El Morisco

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El Morisco
UniversoTex
Lingua orig.Italiano
Alter egoAhmed Jamal
Autori
EditoreSergio Bonelli Editore
1ª app. inTex n. 77 Il tesoro del tempio
SessoMaschio

El Morisco (il cui vero nome è Ahmed Jamal) è un personaggio del fumetto western Tex Willer, edito dalla Sergio Bonelli Editore, ideato da Giovanni Luigi Bonelli. È uno degli amici più fidati del protagonista Tex.

El Morisco è l'unico tra i personaggi secondari del fumetto di un certo rilievo a non essere stato realizzato graficamente da Galep: è opera, infatti, di Guglielmo Letteri.

Personaggio[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco è un egiziano, nato a Menfi, trapiantato nella cittadina messicana di Pilares, dove vive, in un'abitazione dalla facciata piuttosto sinistra, insieme a Eusebio, il suo cupo e devoto aiutante tuttofare di origine azteca.

El Morisco è uno studioso esperto in varie materie sia scientifiche, che umanistiche (tra cui, solo per citarne alcune: biologia, mineralogia, storia delle civiltà precolombiane); ha inoltre un particolare interesse per tutto ciò che ha a che fare con l'occulto, il paranormale e la magia. In compenso non è di nessun aiuto come uomo d'azione, a causa di un fisico piuttosto corpulento e dell'incapacità di maneggiare qualsiasi tipo di arma da fuoco.

Su Tutto Tex[modifica | modifica wikitesto]

1ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco, insieme al fido maggiordomo Eusebio, fa la sua prima breve apparizione nell'albo n. 77, intitolato Il tesoro del tempio. Tex ed i suoi pards si recano per la prima volta dallo studioso egiziano per avere maggiori informazioni sul contrabbando di armi tra una tribù comanche ed un messicano, tale Fidel Romulio. Della vicenda saranno protagonisti anche i discendenti aztechi guidati dalla bella Esmeralda, che allettati dall'idea di riportare in auge l'antico popolo pre-colombiano, vengono in realtà raggirati da Romulio e dai suoi complici, intenzionati ad impadronirsi dei loro averi. El Morisco durante l'incontro fa sperimentare ad Aquila della Notte gli effetti allucinogeni del peyote. Le visioni provocate dal cactus stupefacente predicono al ranger il futuro ritorno del suo acerrimo nemico Mefisto.

2ª apparizione (Il Principe Tulac ed Il signore dell'abisso)[modifica | modifica wikitesto]

La prima vera avventura che vede El Morisco protagonista è però quella legata agli albi dal n. 101 al n. 103. Il primo (che porta proprio il suo nome) inizia con Tex e Kit Carson impegnati in normali indagini su un traffico di armi rubate: dopo aver assistito alla terribile morte di un losco individuo (mummificato all'istante da un dardo scagliato con una cerbottana) i due ritrovano un inquietante amuleto in ossidiana, che li spinge a chiedere consiglio a El Morisco.

Nell'albo seguente (Sierra Encantada) El Morisco chiarisce il segreto delle strani morti: i corpi non sono mummificati, ma subiscono una specie di pietrificazione, dovuta a piccole pietruzze di color verde brillante. Pietre simili sono contenute in uno scomparto segreto dell'amuleto ritrovato dal ranger. Si tratta delle principali armi di cui fanno ampio uso i seguaci di Tulac, un discendente degli antichi aztechi, responsabile del traffico d'armi organizzato dal losco El Dorado e dai suoi desperados. Tulac ha come obiettivo la liberazione del Messico dalla presenza dei bianchi.

L'avventura si conclude nel successivo episodio (Il signore dell'abisso). Tex e Carson chiedono aiuto ai Rurales: scoprono l'origine delle pietre verdi (che vengono raccolte all'interno di una tetra e profonda caverna dal raccapricciante Signore dell'abisso) e, grazie all'aiuto di Kit Willer e di Tiger Jack sopraggiunti a dar loro manforte, sventano i loschi piani di Tulac e dei suoi seguaci.

La stessa vicenda è narrata, anche se con una trama leggermente diversa, nel film Tex e il signore degli abissi, dove El Morisco è interpretato da Peter Berling.

