Impero austro-ungarico

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Impero Austro-Ungarico
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Impero austro-ungarico - Bandiera
Impero austro-ungarico - Stemma
Motto: Indivisibiliter ac Inseparabiliter

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Descrizione generale
Nome completo: I regni e le terre rappresentate nel concilio imperiale e le terre della corona di Santo Stefano
Nome ufficiale: Die im Reichsrat vertretenen Königreiche und Länder und die Länder der heiligen ungarischen Stephanskrone
(tedesco)
A birodalmi tanácsban képviselt királyságok és országok és a magyar szent korona országai
(ungherese)
Lingua ufficiale: latino, tedesco, ungherese
Lingue:
Inno: inno popolare
Capitale: Vienna
Forma politica
Forma di stato: Monarchia costituzionale federale
Forma di governo:
Imperatore d'Austria,
Re d'Ungheria,
Re di Boemia, etc.:
Francesco Giuseppe I d'Asburgo Lorena (1867-1916)
Carlo I[1] d'Asburgo-Lorena (1916-1918)
Ministerpräsident[2]: Elenco di capi di governo austriaci
Nascita: 1867 con Francesco Giuseppe I d'Asburgo Lorena
Fine: 1918 con Carlo I
Causa: Proclamazione della repubblica sia in Austria che in Ungheria[3]
Territorio e popolazione
Territorio originale:
Province:
Massima estensione: 680 887 km² nel 1907
Popolazione: 48 592 000 nel 1907
Economia
Moneta: fiorino
corona dal 1892
Religione e Società
Religioni preminenti: cristiana cattolica
Religione di stato: Nessuna

Austria1914physical.jpg

Evoluzione storica
Preceduto da:
Succeduto da:
Flag of the Habsburg Monarchy.svg Impero austriaco Flag of Austria.svg Rep. Austrogermanica
Civil Ensign of Hungary.svg Rep. Dem. di Ungheria
Questa voce è parte della serie
Storia dell'Austria

L’Impero Austro-Ungarico (detto anche più semplicemente Austria-Ungheria) nacque nel 1867 con l'Ausgleich (compromesso) tra la nobiltà ungherese e la monarchia asburgica, nel tentativo di mantenere il vecchio Impero Austriaco, nato nel 1804. Al suo interno, il Regno d'Ungheria si autogovernava e godeva di una sua politica autonoma in molti affari (specie nelle relazioni diplomatiche e nella difesa). Gli Asburgo (o Absburgo) erano, dunque, sia imperatori d'Austria sia re di Ungheria. Il nome completo dello stato era "I regni e le terre rappresentate nel concilio imperiale e le terre della corona di Santo Stefano". Gli storici individuano questo compromesso col nome di Duplice Monarchia.

L'impero aveva una superficie di 680.000 km² (era il secondo paese europeo per estensione dopo la Russia) e nel 1910 contava 52 milioni di abitanti. La capitale era Vienna, città che passò dai 440.000 abitanti del 1840 ai 2.200.000 alla vigilia della Grande Guerra, quando era la 3ª città più grande d'Europa. Austria ed Ungheria avevano costituzioni, parlamenti e ministeri separati (per l'Ungheria la capitale era Budapest). Il sovrano e i ministeri competenti per la politica estera, economica e militare erano in comune. Accanto all'imperiale e regio esercito comune esistevano anche un esercito nazionale austriaco (Landwehr) e uno ungherese (Honvéd). Compromessi decennali rinnovabili regolavano le questioni finanziarie (come la spartizione delle spese comuni) e commerciali.

