Una tomba per le lucciole
Una tomba per le lucciole (火垂るの墓?, Hotaru no haka) è un film d'animazione del 1988, scritto e diretto da Isao Takahata e prodotto dallo Studio Ghibli e da Shinchōsha.
Tratto dall'omonimo racconto semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka, la pellicola racconta le tragiche vicende personali di un ragazzino giapponese e di sua sorella minore negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, esplorando la loro vita straziante con uno sguardo intensamente neorealista.
Uscito nelle sale nipponiche in doppia programmazione con Il mio vicino Totoro, il film ebbe degli incassi modesti; tuttavia, fu accolto in maniera estremamente positiva dalla critica e in breve tempo divenne un classico dell'animazione giapponese. È considerato il capolavoro di Isao Takahata, nonché uno dei migliori film di guerra mai realizzati.
In Italia, il film è stato distribuito in home video da Yamato Video a partire dal 1995. Nel novembre 2015 è stata distribuito nelle sale italiane con il titolo La tomba delle lucciole e una nuova edizione doppiata. Nel settembre 2025 il film è stato ridistribuito in sala da Lucky Red con un terzo doppiaggio, mantenendo il secondo titolo.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]«Avevamo quattro e quattordici anni e volevamo vivere»
Il 21 settembre 1945, nell'atrio della stazione ferroviaria di Kōbe, un ragazzo muore di fame fra l'indifferenza dei passanti. Tutto quello che possiede è soltanto una scatola di latta delle caramelle "Sakuma Drops". Quando la scatola viene gettata via da un inserviente, appare il fantasma di una bambina che la raccoglie venendo presto raggiunta da quello del ragazzo. Inizia così il flashback che racconta la loro storia.
Tre mesi prima, nel giugno 1945, a Kōbe l'orrore della Seconda guerra mondiale si abbatte sul giovane Seita che si vede costretto a scappare al rifugio antiaereo insieme al resto della popolazione del suo villaggio prendendosi in carico sua sorella Setsuko. Costretto a separarsi dalla madre, mentre il padre è impegnato come ufficiale nella Marina imperiale giapponese (si allude al fatto che sia probabilmente caduto in battaglia), fugge da casa quasi senza comprendere ciò che accade: è meravigliato all'inizio nel vedere che gli aerei non sgancino bombe esplosive ma incendiarie. Solo quando le case di legno intorno a lui iniziano a bruciare comprende appieno l'azione degli americani.
Durante il suo pellegrinaggio per la città rasa al suolo si reca alla scuola alla ricerca della madre. Mentre la sorella viene presa in cura da una conoscente, Seita ritrova la mamma gravemente ustionata e coperta di bende. La vede quindi morire sotto i suoi occhi e quando esce dalla scuola non gli resta che raccontare una bugia alla piccola Setsuko. Da quel giorno la piccola non chiederà altro che rivedere la madre, ma ogni volta con delle scuse il ragazzo riesce a rassicurarla e a nasconderle la verità.
Seita si dirige quindi verso la casa di una zia, in un villaggio vicino, e riceve una calda accoglienza. La donna sembra molto disponibile e offre loro un riparo e del cibo. Seita crede quindi di aver trovato un luogo in cui stare ma quando il cibo inizia a scarseggiare, la zia si dimostra molto dura nei suoi confronti e il ragazzo si sente costretto a lasciare l'abitazione. Il personaggio della zia è caratterizzato da una forte devozione alla causa del loro imperatore.
I due si trasferiscono quindi in un rifugio nelle vicinanze di un lago e per un po' di tempo riescono a vivere grazie al riso che erano riusciti a comprare e ad altri prodotti che avevano lasciato nella loro vecchia casa. Ma ben presto il cibo finisce nuovamente e con i soldi rimasti il giovane non è più in grado di comprare viveri: la guerra ha portato al razionamento forzato delle provviste e nessuno può aiutarlo.
