La città incantata

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La città incantata
La citta incantata.png
Chihiro e Haku
Titolo originale 千と千尋の神隠し
Sen to Chihiro no kamikakushi
Lingua originale Giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 2001
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere animazione, fantastico, sentimentale
Regia Hayao Miyazaki
Soggetto Kashiwaba Sachiko (romanzo)
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Produttore Toshio Suzuki
Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Universal
Art director Yōji Takeshige
Animatori Masashi Ando
Fotografia Atsushi Okui
Montaggio Takeshi Seyama
Musiche Joe Hisaishi, Youmi Kimura
Sfondi Keiko Itogawa, Ogura Kobo
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior film d'animazione 2003

La città incantata (千と千尋の神隠し Sen to Chihiro no kamikakushi?, lett. "Sen e la sparizione causata dai kami di Chihiro") è un film d'animazione giapponese del 2001 scritto e diretto da Hayao Miyazaki, prodotto dallo Studio Ghibli e distribuito dalla Buena Vista.

Il film, liberamente ispirato al romanzo fantastico Il meraviglioso paese oltre la nebbia della scrittrice Kashiwaba Sachiko[1], narra le avventure di Chihiro, una bambina di dieci anni che si introduce senza rendersene conto, insieme ai genitori, in una città incantata abitata da spiriti. Qui i genitori della bambina vengono trasformati in maiali dalla potente maga Yubaba e la piccola protagonista decide di rimanere nel regno fatato per tentare di liberarli[2].

In Italia è approdato il 18 aprile 2003, due anni dopo la prima proiezione giapponese[3]. Il 3 novembre 2010 il film è stato presentato in versione sottotitolata con un nuovo adattamento a cura di Gualtiero Cannarsi all'interno del Festival del film di Roma col titolo La sparizione di Chihiro e Sen per rendere con maggiore fedeltà l'originale[4]. Durante il Lucca Comics & Games 2013 la Lucky Red ha annunciato per il 2014 l'uscita con nuovo doppiaggio, nuovi adattamenti e nuove traduzioni del film[5].

Realizzato con un budget elevato (1,9 miliardi di ¥, circa 16 milioni di €)[6], il film presenta l'altissima qualità tecnica consueta dello Studio Ghibli ed è considerato il capolavoro del cineasta giapponese Miyazaki[2]. Ha avuto un enorme successo nel mondo, aggiudicandosi numerosi e prestigiosi premi. È stato infatti premiato con l'Orso d'oro al Festival di Berlino nel 2002 e con l'Oscar per il miglior film d'animazione nel 2003.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Chihiro, una bambina di 10 anni, e i suoi genitori stanno traslocando, quando il padre della bambina prende la strada sbagliata. Pensando di aver trovato un parco divertimenti abbandonato il padre si addentra nel complesso per visitarlo, seguito dalla moglie e, a malincuore, da Chihiro. I tre superano il letto di un fiume in secca e si trovano in una città composta interamente da ristoranti e locali, e su un bancone trovano un ricco buffet. I genitori si siedono e cominciano a mangiare, pensando di pagare quando si mostrerà qualcuno. Chihiro intanto esplora la zona e trova un grande complesso termale. Un giovane ragazzo, Haku, le ordina di andarsene, ma tornando indietro la bambina scopre che i genitori sono diventati maiali e che non riesce ad attraversare il fiume ormai in piena.

A questo punto cala la notte, e numerosi spiriti, ospiti delle terme, cominciano ad affollare le vie, mentre Chihiro si rende conto che sta lentamente diventando invisibile. Haku la trova e le fa mangiare una bacca proveniente dal mondo degli spiriti che rende Chihiro nuovamente tangibile e le permette di rimanere viva anche all'interno del complesso magico. Le spiega inoltre che l'unico modo per evitare di essere catturata dagli uomini di Yubaba, la potente strega che dirige il complesso, è quello di trovarsi un lavoro all'interno delle terme. Grazie all'aiuto dello yōkai Kamagi e di Rin la bambina riesce ad ottenere un'udienza presso la maga, il cui potere è distratto solo dalla sua cura ossessiva per il bebè Bō. Per stipulare il contratto di lavoro, Chihiro viene privata del suo nome e rinominata Sen; la mancanza del nome la rende incapace di abbandonare il mondo controllato da Yubaba.

