Palazzo di Fuoco

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Palazzo di Fuoco
Milano Palazzo di Fuoco.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàMilano
Indirizzoviale Monza 2 (angolo piazzale Loreto e via Padova)
Coordinate45°29′13.17″N 9°13′02.43″E / 45.486992°N 9.217342°E45.486992; 9.217342Coordinate: 45°29′13.17″N 9°13′02.43″E / 45.486992°N 9.217342°E45.486992; 9.217342
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1959-1962
StileInternational Style
Usouffici, negozi
Piani8 più il terreno
2 interrati
Realizzazione
ArchitettoGiulio Minoletti, Giuseppe Chiodi
La galleria interna

Il cosiddetto Palazzo di Fuoco è un edificio per uffici di Milano, sito in viale Monza n. 2, all'angolo con piazzale Loreto e via Padova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio venne costruito dal 1959 al 1962 su progetto di Giulio Minoletti e Giuseppe Chiodi[1].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un edificio con struttura in calcestruzzo armato[2] e facciate esterne rivestite in curtain wall in alluminio anodizzato[3].

Al piano terreno sono sistemati spazi commerciali soppalcati e l'atrio di accesso ai piani superiori, raggiungibile tramite una galleria interna che collega viale Monza a via Padova. I piani superiori, adibiti a uffici, sono otto per il lato che si affaccia su piazzale Loreto, sei per quello su viale Monza e quattro per quello su via Padova; vi sono anche due piani interrati, il primo adibito a magazzini per i negozi, il secondo per gli impianti tecnici[4]

Gli impianti, molto avanzati per l'epoca, comprendono la climatizzazione di tutti gli ambienti, il riscaldamento a pannelli radianti posti sotto i pavimenti, le tende veneziane ad azionamento elettrico, e soprattutto un particolare impianto di illuminazione notturna colorata[5], da cui derivò il soprannome dato all'edificio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maurizio Grandi e Attilio Pracchi, Milano. Guida all'architettura moderna, Bologna, Zanichelli, 1998 [1980], p. 327, ISBN 88-08-05210-9.
  2. ^ Palazzo di Fuoco..., p. 445.
  3. ^ Palazzo di Fuoco..., p. 444.
  4. ^ Palazzo di Fuoco..., p. 442.
  5. ^ Palazzo di Fuoco..., pp. 444-445.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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