Iniziano così i tempi difficili e Seita è costretto ad allontanarsi dal rifugio per cercare il cibo arrivando a rubarlo ai contadini, che lo malmenano duramente, e a saccheggiare le case degli sfollati durante gli attacchi nemici. Come quando Seita è stato picchiato da un contadino che lo manda alla polizia, ma il poliziotto non incolpa Seita, che sta morendo di fame, e lo lascia andare in libertà. In questo tempo Seita assiste al veloce deperire della piccola Setsuko che ormai non ride e non gioca più come una volta ma passa le giornate senza forze mentre soffre la fame. Quando Seita la porta dal dottore, questi gli comunica che la bambina è denutrita e l'unica cosa di cui ha bisogno è il cibo, e non medicine.
Infine, un giorno, di ritorno dal solito pellegrinaggio in città, Seita apprende in banca da altri cittadini della resa incondizionata dell'Impero giapponese e dell'annientamento della flotta, compreso l'incrociatore sul quale si trovava il padre. Morto così anche quest'ultimo, il ragazzo scappa sofferente comprendendo che lui e sua sorella erano gli unici rimasti della famiglia, senza più una casa dove andare.
Tornando al rifugio, Seita trova la sorella agonizzante nel proprio letto. La piccola è intenta a succhiare delle biglie scambiandole per delle caramelle e chiede al fratello se vuole anche lui delle polpette di riso che sono in realtà fatte di fango. Il ragazzo non può far altro che tentare di nutrirla con dell'anguria, ma ormai è troppo tardi. Così, quando la guerra termina e la vita lentamente ricomincia, Seita è costretto a cremare la sorella da solo e a dirle addio, circondato da centinaia di lucciole danzanti nell'aria. Infine dopo qualche giorno anche Seita, ormai prostrato, muore. Seita e Setsuko divennero così due fantasmi e continuarono ad abitare nel luogo dove essi hanno vissuto.
Da allora sono passati molti anni e Kōbe è ora formata da moderni grattacieli, ma la sera sulla collina che sorveglia la città si possono ancora vedere gli spiriti di Seita e Setsuko di nuovo insieme, seduti su una panchina circondata dalle lucciole.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Nell'autunno del 1986, dopo l'uscita in sala di Laputa – Castello nel cielo, venne proposto a Tokuma Shoten, società che controllava lo Studio Ghibli, un nuovo film di Hayao Miyazaki: Il mio vicino Totoro. Tokuma Shoten si dimostrò contraria all'idea poiché considerava il progetto "modesto" e Toshio Suzuki decise di suggerire la produzione, in contemporanea, di un secondo lungometraggio da affiancare alla pellicola di Miyazaki[1][2].
Scelta del soggetto
[modifica | modifica wikitesto]Il superiore di Suzuki, Hideo Ogata, chiese a Isao Takahata di incentrare la pellicola sul periodo finale della Seconda guerra mondiale e l'immediato dopoguerra e di concentrarsi, in particolare, sul contrasto tra la voglia di vivere dei bambini e la realtà in cui si trovavano[1]. Inizialmente si optò per adattare il romanzo Nihon hashitta shōnentachi (I ragazzi che corsero per il Giappone, del 1985); tuttavia venne considerato troppo difficile da trasporre[1].
Suzuki, allora, propose di usare come soggeto Una tomba per le lucciole, racconto semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka che aveva letto a puntate alla fine degli anni '60[1]. Nonostante si discostasse dalle indicazioni date da Ogata (i bambini del romanzo non erano "pieni di vita, ma [morivano]"), Suzuki consigliò a Takahata di leggerlo e il regista, una volta terminata la lettura, si disse interessato a tradurlo in animazione[3]. Takahata, in particolare, rimase colpito dal personaggio di Seita: secondo il regista, l'incapacità del protagonista di sopportare le avversità ricordava più i ragazzini degli anni '80 che quelli degli anni '40[4].