Mentre lavora Sen fa entrare una misteriosa creatura mascherata chiamata Kaonashi. Il primo cliente di Sen è uno spirito del cattivo odore, che viene pulito dalla bambina e che si scopre essere lo spirito di un fiume inquinato che aveva bisogno di una ripulita. In riconoscenza del servizio, lo spirito lascia a Sen uno gnocco emetico. Successivamente Kaonashi tenta un inserviente con dell'oro e lo divora. Comincia a chiedere cibo e ad elargire oro a manciate. Intanto Sen si accorge che degli shikigami di carta stanno attaccando un drago, in cui riconosce l'amico Haku, trasformato. Quando il drago si schianta nelle stanze di Yubaba, la bambina lo raggiunge, ma uno shikigami si era attaccato dietro le sue spalle e si trasforma in Zeniba, la sorella gemella di Yubaba. Ella trasforma Bō in un topo e crea un bebè fantoccio. Zeniba rivela che Haku ha rubato un prezioso sigillo da casa sua, che contiene una potente maledizione, ma è poco attenta e il drago taglia in due lo shikigami di carta, facendola svanire. Haku collassa nella stanza delle caldaie e Sen gli fa mangiare metà dello gnocco, facendogli vomitare il sigillo insieme a un mostriciattolo nero che Sen schiaccia sotto al piede.

Decidendo di incontrare Zeniba, per chiederle scusa e riportare indietro il sigillo, Sen confronta Kaonashi, che intanto è diventato obeso e gli fa mangiare il resto dello gnocco. Il cibo gli causa accesi attacchi di vomito e lo spirito infuriato insegue la bambina per tutto il complesso, perdendo progressivamente peso e tornando al suo aspetto originario. Sen, Kaonashi e Bō decidono allora di prendere il treno per andare da Zeniba. Intanto Yubaba è infuriata per i danni subiti e incolpa Sen di aver lasciato entrare Kaonashi, minacciando di uccidere i suoi genitori. Quando Haku le fa notare l'assenza di Bō, la strega accetta di liberare Sen e i genitori come ricompensa per riportarle il figlio.

Intanto i tre arrivano alla casa di Zeniba e le restituiscono il sigillo, mentre la strega rivela che l'amore di Sen per Haku ha spezzato la maledizione. Mentre sono a casa della maga, Haku si presenta in forma di drago e dopo essersi scusato a sua volta riporta indietro Sen e Bō. Lungo la via del ritorno Chihiro ricorda che lei ed Haku si sono incontrati prima: quando era più piccola era caduta in un fiume e riuscì a sopravvivere perché trascinata a riva dalla corrente. Era stata salvata da Haku che era lo spirito del fiume Kohaku, in seguito interrato per edificare palazzi. Dopo aver ricordato ciò, Chihiro rivela all'amico che il suo vero nome è Kohaku, e in questo modo lo libera dal controllo della maga Yubaba.