Trattandosi di un impero multietnico in un'epoca di forte risveglio del nazionalismo, fu continuamente travagliato dalle dispute fra gli undici gruppi etnici che lo componevano. Malgrado le rivalità etniche, nei suoi cinquant'anni di esistenza esso conobbe una rapida crescita economica e una marcata modernizzazione, oltre a molte riforme liberali.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Nascita

Dalla metà del XIX secolo l'Imperatore Francesco Giuseppe stava cercando una soluzione per riappacificare la nazione magiara, quando nel 1866 esplose quella che sarebbe stata la prima Blitzkrieg della storia, ovvero la guerra austro-prussiana, dalla quale l'impero austriaco uscì sconfitto. Dopo la battaglia di Sadowa (1866) i prussiani invasero in poche settimane la Boemia e arrivarono a minacciare la stessa capitale austriaca costringendo la Casa d'Asburgo a firmare la resa.

Subito dopo la guerra con la Prussia, ripresero le trattative per ristabilire lo statu quo con la nazione magiara; le delegazioni furono guidate da vari politici e statisti tra i quali Ferenc Deák, Friedrich Ferdinand von Beust, e Gyula Andrássy il vecchio, che giocarono un ruolo di prim'ordine al fine di ottenere un compromesso tra l'Austria e l'Ungheria. Nel 1867 si giunse ad un accordo tra le due nazioni e venne firmato l'Ausgleich, che divideva lo stato asburgico in Impero d'Austria e Regno d'Ungheria - Croazia. Politicamente i due regni erano uniti, ma in quanto a questioni interne erano due entità separate.

[modifica] 1867-1908

In seguito alla sconfitta subita con la Prussia, l'Austria perse ogni influenza sugli stati tedeschi e sulla Confederazione germanica. Questa, riunita sotto la guida dei prussiani, costrinse l'Impero austro-ungarico a cambiare la politica espansionista dalla Germania ai Balcani, dove si trovò in competizione con la Russia. L'interesse degli Asburgo negli affari balcanici venne riaffermata dall'occupazione della Bosnia-Erzegovina (1878). La possibilità di conflitto con la Russia in questa area spinse l'Austria-Ungheria ad allearsi con l'Impero tedesco: nel 1879 venne stretta la Duplice Alleanza con la quale i due sovrani si promettevano vicendevole sostegno in caso di aggressione russa. La firma della Duplice Alleanza era stato l'ultimo atto di Andrássy come ministro degli esteri, il quale si dimise poco dopo la firma; ma l'alleanza (dal 1882 al 1915 Triplice Alleanza, con l'adesione dell'Italia) sopravvisse come il principale fattore nella posizione internazionale della monarchia asburgica fino all'ultimo giorno dell'impero (novembre 1918).

Nel 1881 fu stipulata un'alleanza con Serbia che, dopo il Congresso di Berlino (1878) si era rivolta all'Austria-Ungheria per chiedere protezione ed era di fatto diventata uno stato satellite della monarchia asburgica. L'alleanza dei Tre imperatori --aggiornamento del 1881 della Lega dei tre imperatori firmata nel 1873 dagli imperatori di Russia, Germania e Austria-Ungheria-- portò al riconoscimento russo dell'egemonia asburgica sulla parte occidentale della penisola balcanica; i firmatari dell'alleanza promisero di consultarsi a vicenda sui cambiamenti in atto nell'Impero Ottomano; l'Austria-Ungheria ricevette dalla Russia la promessa che non ci sarebbero state obiezioni a una possibile annessione futura della Bosnia-Erzegovina, e in cambio alla Russia fu data assicurazione che sarebbe stata riconosciuta la sua posizione negli «Stretti» (Dardanelli, Mar di Marmara e Bosforo).

Nel biennio 1882-83 l'Austria-Ungheria sottoscrisse due trattati difensivi (la Triplice Alleanza e l'Alleanza rumena) favoriti dal cancelliere tedesco Otto von Bismarck il quale, essendo l'Austria-Ungheria il principale partner commerciale della Germania, cercava di neutralizzare tutte le aree nelle quali la monarchia asburgica potesse essere coinvolta in un conflitto. La Triplice Alleanza fra Germania, Austria-Ungheria e Italia (20 maggio 1882) era innanzitutto un trattato difensivo contro un eventuale attacco della Francia all'Italia o alla Germania, e non faceva quindi cenno ai problemi esistenti tra l'impero asburgico e il regno italiano; l'accordo segreto tra Austria-Ungheria e Romania (30 ottobre 1883) era un accordo difensivo contro eventuali attacchi della Russia. La Triplice Alleanza e l'alleanza rumena rafforzarono non solo lo statu quo internazionale, ma anche quello interno della monarchia asburgica indebolendo i movimenti irredentistici in Transilvania e nelle regioni italiane dell'Austria-Ungheria.