L'aumento dei costi di produzione dovuto alla realizzazione di due film in contemporanea provocò le proteste di Tatsumi Yamashita, amministratore delegato di Tokuma Shoten[2]. La pellicola di Takahata venne dunque prodotta dalla Shinchōsha, casa editrice del romanzo di Nosaka. Akiyuki Nosaka inizialmente fu sorpreso di sapere che avrebbero tratto un film d'animazione dal suo libro; tuttavia, quando durante la produzione visitò lo studio Ghibli, si convinse che l'animazione era la tecnica migliore per trasporre la storia[4][5].
Sceneggiatura e animazione
[modifica | modifica wikitesto]La produzione di Una tomba per le lucciole iniziò nel gennaio 1987 e Takahata redigé una sinossi della trama[6]. Il regista volle rendere il comportamento dei due fratelli l'elemento fondamentale del film[5]. Egli non aveva intenzione di realizzare "un'opera piena di autocommiserazione[7]."
Per il character design, Miyazaki e Takahata si contesero a lungo Yoshifumi Kondō; dopo la mediazione del produttore Toru Hara, Kondō fu assegnato a Una tomba per le lucciole[8][9]. Anche la colorista Michiyo Yasuda fu richiesta da entrambi i registi e anch'ella finì per lavorare alla pellicola di Takahata (pur avendo in contemporanea il ruolo di colorista capo per Il mio vicino Totoro)[10].Tra gli animatori che presero parte alla lavorazione del film vi fu pure Hideaki Anno, il quale animò la scena della rivista navale[11].
Takahata insisté affinché i personaggi non avessero dei tratti caricaturali "o in stile manga," ma fossero "individui realistici, inconfondibilmente giapponesi.[12]" Per dare maggior morbidezza al tratto e adattarsi meglio ai fondali, si decise di disegnare i contorni delle figure con inchiostro marrone, anziché col consueto nero[4]. Tale scelta provocò dei problemi con la macchina per la xerografia e gran parte delle linee dovette essere ricalcato dopo il passaggio sui rodovetri[13].
Secondo i piani iniziali, Il mio vicino Totoro e Una tomba per le lucciole sarebbero dovuti durare sessanta minuti a testa; tuttavia, Takahata superò il tempo previsto poco tempo dopo l'inizio della produzione, preventivando una durata finale di ottantotto minuti[14]. Secondo Suzuki, ciò creò una competizione con Miyazaki, il quale dovette apportare importanti cambiamenti alla trama del proprio film per aumentare il minutaggio e tenere il passo di Takahata[14].
La produzione subiva costanti ritardi e i rapporti tra Takahata e Toru Hara si era guastati al punto che i due non si parlavano più. Takahata arrivò al punto di chiedere alla Shinchōsha di rimandare l'uscita del film[15]. La casa di produzione rifiutò e Takahata, vista la scadenza imminente, dovette inserire due scene in bianco e nero[16][17].
Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]La colonna sonora di Una tomba per le lucciole venne composta da Michio Mamiya, collaboratore di Takahata fin dai tempi di Goshu, il violoncellista[18]. Questa venne pubblicata da Tokuma Japan Communications il 25 giugno 1988 e ristampata il 5 aprile 1997[19]. Nel film è presente anche il brano Home! Sweet Home!, cantato dal soprano Amelita Galli-Curci[20].
