Associazione Calcio Rimini 1912
| A.C. Rimini 1912 Calcio |
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|---|---|---|---|---|
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Inno | Rimini Vai! Giuseppe Ghinelli / Franco Morri (1973) |
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| Dati societari | ||||
| Città | ||||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Lega Pro Seconda Divisione | |||
| Fondazione | 1912 | |||
| Rifondazione | 1938 | |||
| Rifondazione | 1994 | |||
| Rifondazione | 2010 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Romeo Neri (9.768 posti) |
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| Sito web | www.riminicalcio.com | |||
| Palmarès | ||||
| Trofei nazionali | 1 Supercoppa di Lega Serie C1 | |||
| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
Il Rimini, denominato per esteso Associazione Calcio Rimini 1912, è una società calcistica professionistica con sede a Rimini, capoluogo dell'omonima provincia italiana. Milita in Lega Pro Seconda Divisione.
Fondato nel 2010 sulle ceneri del precedente club del 1912, ha come colori sociali il bianco ed il rosso. Il campo di gioco è lo Stadio Romeo Neri di Rimini, la cui capienza è di 9.768 posti.
Indice |
Storia[modifica]
Primi anni[modifica]
Il calcio a Rimini nasce ufficialmente nel 1912 nel novero delle attività della società Polisportiva Libertas. La prima società indipendente viene però fondata solo nel 1916 con la denominazione di Rimini Football Club.
La maglia è a scacchi biancoverdi e la prima partita viene giocata il 12 marzo 1916 contro la Vis di Pesaro (risultato 1-0; nel ritorno 2-2). Nel 1920 si torna sotto l'ala protettrice della Libertas ma cambiano i colori che diventano biancorossi.
Nella sfida contro la "Renato Serra" Cesena appaiono per la prima volta le maglie a quarti contrapposti bianco-rossi.
Si gioca a livello regionale ma con il passare degli anni il calcio a Rimini diventa sempre più importante fino a richiamare allenatori di prestigio anche a carattere nazionale ed i primi giocatori non riminesi.
Nella stagione 1938-1939 a causa di un forte passivo economico, la Libertas non si iscrive al campionato di Prima Divisione, nel quale era retrocessa per rinuncia, dopo un piazzamento al V posto nel girone D della Serie C del 1937-1938. Tramite fusione con la società del "Dopolavoro Ferroviario" di Rimini (D.L.F.) viene però riammessa a disputare il torneo e col 3º posto conquistato a fine stagione, viene successivamente ammessa in Serie C. Nel 1939-1940 cede la mano alla neo-nata Rimini Calcio, che comincia così la sua lunga storia. Si passa attraverso la guerra poi la lenta ripresa del Paese che coinvolge anche il calcio.
Il Rimini nel 1947-1948 vince il girone romagnolo del campionato di Serie C davanti al Cesena, ma il regolamento di quell'annata non prevedeva promozioni a causa della riforma della categoria. Il Rimini entra però comunque a far parte della Lega Calcio, lasciata nel 1951 quando la squadra retrocede nel campionato di Promozione.
Passano sei anni e il Rimini si trova in IV Serie (1957-1958), e poi nel 1958-1959 i biancorossi si piazzano al secondo posto dietro la Vis Pesaro. L'ennesima riforma stavolta premia il Rimini che viene ripescato in Serie C. E qui comincia una lunga permanenza in terza serie fatta più o meno di salvezze risicate e campionati di transizione fino alla stagione 1973-1974 quando irrompe Gilberto Gaspari sulla poltrona di Presidente.
Serie B[modifica]
Gaspari promette la B in tre anni e per le prime due stagioni la promozione sfugge per un soffio: secondo posto dietro la Sambenedettese nel 1973-1974 e dietro il Modena per 2 punti nel 1974-1975. La promessa è mantenuta l'anno successivo quando il mitico e leggendario Rimini dei Fagni, dei Carnevali, dei Sarti e dei Cinquetti - allenatore Meucci - conquista la storica Serie B con una cavalcata trionfale.
