Associazione Calcio Rimini 1912

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
A.C. Rimini 1912
Calcio Football pictogram.svg
Riministemma.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso e Bianco (Quadrati).png bianco-rosso
Inno Rimini Vai!
Giuseppe Ghinelli / Franco Morri (1973)
Dati societari
Città Rimini-Stemma.png Rimini
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro Seconda Divisione
Fondazione 1912
Rifondazione 1938
Rifondazione 1994
Rifondazione 2010
Presidente Italia Fabrizio De Meis
Allenatore Italia Marco Osio
Stadio Romeo Neri
(9.768 posti)
Sito web www.riminicalcio.com
Palmarès
Trofei nazionali 1 Supercoppa di Lega Serie C1
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Rimini, denominato per esteso Associazione Calcio Rimini 1912, è una società calcistica italiana con sede a Rimini, capoluogo dell'omonima provincia. Milita in Lega Pro Seconda Divisione.

Fondato nel 2010 sulle ceneri del precedente club del Rimini Calcio Football Club fondato nel 1912, ha come colori sociali il bianco ed il rosso. Il campo di gioco è lo Stadio Romeo Neri di Rimini, la cui capienza è di 9.768 posti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Il calcio a Rimini nasce ufficialmente nel 1912 nel novero delle attività della società Polisportiva Libertas. La prima società indipendente viene però fondata solo nel 1916 con la denominazione di Rimini Football Club.

La maglia è a scacchi biancoverdi e la prima partita viene giocata il 12 marzo 1916 contro la Vis di Pesaro (risultato 1-0; nel ritorno 2-2). Nel 1920 si torna sotto l'ala protettrice della Libertas ma cambiano i colori che diventano biancorossi.

Nella sfida contro la "Renato Serra" Cesena appaiono per la prima volta le maglie a quarti contrapposti bianco-rossi.
Si gioca a livello regionale ma con il passare degli anni il calcio a Rimini diventa sempre più importante fino a richiamare allenatori di prestigio anche a carattere nazionale ed i primi giocatori non riminesi.

Nella stagione 1938-1939 a causa di un forte passivo economico, la Libertas non si iscrive al campionato di Prima Divisione, nel quale era retrocessa per rinuncia, dopo un piazzamento al V posto nel girone D della Serie C del 1937-1938. Tramite fusione con la società del "Dopolavoro Ferroviario" di Rimini (D.L.F.) viene però riammessa a disputare il torneo e col 3º posto conquistato a fine stagione, viene successivamente ammessa in Serie C. Nel 1939-1940 cede la mano alla neo-nata Rimini Calcio, che comincia così la sua lunga storia. Si passa attraverso la guerra poi la lenta ripresa del Paese che coinvolge anche il calcio.

Il Rimini nel 1947-1948 vince il girone romagnolo del campionato di Serie C davanti al Cesena, ma il regolamento di quell'annata non prevedeva promozioni a causa della riforma della categoria. Il Rimini entra però comunque a far parte della Lega Calcio, lasciata nel 1951 quando la squadra retrocede nel campionato di Promozione.

Passano sei anni e il Rimini si trova in IV Serie (1957-1958), e poi nel 1958-1959 i biancorossi si piazzano al secondo posto dietro la Vis Pesaro. L'ennesima riforma stavolta premia il Rimini che viene ripescato in Serie C. E qui comincia una lunga permanenza in terza serie fatta più o meno di salvezze risicate e campionati di transizione fino alla stagione 1973-1974 quando irrompe Gilberto Gaspari sulla poltrona di Presidente.

Serie B[modifica | modifica sorgente]

I calciatori riminesi Pellizzaro, Rossi, Russo, Tancredi e Fagni scendono in campo nella stagione 1976-1977.

Gaspari promette la B in tre anni e per le prime due stagioni la promozione sfugge per un soffio: secondo posto dietro la Sambenedettese nel 1973-1974 e dietro il Modena per due punti nel 1974-1975. La promessa è mantenuta l'anno successivo quando il mitico e leggendario Rimini dei Fagni, dei Carnevali, dei Sarti e dei Cinquetti - allenatore Meucci - conquista la storica Serie B con una cavalcata trionfale.

