Casa Guazzoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Casa Guazzoni
Malpighi12 1.JPG
Casa Guazzoni vista da via Melzo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
Indirizzovia Malpighi 12
Coordinate45°28′29.32″N 9°12′29″E / 45.474811°N 9.208056°E45.474811; 9.208056Coordinate: 45°28′29.32″N 9°12′29″E / 45.474811°N 9.208056°E45.474811; 9.208056
Informazioni
CondizioniIn uso
Costruzione1904-1906
Stilemodernista
Realizzazione
ArchitettoGiovanni Battista Bossi
AppaltatoreGiacomo Guazzoni
ProprietarioGiacomo Guazzoni

Casa Guazzoni è un palazzo di Milano in via Malpighi 12 in stile liberty.

Storia dell'edificio[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie della S.A.O. ancora esistenti

Fu progettato dall'architetto Giovanni Battista Bossi (1864-1924) nel 1904-1906 su incarico del Cav. Giacomo Guazzoni, prima residente in via Leonardo da Vinci 49/a[1], di professione capomastro. Guazzoni fu anche l'esecutore delle opere.

L'edificio fu costruito in una parte dell'area occupata dalla Società Anonima degli Omnibus (S.A.O), fondata nel 1861 per gestire il trasporto pubblico di Milano con tram a cavallo e che ebbe la concessione anche dell'ippovia Milano-Monza, inaugurata l'8 luglio 1876 dal futuro re Umberto I di Savoia.

Nel 1900 il Comune decise di indire una gara per un servizio di tram elettrici, vinta dalla Edison, la S.A.O. arrivò seconda con la tecnologia Westinghouse. La rimessa di via Sirtori che ospitava 280 cavalli, fu dismessa, il terreno venduto a privati e gli edifici demoliti tranne 3 scuderie da 54 cavalli, ancora visibili in via Sirtori 32 (società Twinset) e 24 (negozio di abbigliamento Nervesa).

Fu aperta via Malpighi e furono costruiti nuovi edifici lungo la via.

L'edificio è stato sottoposto a vincolo monumentale il 3 maggio 1965 mentre tutto il quartiere è sottoposto a vincolo ambientale dal 6 febbraio 2003.

La facciata è stata pulita e restaurata nel 1982 sotto la direzione dell'architetto Hybsch dalla Ditta Alvini Restauri.

Le decorazioni dell'androne e delle scale sotto state restaurate dalla Ditta R.A. dell'architetto Piero Arosio nel 1997.

Struttura dell'edificio[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si compone di un corpo doppio a forma di “L” su un lotto trapezoidale ed è situato all'angolo tra via Malpighi e via Melzo.

La struttura è composta da murature portanti in mattoni. Il solaio tra cantina e piano terra è in cemento armato.

Le decorazioni[modifica | modifica wikitesto]

La motivazione del vincolo monumentale è la seguente:

“Importante esempio del liberty milanese. È caratterizzato da libero trattamento di materiale cementizio e dalla applicazione di pregevoli ferri battuti uniti con vivo senso figurativo. L'edificio con gronda molto aggettante ha sull'angolo due balconi sovrapposti e collegati. La plastica decorativa si svolge soprattutto nella parte basamentale emergendo con putti che sorreggono i balconi e con parapetti variamente ornati. Altri sovrastanti balconi sono collegati ai primi da colonnine di ferro binate ed hanno pure parapetti lavorati in ferro con espressiva coerenza stilistica.”

"A differenza della Casa Galimberti, qui l'effetto cromatico, che è più esatto chiamare chiaroscurale, è ottenuto tramite l'impiego di materiali diversi: cemento e ferro costituiscono al tempo stesso struttura e decorazione. Anche in questo caso i balconi e le aperture delle finestre si vanno alleggerendo verso l'alto, così come il rivestimento decorativo, più marcato al piano terreno e primo, si va semplificando verso i piani alti: il fitto intreccio di putti e ghirlande, scolpiti in cemento sui contorni delle finestre e sulle balaustre dei balconi del primo piano, si snellisce nelle trame vibranti e incisive dei ferri battuti sovrastanti. La composizione architettonica e decorativa risulta felicissima ed estremamente proporzionata nei suoi elementi."[2]

Sono state perse le decorazioni pittoriche nella fascia tra il secondo e il terzo piano.

Il passo carraio contiene un pregevole cancello di ferro battuto e degli affreschi con putti e fiori ritrovati nel restauro del 1997, probabilmente dell'acquarellista Paolo Sala.

I ferri battuti sono probabilmente di Alessandro Mazzucotelli.

Nell'ingresso davanti alla portineria sono stati ritrovati nel 1997 dei dipinti di un lago con piante acquatiche.

Il corpo scale è esagonale, con ringhiera in ferro battuto e gradini di marmo a sbalzo. È stato restaurato nel 1997 lo zoccolo marmorizzato e le decorazioni floreali sul soffitto e sui lati. Le decorazioni riprendono il disegno del ferro battuto e seguono l'andamento delle porte di ingresso agli appartamenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guida Savallo, 1902
  2. ^ Architettura Liberty a Milano, Salvadè-Frizzi Brianza, Mazzotta, 1984

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Bariani, Casa Guazzoni e Casa Galimberti, due esempi di Liberty a Milano, tesi di laurea triennale in Scienze dell'Architettura presso il Politecnico di Milano, facoltà di Architettura e Società, A.A. 2007-2008
  • Gianni Brizzi, Carlo Guenzi, Liberty occulto e G.B. Bossi, Casabella, luglio 1969, n. 338
  • R. Bossaglia, il Liberty in Italia, Milano, 1968
  • R. Bossaglia, Architettura Liberty a Milano, Milano, 1972
  • M. Salvadè, D. Frizzi Brianza, Architettura Liberty a Milano, Milano, 1972
  • Aldo Luigi Guazzoni, Chef Internazionale a Gstaad CH, Novara 1984
  • F. Roiter, Milano in Liberty, Milano, 1993
  • G. Lopez, E. Susani, Il Liberty a Milano e Lombardia, Milano, 1999

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]