I biancorossi vi restano per tre stagioni durante le quali si siedono sulla panchina allenatori già famosi come Helenio Herrera nella stagione 1978-1979 subentrando a stagione in corso all'esonerato Giorgio Sereni e altri che lo diventeranno come Osvaldo Bagnoli.
In Serie C1 il Rimini resta un solo anno, perché con Maurizio Bruno alla guida e i vari Mariani, Franceschelli e Sartori in campo è di nuovo Serie B dopo un appassionante duello con il Forlì. Il presidente era Dino Cappelli che restò in carica per sette anni, dal 1979 al 1985 e dal 1987 al 1988 e lanciò in panchina per la prima volta Arrigo Sacchi.
Nel 1980/1981 il Rimini ottiene uno dei suoi migliori piazzamenti di sempre conquistando il nono posto con 36 punti, togliendosi anche la soddisfazione di fermare il Milan al Romeo Neri con un 2-2.
Al termine dell'anno successivo lo stesso bottino di 36 punti non fu sufficiente per il raggiungimento della salvezza, con il Rimini retrocesso a causa di una sfavorevole classifica avulsa nei confronti di Foggia, Pistoiese e Cavese.
Dalla caduta alla risalita[modifica]
I biancorossi scendono in Serie C1, dove rimangono per 7 stagioni. Non mancano i tentativi di risalita (soprattutto quando in panchina siede Arrigo Sacchi), fino alla stagione 1988-1989 quando la Lega spedisce il Rimini a giocare in Sicilia e dintorni. È una retrocessione amarissima, che costringerà in seguito i biancorossi alla Serie C2 per 14 stagioni consecutive. Nella stagione 1992-1993 la squadra, guidata in panchina da Vittorio Spimi e trascinata dal trio Gespi, Doni e Visentin, lottò per la promozione chiudendo il campionato al terzo posto. Nel 1994 il club del presidente Orfeo Bottega viene però messo in liquidazione, ma viene acquistato all'asta fallimentare da un gruppo capeggiato dalla Cocif di Vincenzo Bellavista. Nella stagione 1997-1998, con Mauro Melotti in panchina, si assiste ad un epico duello con la SPAL, culminato col primo posto dei ferraresi tra un mare di polemiche e con la beffa dell'eliminazione nella semifinale play-off, grazie alla rete di Chiappara che qualificò lo Spezia all'ultimo secondo di recupero della gara di ritorno. Infine il triste epilogo del campionato 1999-2000, con la promozione gettata alle ortiche per ben 2 volte: il 7 maggio 2000 nella penultima giornata di stagione con l'incredibile sconfitta casalinga al 90' ad opera del Castel S. Pietro mentre la Torres operava il sorpasso decisivo; la seconda in un'amarissima finale play-off (11 giugno) contro la Vis Pesaro, giocata sul neutro di Arezzo con almeno 3000 tifosi riminesi al seguito.
Da qui lo scoramento totale e la lenta rinascita fino alla riconquista della vetta della classifica con cui il Rimini di Maurizio Neri, Claudio Clementi, Luigi Consonni e Alessio Ballanti alla guida di mister Claudio Maselli, chiuse l'anno solare 2000. All'inizio del girone di ritorno il Rimini perdeva via via contatto con il Chieti e poi con il Lanciano, protagonista di un 2-2 nell'ultimo quarto d'ora alla prima di ritorno al Neri. A primavera la riscossa del Rimini fino ad arrivare in testa con 2 punti di vantaggio sul Lanciano (sconfitto nel recupero dalla Rondinella) a 3 partite dalla fine. E qui la caduta, incredibile quanto fragorosa, contro il fresco Prato che passava al Neri rendendo vane le ultime due partite e gettando di nuovo nello sconforto la tifoseria biancorossa. Con il grave infortunio di Neri a Viareggio si spengono anche le speranze nei play-off contro il Teramo, con la mente già proiettata al successivo campionato.