I biancorossi vi restano per tre stagioni durante le quali si siedono sulla panchina allenatori già famosi come Helenio Herrera nella stagione 1978-1979 subentrando a stagione in corso all'esonerato Giorgio Sereni e altri che lo diventeranno come Osvaldo Bagnoli.

In Serie C1 il Rimini resta un solo anno, perché con Maurizio Bruno alla guida e i vari Mariani, Franceschelli e Sartori in campo è di nuovo Serie B dopo un appassionante duello con il Forlì. Il presidente era Dino Cappelli che restò in carica per sette anni, dal 1979 al 1985 e dal 1987 al 1988 e lanciò in panchina per la prima volta Arrigo Sacchi.

Nello Saltutti in rovesciata contro il Milan nel torneo 1980-1981

Nel 1980-1981 il Rimini ottiene uno dei suoi migliori piazzamenti di sempre conquistando il nono posto con 36 punti, togliendosi anche la soddisfazione di fermare il Milan al Romeo Neri con un 2-2.

Al termine dell'anno successivo lo stesso bottino di 36 punti non fu sufficiente per il raggiungimento della salvezza, con il Rimini retrocesso a causa di una sfavorevole classifica avulsa nei confronti di Foggia, Pistoiese e Cavese.

Dalla caduta alla risalita[modifica | modifica sorgente]

I biancorossi scendono in Serie C1, dove rimangono per 7 stagioni. Non mancano i tentativi di risalita (in particolare quando in panchina siede Arrigo Sacchi), fino alla stagione 1988-1989 quando la Lega spedisce il Rimini a giocare nel girone meridionale. L'ultimo posto in classifica, frutto di 3 sole vittorie in tutto il campionato, costringerà in seguito i biancorossi alla Serie C2 per 14 stagioni consecutive. Nella stagione 1992-1993 la squadra, guidata in panchina da Vittorio Spimi e trascinata dal trio Gespi, Doni e Visentin, lottò per la promozione chiudendo il campionato al terzo posto. Nel 1994 il club del presidente Orfeo Bottega viene però messo in liquidazione, ma viene acquistato all'asta fallimentare da un gruppo capeggiato dalla Cocif di Vincenzo Bellavista. Nella stagione 1997-1998, con Mauro Melotti in panchina, si assiste ad un combattuto duello con la SPAL, culminato col primo posto dei ferraresi tra un mare di polemiche e con la beffa dell'eliminazione nella semifinale play-off, grazie alla rete di Chiappara che qualificò lo Spezia all'ultimo secondo di recupero della gara di ritorno. Infine il triste epilogo del campionato 1999-2000, con la promozione sfumata per ben due volte: il 7 maggio 2000 nella penultima giornata di stagione con l'incredibile sconfitta casalinga al 90' ad opera del Castel San Pietro mentre la Torres operava il sorpasso decisivo; la seconda in un'amarissima finale play-off (11 giugno) contro i rivali della Vis Pesaro, giocata sul neutro di Arezzo con almeno 3000 tifosi riminesi al seguito.

Arrigo Sacchi, due stagioni al Rimini negli anni '80.

Da qui lo scoramento totale e la lenta rinascita fino alla riconquista della vetta della classifica con cui il Rimini di Maurizio Neri, Claudio Clementi, Luigi Consonni e Alessio Ballanti alla guida di mister Claudio Maselli, chiuse l'anno solare 2000. All'inizio del girone di ritorno il Rimini perdeva via via contatto con il Chieti e poi con il Lanciano, protagonista di un 2-2 nell'ultimo quarto d'ora alla prima di ritorno al Neri. In primavera il Rimini si riscatta fino ad arrivare in testa con due punti di vantaggio sul Lanciano (sconfitto nel recupero dalla Rondinella) a 3 partite dalla fine. E qui la caduta, incredibile quanto fragorosa, contro il fresco Prato che passava al Neri rendendo vane le ultime due partite e gettando di nuovo nello sconforto la tifoseria biancorossa. Con il grave infortunio di Neri a Viareggio si spengono anche le speranze nei play-off contro il Teramo, con la mente già proiettata al successivo campionato.