Quando arrivano alle terme la strega ha ancora una prova per Sen e le chiede di riconoscere i suoi genitori tra un gruppo di maiali, se indovinerà i tre potranno lasciare il mondo degli spiriti. La bambina nota correttamente che nessuno dei maiali esposti è uno dei suoi genitori e spezza l'incantesimo, tornando a essere Chihiro. Haku accompagna l'amica al fiume in secca e i due si promettono di rivedersi un giorno. Quindi la bambina attraversa il fiume e si ricongiunge con i suoi genitori, tornati normali. Usciti dal mondo magico i genitori non ricordano nulla della vicenda, ma constatano sorpresi che è passato più tempo di quello che pensavano, mentre la bambina conserva ancora il ricordo, le esperienze, e un nastrino per capelli intessuto con tanto affetto per lei dai suoi amici del mondo magico. I tre salgono in macchina e si allontanano.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Chihiro Ogino (荻野 千尋 Ogino Chihiro?): Bambina di 10 anni, protagonista del film. Nel corso della storia subisce una crescita profonda, passando dall'essere una bambina stanca e svogliata, a diventare una ragazza intraprendente e decisa. È costretta ad ottenere un lavoro all'interno dell'impianto termale, per poter rimanere nel mondo degli spiriti e sperare un giorno di poter liberare dall'incantesimo i suoi genitori. Accetta così il contratto che Yubaba le offre, perdendo il proprio nome e diventando Sen ( Sen?). Questo perché Yubaba le concede di mantenere solo il primo dei due kanji che compongono il nome Chihiro 千尋, ossia 千 che isolato viene letto "sem" (lettura on) e non "chi" (lettura kun).
  • Akihiko Ogino (荻野 明彦 Ogino Akihiko?): Padre di Chihiro.
  • Yumiko Ogino (荻野 悠美子 Ogino Yūmiko?): Madre di Chihiro.
  • Haku (ハク Haku?): Un bambino che ha circa la stessa età di Chihiro, ma che svolge già un incarico importante come tirapiedi di Yubaba (gli altri spiriti per rispetto lo chiamano "Maestro Haku"). Diventa amico di Chihiro e la aiuta nella sua impresa per liberare i suoi genitori. Al tempo stesso riceve un grande aiuto da parte della ragazza, che gli rivela il suo vero nome e identità, sottrattigli da Yubaba per costringerlo a lavorare per lei: egli è lo Spirito del fiume Kohaku (饒速水琥珀主(ニギハヤミコハクヌシ) Nigihayami Kohakunushi?), che aveva salvato in passato la stessa Chihiro, quando era caduta nelle sue acque e rischiava di annegare.
  • Yubaba (湯婆婆 Yubaaba?): Strega proprietaria delle terme in cui si svolge la storia. È una donna anziana, dalla testa e dal naso incredibilmente grandi e sproporzionati rispetto al corpo. Ha un carattere severo e autoritario, che si addolcisce solo in presenza del figlio Bō.
  • Kamaji (釜爺 Kamaji?): Spirito dalle sembianze di ragno che opera nelle caldaie dell'impianto termale. È un personaggio dall'aspetto severo e laconico, ma sotto questa facciata si nasconde in realtà un essere buono e comprensivo. Egli infatti offre aiuto a Chihiro senza neanche conoscerla; e in seguito si affeziona molto alla bambina, tanto da regalarle il biglietto del treno, che custodiva gelosamente da 40 anni.
  • Senza volto (カオナシ Kaonashi?): Spirito che si affeziona "morbosamente" a Sen, seguendola ovunque e cercando disperatamente di renderla felice. Ha l'aspetto di un'esile figura ammantata con una maschera bianca in volto, ma in seguito alla grande quantità di cibo ingerita si trasforma in un essere enorme che si muove su quattro zampe. All'inizio calmo e silenzioso, va su tutte le furie quando non si sente ricambiato nei suoi sentimenti da Sen e rischia di distruggere l'intero complesso termale. Sembra in grado di materializzare qualsiasi richiesta, come quando crea dal nulla l'oro che dona ai dipendenti delle terme, che tuttavia svanisce dopo poco.
  • Rin (リン Rin?): Lavoratrice delle terme che viene affiancata a Sen in qualità di supervisore. Una giovane e bellissima ragazza, sbarazzina e molto forte, tanto da non farsi mettere i piedi in testa da nessuno, neppure da Haku. Non si sa nulla del suo passato, né di come sia giunta nelle terme di Yubaba, ma più volte afferma il suo desiderio di andarsene e vivere libera. Anche lei sviluppa un affetto sincero nei confronti della bambina.
  • ( ?): Infante, figlio di Yubaba. È un bebè incredibilmente grande, tanto da assomigliare a un gigante. Viene continuamente viziato e coccolato da Yubaba, così che approfitta della prima occasione che gli si presenta per fuggire di casa insieme a Sen.
  • Zeniba (銭婆 Zeniiba?): Anziana strega, sorella gemella di Yubaba. A differenza della sorella è di indole buona e usa la sua magia a fin di bene.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