3ª apparizione (Mitla)[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco fa ritorno nella vicenda intitolata Diablero (n. 135 e segg.). Tex ha a che fare con un mostruoso lupo mannaro, che semina morte fra i popoli apaches. Lo sciamano della tribù coinvolge nella vicenda El Morisco, che stima come studioso. Mentre questi, Eusebio ed il villaggio apache subiscono le aggressioni del Diablero, Tex e i pards giungono in loro aiuto, accompagnati da un ufficiale dell'esercito, che perde la vita nel tentativo di fermare il licantropo.

Giunti in tempo per abbattere la malvagia creatura, ne risolvono il mistero: è opera di una figura femminile, la diablera di origine azteca Mitla (cui è dedicato l'albo successivo: La regina della notte), che ha il potere di comunicare con gli animali e di causare allucinazioni visive e auditive a distanza. Il licantropo era un giovane indio, Guaimas, fratello di Mitla: la sua mutazione era dovuta a una bevanda preparata dalla diablera, infusa con uno strano intruglio ricavato da un fiore che cresce solo all'interno di un tempio abbandonato.

Tolto di mezzo il fratello, i pards si mettono all'inseguimento della diabolica nemica, che muore morsa da un serpente nel tempio dove era entrata per procurarsi un altro di quei fiori dagli strani poteri.

4ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Per rivedere El Morisco bisogna attendere solo pochi numeri, esattamente il 161, Il fiore della morte. La storia è ambientata in Arizona, nel sito del Meteor Crater, dove si stanno verificando strani decessi con un denominatore comune: la presenza, a fianco ai cadaveri ridotti allo stato di mummie, di sconosciute forme di vita.

Grazie alle indagini scientifiche svolte da El Morisco, si scopre che il responsabile di queste stragi tra i pastori Hopi e gli abitanti della zona è un riccio alieno giunto sulla Terra, trasportato dallo stesso meteorite che avrebbe creato, nei giorni antecedenti le prime morti, il Meteor Crater (ipotesi nella realtà inverosimile). El Morisco inizialmente crede che il riccio sia un vegetale, perché talora presenta sulla sua sommità un fiore scarlatto; in seguito teorizza si tratti di una specie animale.

El Morisco comprende che lo strano essere è una specie di "vampiro", che uccide la sua vittima con delle microscopiche spine avvelenate, succhiandone il sangue e riducendo il corpo a una mummia rinsecchita. La soluzione al temibile pericolo arriva casualmente: lo studioso scopre che il diabolico animaletto scompare letteralmente se viene a contatto con l'alcol. Le autorità militari, che nel frattempo avevano creato un cordone sanitario attorno alla zona, irrorano l'intero cratere con la sostanza, uccidendo i ricci e le ramificazioni da cui nascono per il disappunto del Morisco, che voleva conservare uno dei ricci come cavia per continuare i suoi esperimenti.

5ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

La quinta partecipazione avviene in occasione dell'albo n. 196, Dakotas!, nell'episodio intitolato Il fuggiasco. I quattro pards sono a Pilares ospiti di El Morisco, quando un affannato cugino di Eusebio, Tonito, chiede rifugio nella sua casa. È inseguito da alcuni desperados, componenti di una banda di predoni razziatori che agisce sotto l'effetto di droghe e seminano terrore lungo il Rio Grande.

Questa banda (come si vedrà ne Gli scorridori del Rio Grande) è chiamata dei Locos (ossia pazzi) ed è comandata dagli avidi fratelli De Rosales. El Morisco, analizzando una strana "compressa" sommunistrata agli adepti della cricca, scopre che contiene un potente alcaloide: attraverso la droga i boss dell'organizzazione soggiogano i Locos. I De Rosales hanno la loro base logistica in un inaccessibile castello nella paludosa laguna di Los Patos, vigilata anche dagli Yaqui di Quemado, che estraggono da un fiore l'intruglio allucinogeno. Dopo aver decimato i Locos a Bosque Bonito, Tex ed i pards puntano su Los Patos assieme a Tonito, El Morisco ed il maggiordomo dello studioso, Eusebio.

Giunti sul luogo (albo Nel covo dei banditi e nelle prime pagine del successivo), Aquila della Notte convince a suon di dinamite gli Yaqui a rompere l'alleanza con i De Rosales. Sempre con la dinamite, Tex ed i pards fanno saltare in aria un piccolo cono vulcanico, situato su un isolotto contaminato da strani vapori venefici, su cui crescono i fiori della pazzia. In seguito i rangers si recano al Castillo, dove sorge il covo dei rapinatori. Dopo uno scontro a fuoco con gli assediati, l'edificio fortificato è distrutto da un immane terremoto e vi periscono tutti i criminali che lì avevano trovato rifugio, capibanda compresi.