Essendo un accordo diretto contro la Francia, la Triplice Alleanza era importante soprattutto per la Germania e l'Italia; mentre l'Austria-Ungheria ne era danneggiata. La Germania fece perciò ogni sforzo per costringere Vienna a rinnovare la triplice alleanza, minacciando di ritirare la protezione tedesca contro un'aggressione russa; mentre non ebbero successo i tentativi della diplomazia asburgica di evitare nuovi obblighi in Europa occidentale. Il ministro austriaco Kálnoky nel 1887 riuscì a eludere la richiesta italiana di appoggio della politica coloniale italiana, ma non fu capace di tenere l'Italia fuori da un coinvolgimento nei Balcani. Kálnoky riconobbe all'Italia il diritto di chiedere un compenso in caso di cambiamenti nello statu quo territoriale nei Balcani, ma senza entrare nello specifico. In un certo qual modo, tutte le differenze di vedute e gli scontri tra austriaci e italiani sulla politica balcanica nel primo decennio del XX secolo possono essere fatti risalire alla genericità e all'ambiguità con cui la clausola venne inserita nel rinnovo della Triplice alleanza nel 1887 (clausola più tardi formalizzata nell'articolo VII del trattato).

Sempre nel 1887 attorno alla Triplice Alleanza venne costruito un sistema di alleanze e di accordi che determinarono il completo isolamento della Francia e obbligarono le maggiori potenze europee a garantire lo statu quo lungo i confini dell'Impero ottomano. Col primo e col secondo "Accordo Mediterraneo", sottoscritti rispettivamente il 12 febbraio e il 12 dicembre del 1887, la Gran Bretagna si univa ad Austria-Ungheria e Italia interessate nel rendere impraticabile gli Stretti alla Russia; Kálnoky abbandonò perciò la ricerca di accordi diretti bilaterali con la Russia. Solo nel 1895 Goluchowski, che successe a Kálnoky come ministro degli esteri, decise di ripristinare le relazioni dirette con San Pietroburgo. Nel 1897, in occasione della visita di Francesco Giuseppe e Goluchowski a San Pietroburgo, vennero sottoscritti, degli accordi Austro-russi che affidavano il mantenimento dello statu quo balcanico alla cooperazione bilaterale di Austria-Ungheria e Russia, invece che a un sistema di alleanza multilaterale; si puntava cioè a escludere l'Italia dai Balcani, diminuendo così il valore della Triplice Alleanza. Gli accordi Austro-russi del 1897 vennero messi alla prova nel 1903, dopo una rivolta avvenuta in Macedonia. Dopo un incontro tra lo Zar Nicola II e Francesco Giuseppe a Mürzsteg nell'ottobre 1903, i loro ministri degli esteri, Goluchowski e Lambsdorff, abbozzarono un programma di riforma dell'Impero ottomano. L'anno successivo fu redatto un accordo di reciproca neutralità: la Russia sarebbe stata neutrale in caso di conflitto fra Italia e Austria, e l'impero asburgico neutrale in caso di conflitto fra Russia e Giappone; i conflitti balcanici erano esplicitamente esclusi dall'accordo.