« Ho creato un'eroina che è una bambina ordinaria, una con cui il pubblico possa identificarsi. Non è una storia in cui i personaggi crescono, ma una storia in cui attingono a qualcosa che è già dentro di loro, tirato fuori dalle particolari circostanze. Voglio che le mie giovani amiche vivano in questo modo, e credo che loro stesse abbiano questo desiderio. »
(Hayao Miyazaki[7])

Tutte le estati Hayao Miyazaki trascorreva le sue vacanze in una baita di montagna, in compagnia della sua famiglia e di cinque bambine loro amiche. L'idea per La città incantata gli venne proprio quando desiderò fare un film per queste bambine, un film pensato per ragazze di dieci anni. Per ispirazione lesse diversi shōjo manga, come Nakayoshi e Ribon, ma trovò che trattavano solo di argomenti legati alle prime cotte e all'amore. Nel vedere le sue giovani amiche, Miyazaki si disse che questi temi non potevano essere quelli che stavano loro più a cuore e decise di produrre un film su di una giovane eroina che le bambine potessero ammirare[7].

La residenza di Korekiyo Takahashi che si trova nell'Edo-Tokyo open air architectural museum è stata una fonte d'ispirazione per Hayao Miyazaki per creare gli edifici del mondo degli spiriti.
Jiufen, una città della Tailandia, ispirò il design della scalinata che conduce alle terme.[8]

Miyazaki aveva in mente di produrre un nuovo film già da diversi anni. Era al lavoro su due diversi progetti: il primo basato sul romanzo Il meraviglioso paese oltre la nebbia e il secondo, che aveva come protagonista una giovane ragazza, più grande di Chihiro. Alla fine entrambe le proposte vennero scartate, così il regista cominciò a lavorare a un nuovo progetto che finì per diventare La città incantata. La nuova storia incorpora elementi dei progetti precedenti, in particolare la presenza centrale di un impianto termale attorno a cui ruota l'intera vicenda. Miyazaki dichiarò che era basato su delle terme della sua città e che l'aveva inserito nella trama perché ne era affascinato e perché costituiva per lui un luogo misterioso. La trovata di popolarlo di spiriti venne in un secondo momento, trovando interessante l'idea di divinità giapponesi che vanno alle terme per riposarsi, proprio come gli uomini[7].

La produzione del film iniziò nel 2000, con un budget elevato, di 1,9 miliardi di yen. Come per Princess Mononoke, lo staff dello Studio Ghibli fece uso della computer grafica. Vennero usati computer e programmi come Softimage, ma si decise di mantenere questa tecnologia ad un livello minimo, per migliorare la storia piuttosto che per farle prendere il sopravvento sull'animazione tradizionale. A detta di Miyazaki la difficoltà più grande in fase di produzione è stata quella di ridurre la durata del film: dalle tre ore iniziali il regista è stato costretto a tagliare molte scene per rientrare in un film di circa due ore[7].

Miyazaki ha basato alcuni degli edifici del mondo degli spiriti sullo stile degli edifici dell'Edo-Tokyo Open Air Architectural Museum che si trova a Koganei, Tokyo. Durante la produzione del film visitava spesso il museo in cerca d'ispirazione, essendo da sempre affascinato dallo stile pseudo-occidentale degli edifici del periodo Meiji che si trovano lì. A detta dello stesso Miyazaki, il museo lo fa diventare nostalgico:

« Specialmente quando mi trovo qui da solo la sera, quando si avvicina l'ora di chiusura, e il sole tramonta – mi vengono le lacrime agli occhi[7]»

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Per la composizione della colonna sonora del film, Miyazaki ha selezionato ancora una volta il suo abituale collaboratore Joe Hisaishi. I brani sono stati orchestrati dalla New Japan Philharmonic. La colonna sonora è stata giudicata ottima dal critico cinematografico Paolo Mereghetti nel suo Dizionario dei film[2], inoltre ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti in patria: il Mainichi Film Competition Award per la miglior musica; il Tokyo International Anime Fair Award per la miglior musica nella categoria cinema; e nel 2002 il Japan Gold Disc Award per l'album d'animazione dell'anno[9].

