, in seguito, cacciato via. Inseguito dai suoi compari apaches, che lo accuseranno di aver parlato troppo, si schianterà in un canyon! Si scoprirà che il defunto aveva altri complici: Gila Kid ed il bieco Carlos, padrone del Devil's Hole, luogo di ritrovo dei malviventi.

Nell'albo n. 264, intitolato Inchiesta pericolosa, i pards mettono fuori combattimento numerosi banditi a Devil's Hole e la bettola di El Corto, che in seguito salta in aria con il suo carico di esplosivi. Appoggiati da Cochise, Tex e Carson assumeranno un paio di oneste guide e la carovana della Butterfield parte per raggiungere Tucson. Altro ostacolo sarà rappresentato da traffici d'armi e whisky con gli indiani ribelli! I ranger punteranno sulla tana del lupo, a Lordsburg, sede della Overland.

Nelle prime pagine dell'albo successivo, Bill Wyman, complice del padrone della Overland, spiffererà tutto in cambio dell'impunità. Tex e Carson vanno a Fort Bayard per trovare le prove necessarie a chiudere il caso inchiodando il Capitano Glendon, complice della Overland che copre i traffici di Turpin con gli indiani. Lo stesso Glendon dopo un estremo tentativo di eliminare i pards salta in aria con tutto il magazzino d'armi e whisky.

10ª apparizione (Pedro "Cobra" Galindez)[modifica | modifica wikitesto]

Cochise torna nell'albo n. 378, nella storia Il traditore (che segue Giustizia per i Navajos); Tex e Carson devono ritrovare un carico d'oro razziato dagli Apaches ai messicani, per evitare un incidente diplomatico con la Sonora. Cochise si offrirà in loro aiuto ed i lingotti verranno recuperati grazie anche all'aiuto di una mappa, ma la schiera militare capeggiata dai ranger verrà eliminata dai desperados del vile capitano Baker.

Nell'albo n. 379, intitolato Guerriero apache, dietro al folle piano, che vorrà lo stesso Cochise a decifrare la mappa che porta ai lingotti rubati, vi è il losco Pedro "Cobra" Galindez. Tex e Carson verranno presi e scortati in un villaggio abbandonato del Messico, sede della banda di Galindez. Il capitano Baker, a capo dei loschi bandidos, ritorna a Fort Huachuca, incolpando i pards dell'eccidio del gruppo militare. Cochise, informato dal figlio Tahzay, sa che Tex e Carson non hanno niente a che fare con tale sterminio, indi ordinerà ai suoi apache di attaccare la sede di Galindez ed i due pards verranno liberati.

Nell'albo n. 380, intitolato La legge della Colt, "Cobra" Galindez farà trasferire l'oro nella miniera di Maldonado; Tex e Carson se la dovranno vedere con gli abitanti di Douglas, che sanno che i due pards sono ricercati per l'ingiusta colpa attribuitagli dal capitano Baker. Con l'aiuto del generale Davis, i due ranger verranno aiutati dai rurales per recuperare i lingotti d'oro, ma una volta giunti alla miniera, scoprono che Pedro "Cobra" Galindez ha nuovamente tradito, questa volta i suoi stessi compagni, avendo sostituito l'oro con un mucchio di pietre colorate.

Nelle prime pagine dell'albo successivo, insieme al generale Davis ed ovviamente Cochise, Tex e Carson bloccheranno definitivamente il capitano Baker. Galindez, invece, finirà sepolto vivo nella cripta della chiesa dove aveva nascosto l'oro ai danni dei suoi stessi seguaci criminali.

11ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un po' di tempo, Cochise ritorna nell'albo n. 691, intitolato Cuore Apache; viene narrata la storia di Johnny Warton, un apache rimasto orfano fin da bambino e cresciuto da un militare nordista dell'Arizona. Ormai adulto, Johnny desidera ritrovare le tracce del suo passato; divenuto avvocato ed agente provvisorio di una riserva, raggiunge Tex, Carson e Cochise al fine di battersi al loro fianco contro i bianchi corrotti.

