Maurizio Murelli

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Maurizio Murelli (Milano, 12 ottobre 1954) è uno scrittore, attivista e editore italiano, militante di gruppi di estrema destra negli anni di piombo. È ricordato soprattutto come uno dei protagonisti del giovedì nero di Milano. È editore di riferimento della destra radicale italiana dagli anni '80 (con la sua casa Società Editrice Barbarossa prima ed attualmente con AGA Editrice).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima di compiere 18 anni, nel settembre 1972, iniziò a frequentare gli ambienti dei neofascisti milanesi che si davano ritrovo in Piazza San Babila. Il 12 aprile 1973 partecipò agli scontri tra neofascisti e forze dell'ordine, nel cosiddetto giovedì nero di Milano[1]. Gli scontri culminarono con la morte dell'agente di polizia Antonio Marino, colpito in petto da una bomba a mano.

Murelli fu arrestato assieme a Vittorio Loi, e incriminato per aver gettato le bombe. Fu infine condannato a diciotto anni di reclusione per concorso morale in omicidio.

Durante la prigionia collaborò alla rivista clandestina Quex, promossa da detenuti di estrema destra tra i quali Fabrizio Zani e Mario Tuti, e a La voce della fogna di Marco Tarchi (in questo caso con una serie di articoli satirici sul mondo del neofascismo firmati Mister Mysterious). Tradusse anche nel 1980 il libro L'islam e il Graal di Pierre Ponsoye per le Edizioni all'Insegna del Veltro: la sua traduzione è stata riproposta nelle riedizioni ad opera di SE del 1989 e del 1998.

Negli anni ottanta divenne, assieme alla moglie, la giornalista e filosofa Alessandra Colla, il principale animatore del mensile Orion (fondato nel 1984 da Murelli a Saluzzo quando esce di prigione in semilibertà dopo 11 anni) e della casa editrice ad esso collegata (prima le Edizioni Barbarossa fondate nel 1979 in carcere, poi la Società Editrice Barbarossa che diventa infine di recente AGA Editrice). Orion è considerato il punto di riferimento italiano in quegli anni del pensiero "rosso-bruno" o nazionalcomunista, gravitano figure con origini molto diverse tra loro, come i futuri leghisti Mario Borghezio (responsabile del supplemento a tema economia) e Gianluca Savoini, i fondatori di Prima Linea Enrico Galmozzi e di Terza Posizione Gabriele Adinolfi, che sarà uno dei direttori, il futuro responsabile culturale di CasaPound Adriano Scianca e il negazionista dell'Olocausto Carlo Mattogno. Murelli riesce anche per qualche tempo a tirare fuori dal carcere l'ex terrorista nero Pierluigi Concutelli assumendolo come responsabile dell'ufficio romano della casa editrice.

Murelli organizza poi a partire dai primi anni '90 una serie di eventi chiamati Università d'Estate/Sinergie Europee che per molti anni fungono da ritrovo italiano internazionale della parte più intellettuale delle destre radicali d'Europa. In particolare l'Università d'Estate del 2000, svoltasi al ristorante e centro culturale Corte dei Brut di Gavirate, curata da lui con Rainaldo Graziani e Gabriele Adinolfi, è considerata (da studiosi come M.L. Andriola) il raduno italiano più importante delle destre radicali europee di quegli anni (Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Azione Giovani e molte altre realtà anche straniere) anche perché lì fu concepita e pianificata la fondazione di CasaPound.

Negli ultimi anni, a partire dall'uscita di Putin contro Putin a inizio 2018, Murelli e la AGA sono particolarmente attivi nella traduzione in italiano dei libri del filosofo russo Aleksandr Dugin. Lo stesso Murelli a livello politico si avvicina moltissimo al pensiero duginiano e diventa punto di riferimento italiano per la diffusione di questo.

Nel 2019 è al centro di alcune polemiche in quanto un libro inchiesta di Claudio Gatti, I demoni di Salvini. I postnazisti e la Lega, sostiene che Murelli è ispiratore e artefice di infiltrazioni fasciste all'interno della Lega Nord le quali a suo parere avrebbero influenzato pesantemente l'allora ministro dell'interno Matteo Salvini, mettendo a rischio la democrazia e trasformando Salvini in un "agente di influenza" del presidente russo Vladimir Putin in Europa (Murelli, come Dugin, è ammiratore di Putin e anti-americano).[2] Questa teoria è stata ripresa dai programmi RAI PiazzaPulita e Report, dove sono stati trasmessi frammenti di interviste con Murelli, Graziani e Dugin.

Il 16 gennaio 2020 era invece già stato distribuito su Youtube con un certo successo di visualizzazioni un altro film documentario, La meta è il viaggio nella postmodernità - Murelli e Graziani a colloquio[3], presentato e diretto da Umberto Baccolo, dove nel corso di una lunga partita a scacchi Rainaldo Graziani e Murelli annunciano la loro decisione di chiudere con l'esperienza e l'ambiente neofascista e di abbandonare l'ideologia fascista per rifondarsi politicamente altrove, con riferimento in particolare alla Quarta Teoria Politica di Dugin. La cosa, vista la particolare notorietà e stima goduta dai due nell'area della destra radicale, ha subito suscitato reazioni e dibattiti interni all'ambiente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimiliano Griner, Anime nere, Milano, Sperling & Kupfer, 2014, ISBN 9788820091699.
  • Matteo Luca Andriola, La Nuova Destra in Europa. Il populismo e il pensiero di Alain de Benoist, Vedano al Lambro (MB), Paginauno Edizioni, 2014.
  • Claudio Gatti, I demoni di Salvini. I postnazisti e la Lega, Milano, Chiarelettere, 2019, ISBN 9788832961973.