Le musiche del film sono state raccolte in un CD, uscito il 17 luglio 2001 con il titolo Sen to Chihiro no kamikakushi saundotorakku e pubblicato dalla Tokuma Japan Communications.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Joe Hisaishi, il compositore della colonna sonora del film
  1. Ano natsu he (あの夏?) – 3:09
  2. Toorimichi (とおり道?) – 2:07
  3. Dare mo inai ryouriten (誰もいない料理店?) – 3:15
  4. Yoru kitaru (夜来る?) – 2:00
  5. Ryuu no shounen (竜の少年?) – 2:12
  6. Boiraa mushi (ボイラー虫?) – 2:33
  7. Kamisama-tachi (神さま達?) – 3:00
  8. Yubaaba (湯婆婆?) – 3:30
  9. Yuya no asa (湯屋の朝?) – 2:02
  10. Ano hi no kawa (あの日の川?) – 3:13
  11. Shigoto wa tsuraize (仕事はつらいぜ?) – 2:26
  12. Okusaregami (おクサレ神?) – 4:01
  13. Sen no yuuki (千の勇気?) – 2:45
  14. Sokonashi ana (底なし穴?) – 1:18
  15. Kaonashi (カオナシ?) – 3:47
  16. 6 banme no eki (6番目の駅?) – 3:38
  17. Yubaaba kyouran (湯婆婆狂乱?) – 1:38
  18. Numa no soko no ie (沼の底の家?) – 1:29
  19. Futatabi (ふたたび?) – 4:53
  20. Kaeru hi (帰る日?) – 3:20
  21. Itsumo nando demo (いつも何度でも?) – 3:35 – Composta da Wakako Kaku e cantata da Youmi Kimura

Durata totale: 59:51

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

Presentazione ai festival

La città incantata è stato presentato in anteprima ad un gran numero di festival[3]:

Le date di uscita internazionali sono state[3]:

Adattamento del titolo originale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Kamikakushi.

Il titolo originale Sen to Chihiro no kamikakushi contiene il termine kamikakushi (letteralmente "scomparsa/nascondimento attuato da un kami") che indica un elemento strettamente legato alla cultura giapponese e per questo difficile da tradurre in altre lingue. Quando una persona, ma in particolar modo un bambino, scompare improvvisamente ed inaspettatamente si dice che sia stato nascosto dai kami, gli spiriti e le divinità della tradizione shintoista. Questi sono spesso dei capricciosi kami minori, dei tengu o degli yōkai, che giocano uno scherzo al bambino per divertirsi alle spalle della famiglia preoccupata. Successivamente il bambino rapito o perduto si risveglia lontano dal luogo dove è scomparso e non ricorda nulla del tempo intercorso[11].

Questo spiega il perché della scelta del titolo inglese Spirited Away, che rende l'idea di sparizione e il coinvolgimento di entità spirituali. Nella versione italiana si è preferito non tradurre letteralmente il titolo giapponese. Una traduzione più fedele all'originale è stata resa con l'adattamento del film apparso al Festival Internazionale del Film di Roma 2010 a cura di Gualtiero Cannarsi, che ha intitolato il lungometraggio La sparizione di Chihiro e Sen[4].

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

In Italia la pellicola è arrivata nelle sale il 18 aprile 2003 ad opera della Mikado. Il doppiaggio è stato curato dalla CDL - Compagnia Doppiatori Liberi, con Teo Bellia in qualità di direttore del doppiaggio ed Elisabetta Bucciarelli come responsabile dei dialoghi[12].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Hayao Miyazaki, il regista del film.