Nel campionato 2001-2002, per il quinto anno consecutivo, il Rimini perde la possibilità di promozione in Serie C1 ancora agli spareggi play-off. Il Rimini mette insieme 65 punti, sufficienti in altri gironi o in altre stagioni a garantire la promozione diretta. Durante il campionato arriva qualche sconfitta di troppo, come a Faenza e a San Marino e in casa contro la Sambenedettse mentre in altre circostanze, su campi non impossibili come Poggio Rusco e Montichiari, i biancorossi gettano al vento l'occasione di avvicinare il Teramo. E gli abruzzesi si confermano bestia nera anche quando, durante la prima mezz'ora della penultima partita di campionato Myrtaj compagni festeggiano la C1 davanti al pubblico amico, il rude Terlizzi spezza un ginocchio a Di Nicola, autore di una stagione da incorniciare con 24 gol e priva il Rimini del suo miglior giocatore nei play-off. Sul cammino biancorosso c'è il pericolo Samb, sostenuta da un pubblico caldissimo e sproporzionato per la Serie C2, ma nella gara di andata al Riviera delle Palme una perla di Bordacconi e un gol di Luconi in pieno recupero regalano al Rimini un 2-2 che sa tanto di segno del destino, che sia veramente la volta buona. Invece no, perché una settimana più tardi si ripete la solita storia: al Romeo Neri festeggiano gli avversari, grazie al gol rossoblu di De Amicis.

Si riparte a fari spenti nell'estate del 2002 e sulla panchina biancorossa arriva Leonardo Acori, tecnico umbro che già era stato vicino al Rimini qualche anno prima. La squadra gioca bene ma i risultati all'inizio non premiano affatto i biancorossi e dopo la sconfitta di Imola la società si ritrova ad un bivio, ma la fiducia in Acori da parte della dirigenza è totale e a pagare sono alcuni giocatori messi fuori rosa. La svolta alla settima giornata, quando il Rimini conquista una storica vittoria all'“Artemio Franchi” contro la nuova Fiorentina grazie ad una doppietta del suo bomber Di Nicola e da quel momento comincia a volare. Il girone d'andata del campionato sarà caratterizzato da un testa a testa con la squadra viola, che peraltro gioca molte delle sue trasferte in campo neutro. Nel girone di ritorno a fine febbraio la Florentia Viola (questa la denominazione ufficiale di quell'anno) si presenta allo stadio Romeo Neri (stracolmo come ai tempi della B) indietro di due punti, ma vince per due a zero, sorpassa il Rimini in classifica e non sarà mai più ripresa. La squadra di Acori accusa il colpo ma si riprende giusto in tempo per mantenere il secondo posto alla fine della stagione. Risultato fondamentale perché ai play-off, giocati per la sesta volta consecutiva, un pur incerottato Rimini tiene botta con il Grosseto in semifinale (doppio 0-0) e ipoteca la promozione nella gara di andata della finale disputata al “San Biagio” di Gubbio giocando una partita quasi perfetta. Il rigore messo a segno da Bordacconi manda in visibilio i biancorossi al seguito e la gara di ritorno è un lungo "count-down" fino al fischio finale dell'arbitro Rocchi di Firenze che sancisce il ritorno del Rimini in C1 dopo 14 anni.

Il primo campionato di C1 dopo tanti anni di assenza si presenta stimolante e al tempo stesso molto difficile, e il Rimini lo affronta con la squadra quasi completamente confermata e con l'aggiunta di pochi rinforzi mirati. Partenza in salita, solo 9 punti in 9 giornate e dopo il ko di Cittadella tira aria pesante. Ma la svolta arriva proprio nel giorno più importante: il 2 novembre 2003, in un Romeo Neri colmo all'inverosimile, un'incornata di Paolo Rachini consegna al Rimini la vittoria nel derby con il Cesena dopo 40 anni.