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]| 1. | "Setsuko to Seita ~ Main Title (節子と清太~メインタイトル)" | 2:57 |
| 2. | "Yake Nohara (焼野原)" | 6:51 |
| 3. | "Haha no Shi (母の死)" | 6:34 |
| 4. | "Shoka (初夏)" | 3:14 |
| 5. | "Ike no Hotori (池のほとり)" | 2:21 |
| 6. | "Umi he (海へ)" | 1:37 |
| 7. | "Namiuchigiwa (波打際)" | 1:37 |
| 8. | "Higasa (日傘)" | 2:26 |
| 9. | "Sakura no Shita (桜の下)" | 1:31 |
| 10. | "Dorobbusu (ドロップス)" | 2:13 |
| 11. | "Hikkoshi (引越し)" | 2:17 |
| 12. | "Keimai (兄弟)" | 2:15 |
| 13. | "Hotaru (ほたる)" | 4:12 |
| 14. | "Hotaru no Haka (ほたるの墓)" | 1:46 |
| 15. | "Yuuyake (夕焼け)" | 0:53 |
| 16. | "Shura (修羅)" | 3:08 |
| 17. | "Hika (悲劇)" | 3:12 |
| 18. | "Futari ~ End Title (ふたり~エンドタイトル)" | 8:52 |
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]«Sono venuto a consegnarvi qualcosa che avete dimenticato»
Il film venne distribuito da Toho, in contemporanea con Il mio vicino Totoro, il 16 aprile 1988. Inizialmente Tokuma Shoten avrebbe voluto far distribuire le due pellicole alla Toei (che aveva distruibito Laputa – Castello nel cielo), ma questa si era rifiuta poiché riteneva che i due film non si adeguassero alla sua linea aziendale[21].
I due film furono presentati in doppia programmazione, anche con la speranza che le scuole organizzassero delle proiezioni per vedere il film di Takahata, considerato di rilevanza culturale[22][23]. La scelta di distribuirli in contemporanea venne criticata da Toru Hara, il quale la riteneva una manovra troppo ambiziosa[21].
Le due tagline del film, di cui una in comune con Il mio vicino Totoro, furono ideate dal copywriter Shigesato Itoi[24].
Date di uscita
[modifica | modifica wikitesto]Il film uscì in sala nei seguenti Paesi[25]:
- 16 aprile 1988 in Giappone (火垂るの墓; Hotaru no haka)
- 26 luglio 1989 negli Stati Uniti (Grave of the fireflies)
- 2 settembre 1991 in Australia (Grave of the fireflies)
- 19 giugno 1996 in Francia (La Tombeau des lucioles)
- 10 ottobre 2003 in Spagna (La tumba de las luciérnagas)
- 24 maggio 2013 nel Regno Unito (Grave of the fireflies)
- 19 giugno 2014 in Corea del Sud (반딧불이의 묘; bandisbul-iui myo)
- 10 novembre 2015 in Italia (La tomba delle lucciole)
Nel 2013, in occasione del 25° anniversario dell'uscita nelle sale giapponesi, StudioCanal redistribuì la pellicola nei cinema del Regno Unito in doppio spettacolo con Il mio vicino Totoro con l'intenzione di ricreare quanto successo con il primo rilascio giapponese dei due film[26].
Edizione italiana
[modifica | modifica wikitesto]Il primo doppiaggio italiano, per conto di Yamato Video, fu eseguito dalla Promovision e curato da Massimo Corizza.[27] La pellicola fu presentata, alla presenza di Takahata, in una sezione speciale del Cartoombria 1995[28][29]. Il 5 maggio 2000 il film venne proiettato durante una rassegna cinematografica a Canale (CN)[30]. Nel 2002 venne proposto al festival Castelli Animati, anche in questo caso con presente il regista[31]. Il 29 gennaio 2011 fu trasmesso sul canale televisivo Man-ga.[32]
Nel dicembre 2014 Yamato Video e Koch Media annunciarono l'uscita nelle sale di Una tomba per le lucciole per il 2015[33]. L'annuncio della distribuzione in sala venne poi seguito dalla notizia del cambio del titolo in La tomba delle lucciole e dall'annuncio di un nuovo doppiaggio, eseguito dalla CDR e diretto da Gualtiero Cannarsi[27][34]. L'uscita al cinema, inizialmente prevista per l'8 e 9 giugno 2015, venne rinviata a novembre[35][36]. Dopo un'anteprima al Lucca Comics & Games, il film uscì come uscita-evento nelle sale cinematografiche il 10 e l'11 novembre 2015[37]. La pellicola venne trasmessa su Man-ga con il secondo doppiaggio nel giugno 2018[38].