In Giappone, dalla sua uscita nel 2001, La città incantata è stato visto da 21 milioni di persone[13] ed è stato stimato che in tutto il 2002 un giapponese su sei ha visto il film. L'incasso totale nel mondo è stato di circa 275 milioni di dollari statunitensi[14], di cui 230 milioni nel solo mercato giapponese[15]. Il lungometraggio ha superato così in patria il record per i maggiori incassi ottenuti da un film, fino a quel momento detenuto da Titanic con 201 milioni di dollari[16].

Sul mercato statunitense il film è uscito nel 2002 in un numero limitato di sale cinematografiche, per poi essere riproiettato nel 2003 in seguito all'assegnazione del premio Oscar in un numero maggiore di sale. Ha incassato in totale 10 milioni di dollari[6], collocandosi così al settimo posto nella lista degli anime più visti negli Stati Uniti, dietro alle altre produzioni Ghibli Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento e Ponyo sulla scogliera. In Italia il film ha incassato 890.000 €[14].

Critica[modifica | modifica sorgente]

La città incantata ha ricevuto ottime critiche e recensioni. Sul sito Rotten Tomatoes, ha ottenuto il 97% di freschezza su un totale di 156 recensioni[17], classificandosi al 13º posto nella lista dei migliori film d'animazione[18]; nel sito Metacritic è valutato con un punteggio di 94/100 basato su 37 valutazioni di critici specializzati[19]. Sull'Internet Movie Database il film ha un voto pari a 8.6[20].

Mark Schilling del The Japan Times gli assegna cinque stelle su cinque e ne elogia la ricchezza immaginativa e la superba tecnica di animazione[21]. Roger Ebert sul suo sito rogerebert.com scrive di essere rimasto impressionato dalla cura dei dettagli e di aver apprezzato soprattutto il ritmo rilassato della narrazione, in cui capita che «i personaggi si siedano per un momento, o sospirino, o guardino un fiume scorrere, o facciano altro, non per far avanzare la storia ma solo per dare il senso dello spazio e del tempo»[22]. A suo parere questo rispetto dei tempi e delle pause è un motivo per cui «i film di Miyazaki sono più coinvolgenti dell'azione frenetica in molte animazioni statunitensi»[22].

La critica italiana si trova d'accordo con quella internazionale. Paolo D'Agostini su la Repubblica ne elogia «il raffinato, elaboratissimo gusto estetico - veramente da rifarsi gli occhi» e afferma che «le fantasie di Miyazaki non intendono parlare soltanto ai bambini [...] e non intendono soltanto consolare, far evadere: sono apologhi densissimi, sono "operette morali" dove la soluzione (il bene di qua il male di là) non ti viene servita su un piatto e senza sforzo»[23]. La maturità del film, la sua profondità tematica e narrativa e il fatto di essere adatto anche, e soprattutto, per un pubblico adulto, vengono sottolineati anche da Roberto Silvestri, che su il manifesto scrive: «La città incantata , l'ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki, farà capire anche ai sassi che gli "anime" non sono forme d'arte handicappate e riservate ai piccoli, ma arte adulta»[24].

L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha indicato fra i trenta film chiave del primo decennio del XXI Secolo[25]. Sul sito IGN il film si è classificato al 12º posto nella classifica dei 25 migliori film d'animazione di sempre[26]. La rivista Empire ha collocato il lungometraggio alla posizione numero 339 nella lista dei "500 migliori film della storia"[27], e al 10º posto nell'elenco dei cento migliori film del cinema mondiale non in lingua inglese[28]. Il film è considerato il capolavoro di Miyazaki, nonché il suo film più personale e graficamente più ricco[2]. Grazie a questa accoglienza e soprattutto ai premi vinti, La città incantata ha reso celebre il suo autore anche in Occidente, consacrandolo come un maestro dell'anime e più in generale dell'animazione.