A cavallo tra fine andata e inizio ritorno i biancorossi accusano un altro rallentamento in classifica ma la squadra continua a giocare bene e alla fine giocare bene paga. Dopo l'incredibile beffa nel derby di ritorno (da 0-2 a 3-2 nell'ultimo quarto d'ora) Floccari e compagni ripartono a testa bassa, superano la Lucchese in un posticipo da brividi e si lanciano in una straordinaria volata fino a raggiungere il quarto posto. Ancora play-off, per il settimo anno di fila, ma stavolta in palio c'è la B e per di più un altro derby con il Cesena. Dopo l'1-1 al Romeo Neri i biancorossi si arrendono ancora una volta al Dino Manuzzi per 2-0 con le reti di Peccarisi, futuro riminese, e Cavalli, e cedono strada ai cugini bianconeri poi promossi in serie B.

L'anno successivo il Rimini parte benissimo, mettendo in ginocchio anche il Napoli, e sotto la guida del "sempreverde" Leonardo Acori, del bomber Zlatan Muslimović e del capitano Adrián Ricchiuti, a seguito di un campionato a dir poco spettacolare distacca l'Avellino e conquista la meritata quanto attesa promozione in Serie B.

Il ritorno in Serie B[modifica | modifica sorgente]

Il campionato 2005-2006 è quello dell'atteso ritorno in Serie B dopo ben 23 anni di assenza nel quale una squadra composta in gran parte dagli artefici della promozione e da ottimi giocatori di categoria si distingue per un discreto gioco e per prestigiose vittorie (per esempio contro Torino e Brescia) disputando un buon girone d'andata, al termine del quale la zona play-off sembra raggiungibile. Tutt'altra cosa è il girone di ritorno nel quale il Rimini trascorre 14 giornate senza vincere, fino alla vittoria al Neri contro il Crotone. La squadra rischia di disputare i play-out, ma grazie al pareggio sul campo del Vicenza e alla vittoria del Catania sull'AlbinoLeffe all'ultima giornata stacca di due lunghezze i bergamaschi (coi quali vantava pure un 2-2 e 1-0 negli scontri diretti) e li costringe a lottare per la permanenza nella serie cadetta.

Rimini-Juventus 1-1 (2006-2007) è stato il debutto assoluto dei bianconeri in Serie B

Il campionato 2006-2007 vede una squadra praticamente rifondata e condita da prestigiosi acquisti per l'obiettivo play-off. Nella prima giornata del campionato il Rimini conquista un risultato prestigioso, pareggiando (per giunta giocando circa mezz'ora in dieci contro undici) per 1-1 contro la Juventus, squadra più titolata del calcio italiano (retrocessa in Serie B dopo lo scandalo Calciopoli), che quel giorno era al suo esordio assoluto nella serie cadetta.

Il 22 dicembre 2006, grazie alla vittoria sullo Spezia al "Romeo Neri" per 2-1, il Rimini si è issato per la prima volta nella sua storia al primo posto della classifica di serie B, con 33 punti in concomitanza con il Piacenza.

Il 21 maggio 2007 viene a mancare il grande patron Vincenzo Bellavista,[1] portatore di una insostituibile schiettezza e carica umana. Questo porta i giocatori e la società a un ultimo grande sforzo in memoria del presidente, i play-off. Nonostante la grande volontà messa in campo dalla squadra, soprattutto nell'ultima partita vinta contro il Mantova, i play-off non vengono disputati a causa dell'eccessivo distacco tra il Genoa (terzo classificato a 78 punti) e il Piacenza (quarto classificato a 68 punti). Il Rimini chiude così la stagione al quinto posto con un totale di 67 punti.

L'anno seguente nonostante nuovi record, quali cinque vittorie consecutive e i 69 punti in campionato, la squadra biancorossa non raggiunge l'accesso ai play-off per soli due punti di distacco dalla sesta in graduatoria, il Pisa.