Il 6 agosto 2025 Lucky Red annunciò, in occasione degli 80 anni dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, il ritorno in sala del film. Esso fu proiettato nei cinema italiani dal 18 al 24 settembre 2025 con un terzo doppiaggio eseguito dalla 3Cycle e diretto da Alessandro Rossi, con Francesco Nicodemo come traduttore e Roberta Bonuglia come adattatrice.[27][39]
Edizioni home video
[modifica | modifica wikitesto]In Italia il film fu pubblicato in videocassetta da Yamato Video nel 1995[40]. Una seconda edizione in VHS, prodotta da Yamato e distribuita da Terminal Video, venne distribuita nel 1999. Nel 2002 la pellicola venne proposta in DVD, con audio italiano 5.1 ricostruito dal master originale in mono[41]. Nel dicembre 2015, poco più di un mese dopo la distribuzione in sala, venne commercializzata la versione con il secondo doppiaggio in DVD e Blu-ray, nonché una steelbox contenente sia il Blu-ray Disc sia due DVD[42][43].
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]La prima distribuzione in sala giapponese ebbe degli incassi modesti. L'idea di distribuire Il mio vicino Totoro e Una tomba per le lucciole come doppio spettacolo disorientò gli spettatori e molti, una volta visto il primo film, abbandonavano sconfortati la sala a pochi minuti dall'inizio del secondo[23]. In cinque settimane venne visto da circa 450.000 spettatori e, contando anche una seconda distribuzione ad agosto, incassò circa 980 milioni di yen[44]. In totale, i due film incassarono circa 1.170 miliardi di yen[45].
In Italia, il film incassò, nel 2015, circa 163.000 € con quasi 18.000 presenze.[46] Nel 2025 la terza versione italiana arrivò al primo posto al botteghino nella settimana di proiezione, con circa 474.000 € incassati e oltre 60.000 spettatori,[47] incassando un totale di 630284 € con 81.824 presenze.[48]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]La critica italiana ha accolto in maniera estremamente positiva la pellicola. Il Morandini dà al film quattro stelle, sottolineando la "fusione di realistico e fiabesco, lirismo e crudezza, umorismo e strazio, luce ed ombra" ed esaltando la capacità mimetica di Takahata[49]. Daniela Catelli, recensendo il film su Comingsoon.it, assegna 4½ stelle su 5, parlando di un "film che non si dimentica" e ponendo l'acccento su come Takahata non critichi tanto l'insensibilità degli adulti durante la guerra, quanto "’l'orgoglio e [la] presunzione del «fratellone», che pensa di poter provvedere da solo alla sorellina[50]." Andrea Fontana, in una recensione uscita su Fumettologica in occasione dell'aggiunta della pellicola al catalogo Netflix, definisce Una tomba per le lucciole "un'opera che si impone innanzitutto per il suo coraggio, ma anche per il modo in cui rappresenta la guerra e i suoi orrori senza nessuna intermediazione[51]." Fontana, inoltre, paragona la scelta di osservare la guerra dalla prospettiva dei bambini a quanto visto in Sciuscià e Giochi proibiti[51]. Davide Di Giorgio, su Sentieri selvaggi, dà al film 4½ stelle su 5, affermando che il film è "un affresco scomodo e poco conciliante, che non disdegna la brutalità per porre il pubblico giapponese dinanzi alla straziante verità di un conflitto probabilmente non ancora rielaborato intimamente[52]."