Dopo l'assassinio di Alessandro I di Serbia nel corso di una rivolta militare (11 giugno 1903), la dinastia dei Karađorđević sostituì quella degli Obrenović. La politica espansionista serba, volta a unire in un regno serbo tutti gli slavi meridionali, rese difficili le relazioni della Serbia con la monarchia degli Asburgo. L'impero austro-ungarico tentò di intimidire i Serbi con misure di tipo economico. Nel 1906 pertanto fu proibita l'importazione di bestiame dalla Serbia: la cosiddetta "Guerra dei maiali" che, invece di bloccare la Serbia, la spinse piuttosto nel campo russo.

[modifica] 1908-1914

Una svolta nella politica estera austriaca si verificò nel 1906 quando il ministro degli esteri Goluchowski fu sostituito dal primo ambasciatore austriaco a San Pietroburgo Alois Lexa von Aehrenthal. Aehrenthal tentò di liberare l'Austria-Ungheria dalla sottomissione alla Germania e di intraprendere una politica balcanica dinamica. Un primo passo fu la sua proposta di costruire una ferrovia attraverso il Sangiaccato di Novi Pazar; ma l'opposizione congiunta russo-serba costrinse Aehrenthal ad abbandonare il progetto e mostrò che qualsiasi avanzata austriaca nei Balcani avrebbe dato luogo probabilmente a una guerra con la Serbia e forse anche con la Russia. Il rischio di un conflitto del genere crebbe in breve tempo. Nel luglio 1908, dopo un colpo di mano, il movimento dei Giovani Turchi avviò la riforma costituzionale dell'impero Ottomano. Temendo che il cambiamento potesse minare le posizioni asburgiche in Bosnia-Erzegovina, nominalmente ancora sotto sovranità ottomana, Aehrenthal tentò di rafforzare la posizione Austro-ungarica nella penisola balcanica.

Nel settembre 1908 Aehrenthal si incontrò col ministro degli esteri russo Aleksandr Petrovič Izvol'skij ottenendo l'approvazione russa all'annessione della Bosnia-Erzegovina in cambio dell'appoggio austriaco al passaggio di navi da guerra russe negli «Stretti» (Dardanelli, Mar di Marmara e Bosforo). Pertanto il 6 ottobre 1908 fu annunciata l'annessione della Bosnia-Erzegovina, con conseguenti reazioni violente da parte della Serbia. Quando il ministro russo Izvol'ski scoprì che Gran Bretagna e Francia si opponevano al passaggio delle navi russe attraverso gli Stretti, la Russia ritirò l'appoggio provvisorio all'annessione austriaca della Bosnia-Erzegovina, appoggiando le rivendicazioni della Serbia. La situazione divenne seria, e per qualche tempo una guerra sembrò imminente. Nonostante le pressioni del capo di Stato Maggiore austriaco von Hötzendorf, fautore della guerra preventiva, affinché l'Austria-Ungheria decidesse per una politica aggressiva, Aehrenthal cercò di risolvere la crisi per via diplomatica. La Serbia dovette venire a patti con la monarchia asburgica, dopo che un ultimatum tedesco (marzo 1909) aveva costretto la Russia a ritirarne l'appoggio, e il governo turco aveva accettato l'annessione austriaca della Bosnia-Erzegovina in cambio di un compenso in danaro. La crisi bosniaca fu risolta; ma i Serbi, profondamente feriti nell'orgoglio nazionale, continuarono a fomentare agitazioni nelle province slave meridionali.