Nel giugno 2008 Leonardo Acori decide di lasciare la panchina riminese dopo sei stagioni, venendo così sostituito dall'allenatore in seconda Elvio Selighini per la stagione 2008-2009.[2] Quest'ultimo sarà poi sostituito da Guido Carboni il 27 aprile 2009,[3] come conseguenza di una flessione che portò la squadra a ridosso della zona retrocessione. Alla penultima giornata, una vittoria contro il Pisa avrebbe dato ai biancorossi la salvezza matematica: nel secondo tempo Andrea Sottil porta in vantaggio i riminesi, ma un contestato rigore poi trasformato da Genevier fissa il risultato sull'1-1. All'ultima giornata di campionato il Rimini perde 2-0 a Cittadella, altra squadra a rischio retrocessione. Questo risultato, congiunto alla vittoria del Modena sul campo della Triestina, ha come conseguenza il quint'ultimo posto nella classifica finale, costringendo così i biancorossi ai play-out contro la quart'ultima: l'Ancona. Nella gara di andata il Rimini passa in vantaggio al 16' con un contropiede di Biagio Pagano, salvo poi subire il pareggio anconetano di Mastronunzio che segna con un tocco sottoporta a pochi minuti dalla fine. In virtù della migliore posizione in campionato, al Rimini basterebbe un pareggio nella sfida casalinga di ritorno: la gara viene però decisa dal colpo di testa di Salvatore Mastronunzio che porta in vantaggio i suoi al 79'. Il risultato non cambierà fino al triplice fischio finale, condannando così il Rimini alla retrocessione in Lega Pro dopo 4 anni di permanenza in Serie B.[4]

La Lega Pro e la mancata iscrizione[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver sperato in un ripescaggio in B ai danni del Gallipoli, il Rimini si appresta a ricominciare dal girone B di Lega Pro Prima Divisione. L'obiettivo del club sarebbe quello di centrare subito la promozione in cadetteria. Il 3 marzo 2010 l'avvocato Giovanni Boldrini, nelle vesti di portavoce della Cocif, nel corso di una conferenza stampa annuncia il disimpegno dell'azienda longianese nei confronti della squadra. L'obiettivo della promozione non viene raggiunto a causa della sconfitta in semifinale play-off contro il Verona (0-1 in casa e 0-0 fuori casa).[5][6][7][8] La Rimini Calcio pertanto non verrà iscritta dalla Cocif al successivo campionato 2010-11. Contemporaneamente Boldrini ha anche confermato la disponibilità della proprietà ad intavolare trattative con eventuali acquirenti interessati ad assumere la gestione del club. Il 30 giugno 2010 la Cocif comunica che le trattative per la vendita della società sono fallite e che dunque il Rimini non si iscriverà al campionato di Lega Pro Prima Divisione. La società cesserà poi definitivamente di esistere il 3 ottobre 2011 quando la FIGC con un comunicato ufficiale ne revocherà l'affiliazione per cessazione di tutte le attività.[9]

Nasce l'AC Rimini 1912[modifica | modifica sorgente]

Successivamente alla mancata iscrizione in Lega Pro, l'imprenditore riminese Biagio Amati acquista il settore giovanile dell'ormai ex Rimini Calcio. Nasce così una nuova società: l'AC Rimini 1912 che il 5 agosto 2010 acquista dalla vecchia proprietà il marchio Rimini Calcio e il dominio riminicalcio.com.[10] Dopo aver sperato di ottenere il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione per le mancate iscrizioni di tante altre società, viene successivamente iscritta in soprannumero alla Serie D sfruttando l'art 52 comma 10 delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) della FIGC.

Ritorno in Lega Pro[modifica | modifica sorgente]

Sorteggiato nel girone F di Serie D, il Rimini arriva terzo dietro Santarcangelo e Teramo. Il 26 giugno 2011 vince i play-off di serie D battendo ai rigori sul campo neutro di Terni per 3-1 la Turris in finale, posizionandosi quindi al primo posto nella lista dei ripescaggi. Il 4 agosto 2011 il Consiglio Federale delibera il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione. Nella stagione 2011-2012, la squadra lotta a lungo per la promozione, toccando anche il primo posto, ma cala nel finale e finisce sesto,qualificandosi comunque per i play-off. Qui viene eliminato dal Cuneo, pareggiando 0-0 l'andata in casa e perdendo 1-0 il ritorno in trasferta.