Anche la critica anglosassone ha elogiato la pellicola. Roger Ebert, recensendo il film nel 2000, gli diede quattro stelle su quattro, apprezzandone il tono neoralista e definendolo uno dei "migliori film di guerra mai realizzati[53]". Il film appare nella lista dei Great Movies stilata dallo stesso Ebert[54]. Rotten Tomatoes riporta una percentuale del 100% di gradimento relativo a 25 recensioni della critica[55]. Metacritic presenta un punteggio di 94/100 basato su 16 recensioni professionali[56]. Peer Schneider, sul sito IGN, parla di una pellicola "profondamente commovente, con personaggi vividi e realistici e immagini poetiche.[57]" Dulcie Leimbach, sul New York Times, parla di un film "elegiaco" e in particolare nota l'uso di colori "tenui e delicati, quasi come quelli di un sumi-e, [capaci di addolcire] la cruda realtà che affrontano i bambini[58]." Nel 2018 USA Today pose la pellicola al primo posto di una classifica dedicata ai migliori cento film d'animazione di tutti i tempi[59]. La rivista britannica Time Out pone il film all'undicesimo posto di una classifica sui migliori film dedicati alla Seconda guerra mondiale, paragonando la scelta della prospettiva infantile a quanto visto ne L'infanzia di Ivan e Va e vedi[60].
La critica francese ha apprezzato la pellicola. La rivista Cahiers du cinéma esalta la capacità della pellicola di porre "una riflessione sulla società giapponese contemporanea, che nasconde costantemente il suo passato sotto le vistose insegne del modernismo" e di evidenziare il diverso atteggiamento delle vittime e dei sopravvisuti della guerra[61]. TV Magazine definisce Una tomba per le lucciole "il film d'animazione giapponese più commovente, bello e triste mai realizzato.[62]" D'altra parte Libération, pur dando un giudizio positivo e lodando lo stile di Takahata, attribuisce al film uno "strazio dickensiano" e una "forzatura sentimentale[63]." AlloCiné riporta un voto di quattro stelle su cinque calcolato su cinque recensioni della critica[64].
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1988 -- Japan Catholic Film Award [65]
- 1988 – Nippon Anime Awards[66]
- Miglior film (ex aequo con Il mio vicino Totoro)
- 1988 – Moscow International Children's Festival[67]
- Grand Prix
- 1989 – Blue Ribbon Award
- "Premio speciale" a Isao Takahata
- 1994 – Chicago International Children's Film Festival
- "Premio della giuria per il miglior film d'animazione" a Isao Takahata
- "Premio per i diritti dei bambini" a Isao Takahata
- 1995 – Gran Premio Cartoombria Video
- Premio speciale della giuria[68].
- 2002 – Castelli animati[69]
- Gran premio (ex aqeuo con Princess Mononoke)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Suzuki, p. 42
- 1 2 Suzuki 2025, pp. 41-2
- ↑ Suzuki, pp. 43-44
- 1 2 3 (EN) The ANIMERICA Interview – Takahata and Nosaka – Two grave voices in animation, in Animerica, vol. 2, n. 11, 1994.
- 1 2
(JA) Interviste a Ariyuki Nosaka, Isao Takahata e Nizo Yamamoto, Yamato Video, 2002. - ↑ Suzuki 2025, pp. 44-45
- ↑ Suzuki, pp. 53-4
- ↑ Suzuki, pp. 45-7
- ↑ (EN) Hu Tze-yue, Frames of anime : culture and image-building, Hong Kong, Hong Kong University Press, 2010, p. 193.
- ↑ Suzuki 2025, p. 44
- ↑ (JA) 庵野秀明公式ウェブ - Personal Biography - Hideaki Anno, su 株式会社カラー. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ Suzuki 2025, p. 47
- ↑ Suzuki 2025, pp. 51-2
- 1 2 Suzuki, p. 47
- ↑ Suzuki, pp. 55-7
- ↑ Suzuki, pp. 58-9
- ↑ (EN) Interview: Studio Ghibli Production Coordinator Hirokatsu Kihara, su Anime News Network, 25 ottobre 2025. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ (JA) 高畑勲は“音楽の演出”も抜きん出ていた 監督作品などから功績を辿る, su Real Sound|リアルサウンド, 15 aprile 2018. URL consultato il 12 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Grave of the Fireflies Original Soundtrack, su Soundtrack Central. URL consultato il 12 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Anime Classical: The Best Operatic Moment in Anime Was Also Its Saddest, in Alto Riot, 31 dicembre 2013. URL consultato il 1º novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
- 1 2 Suzuki 2025, p. 43
- ↑ (EN) The Studio Ghibli Retrospective: Grave of the Fireflies, su Movie Mezzanine, 20 novembre 2013. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- 1 2 (EN) Leah Schnelbach, Studio Ghibli's Double Feature of Grave of the Fireflies and My Neighbor Totoro Was a Terrible Idea, su Reactor, 7 giugno 2017. URL consultato il 12 ottobre 2025.