6ª apparizione (Rakos)[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco fa ritorno nell'albo n. 228, intitolato La piramide misteriosa. Rakos è un antico sacerdote egizio, condannato molti secoli prima da Iside a vivere in eterno incarnando il male, per aver osato sollevare il velo che ne copriva il volto. Bandito dall'Egitto e giunto in Messico, vive in un'oscura piramide della Sierra, protetto e servito da indiani Yaqui: vulnerabile alla luce solare, dall'alba fino alle ultime luci del tramonto riposa, come morto, in un sarcofago, mentre di notte torna in vita e può esercitare i suoi poteri.

El Morisco, anch'esso egiziano e studioso della cultura e della storia dei suoi avi, annulla un terribile sortilegio che prevede il risveglio di antiche mummie. È ignaro che sia opera di Rakos, ma basta per farselo nemico: per vendetta, Rakos vuole la morte di El Morisco. Mette in atto il suo folle piano: la notte, con un sortilegio, trasforma delle statuette d'argilla in terribili bestie, capaci di aggredire ferocemente chiunque attraversi la loro strada. El Morisco chiama in suo aiuto Tex, Carson ed il suo fido maggiordomo Eusebio: tutti partono verso la Sierra per fermare Rakos.

Nell'albo successivo, il n. 229 intitolato L'orribile sortilegio, El Morisco scopre che Rakos è l'anagramma di Sokar: è il vero e segreto nome del sacerdote egizio, l'unica arma che può distruggerlo. Consapevole del pericolo, Rakos cerca di fermare i ranger e lo scienziato, muovendo contro di loro una mandria impazzita di grossi animali africani che distrugge la casa del Morisco. Ma El Morisco, con un trucco, riesce a nascondere sé stesso e i suoi compagni alla loro vista. Ormai il sole sta per sorgere e con esso Rakos perde il suo potere: egli stesso, rabbioso, distrugge la mandria che aveva creato.

Tex, Carson, El Morisco ed Eusebio raggiungono la piramide in cui giace Rakos. Vinta la difesa degli indiani Yaqui al servizio del sacerdote e di una strana specie di aggressivi babbuini, penetrano nella stanza del sarcofago. Chinatosi sulla mummia di Rakos, El Morisco strappa la fascia che ne copre la fronte urlando il nome di Sokar. La mummia si riduce in polvere e lo spirito di Rakos vaga per la Sierra in cerca di vendetta.

7ª apparizione (Yama)[modifica | modifica wikitesto]

Il settimo incontro, seppur breve, è significativo. El Morisco affronta uno dei nemici mortali di Tex, il diabolico Yama, figlio di Mefisto. Nel numero 267 (Tex contro Yama) El Morisco e Yama ingaggiano una breve disfida di magia. Lo scontro si chiude in un sostanziale pareggio, ma il sapiente egiziano dimostra cognizioni in materia di occultismo, tali da metterlo in grado di rivaleggiare con il malvagio avversario.

Si propone come nuovo nemico di Yama e fornisce agli amici ranger degli speciali anelli magici, che li proteggeranno dai continui attacchi dello stregone. A parte lo sciamano dei Navajos, El Morisco è l'unico amico di Tex in grado di fornirgli un prezioso aiuto contro gli straordinari poteri malefici del tetro figuro. Proprio con uno di questi anelli Tex colpisce e sconfigge Yama.

8°a apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel numero 328, il curandero convoca da lui Tex e Carson, affinché cercassero il professore Manuel Doberado, scomparso nel deserto durante la ricerca di un vascello olandese arenatosi in un deserto. Giunti a Riito, paese dove avrebbero trovato un amico di Doberado, Quintana, il quale viene ammazzato, così come viene ucciso un vecchio cercatore d'oro mentre stava raccontando come arrivare alla nave.

Nel numero successivo, Tex scoprirà che a provocare queste morti era una cerbottana che scagliava spine in grado di avvelenare il sangue e a scagliarle erano indiani Pima, soggiogati dall'Oppio. A fornirglielo era Juan Velarde, un ex collega di Doberado, a cui rivela di aver scoperto l'esistenza di una valle di cinesi, che Velarde utilizzava per guadagnarci in termini commerciali.