Nella stagione 2012-13 il Rimini risiede perlopiù nei bassifondi della classifica: D'Angelo rassegna le dimissioni poi respinte dalla società, ma la squadra termina al 14º posto che significa play-out. La retrocessione viene evitata sia al termine del primo doppio confronto contro il Vallée d'Aoste, sia dopo le due vittorie in finale contro il Gavorrano.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Rimini 1912
  • 1912 - Fondazione della Polisportiva Libertas.
  • 1916 - Cambio denominazione in Rimini Football Club.
  • 1919 - Ricostituito con denominazione Unione Sportiva Libertas.
  • 1920-1932 - Attività a carattere locale.
  • 1932-1933 - 5º nel girone B della Seconda Divisione Emiliana. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio in Prima Divisione.
  • 1933-1934 - 11º nel girone D della Prima Divisione.
  • 1934-1935 - 3º nel girone E della Prima Divisione.
  • 1935-1936 - 14º nel girone A di Serie C.
  • 1936-1937 - 13º nel girone D di Serie C.
  • 1937-1938 - 5º nel girone D di Serie C.
  • 1938 - Rinuncia alla Serie C ed è ammesso in Prima Divisione Emiliana. Si fonde con il Dopolavoro Ferroviario di Rimini: lo assorbe mantenendo la propria denominazione.
  • 1938-1939 - 3º nel girone A della Prima Divisione Emiliana. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C. Cambia denominazione in Rimini Calcio.
  • 1939-1940 - 2º nel girone F di Serie C.

  • 1940-1941 - 9º nel girone F di Serie C.
  • 1941-1942 - 6º nel girone F di Serie C.
  • 1942-1943 - 7º nel girone H di Serie C.
  • 1943-1945 - Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1945-1946 - 6º nel girone I della Serie C Alta Italia.
  • 1946-1947 - 4º nel girone B della Lega Centro di Serie C.
  • 1947-1948 - 1º nel girone B della Lega Centro di Serie C. Entra nella Lega Calcio.
  • 1948-1949 - 9º nel girone B di Serie C.
  • 1949-1950 - 11º nel girone B di Serie C.

  • 1950-1951 - 17º nel girone B di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1951-1952 - 11º nel girone G della Promozione. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione Emiliana.
  • 1952-1953 - 7º nel girone A della Promozione Emiliana.
  • 1953-1954 - 2º nel girone A della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svg Ammesso in IV Serie per rinuncia del Massalombarda.
  • 1954-1955 - 15º nel girone E di IV Serie. Red Arrow Down.svg Retrocesso nella Promozione Emiliana.
  • 1955-1956 - 6º nel girone A della Promozione Emiliana.
  • 1956-1957 - 2º nel girone A della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svg Ammesso in IV Serie a completamento degli organici.
  • 1957-1958 - 8º nel girone D della Seconda Categoria di IV Serie.
  • 1958-1959 - 2º nel girone D di IV Serie. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio in Serie C.
  • 1959-1960 - 15º nel girone B di Serie C.




  • 1992-1993 - 3º nel girone B di Serie C2.
  • 1993-1994 - 14º nel girone B di Serie C2.
  • 1994 - 21 marzo, il Rimini Calcio (matricola FIGC 42180) viene dichiarato fallito dal Tribunale di Rimini per l'ingente massa debitoria della società. Il 6 maggio viene rilevato il titolo sportivo all'asta fallimentare, la società cambia denominazione e diventa Rimini Calcio F.C. (matricola FIGC 82515).[11].
  • 1994-1995 - 6º nel girone B di Serie C2.
  • 1995-1996 - 7º nel girone B di Serie C2.
  • 1996-1997 - 7º nel girone B di Serie C2.
  • 1997-1998 - 2º nel girone B di Serie C2.
  • 1998-1999 - 3º nel girone B di Serie C2.
  • 1999-2000 - 2º nel girone B di Serie C2.

Vince la Supercoppa di Lega di Serie C.
  • 2005-2006 - 17º in Serie B.
  • 2006-2007 - 5º in Serie B.
  • 2007-2008 - 7º in Serie B.
  • 2008-2009 - 18º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Lega Pro Prima Divisione dopo spareggio play-out perso contro l'Ancona.
  • 2009-2010 - 4º nel girone B della Prima Divisione di Lega Pro. Perde la semifinale play-off con il Verona.
  • 2010 - Il Rimini Calcio F.C. non si iscrive al campionato di Lega Pro per problemi di bilancio e viene messo in liquidazione. Il 3 ottobre 2011 ne verrà revocata l'affiliazione dalla FIGC per cessazione di tutte le attività.[9] Nasce l'Associazione Calcio Rimini 1912 che si iscrive al campionato di Serie D.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Trofei nazionali[modifica | modifica sorgente]