Nel'albo successivo, intitolato Johnny il selvaggio, Johnny è impegnato a distribuire le poche risorse rimaste alle tribù relegate ai margini della riserva, mentre uomini corrotti tramano per ristabilire i loro loschi traffici. Intanto, Tex, Carson e Cochise cercano di riportare sulla retta via dei giovani Chiricahuas ribelli, coi quali, però, il giovane Warton si è alleato per far guerra ai bianchi. La storia terminerà con una sparatoria fra i ribelli indiani ed un reparto militare dove Johnny verrà ferito mortalmente.

Su Tex Speciale[modifica | modifica wikitesto]

Cochise, fuori dalla collana "Tutto Tex", fa un paio di apparizioni anche sugli albi della collana Tex Speciale.

1ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'albo n. 5 di Tex Speciale, intitolato Fiamme sull'Arizona, gli spietati Volontari dell'Arizona, guidati dal folle Dan Latimer, sono intenzionati ad eliminare gli apaches di Cochise. Tex e Carson interverranno affinché non possa scoppiare una feroce guerra indiana; l'unico modo per evitarla è convincere il capo ribelle Delgado ad incontrare l'onesto John Adams di Washington, che si occupa dei problemi delle riserve. Adams viene, però, ucciso, ma la sua morte verrà vendicata dai ranger che riusciranno a ripristinare l'ordine anche tra i nativi.

2ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'albo n. 20 di Tex Speciale, intitolato Canyon Dorado, il bieco fuorilegge Cimarrón, vecchia conoscenza di Tex, viene a conoscenza del misterioso sito di Canyon Dorado, una formazione rocciosa ricoperta d i polvere d'oro di cui ne parlano antiche leggende spagnole. L'unico testimone del luogo è il vecchio cercatore Sunday Jim, il quale viene rapito dalla banda di Cimarrón alleati con un gruppo di apache ribelli guidati dal rinnegato Juh, oppostosi all'autorità di Cochise. Tex ed i pards si mettono subito sulle tracce dei criminali lungo il deserto dell'Arizona, che terminerà con l'involontario avvelenamento di Cimarrón e della sua banda proprio sul sito di Canyon Dorado.

3ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'albo n. 32 di Tex Speciale, intitolato Il magnifico fuorilegge, Tex è ricercato in Arizona per via di una falsa accusa. Il protagonista sarà questa volta impegnato nello sgominare intere bande di desperados e comancheros, salvare fanciulle in pericolo ed incontrare (per la prima volta) Cochise dei Chiricahuas!

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Galep (disegni); Supertex, in Tex n. 100, Sergio Bonelli Editore, Milano, febbraio 1969.
  2. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Guglielmo Letteri (disegni); L'ultimo poker, in Tex n. 151, Sergio Bonelli Editore, Milano, maggio 1973.
  3. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Guglielmo Letteri (disegni); Odio senza fine, in Tex n. 152, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1973.
  4. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Guglielmo Letteri (disegni); I predoni della sierra, in Tex n. 153, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1973.
  5. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Guglielmo Letteri (disegni); Una campana per Lucero, in Tex n. 154, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1973.
  6. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Erio Nicolò (disegni); Fantasmi nel deserto, in Tex n. 177, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1975.
  7. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Erio Nicolò (disegni); I cavalieri della vendetta, in Tex n. 178, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1975.
  8. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Erio Nicolò (disegni); Assalto al treno, in Tex n. 179, Sergio Bonelli Editore, Milano, settembre 1975.
  9. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Guglielmo Letteri (disegni); La collina degli stivali, in Tex n. 191, Sergio Bonelli Editore, Milano, settembre 1976.
  10. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Guglielmo Letteri (disegni); Il tesoro di Victorio, in Tex n. 192, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1977.
  11. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi), Guglielmo Letteri (disegni); Trapper!, in Tex n. 193, Sergio Bonelli Editore, Milano, novembre 1977.
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