Nel campionato 2001-2002, per il quinto anno consecutivo, il Rimini perde la possibilità di promozione in Serie C1 ancora agli spareggi play-off. Il Rimini mette insieme 65 punti, sufficienti in altri gironi o in altre stagioni a garantire la promozione diretta.[senza fonte] Durante il campionato arriva qualche sconfitta di troppo, come a Faenza e a San Marino e in casa contro la Sambenedettse mentre in altre circostanze, su campi non impossibili come Poggio Rusco e Montichiari, i biancorossi gettano al vento l'occasione di avvicinare il Teramo. E gli abruzzesi si confermano bestia nera anche quando, durante la prima mezz'ora della penultima partita di campionato Myrtaj compagni festeggiano la C1 davanti al pubblico amico, il rude Terlizzi spezza un ginocchio a Di Nicola, autore di una stagione da incorniciare con 24 gol e priva il Rimini del suo miglior giocatore nei play-off. Sul cammino biancorosso c'è il pericolo Samb, sostenuta da un pubblico caldissimo e sproporzionato per la Serie C2, ma nella gara di andata al Riviera delle Palme una perla di Bordacconi e un gol di Luconi in pieno recupero regalano al Rimini un 2-2 che sa tanto di segno del destino, che sia veramente la volta buona. Invece no, perché una settimana più tardi si ripete la solita storia: al Romeo Neri festeggiano gli avversari, grazie al gol rossoblu di De Amicis.
Si riparte a fari spenti nell'estate del 2002 e sulla panchina biancorossa arriva Leonardo Acori. Si può dire “finalmente” perché il tecnico umbro era già stato vicino al Rimini qualche anno prima ma soprattutto è lui la persona giusta per far decollare il Rimini. Acori si dimostra subito un allenatore tutto d'un pezzo oltre che tecnicamente preparato. La squadra gioca bene ma i risultati all'inizio non premiano affatto i biancorossi e dopo la sconfitta di Imola la società si ritrova ad un bivio. Ma la fiducia in Acori da parte della dirigenza è totale e a pagare sono alcuni giocatori messi fuori rosa. La svolta alla settima giornata, il Rimini conquista una storica vittoria al “Franchi” contro la nuova Fiorentina grazie ad una doppietta del suo bomber Di Nicola e da quel momento comincia a volare. Il girone d'andata del campionato sarà caratterizzato da un testa a testa con la squadra viola, che peraltro gioca molte delle sue trasferte in campo neutro. Nel girone di ritorno a fine febbraio la Fiorentina si presenta allo stadio Romeo Neri (stracolmo come ai tempi della B) indietro di due punti, ma vince per due a zero, sorpassa il Rimini in classifica e non sarà mai più ripresa. La squadra di Acori accusa il colpo ma si riprende giusto in tempo per mantenere il secondo posto alla fine della stagione. Risultato fondamentale perché ai play-off, giocati per la sesta volta consecutiva, un pur incerottato Rimini tiene botta con il Grosseto in semifinale (doppio 0-0) e ipoteca la promozione nella gara di andata della finale disputata al “S.Biagio” di Gubbio giocando una partita quasi perfetta. Il rigore messo a segno da Bordacconi manda in visibilio gli oltre 1000 tifosi biancorossi al seguito e la gara di ritorno è un lungo "count-down" fino al fischio finale dell'arbitro Rocchi di Firenze che sancisce il ritorno del Rimini in C1 dopo 14 lunghissimi anni.
Il primo campionato di C1 dopo tanti anni di assenza si presenta stimolante e al tempo stesso molto difficile e il Rimini lo affronta con la squadra quasi completamente confermata e con laggiunta di pochi rinforzi mirati. Partenza in salita, solo 9 punti in 9 giornate e dopo il ko di Cittadella tira aria pesante. Ma la svolta arriva proprio nel giorno più importante. Il 2 novembre 2003 in un Romeo Neri colmo all'inverosimile un'incornata di Paolo Rachini consegna al Rimini la vittoria nel derby con il Cesena dopo 40 anni.