2005

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 9 1976-1977 2008-2009 9
Prima Divisione 2 1933-1934 1934-1935 43
Serie C 30 1935-1936 1975-1976
Serie C1 10 1979-1980 2004-2005
Lega Pro Prima Divisione 1 2009-2010
Seconda Divisione 1 1932-1933 23
Prima Divisione 1 1938-1939
Promozione 1 1951-1952
IV Serie 3 1954-1955 1958-1959
Serie C2 14 1989-1990 2002-2003
Lega Pro Seconda Divisione 3 2011-2012 2013-2014
Promozione 4 1952-1953 1956-1957 5
Serie D 1 2010-2011

In 80 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nel Direttorio Regionale Emiliano. Sono escluse le stagioni nelle quali il Rimini partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Emiliano, antecedentemente il 1933.

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Amicizie[modifica | modifica sorgente]

Rivalità[modifica | modifica sorgente]

Rosa 2013-2014[modifica | modifica sorgente]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Mattia Migani
Italia P Francesco Scotti
Italia P Alessandro Zanier
Italia D Ramzi Aya
Italia D Andrea Brighi
Italia D Tommaso Cancelloni
Italia D Matteo Ferrari
Italia D Marco Gasperoni
Italia D Riccardo Martinelli
Italia D Francesco Moretti
Italia D Roberto Rosini
Italia D Luca Scarabelli
Italia D Giovanni Tomi
Italia D Luca Vittori
Italia C Marco Brighi
Italia C Lorenzo Degeri
Italia C Salvatore Del Sole
N. Ruolo Giocatore 600px Rosso e Bianco (Quadrati).png
Panamá C Eric Herrera
Italia C Elio Nigro
Italia C Andrea Renzi
Italia C Matteo Sartori
Italia C Pietro Semprini
Italia C Marco Spinosa
Italia C Nicolò Stirati
Italia A Tommaso Andrei
Italia A Pierluigi Baldazzi
Italia A Cristiano Bussi
Italia A Alessandro Cesca
Italia A Federico Erasmi
Senegal A Ameth Fall
Italia A Giovanni Faralli
Italia A Francesco Maio
Italia A Francesco Nicastro
Romania A Sorin Radoi

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Muore Vincenzo Bellavista, la Romagna è sotto choc
  2. ^ Rimini: Selighini è il nuovo allenatore it.eurosport.yahoo.com
  3. ^ Rimini: via Selighini, ecco Carboni Corrieredellosport.it
  4. ^ Mastronunzio salva l'Ancona: Rimini in Lega Pro Corrieredellosport.it
  5. ^ La Cocif lascia il calcio. Il Rimini non si iscriverà al prossimo campionato, newsrimini.it, 03-03-2010.
  6. ^ Un annuncio choc "A fine giugno la Cocif lascerà il calcio", il Resto del Carlino, 04-03-2010.
  7. ^ La Cocif lascia il Rimini Calcio, romagnaoggi.it, 03-03-2010.
  8. ^ Il Rimini fuori dal calcio, romagnanoi.it, 03-03-2010.
  9. ^ a b La Rimini Calcio F.C. cessa definitivamente ogni sua attività, sito ufficiale FIGC. URL consultato il 03-10-2011.
  10. ^ Amati trova l'accordo con Cocif. È suo il marchio Rimini Calcio, Resto del Carlino. URL consultato il 05-08-2010.
  11. ^ Il fallimento del Rimini Calcio, orfeobottega.it. URL consultato il 19-05-2013.
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m Tifonet
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Tifoserie romagnole
  14. ^ a b c d e f g h i j k l Forza leoni Rimini
  15. ^ a b c d e f g h i j k l Di fronte a noi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Guiducci, Daniele Cacozza, Passioni - Almanacco storico del calcio romagnolo (1919-2005), Rimini, "Corriere Romagna", novembre 2005 da pag.165 a pag.167..
  • Almanacco illustrato del calcio, Milano, Rizzoli Editore, varie edizioni.
  • Almanacco illustrato del calcio, Milano, Edizioni Carcano, varie edizioni.
  • Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, varie edizioni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]