- ↑ Suzuki 2025, p. 52
- ↑ (EN) Grave of the Fireflies. URL consultato l'11 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2025).
- ↑ (EN) Grave Of The Fireflies & My Neighbour Totoro 25th Anniversary theatrical release, su Anime News Network, 25 ottobre 2025. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- 1 2 3 AntonioGenna.net presenta: IL MONDO DEI DOPPIATORI - ZONA CINEMA: "Una tomba per le lucciole" / "La tomba delle lucciole", su antoniogenna.net. URL consultato il 27 luglio 2020.
- ↑ RASSEGNA Per 3 giorni Cartoombria a Perugia, su il manifesto, 27 aprile 1995. URL consultato l'11 ottobre 2025.
- ↑ CARTOON Il "papà" di Heidi a Perugia, su il manifesto, 21 aprile 1995. URL consultato l'11 ottobre 2025.
- ↑ A Canale fumetti e film giapponesi, in La Stampa, 21 aprile 2000.
- ↑ Chiara Natali, La tomba delle lucciole: quando i disegni spiegano la realtà, su Lucky Red, 10 settembre 2025. URL consultato l'11 ottobre 2025.
- ↑ Man-Ga: Spriggan, Una tomba per le lucciole e altre novità di gennaio, su AnimeClick.it. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ Nuovi anime al cinema per Yamato Video e Koch Media: non solo robot, su www.animeclick.it. URL consultato il 12 ottobre 2025.
- ↑ Roberto Addari, La Tomba delle Lucciole di Studio Ghibli nei cinema italiani, su Mangaforever.net, 5 aprile 2015. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2015).
- ↑ La tomba delle lucciole, nei cinema a novembre per Yamato e Koch Media, in AnimeClick.it, 8 giugno 2015. URL consultato il 9 novembre 2021.
- ↑ Studio Ghibli, Una tomba per le lucciole torna al cinema, su Movieforkids.it, 12 maggio 2015. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
- ↑ La Tomba delle Lucciole: impressioni e domande a G. Cannarsi, su www.animeclick.it. URL consultato il 12 ottobre 2025.
- ↑ La tomba delle lucciole, su Man-Ga (Sky canale 149) con il nuovo doppiaggio, su AnimeClick.it. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ La tomba delle lucciole torna al cinema in Italia, su animeclick.it. URL consultato il 6 agosto 2025.
- ↑ Una tomba per le lucciole - Milestones, su www.yamatovideo.com. URL consultato l'8 novembre 2025.
- ↑ Yamatovideo - Una tomba per le lucciole, su www.yamatovideo.com. URL consultato l'8 novembre 2025.
- ↑ La tomba delle lucciole, Blu-ray e DVD Yamato Video, su www.animeclick.it. URL consultato il 12 ottobre 2025.
- ↑ Yamatovideo - LA TOMBA DELLE LUCCIOLE - DVD+BR, su www.yamatovideo.com. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Dudok de Wit, p. 86
- ↑ (JA) 超意外な結果!?ジブリ映画の興行収入ランキング | シネマズ PLUS, su シネマズ PLUS. URL consultato il 12 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2019).
- ↑ La tomba delle lucciole, su cinemappazzone.it. URL consultato il 12 novembre 2015.
- ↑ La Tomba delle Lucciole conquista il box office italiano durante la sua uscita evento, su mangaforever.net. URL consultato il 25 settembre 2025.
- ↑ Box Office, su Cinetel. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ Laura, Luisa e Morando Morandini, Il Morandini 2010, Zanichelli, 2009, pp. 1507-8.