Temi[modifica | modifica sorgente]

Molti critici hanno tentato di paragonare La città incantata ad opere occidentali come Alice nel Paese delle Meraviglie, Il mago di Oz o Harry Potter[29][11]. Il filo conduttore è costituito dalla presenza di un mondo "altro" dalla realtà in cui si sperimentano cose strane e magiche. Nell'opera di Miyazaki, Chihiro si ritrova nella città degli spiriti e la sua prima reazione di fronte al fantastico e al soprannaturale è quella di credere di stare sognando. L'autore ha però voluto instillare negli spettatori il dubbio che le avventure vissute dalla ragazza non siano tutte un sogno. Il fatto di avere adottato uno stile pseudo-occidentale per la città degli spiriti crea la sensazione di assistere a paesaggi che si sono già visti da qualche parte[30]; le foglie accumulate sopra alla macchina e l'elastico per capelli che Chihiro indossa all'uscita dal parco divertimenti sono una prova del fatto che sia passato del tempo nel mondo reale e quindi testimoniano l'esistenza del mondo "altro", dando un senso a tutta la storia[11]. Storia che assume il significato di rito di passaggio e di iniziazione per Chihiro. Durante le sue avventure, infatti, ella è costretta, per la prima volta nella sua vita, a fare completamente affidamento alle sole proprie forze. Questo la porta ad un percorso di crescita e di maturazione[29]. A tal proposito Miyazaki ha affermato che le due scene più significative dell'intera narrazione sono la prima nel retro della macchina, in cui Chihiro è stanca, annoiata e «vulnerabile»; e l'ultima, dove invece «è piena di vita e ha appena affrontato il mondo intero. Queste sono due immagini di Chihiro che mostrano lo sviluppo del suo carattere»[31]. L'esperienza nel mondo degli spiriti rappresenta quindi in senso metaforico il passaggio dall'infanzia all'età adulta[29].

Uno dei temi del film indicati dai critici è quello del recupero delle tradizioni giapponesi[11][32]. L'opinione di Miyazaki è che sia «una cattiva idea relegare tutte le tradizioni a un piccolo panorama di cultura popolare. Circondati da tecnologia e dispositivi accattivanti, i bambini stanno progressivamente perdendo le loro radici. Dobbiamo informarli della ricchezza delle nostre tradizioni[30]». Seguendo questa chiave di lettura i protagonisti de La città incantata possono essere identificati con personaggi del folklore e della mitologia giapponese. Yubaba rappresenterebbe una yamauba, strega delle montagne dai poteri soprannaturali; Kamaji ha le fattezze di un ragno, simbolo di operosità e abilità; Haku, che tradisce Yubaba per aiutare Chihiro, ricalca in qualche modo la divinità Nigihayahi, che per aiutare l'imperatore del Giappone tradisce il suo ex-alleato; Senza volto — anche se interamente frutto della fantasia dell'autore — indossa una maschera che richiama il teatro [11].

Altri temi presenti sono l'importanza del nome, che implica il controllo totale della persona a cui è stato sottratto e che deriva probabilmente dal Ciclo di Earthsea di Ursula Le Guin, di cui Miyazaki è un grande appassionato[33]; e l'ecologismo[32], argomento che è spesso presente nelle opere del regista giapponese. La scena in cui Chihiro, Rin e altri inservienti delle terme liberano lo spirito del fiume dalla sporcizia ne è un esempio e si riferisce ad un evento occorso allo stesso Miyazaki, quando si ripulì un fiume vicino a dove abitava ed ebbe modo di vedere quanto era sporco ed inquinato[31].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

In patria è stato decretato miglior film dell'anno[34] e, approdato al Festival di Berlino 2002, è stato insignito con un sorprendente Orso d'oro, ex aequo con Bloody Sunday[35]. Ha ricevuto inoltre diversi premi della critica negli Stati Uniti e l'Oscar per il miglior film d'animazione nel 2003 (è stato il primo anime a ricevere un tale riconoscimento), oltre a 4 Annie Awards, considerati gli "Oscar dell'animazione", nel 2002[36].

