Cartomanzia

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La cartomanzia è un metodo di divinazione effettuato tramite la consultazione di un mazzo di carte che possono essere normali carte di seme italiano o francese, tarocchi o speciali carte illustrate dette Sibille.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo le carte da gioco sono state occasionalmente usate a scopo divinatorio, ma in modo differente dall'uso nella cartomanzia moderna, poiché non assegnavano alle carte alcun significato ma si limitavano ad utilizzarle come strumento di scelta casuale. Un primo esempio tedesco è Eyn loszbuch ausz der Karten gemacht stampata tra il 1505 e il 1510 a Magonza in cui in ogni pagina è stampata in un angolo una carta da gioco con semi tedeschi e una predizione in termini generali della fortuna che aspetta il lettore[1]. Più evoluto è il Giardino dei pensieri di Francesco Marcolini da Forlì pubblicato nel 1540, che usa un mazzo da 36 carte. Il lettore sceglie una domanda dal primo capitolo del libro e pesca una sequenza di coppie di carte, il cui valore lo reindirizza alle pagine successive dove leggere la risposta[2]. Dorman Newman pubblicò alla fine del XVII secolo in Inghilterra un mazzo specializzato per le predizioni (la prima edizione è probabilmente del 1690), le incisioni di stampa furono poi acquistate da John Lenthall che li pubblicà per diversi anni[3]. Le carte del mazzo di Lenthall (come è ora noto) contenevano il testo della predizione e/o la guida alla pesca di ulteriori carte e in un angolo della carta un seme francese con un numero da 1 a 13 in caratteri romani; in pratica era un metodo simile a quello di Marcolini, in cui però il testo del libro era stato trasposto direttamente sulla carte da gioco[4].

La cartomanzia ha origini piuttosto recenti rispetto ad altre forme di divinazione. Le prime testimonianze certe risalgono al 1770, data di pubblicazione a Parigi di Etteilla, ou la seule manière de tirer les cartes, dove l'autore, Etteilla, alias di Jean-Baptiste Alliette, spiegava l'uso delle normali carte da gioco francesi per predire l'avvenire. Qualche anno più tardi lo stesso Etteilla dava alle stampe Manière de se recréer avec un jeu de cartes nommées Tarot (Parigi, 1783-1785) dedicato alla divinazione per mezzo dei tarocchi.

Dopo Etteilla, la più famosa cartomante fu Marie Adélaide Lenormand (1768-1843), meglio nota come "Mademoiselle Lenormand", alla quale pare che si rivolgesse Josephine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone Bonaparte. Da lei prende nome un particolare mazzo detto "Sibilla Lenormand", la cui invenzione non va però attribuita a Mlle Lenormand.[5]

Fu invece nell'Ottocento che la cartomanzia attirò le attenzioni di occultisti ed esoteristi, in quanto si iniziò diffusamente a ritenere che le carte avessero antichissime origini egizie e racchiudessero il sapere primigenio, l'unico vero.[6]

Mazzi da divinazione[modifica | modifica wikitesto]

I mazzi di carte usati a scopo divinatorio risultano essere diversi ed eterogenei, sia per origine che per quantità di "semi" e di figure. Si va dalle comuni carte da gioco e dai vari mazzi di Sibille italiane (La vera sibilla), parigine (Lenormand) e zigane (diffuse nel mondo di lingua tedesca), fino a un'infinità di mazzi di creazione più recente e studiati appositamente per l'uso divinatorio (tra i più noti e utilizzati troviamo l'Oracle Belline).

Vengono usate in alcuni casi anche le carte Zener, 25 carte, con 5 stelle, 5 onde, 5 croci, 5 cerchi e 5 quadrati), sebbene l'uso per cui queste carte sono state progettate non abbia a che fare con la divinazione bensì con l'esercitazione della telepatia.

Tuttavia il mazzo più utilizzato allo scopo divinatorio è costituito dai tarocchi di Marsiglia, contenenti 78 carte.

Principio della cartomanzia[modifica | modifica wikitesto]

Il principio base della cartomanzia, esercitata con ogni mazzo, si basa su un motto dell'alchimia: "Come sopra così sotto", intendendo il "sopra" come il grande universo metafisico, e il "sotto" come la realtà fisica del mondo intorno a noi.

Più semplicemente, il mosaico delle carte estratte, attraverso l'interpretazione dei simboli o delle allegorie in esse contenute e delle posizioni da esse assunte, ci possono fornire una buona approssimazione delle conseguenze derivanti dalle nostre scelte attuali (metodo intuitivo) o addirittura fornirci una indicazione sul da farsi o su ciò che comunque accadrà qualunque cosa decidiamo di fare (metodo sacrale). Più praticamente le carte divinatorie possono essere usate sia per leggere un eventuale futuro sia per svelare, a chi le studia, particolari aspetti di se stesso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dummett 1993, p. 116
  2. ^ Dummett 1993, pp. 115-116
  3. ^ Dummett 1993, p. 117
  4. ^ Dummett 1993, p. 118
  5. ^ Giordano Berti - Articoli - M.lle Lenormand
  6. ^ Matteo Villani - Articoli - I tarocchi come chiave della conoscenza

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcolino da Forlì, Le ingegnose sorti, Venezia, 1550.
  • V. Gross, La Cartomanzia, ossia la vera arte di tirar le carte, Milano, 1884.
  • Michael Dummett, Il Mondo e l'Angelo. I Tarocchi e la loro storia, traduzione di Mariangela Tempera, Napoli, Edizione Bibliopolis, 1993, ISBN 88-7088-272-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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