Nell'albo successivo, dopo aver ucciso gran parte degli indiani a guardia del vascello, i due rangers cadono in un agguato tesogli loro da Velarde, che li fa entrare nella nave per poi farla esplodere con la dinamite, venendo poi ammazzato dai uno dei suoi indiani, che lo credeva matto. Tex e Carson, dopo aver attraversato un torrente sotterraneo, riescono a portare in salvo il professore.

9ª apparizione (Gli Uomini Giaguaro e Tezcatlipoca)[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco fa di nuovo capolino nell'albo n. 387, nell'avventura Ritorno a Pilares (che corrisponde alla storia seguente: Tempo di uccidere). Recatosi nuovamente dall'amico egiziano, Tex scopre che un gruppo di fantomatici Uomini Giaguaro hanno assaltato e dato fuoco alla sua casa. Nell'assalto, il figlio di Tex, Kit, è stato rapito e l'amico pellerossa del ragazzo, Kinlay, è stato ucciso.

Il ranger comincia ad indagare su Il segreto del Morisco (che è il titolo dell'uscita successiva), ritrovando il fido Eusebio fra le rovine della casa dello studioso. El Morisco, invece, ha trovato rifugio in una grotta e, raggiunto dal ranger, gli riepiloga gli avvenimenti accaduti, raccontandogli l'assalto dei misteriosi individui, guidati da un folle mascherato che si spaccia per il Dio azteco Tezcatlipoca. Lo sconosciuto personaggio è entrato in possesso di un prezioso codice precolombiano e, sapendo che parte del manoscritto è conservata nella missione di San Diego, Tex ed El Morisco si mettono alla sua ricerca, anticipando il folle ed i suoi uomini giaguaro, responsabili, tra l'altro, dello sterminio di un avamposto militare.

La vicenda prosegue ne Gli Uomini Giaguaro. Il ranger ed i suoi amici sono ingiustamente accusati della strage dall'esercito messicano ed incarcerati a Casas Grandes, ma vengono rilasciati, dopo alterne vicende, grazie all'aiuto di un vecchio amico: Montales. Durante l'assalto alla caserma della città, viene catturato uno dei nemici, apparentemente una via di mezzo tra un uomo ed un felino. Dopo un cruento scontro, egli riesce a liberarsi, ferisce Montales e uccide un soldato, ma viene ucciso da un colpo di pistola. Le macchie che ne ricoprono la pelle svaniscono come per incanto, come i lineamenti ferini, lasciando trasparire il volto di un indio. Tex ed El Morisco si rimettono in marcia per la missione di San Diego.

Giunti alla missione (di cui si parla ne Il dio azteco), Tex e compagnia fanno la conoscenza del frate responsabile, tale padre Xavier, che si scopre essere custode di incredibili segreti legati a tecnologie di possibile matrice aliena. Mentre El Morisco studia la parte ritrovata del codice azteco, tornano gli uomini giaguaro che si scontrano con i soldati di Montales. Uno dei nemici viene riconosciuto da un militare: si tratta di un suo cugino. Intanto il folle padre Xavier non è intenzionato a svelare ulteriori segreti e decide di far saltare la missione per seppellire definitivamente prove e documenti. A Valle de Rosario, Tex e gli altri faranno conoscenza di Antonio Herrera, amico di Montales proprietario delle miniere della zona, che propone loro un'alleanza.

In quello che si capirà essere Il villaggio dei dannati (albo n. 391), El Morisco è aggredito da Tezcatlipoca e dai suoi seguaci, che vogliono sottrargli la parte mancante del codice precolombiano. Valle de Rosario è una cittadina sinistra, con una chiesa che funge da copertura ad un passaggio sotterraneo che porta ad un tempio azteco situato nel sottosuolo: qui si trova anche una mefitica pozza che emana temibili vapori e trasforma in belve chiunque vi si immerga. Il fanatico che si spaccia per Dio azteco raduna una folla di campesinos, promettendo loro la rinascita degli antichi dei: per propiziarla vuole fare un sacrificio umano che ha per vittima il giovane Kit Willer.

Il Sacrificio umano è sventato da Tex, che con Montales sbaraglia facilmente gli Uomini Giaguaro. I due poi si riuniscono ad Antonio Herrera. El Morisco, rimasto a Valle de Rosario, scopre il volto di colui che si cela dietro la maschera di Tezcalipoca: è Victor Herrera, fratello di Antonio: i due sono due fanatici intenzionati a far risorgere un potente spirito nazionalistico messicano con l'ausilio di un potente esplosivo, la cui segreta collocazione è annotata nel codice precolombiano.