A cavallo tra fine andata e inizio ritorno i biancorossi accusano un altro rallentamento in classifica ma la squadra continua a giocare bene e alla fine giocare bene paga. Dopo l'incredibile beffa nel derby di ritorno (da 0-2 a 3-2 nell'ultimo quarto d'ora) Floccari e compagni ripartono a testa bassa, superano la Lucchese in un posticipo da brividi e si lanciano in una straordinaria volata fino a raggiungere un incredibile quarto posto. Ancora play-off, per il settimo anno di fila, ma stavolta in palio c'è la B e per di più un altro derby con il Cesena. Dopo l'1-1 al Romeo Neri i biancorossi si arrendono ancora una volta al Dino Manuzzi per 2-0 con le reti di Peccarisi, futuro riminese, e Cavalli, e cedono strada ai cugini bianconeri poi promossi in serie B
L'anno successivo il Rimini parte benissimo, mettendo in ginocchio anche il Napoli, e sotto la guida del "sempreverde" Leonardo Acori, del bomber Zlatan Muslimović e del capitano Adrián Ricchiuti, a seguito di un campionato a dir poco spettacolare distacca l'Avellino e conquista la meritata quanto attesa promozione in Serie B.
Il ritorno in Serie B[modifica]
Il campionato 2005-2006 è quello dell'atteso ritorno in Serie B dopo ben 23 anni di assenza nel quale una squadra composta in gran parte dagli artefici della promozione e da ottimi giocatori di categoria si distingue per un discreto gioco e per prestigiose vittorie (per esempio contro Torino e Brescia) disputando un buon girone d'andata, al termine del quale la zona play-off sembra raggiungibile. Tutt'altra cosa è il girone di ritorno nel quale il Rimini trascorre 14 giornate senza vincere, fino alla vittoria al Neri contro il Crotone. La squadra rischia di disputare i play-out, ma grazie al pareggio sul campo del Vicenza e alla vittoria del Catania sull'AlbinoLeffe all'ultima giornata stacca di due lunghezze i bergamaschi (coi quali vantava pure un 2-2 e 1-0 negli scontri diretti) e li costringe a lottare per la permanenza nella serie cadetta.
Il campionato 2006/2007 vede una squadra praticamente rifondata e condita da prestigiosi acquisti per l'obiettivo play-off. Nella prima giornata del campionato il Rimini conquista un risultato prestigioso, pareggiando (per giunta giocando circa mezz'ora in dieci contro undici) per 1-1 contro la Juventus, squadra più titolata del calcio italiano (retrocessa in Serie B dopo lo scandalo Calciopoli), che quel giorno era al suo esordio assoluto nella serie cadetta.
Il 22 dicembre 2006, grazie alla vittoria sullo Spezia al "Romeo Neri" per 2-1, il Rimini si è issato per la prima volta nella sua storia al primo posto della classifica di serie B, con 33 punti in concomitanza con il Piacenza.
Il 21 maggio 2007 viene a mancare il grande patron Vincenzo Bellavista,[1] portatore di una insostituibile schiettezza e carica umana. Questo porta i giocatori e la società a un ultimo grande sforzo in memoria del presidente, i play-off. Nonostante la grande volontà messa in campo dalla squadra, soprattutto nell'ultima partita vinta contro il Mantova, i play-off non vengono disputati a causa dell'eccessivo distacco tra il Genoa (terzo classificato a 78 punti) e il Piacenza (quarto classificato a 68 punti). Il Rimini chiude così la stagione al quinto posto con un totale di 67 punti.
L'anno seguente nonostante nuovi record, quali cinque vittorie consecutive e i 69 punti in campionato, la squadra biancorossa non raggiunge l'accesso ai play-off per soli due punti di distacco dalla sesta in graduatoria, il Pisa.
