Clinica Columbus

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Clinica Columbus
Paolo Monti - Servizio fotografico - BEIC 6339426.jpg
Villa Faccanoni nel 1969
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàMilano
Indirizzovia M. Buonarroti, 48
Coordinate45°28′21.83″N 9°09′20.99″E / 45.47273°N 9.15583°E45.47273; 9.15583Coordinate: 45°28′21.83″N 9°09′20.99″E / 45.47273°N 9.15583°E45.47273; 9.15583
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1911-1913
Inaugurazione1913
StileLiberty
Usoclinica privata
Piani3
Realizzazione
ArchitettoGiuseppe Sommaruga
ProprietarioSuore Missionarie del Sacro Cuore
CommittenteGiuseppe Faccanoni

La Casa di cura Columbus o Clinica Columbus è una clinica privata situata a Milano in via Buonarroti n.48 in un edificio in stile liberty, originariamente noto come Villa Faccanoni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, opera dell'architetto Giuseppe Sommaruga (1911-1913), diventò nel 1919 Villa Romeo-Faccanoni in seguito all'acquisto da parte del celebre imprenditore dell'automobile Nicola Romeo, creatore dell'Alfa Romeo. La palazzina, comprendente oltre 30 locali su 3 piani di 337 m2, una grande portineria e con un ampio giardino (2300 m2), faceva parte di un trittico di costruzioni del Sommaruga nella zona vicina alla fiera campionaria, con la palazzina Galimberti in via Buonarroti (1908) e la palazzina Salmoiraghi in via Raffaello Sanzio (1906)[1].

La villa venne ornata nel 1914 con due sculture di nudi femminili di Ernesto Bazzaro qui trasferite provenienti da Palazzo Castiglioni, altra preziosa residenza liberty milanese di inizio novecento (il palazzo era stato soprannominato Ca' di Ciapp (Casa delle chiappe) proprio per via delle due sculture che avevano destato scandalo all'epoca della sua costruzione nel 1903). Sono inoltre da segnalare le decorazioni dell'ebanista Eugenio Quarti (1867-1926) e i ferri battuti del celebre mastro ferraio Alessandro Mazzucotelli (1865-1938).

Al momento della trasformazione in clinica, i lavori di ampliamento e adattamento vennero realizzati da Gio Ponti, Antonio Fornaroli e Eugenio Soncini. I lavori cominciarono nel 1938 e proseguirono fino al 1940, quando furono interrotti per la guerra durante la quale l'edificio fu bombardato e danneggiato; il restauro fu quindi completato solo dopo la guerra. La clinica fu inaugurata nel febbraio del 1949.[2]

La trasformazione vide l'applicazione degli studi sulle cliniche-tipo studiati in concerto con il chirurgo Mario Donati. Le camere erano disposte a sud per un miglior irraggiamento, le sale operatorie erano centrali per migliore isolamento e gestione logistica, vennero previste strutture di accoglienza per i parenti dei degenti e furono applicate soluzioni innovative per la decorazione, con l'uso di colori lontani da quelli delle eccessivamente morigerate cliniche tradizionali.[3]

La Clinica è gestita dalle Suore missionarie del Sacro Cuore. La sua attività ha avuto inizio l'11 febbraio 1949. Il nome le deriva da quello del "Columbus Hospital" che Francesca Cabrini aprì a New York nel 1894[4] per soccorrervi gli emigrati italiani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Loretta Mozzoni, Stefano Santini (a cura di), Il disegno e le architetture della città eclettica, Liguori Editore, 2004 -ISBN 8820736535, p. 10.
  2. ^ [1]
  3. ^ LA MILANO DI GIÒ PONTI PER GLI 80 ANNI DI DOMUS[collegamento interrotto]
  4. ^ Su questo ospedale, cfr., tra l'altro, Kraut (1995: 206-207).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Ponti, "Clinica Columbus per le Missionarie del S. Cuore in Milano", Domus n. 240, settembre 1949, pp. 12–25.
  • G. Ponti, "Clinica 'Columbus' delle missionarie del Sacro Cuore in Milano", Edilizia Moderna n. 43, dicembre 1949, pp. 50–55.
  • Alan M. Kraut, Silent travelers: germs, genes, and the "immigrant menace", JHU Press, 1995 - ISBN 0801850967

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