- ↑ Daniela Catelli, La Tomba delle Lucciole, su ComingSoon.it, 9 novembre 2015. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- 1 2 Andrea Fontana, "Una tomba per le lucciole", il capolavoro di Isao Takahata, su Fumettologica, 16 ottobre 2024. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ Davide Di Giorgio, La tomba delle lucciole. La recensione del film di Isao Takahata, su SentieriSelvaggi, 18 settembre 2025. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Roger Ebert, Grave of the Fireflies Movie Review (1988) | Roger Ebert, su www.rogerebert.com. URL consultato il 5 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2013).
- ↑ (EN) Great Movies | Roger Ebert, su www.rogerebert.com, 4 giugno 2024. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Grave of the Fireflies | Rotten Tomatoes, su www.rottentomatoes.com. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Grave of the Fireflies (1988) Reviews, su www.metacritic.com. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Peer Schneider, Grave of the Fireflies, su IGN, 11 novembre 2002. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Dulcie Leimbach, For Children, in The New York Times. URL consultato il 26 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Charles Stockdale, The 100 best animated movies of all time, su USA TODAY. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ (EN) The 50 best World War II movies, su Time Out.
- ↑ (FR) Laurent Le Forestier, La Tombeau des lucioles, in Cahiers du cinéma N° 506, giugno 1996.
- ↑ (FR) Nicolas Jouenne, Le film à voir ce soir : Le Tombeau des lucioles, su TV Magazine, 6 maggio 2015. URL consultato il 9 ottobre 2025.
- ↑ (FR) Didier Péron, Noires lucioles sur l'animation nippone, su Libération. URL consultato il 9 ottobre 2025.
- ↑ (FR) AlloCine, Le Tombeau des lucioles. URL consultato il 9 ottobre 2025.
- ↑ (JA) 日本カトリック映画賞 40 年の歩み (PDF), su signis-japan.org.
- ↑ (EN) Japan Anime Awards, Winners of the Main Awards, plus the Fan Awards (1983 - 1989), su MyAnimeList.net. URL consultato il 7 novembre 2025.
- ↑ Suzuki 2025, p. 53
- ↑ Yamatovideo - Awards, su www.yamatovideo.com. URL consultato l'11 ottobre 2025.
- ↑ I Castelli Animati - Una tomba per le lucciole, su www.yamatovideo.com. URL consultato l'11 ottobre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Akiyuki Nosaka, Una tomba per le lucciole, Bologna, Kappalab, 2013, SBN LO11509430.
- (EN) Dani Cavallaro, Anime and the art of adaptation : eight famous works from page to screen, Jefferson, Carolina del Nord, e Londra, McFarland & Company, Inc., Publishers, 2010.
- (EN) Alex Dudok de Wit, Grave of the Fireflies, Londra, Bloomsbury, 2021.
- Toshio Suzuki, I geni dello Studio Ghibli, Dynit, 2023.
- Toshio Suzuki, Storia dello Studio Ghibli, Dynit, 2025 [2024], ISBN 9-788833-556871.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (JA) Sito ufficiale, su ghibli.jp.
- Una tomba per le lucciole, su AnimeClick.it.
- (EN) Una tomba per le lucciole, su Anime News Network.
- (EN) Una tomba per le lucciole, su MyAnimeList.
- Una tomba per le lucciole, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Una tomba per le lucciole, su Il mondo dei doppiatori.
- (EN) Una tomba per le lucciole, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Una tomba per le lucciole, su AllMovie, All Media Network.
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- (EN, ES) Una tomba per le lucciole, su FilmAffinity.
- (EN) Una tomba per le lucciole, su Metacritic, Red Ventures.
- (EN) Una tomba per le lucciole, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Una tomba per le lucciole, su Behind The Voice Actors, Inyxception Enterprises.
- (EN) Grave of the Fireflies, su nausicaa.net, The Hayao Miyazaki Web.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 316752206 |
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