Nel giugno 2008 Leonardo Acori decide di lasciare la panchina riminese dopo sei stagioni, venendo così sostituito dall'allenatore in seconda Elvio Selighini per la stagione 2008-2009.[2] Quest'ultimo sarà poi sostituito da Guido Carboni il 27 aprile 2009,[3] come conseguenza di una flessione che portò la squadra a ridosso della zona retrocessione. Alla penultima giornata, una vittoria contro il Pisa avrebbe dato ai biancorossi la salvezza matematica: nel secondo tempo Andrea Sottil porta in vantaggio i riminesi, ma un contestato rigore poi trasformato da Genevier fissa il risultato sull'1-1. All'ultima giornata di campionato il Rimini perde 2-0 a Cittadella, altra squadra a rischio retrocessione. Questo risultato, congiunto alla vittoria del Modena sul campo della Triestina, ha come conseguenza il quint'ultimo posto nella classifica finale, costringendo così i biancorossi ai playout contro la quart'ultima: l'Ancona. Nella gara di andata il Rimini passa in vantaggio al 16' con un contropiede di Biagio Pagano, salvo poi subire il pareggio anconetano di Mastronunzio che segna con un tocco sottoporta a pochi minuti dalla fine. In virtù della migliore posizione in campionato, al Rimini basterebbe un pareggio nella sfida casalinga di ritorno: la gara viene però decisa dal colpo di testa di Salvatore Mastronunzio che porta in vantaggio i suoi al 79'. Il risultato non cambierà fino al triplice fischio finale, condannando così il Rimini alla retrocessione in Lega Pro dopo 4 anni di permanenza in Serie B.[4]
La Lega Pro e la mancata iscrizione[modifica]
Dopo aver sperato in un ripescaggio in B ai danni del Gallipoli, il Rimini si appresta a ricominciare dal girone B di Lega Pro Prima Divisione. L'obiettivo del club sarebbe quello di centrare subito la promozione in cadetteria. Il 3 marzo 2010 l'avvocato Giovanni Boldrini, nelle vesti di portavoce della Cocif, nel corso di una conferenza stampa annuncia il disimpegno dell'azienda longianese nei confronti della squadra. L'obiettivo della promozione non viene raggiunto a causa della sconfitta in semifinale play-off contro il Verona( 0-1 in casa e 0-0 fuori casa).[5][6][7][8] La Rimini Calcio pertanto non verrà iscritta dalla Cocif al successivo campionato 2010-11. Contemporaneamente Boldrini ha anche confermato la disponibilità della proprietà ad intavolare trattative con eventuali acquirenti interessati ad assumere la gestione del club. Il 30 giugno 2010 la Cocif comunica che le trattative per la vendita della società sono fallite e che dunque il Rimini non si iscriverà al campionato di Lega Pro Prima Divisione. La società cesserà poi definitivamente di esistere il 3 ottobre 2011 quando la FIGC con un comunicato ufficiale ne revocherà l'affiliazione per cessazione di tutte le attività.[9]
Nasce l'AC Rimini 1912[modifica]
Successivamente alla mancata iscrizione in Lega Pro, l'imprenditore riminese Biagio Amati mette a segno subito una mossa per portarsi dalla sua parte i tifosi acquistando il settore giovanile dell'ormai ex Rimini Calcio. Nasce così una nuova società: l'AC Rimini 1912 che il 5 agosto 2010 acquista dalla vecchia proprietà il marchio Rimini Calcio e il dominio riminicalcio.com.[10] Dopo aver sperato di ottenere il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione per le mancate iscrizioni di tante altre società, viene successivamente iscritta in soprannumero alla Serie D sfruttando l'art 52 comma 10 delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) della FIGC.
Ritorno in Lega Pro[modifica]
Sorteggiato nel girone F di Serie D, il Rimini arriva terzo dietro Santarcangelo e Teramo. Il 26 giugno 2011 vince i playoff di serie D battendo ai rigori sul campo neutro di Terni per 3-1 la Turris in finale, posizionandosi quindi al primo posto nella lista dei ripescaggi. Il 4 agosto 2011 il Consiglio Federale delibera il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione. Nella stagione 2011-2012, la squadra lotta a lungo per la promozione, toccando anche il primo posto, ma cala nel finale e finisce sesto,qualificandosi comunque per i play-off. Qui viene eliminato dal Cuneo, pareggiando 0-0 l'andata in casa e perdendo 1-0 il ritorno in trasferta.
