Casa Campanini

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Casa Campanini
Casa campanini- milano 24.02.11.JPG
Casa Campanini
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Indirizzo via V. Bellini 11
Coordinate 45°27′56.54″N 9°12′14.9″E / 45.465706°N 9.20414°E45.465706; 9.20414Coordinate: 45°27′56.54″N 9°12′14.9″E / 45.465706°N 9.20414°E45.465706; 9.20414
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1904-1906
Realizzazione
Architetto Alfredo Campanini
Appaltatore fratelli Galimberti
Cancello d'ingresso: si intravedono le vetrate

Casa Campanini è un edificio in stile liberty di Milano, situato in via Vincenzo Bellini n. 11[1].

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo venne edificato tra il 1904 e il 1906 dall'architetto Alfredo Campanini, per diventare la residenza dello stesso: il palazzo, assieme a Palazzo Castiglioni rappresenta uno dei migliori esempi del liberty milanese[1].

Di immediato impatto sono le cariatidi di cemento all'ingresso, realizzate dallo scultore Michele Vedani: benché esse rappresentino un chiaro omaggio alle cariatidi originariamente poste all'ingresso di Palazzo Castiglioni del Sommaruga, sono meno austere e monumentali. Il cancello d'ingresso in ferro battuto, disegnato dallo stesso Campanini[1] e realizzato dal Mazzucotelli[2] , riprende i motivi floreali tipici della scultura liberty; tali trame si possono ritrovare anche nei ferri battuti all'interno del palazzo e nella gabbia dell'ascensore[1]. Il palazzo complessivamente, rispetto al più monumentale Palazzo Castiglioni, assume forme meno maestose, ma più attente alla vita quotidiana.

Addentrandosi nel palazzo si può notare la moltitudine di vetri policromi, fregi e affreschi tipici del gusto liberty; ancora conservati sono gli arredi originali e le ceramiche. Degno di nota è il soffitto del portico del cortile, in cui il tema floreale del liberty viene interpretato mediante disegni di mazzi di ciliegie rosse, e il lampadario in ferro battuto. Allontanandosi dal palazzo, si possono osservare i comignoli sul tetto, simili a pinnacoli di sabbia[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Attilia Lanza, Milano e i suoi palazzi:Porta Orientale, Romana e Ticinese, Libreria Meravigli Editrice, 1993, pg. 55.
  2. ^ considerato il maestro della scultura liberty in ferro battuto

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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