Il racconto dedicato agli uomini giaguaro è il più lungo dell'intera saga di Tex, dipanandosi per oltre cinque albi.

10ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco riappare nell'albo n. 425, nella vignetta Il mistero della pergamena (che corrisponde alla storia seguente: Sfida infernale). Tex e Carson ricevono una pergamena da consegnare ad El Morisco e scovano un prezioso indizio su un contrabbando di armi, che li indirizza alla nave Moctezuma. Tentano di perquisirla, ma la nave salpa con il suo carico d'armi: il commissario portuale, complice del losco trafficante Johnny Butler, viene ucciso insieme dallo stesso Butler.

Nell'albo n. 426, intitolato Yucatán!, Tex e Carson recapitano a Pilares una pergamena scritta dal sacerdote maya Uaxán, un conoscente di El Morisco: in essa si parla di un bianco che si spaccia per la reincarnazione del Dio Kukulkán e controlla lo Yucatan. Proprio lui è il beneficiario del traffico di armi. A Città del Messico i due pards contattano Montales ed El Morisco: essi scoprono che il capitano Raga del Moctezuma contrabbanda reperti maya in cambi di armi. Nel frattempo, nella giungla della penisola, alcuni loschi individui costringono gli indios locali a tuffarsi in un antico pozzo sacrificale, per ripescare preziosi manufatti d'oro.

Nell'albo n. 427, intitolato Il pozzo dei sacrifici, si scopre la vera identità di colui che si spaccia per la reincarnazione del Dio Kukulkán: è l'archeologo Sir James Sanders. Egli ha rapito il sacerdote Uaxán ed attende il carico d'armi del Moctezuma per guidare i maya in una guerra. Tra i suoi complici c'è il bieco Bagley, che lo asseconda per impossessarsi di tutti i manufatti d'oro che gli sfruttati nativi recuperano dal profondo pozzo dei sacrifici. Tex, Carson ed El Morisco si addentrano nella giungla per contrastare il piano e liberare Uaxán. Tex si tuffa nel pozzo dei sacrifici per salvare un indio dalle spire di un anaconda, ma viene catturato dal serpente: la lotta tra i due termina con la vittoria del ranger.

L'avventura termina nelle prime pagine dell'albo successivo: El Morisco ipnotizza Sanders e gli indios che lo adorano come la divinità Kukulkán, pone fine al contrabbando e ristabilisce l'autorità di Uaxán.

11ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

L'undicesima apparizione del Morisco nella serie regolare di Tex è avvenuta fra il n. 452 (Il ritorno del Morisco) ed il n. 454 (Il risveglio della mummia). Lo scienziato di Pilares, Tex e Kit Carson si adoperano, pur seguendo per buona parte della vicenda piste differenti, per ostacolare i Figli di Horus, una setta di fanatici adoratori delle antiche divinità egizie, che per risvegliare la mummia del sacerdote Akhran non hanno esitato a far rapire dal comanchero Juan Raza due ragazzi messicani di madre egiziana, ritenuti diretti discendenti del sacerdote. Dopo essersi riuniti a Durango, i tre, insieme ad Eusebio ed all'anziano ranger Jesse Hawks, giungono sul Pico del Diablo appena in tempo per evitare il sacrificio dei ragazzi ed il risveglio della mummia, grazie al pentimento di Raza e, soprattutto, alle arti magiche del Morisco, in grado di contrastare con grande efficacia i malefici del capo dei fanatici. In questa storia viene anche rivelato per la prima volta il vero nome del curandero egiziano: Ahmed Jamal.

12ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

La dodicesima apparizione del Morisco nella serie regolare è avvenuta fra il n. 649 (La stirpe dell'abisso) ed il n. 651 (Luna insanguinata).

Nel primo albo, viene narrata un'antica leggenda Maya, secondo la quale prima della creazione dell'umanità gli dei fecero diverse prove di creazione, fra le quali la macabra razza degli uomini serpente, questa destinata all'undicesimo abisso dell'inferno di Mitnal. A questo proposito, il dottor Palacio, fedele amico d'El Morisco, ucciso da misteriosi uomini in nero, lascia all'amico scienziato un diario in eredità, intitolato "Curandero di Pilares"; Tex ed i suoi pards vengono richiamati dal Morisco, che, insieme al fedele Eusebio, partono verso il profondo Messico.