  • 2003 - Satellite Award
    • Miglior film d'animazione
  • 2002 - Kinema Junpo Awards
    • Miglior film a Hayao Miyazaki
  • 2002 - Mainichi Film Concours
    • Miglior film ad Hayao Miyazaki
    • Migliore regia ad Hayao Miyazaki
    • Miglior film d'animazione ad Hayao Miyazaki
    • Miglior colonna sonora a Joe Hisaishi
  • 2002 - San Francisco International Film Festival
    • Miglior film narrativo ad Hayao Miyazaki
  • 2002 - Sitges - Festival internazionale del cinema fantastico della Catalogna
    • Menzione speciale ad Hayao Miyazaki
  • 2003 - Annie Award
    • Miglior film
    • Migliore regia ad Hayao Miyazaki
    • Migliore sceneggiatura ad Hayao Miyazaki
    • Miglior colonna sonora a Joe Hisaishi
  • 2003 - Cambridge Film Festival
    • Miglior Film ad Hayao Miyazaki
  • 2003 - Dallas-Fort Worth Film Critics Association Award
    • Miglior film d'animazione
  • 2003 - Durban International Film Festival
    • Miglior film ad Hayao Miyazaki
  • 2003 - Film Critics Circle of Australia Award
    • Miglior film straniero
  • 2003 - Florida Film Critics Circle Award
    • Migliore animazione
  • 2003 - Golden Trailer
    • Miglior animazione
  • 2003 - Online Film Critics Society Award
    • Miglior film d'animazione
  • 2003 - Golden Satellite Award
    • Miglior film d'animazione

Edizioni home video[modifica | modifica sorgente]

La versione DVD de La città incantata è stata pubblicata in commercio in Italia a partire dal 29 ottobre 2003[37]. La distribuzione è a cura della Universal, che ha mantenuto il doppiaggio originale della versione cinematografica Mikado.

  • Formato dischi: Doppio strato
  • Formato video: 2.35 PAL
  • Tracce audio: Giapponese Dolby Digital - 5.1; Italiano Dolby Digital - 5.1; Italiano DTS - 5.1
  • Sottotitoli: Italiano
  • Contenuti extra: Trailer cinematografico originale; Spot TV

Esiste un'ulteriore edizione in DVD del film dal titolo La città incantata: Limited Edition, commercializzata anch'essa dalla Universal a partire dal 26 novembre 2008. È composta dal disco del film della versione semplice in un nuovo formato 1,85:1 e da un secondo DVD con contenuti speciali, quali storyboard, trailer e spot[38].

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Il lampione saltellante che conduce Chihiro, Kaonashi e Bō alla casa di Zeniba è un chiaro omaggio alla mascotte della Pixar. Miyazaki è infatti un grande fan della casa di produzione[39] e intendeva in questo modo mostrare il suo apprezzamento[40].
  • I susuwatari (ススワタリ?), piccoli esserini neri alle dipendenze di Kamaji, sono ripresi dalla precedente opera di Miyazaki Il mio vicino Totoro, dove appaiono per la prima volta come fuliggine che riempie le case per lungo tempo non abitate[41].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sachiko Kashiwaba, Il meraviglioso paese oltre la nebbia, traduzione di Marta Fogato, Bologna, Kappa Edizioni, 2003, p. 126. ISBN 88-7471-023-2.
  2. ^ a b c d Paolo Mereghetti, Il Mereghetti: dizionario dei film 2011, Baldini Castoldi Dalai, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0.
  3. ^ a b c Date della distribuzione del film nel mondo, Internet Movie Database. URL consultato il 23 febbraio 2014.
  4. ^ a b Studio Ghibli: i film presenti al Festival del Cinema di Roma 2010, Nanoda.com. URL consultato il 23 febbraio 2014.
  5. ^ Lucca 2013: Nausicaa, Mononoke e Sen to Chihiro per Lucky Red, AnimeClick.it, 4 novembre 2013. URL consultato il 16 febbraio 2014.
  6. ^ a b Incassi nel mondo del film ed informazioni finanziarie, Internet Movie Database. URL consultato il 23 febbraio 2014.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar al miglior film d'animazione Successore
2001
Shrek
2002
La città incantata
2003
Alla ricerca di Nemo