L'annessione della Bosnia-Erzegovina ebbe ripercussioni anche nei rapporti fra l'Austria-Ungheria e le altre nazionalità slave nel regno. Da molti anni i cechi era attratti dal movimento panslavo, tanto che un congresso pan-slavo si tenne a Praga nel luglio 1908. Durante la crisi diplomatica dell'inverno seguente, i cechi presero senza esitazioni le parti dei serbi e, il giorno del 60° anniversario dell'ascesa di Francesco Giuseppe al trono, a Praga dovette essere dichiarata la legge marziale. Il conflitto nazionale si riversò sulla monarchia: le attività parlamentari furono tutte bloccate dall'ostruzionismo dei deputati. Il primo ministro austriaco Beck si dimise nel novembre 1908; il suo successore, Richard von Bienerth-Schmerling, dopo aver concluso poco con un gabinetto di ministri civili, tentò di placare le nazionalità inserendo nel suo gabinetto dei Landsmannminister (rappresentanti nazionali) (febbraio 1909). Ma l'ostruzionismo dei parlamentari slavi nel Reichsrat, il parlamento austriaco continuò. I tedeschi, che controllavano il governo e l'amministrazione centrale, continuavano ad assegnare alla monarchia il ruolo di avamposto della cultura tedesca; parallelamente gli slavi volevano fare dell'Austria il punto di partenza per le aspirazioni nazionali slave. Il leader agrario ceco František Udržal affermò in parlamento: "Noi desideriamo salvare il parlamento austriaco dalla rovina assoluta, ma desideriamo salvarlo a pro degli slavi di Austria che formano i due terzi della popolazione del regno". Il predominio slavo fu tuttavia indebolito dall'atteggiamento dei Polacchi che rimasero fedeli al governo centrale relegando il conflitto delle nazionalità a una disputa ceco-tedesca.

Anche il Partito Socialdemocratico d'Austria non riuscì a controllare gli antagonismi fra le diverse nazionalità al suo interno. Nel 1899, al congresso del Partito a Brünn i Socialdemocratici avevano presentato un programma di riforma nazionale basato su federalismo democratico che accordava il diritto delle decisioni nazionali a unità territoriali formate in base alla nazionalità. Karl Renner e Otto Bauer, che più tardi divennero leader del socialismo austro-tedesco, abbozzarono vari programmi per la soluzione del problema delle nazionalità in alcuni libri pubblicati tra il 1900 ed il 1910. Ma questi sforzi non riuscirono a impedire ai socialisti di dividersi anche lungo linee nazionali, tanto che nel 1910 i socialisti cechi si dichiararono indipendenti dal Partito Socialdemocratico d'Austria. Il frazionamento politico (oltre 50 partiti nelle elezioni del 1911) impedirono a Bienerth, primo ministro d'Austria dal 1908, di formare un governo per cui il 28 giugno 1911 fu sostituito da Gautsch; ma anche costui non riuscì a comporre le divergenze fra tedeschi e cechi e poco dopo (3 novembre 1911) passò la mano a Stürgkh. Stürgkh poté tirare avanti solo a forza di decreti, governando in modo autoritario, limitando la democrazia e la libertà di stampa, finché non venne assassinato durante la I guerra mondiale.

[modifica] 1914-1916

Nel 1914 in seguito l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, a Sarajevo, esplose la prima guerra mondiale, dovuta ad un complesso sistema di alleanze tra gli stati europei, che vide schierati da una parte le potenze centrali (Austria-Ungheria, Germania), dall'altra quelle occidentali (Francia, Regno Unito e Italia) e la Russia.

Gli eserciti collegati, Austro-Ungarico e Tedesco riportarono numerosi successi iniziali sui due fronti principali del conflitto, quello occidentale contro Francia ed Inghilterra e quello orientale contro la Russia, ma ad Ovest quella che sarebbe dovuta essere una guerra lampo, si trasformò in una logorante guerra di trincea; L'ingresso in Guerra dell'Italia aggravò ulteriormente la posizione Austroungarica, ma la fine della minaccia russa dopo la caduta della Romania e gli sconvolgimenti prerivoluzionari consentirono a Germania e Austria-Ungheria di concentrare ingenti rinforzi sul fronte italiano e sfondare il fronte presso Caporetto iniziando un'offensiva che avrebbe potuto essere decisiva, ma fu vanificata dalle crisi interne dell'impero che minarono l'esercito imperial-regio. Nel 1916 morì Francesco Giuseppe, a questi successe Carlo I.