Nella stagione 2012-13 il Rimini conclude il campionato al 14° posto salvandosi dopo aver giocato e vinto la semifinale play-out contro il Vallée d'Aoste e la finale play-out è contro il Gavorrano.
Cronistoria[modifica]
| Cronistoria dell'Associazione Calcio Rimini 1912 | |
|---|---|
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Palmarès[modifica]
Trofei nazionali[modifica]
Partecipazione ai campionati[modifica]
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 2º | Serie B | 9 | 1976-1977 | 2008-2009 | 9 |
| 3º | Prima Divisione | 2 | 1933-1934 | 1934-1935 | 43 |
| Serie C | 30 | 1935-1936 | 1975-1976 | ||
| Serie C1 | 10 | 1979-1980 | 2004-2005 | ||
| Lega Pro Prima Divisione | 1 | 2009-2010 | |||
| 4º | Seconda Divisione | 1 | 1932-1933 | 22 | |
| Prima Divisione | 1 | 1938-1939 | |||
| Promozione | 1 | 1951-1952 | |||
| IV Serie | 3 | 1954-1955 | 1958-1959 | ||
| Serie C2 | 14 | 1989-1990 | 2002-2003 | ||
| Lega Pro Seconda Divisione | 2 | 2011-2012 | 2012-2013 | ||
| 5º | Promozione | 4 | 1952-1953 | 1956-1957 | 5 |
| Serie D | 1 | 2010-2011 | |||
In 79 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nel Direttorio Regionale Emiliano. Sono escluse le stagioni nelle quali il Rimini partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Emiliano, antecedentemente il 1933.
Tifoseria[modifica]
Gemellaggi[modifica]
Amicizie[modifica]
Rivalità[modifica]
Rose anni precedenti[modifica]
Rosa 2012-2013[modifica]
| Per approfondire, vedi Associazione Calcio Rimini 1912 2012-2013. |
Note[modifica]
- ^ Muore Vincenzo Bellavista, la Romagna è sotto choc
- ^ Rimini: Selighini è il nuovo allenatore it.eurosport.yahoo.com
- ^ Rimini: via Selighini, ecco Carboni Corrieredellosport.it
- ^ Mastronunzio salva l'Ancona: Rimini in Lega Pro Corrieredellosport.it
- ^ La Cocif lascia il calcio. Il Rimini non si iscriverà al prossimo campionato. newsrimini.it, 03-03-2010
- ^ Un annuncio choc "A fine giugno la Cocif lascerà il calcio". il Resto del Carlino, 04-03-2010
- ^ La Cocif lascia il Rimini Calcio. romagnaoggi.it, 03-03-2010
- ^ Il Rimini fuori dal calcio. romagnanoi.it, 03-03-2010
- ^ a b La Rimini Calcio F.C. cessa definitivamente ogni sua attività. sito ufficiale FIGC. URL consultato in data 03-10-2011.
- ^ Amati trova l'accordo con Cocif. È suo il marchio Rimini Calcio. Resto del Carlino. URL consultato in data 05-08-2010.
- ^ Il fallimento del Rimini Calcio. orfeobottega.it. URL consultato in data 19-05-2013.
- ^ a b c Aggregato alla prima squadra dalla formazione Berretti
Bibliografia[modifica]
- Giovanni Guiducci, Daniele Cacozza, Passioni - Almanacco storico del calcio romagnolo (1919-2005), Rimini, "Corriere Romagna", novembre 2005 da pag.165 a pag.167..
- Almanacco illustrato del calcio, Milano, Rizzoli Editore, varie edizioni.
- Almanacco illustrato del calcio, Milano, Edizioni Carcano, varie edizioni.
- Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, varie edizioni.