Nell'albo successivo, il n. 650 intitolato I misteri di Villa Diago, El Morisco ed i quattro rangers giungeranno nel cuore della giungla del Durango meridionale, ove sorge la vecchia mansione della nobile famiglia Diago; questa ricca famiglia, discendente dei conquistadores spagnoli, nel corso degli anni hanno da sempre nascosto un tremendo segreto di famiglia, ovvero un patto con la stirpe dell'abisso che portò alla segregazione di una sorta di uomini incrociati coi serpenti.

La storia terminerà agli inizi dell'albo n. 651, dove Tex ed i suoi pards affronteranno e fermeranno la subumana Stirpe dell'Abisso, scendendo a fronteggiarla ove vi fu collocata all'inizio dei tempi.

13ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco ritorna per poche pagine nell'albo numero 674, intitolato I quattro cavalieri, dove Tex torna a combattere contro Yama, il figlio di Mefisto.

Su Tex Speciale[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco è anche apparso in due albi di Tex Speciale (cosiddetto Texone).

1ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel n. 3, intitolato Il segno del serpente, Tex, Carson ed El Morisco si trovano impegnati nella ricerca di alcuni desperados, rapinatori di miniere, rintanatisi in un antico convento messicano. Essi riescono a scacciare tutti coloro che osano avvicinarsi e possono godere di un infallibile jolly: all'imbocco del canyon, che porta al loro covo, su un pietrone su cui è scolpito il simbolo di un serpente a due teste, strisciano dei velenosissimi crotali. Nei sotterranei del monastero, l'alchimista Sebastián, finanziato dai furti della banda, cerca il sistema per creare l'oro. Grazie al fortuito aiuto del figlio Kit e di Tiger Jack, i nostri riusciranno a sventare la pericolosa banda di Lotero, mentre Sebastián, dopo una breve fuga, giacerà cadavere avvolto dai crotali. Il corpo dell'alchimista verrà sepolto dai ranger che bruciano poi il libro che consultava per carpire il segreto dell'immortalità.

2ª apparizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'albo n. 27, intitolato La cavalcata del morto, presso alcuni bivacchi, dei cowboys raccontano diverse terribili storie. La storia di Arturo Videla in particolare, ovvero un comanchero decapitato che girovaga presso praterie e deserti in groppa al suo stallone nero il quale ha cominciato una serie di stermini. La prima vittima è uno dei rangers che l'aveva arrestato e condannato più di vent'anni prima. El Morisco è convinto che il macabro demonio abbia a che fare con una società segreta, i "Resurrezionisti", che saccheggiano i cimiteri messicani al fine di far rivivere i morti. Tex ed i suoi pards giungono a Pilares al fine di aiutare lo stesso Morisco e risolvere tale mistero.

Su Color Tex[modifica | modifica wikitesto]

El Morisco compare anche su Color Tex, nell'albo n. 8 Minaccia nelle tenebre e altre storie.

Nel primo episodio, Minaccia nelle tenebre, El Morisco aiuta Tex e i suoi pard nel combattere un antico demone che tormenta il senatore Falkner. Questi rivela a Tex e ai suoi pard, che nel corso della notte oscure presenze si manifestano nella sua casa, opera di Bruce Sangston, vecchio compagno di università al quale il senatore Falkner ha negato un favore. Nel corso della notte, nonostante la presenza del Morisco, Falkner rimane ucciso dal demone. Tex decide quindi di vendicarlo recandosi presso il quartiere cinese di Galveston, dove Sangston gestisce una fumeria d'oppio, qui El Morisco, affiancato da Eusebio, gli tende una trappola. Nel finale, mentre Tex e Carson si scontrano con le guardie di Sangston, questi evoca di sua mano il demone che lo divora, scomparendo proprio mentre Tex e Carson irrompono nella stanza. La storia si conclude con la spiegazione del Morsico riguardo al trucco che ha usato per ingannare Sangston.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Paglieri, Non son degno di Tex. Vita morti e miracoli del mitico ranger, 2ª ed., Venezia, Marsilio, 2008, p. 141, ISBN 88-317-9204-0.
  • Aurelio Sangiorgio, Atlante di Tex, Roma, Il Minotauro, 2001, p. 120-121, ISBN 88-8073-063-0.
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