[modifica] 1916-1918

Gli eserciti degli Imperi centrali centrali furono così lungamente bloccati entro i propri confini dagli alleati, e Gran Bretagna e Italia imposero anche un efficace blocco navale. l'impossibilità di rompere questo accerchiamento provocò gravi problemi nell'approvvigionamento e la penuria di cibo e materie prime cominciò a farsi sentire al fronte e fra i civili. Ancora prima che le sconfitte militari decidessero il conflitto le spinte centrifughe delle diverse etnie (nell'impero Austroungarico) e il conflitto sociale fra le classi (in Germania) fecero scoppiare in entrambi i paesi tensioni che pregiudicarono lo sforzo bellico e nell'Impero Austro-Ungarico si trasformarono in vere e proprie rivolte; infatti le numerose nazionalità comprese nell'impero scelsero di proclamare la propria indipendenza.

Queste rivolte e la sconfitta di Vittorio Veneto obbligarono l'Austria a firmare l'armistizio nel 1918, che però non riuscì a risolvere i problemi interni del paese. Carlo fu costretto all'esilio, e i domini asburgici furono definitivamente divisi in repubbliche indipendenti.

L'impero austro-ungarico si dissolse nel 1918, in seguito alla fine della prima guerra mondiale. I suoi sovrani furono: l'imperatore Francesco Giuseppe I di Asburgo-Lorena (dal 1867 al 1916) e l'imperatrice Elisabetta (dal 1867 al 1898), in seguito l'imperatore Carlo e l'imperatrice Zita (dal 1916 al 1918).

Attualmente, i territori che appartenevano all'Austria-Ungheria fanno parte di tredici stati europei:

[modifica] Le terre dell'impero

Austria-Ungheria nel 1914: In arancione, rosa e tan la Cisleitania; in blu e azzurro la Transleitania; in verde la Bosnia-Erzegovina

In molti testi le terre non facenti parte del Regno d'Ungheria (quindi, quelle "austriache") sono designate con il nome di Cisleitania, poiché, dal punto di vista degli austriaci, esse stavano ad ovest del fiume Leitha (malgrado la Galizia a nord-est fosse considerata "austriaca"). Tuttavia, questa entità fino al 1915 non ebbe un nome ufficiale e per questo motivo, ci riferiva ad essa come "i regni e le terre rappresentate nel concilio imperiale" (il concilio imperiale (Reichsrat) costituiva perciò il parlamento della Cisleitania.) Allo stesso modo anche la metà Transleitania ("Ungarica") portava la designazione ufficiale di "Terre della Sacra Corona Ungherese di Santo Stefano",con riferimento al primo re cristiano dell'Ungheria. Col parlamento, rappresentante la Cisleitania e la connessione con le Terre della Sacra Corona di Santo Stefano, ci si trovava di fronte in pratica al primo Parlamento Federale Europeo, con un solo precedente nel vecchio Impero Austriaco.

I "Regni e le Terre" della metà Cisleitana dell'impero:

Le "Terre" della metà Transleitana:

  • 18. La città di Fiume.


19. Bosnia ed Erzegovina (formavano una parte separata dell'Impero, amministrata dal ministero comune delle finanze)

La distribuzione delle diverse nazionalità nell'impero Austro-Ungarico in base al censimento del 1910

[modifica] Etnie dell'Austria Ungheria

Composizione etnica
(cens.1910)[4]
Tedeschi 23,9%
Ungheresi 20,2%
Cechi 12,6%
Polacchi 10,0%
Ruteni [Ucraini] 7,9%
Rumeni 6,4%
Croati 5,3%
Slovacchi 3,8%
Serbi 3,8%
Sloveni 2,6%
Italiani 2,0%
Serbocroati in Bosnia 1,2%

Nome dell'impero nelle lingue ufficiali:

  • tedesco: Österreich-Ungarn
  • ungherese: Osztrák–Magyar Monarchia
  • ceco: Rakousko-Uhersko
  • croato: Austro-Ugarska
  • italiano: Austria-Ungheria
  • polacco: Austro-Węgry
  • romeno: Austro-Ungaria
  • serbo: Аустро-Угарска
  • slovacco: Rakúsko-Uhorsko
  • sloveno: Avstro-Ogrska
  • ucraino: Австро-Угорщина
venti corone dell' Austria Ungheria

[modifica] Religioni nell'Impero nel 1910

Religione/Confessione Austria-Ungheria Austria Ungheria BosniaErzegovina
Cattolici 76.6% 90.9% 61.8% 22.9%
Protestanti 8.9% 2.1% 19.0% 0%
Ortodossi 8.7% 2.3% 14.3% 43.5%
Ebrei 4.4% 4.7% 4.9% 0.6%
Musulmani 1.3% 0% 0% 32.7%

Fonte: Censimento 31 dicembre 1910, pubblicato sul: Geographischer Atlas zur Vaterlandskunde an der österreichischen Mittelschulen. K. u. k. Hof-Kartographische Anstalt G. Freytag & Berndt, Vienna, 1911.

[modifica] Forze armate austro-ungariche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Esercito austro-ungarico, k.u.k. Kriegsmarine e K.u.k. Luftfahrtruppen.

Durante la Prima guerra mondiale l'Esercito austro-ungarico raggiunse le 440.000 unità e combatté lungo il fronte occidentale e orientale contro l'Italia e la Russia. Erano formate da tre organi principali:

  • Esercito regolare o comune, reclutato indifferentemente su tutto il territorio imperiale.
  • Landwehr la milizia territoriale austriaca, e Honved quella ungherese, composte ciascuna da reclute e quadri etnicamente più omogenei delle rispettive aree governative.
  • Riserva territoriale austriaca e ungherese, composte da personale anziano e non adatto al servizio ordinario.

Come guardia di palazzo, reparto cerimoniale addetto al sovrano, a Vienna esisteva la cosiddetta Guardia Imperiale o Kaiserlichegarde divisa in varie compagnie tradizionali mentre a Budapest vi era un'analoga guardia reale ungherese. Ambedue i reparti erano composti esclusivamente da ufficiali di lignaggio e non avevano funzioni militari.

[modifica] Note

  1. ^ Il suo nome diventava Carlo IV quando era preso in considerazione come Apostolico Re d'Ungheria.
  2. ^ Letteralmente "presidente dei ministri", in italiano significa "primo ministro".
  3. ^ Dopo la Grande Guerra in Ungheria fu ristabilita la monarchia: Carlo I tentò di farsi restaurare al trono ungherese (come Carlo IV), ma ciò fu impedito dalle forze dell'Intesa. La monarchia sarà poi abolita nel 1945.
  4. ^ Robert A. Kann, The multinational empire vol.II, New York 1950, pag.305 citato da: Storia Universale Feltrinelli Vol.XXVIII, Wolfgang J. Mommsen L'Età dell'imperialismo, Europa 1885-1918, pag.153, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 1970 (Ed. orig. Fischer Weltgeschichte 28: Wolfgang J. Mommsen Das Zeitalter des imperialismus, Fischer Bücherei GmbH, Frankfurt am Main 1969, traduz. dal tedesco di Heidi Ascheri.

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Galasso, Austria e Asburgo nella storia dell'Europa moderna : appunti delle lezioni del corso di storia moderna. Napoli : Libreria scientifica editrice, 1968.
  • Stephan Vajda, Felix Austria. Trad. italiana: Storia dell'Austria : mille anni fra Est e Ovest, Trad. di Lydia Magliano, Simona Vigezzi. Milano! : Bompiani, 2002.
  • Johann Rainer, Storia e vita culturale in Austria. III ed. riveduta e ampliata. Roma : Bulzoni, 1987
  • Ferdinando Citterio, Luciano Vaccaro (a cura di), Storia religiosa dell'Austria. Milano : Centro ambrosiano, 1997. ISBN 88-8025-119-8

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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