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Porco Rosso

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Porco Rosso
Porco Rosso.png
Marco Pagot alias Porco Rosso in una scena del film
Titolo originale 紅の豚
Kurenai no buta
Lingua originale giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 1992
Durata 93 min
Rapporto 1.85:1
Genere animazione, storico, fantastico
Regia Hayao Miyazaki
Soggetto Hayao Miyazaki (dal manga Hikōtei jidai)
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Produttore Toshio Suzuki
Produttore esecutivo Yoshio Sasaki, Sokai Tokuma, Yasuyoshi Tokuma, Matsuo Toshimitsu
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Fotografia Atsushi Okui
Montaggio Hayao Miyazaki
Effetti speciali Kaoji Tanifuji, Setsuko Tamai, Tomoji Hashizume
Musiche Joe Hisaishi, Tokiko Kato (compositore della canzone-tema "Toki ni wa Mukashi no Hanashi o")
Scenografia Katsu Hisamura
Art director Yoshitsu Hisamura
Animatori Megumi Kagawa, Toshio Kawaguchi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi
« Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale »
(Porco Rosso al suo ex commilitone Ferrarin[1][2])

Porco Rosso (紅の豚 Kurenai no buta?, lett. "Il maiale cremisi"), è un film d'animazione giapponese del 1992, scritto e diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. È liberamente basato sul manga Hikōtei jidai, creato dallo stesso regista.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Marco Pagot è un asso della Regia Aeronautica che, in seguito ad un misterioso incidente (occorsogli in un combattimento durante la prima guerra mondiale e al quale è miracolosamente sopravvissuto) ha assunto per un sortilegio[3] l'aspetto di un maiale antropomorfo. Abbandonata pertanto l'aeronautica e la vita mondana (compreso l'amore per Gina, una sua amica d'infanzia divenuta proprietaria di un albergo allestito su un'isoletta dell'Adriatico[4] e frequentato da contrabbandieri ammaliati dalle sue doti canore e dalla sua bellezza), si ritira sulla costa dalmata, guadagnandosi da vivere con le taglie poste sui pirati dell'aria che combatte con il suo idrovolante monoplano Savoia S.21 (o S.21 "Folgore", dopo aver montato l'omonimo motore)[5], dipinto di rosso, da cui il soprannome "Porco Rosso".

La sua abilità lo rende ben presto un ostacolo non indifferente per i pirati dell'aria, che per contrastarlo riuniscono le loro forze in un'alleanza ed ingaggiano un altro asso dell'aviazione, lo statunitense Donald Curtis. Donald raggiunge con il suo velocissimo idrocorsa Curtiss R3C Marco, che sta dirigendosi a Milano per far riparare il suo aereo bisognoso di una revisione al motore, e lo affronta. Durante la battaglia, alla quale peraltro Marco non appare interessato, il suo aereo ha un'ennesima avaria e il motore si spegne del tutto. A causa delle improvvise difficoltà di manovra dell'aereo, Donald riesce ad abbatterlo e, ritrovando in mare pezzi dell'aereo distrutto, se ne va convinto di aver finalmente ucciso Porco Rosso. In realtà Marco sopravvive alla battaglia e con quanto rimane del suo aereo raggiunge la Piccolo S.p.A. di Milano per farlo riparare e potenziare, montandoci un motore V-12 "Folgore", in vista della rivincita contro Curtis.

Dal momento che i tre figli del signor Piccolo sono emigrati in America in cerca di lavoro, come pure tutti gli altri uomini e operai che lavoravano nella ditta, la ristrutturazione e progettazione del nuovo aereo vengono affidate alla giovane Fio, la diciassettenne nipote del signor Piccolo. Marco all'inizio si mostra recalcitrante, ma di fronte alla determinazione e alla bravura della ragazzina si lascia convincere, anche se per riuscire a rimettere a posto l'aereo è costretto a indebitarsi.

Durante la sosta a Milano Marco incontra il suo amico ed ex-compagno d'armi Arturo Ferrarin, ora maggiore della Regia Aeronautica, che dopo aver tentato invano di convincerlo a rientrare in aviazione lo informa che i fascisti lo stanno cercando. Sfuggito agli squadroni punitivi, Marco lascia Milano con il suo aereo appena riparato assieme a Fio, che lo convince a portarla con sé per occuparsi della messa a punto del velivolo, che a causa della forzata e improvvisa partenza non aveva potuto essere sottoposto alle previste prove di volo.

Nel frattempo Curtis, donnaiolo e narcisista, cerca di conquistare Gina, dicendole anche che ad Hollywood sono interessati a lei come aspirante attrice, ma la donna risponde che anni addietro ha scommesso con se stessa di aspettare una certa persona nel suo giardino privato anche per tutta la vita, e che, se quell'uomo dovesse un giorno presentarsi a lei alla luce del sole, allora lei sarebbe pronta ad amarlo. Non appena finisce la frase si sente il rumore di un aereo in lontananza. Gina vede l'S.21 rosso nuovo di zecca di Porco che comincia a fare delle acrobazie sopra la casa. Gina non è la sola a stupirsi, anche Curtis rimane senza fiato, scoprendo che Marco è ancora in vita. Dopo tante acrobazie, Porco lancia l'aereo verso l'orizzonte e sparisce. "Che strano, non si è fermato" dice tra sé e sé Gina, "Credo proprio di aver perso di nuovo la scommessa". A quelle parole Curtis sobbalza perché capisce che era Porco l'uomo che Gina amava e lei, dopo averlo ammesso, gli dice: "A Hollywood vacci pure da solo, bimbo" e si allontana, lasciandolo sbigottito e senza parole.

Intanto Porco e Fio fanno ritorno nel rifugio di Marco, un'isoletta in mezzo all'Adriatico. Non appena vi approdano, però, i due vengono assaltati dai pirati, ansiosi di prendersi la loro rivincita nei confronti di Porco Rosso. Fio però interviene nella disputa, trattenendoli con le sue parole: li arringa deridendoli e rimproverandoli per aver svenduto il loro orgoglio di aviatori e per essersi affidati ad uno straniero. La ragazza riesce a convincere Donald Curtis, anche lui arrivato sull'isola-rifugio, a misurarsi in un duello ad armi pari con Marco per l'onore dei piloti di idrovolanti: se Donald Curtis perderà dovrà saldare di sua tasca le fatture in sospeso di Porco Rosso con la ditta Piccolo per il restauro del suo aereo, se invece vincerà potrà sposare la giovane Fio.

Durante la notte, mentre Porco controlla le munizioni per il duello dell'indomani, a Fio sembra di scorgere il volto umano di Marco che, accortosi che la ragazza è sveglia, le racconta come è avvenuta la sua trasformazione durante la prima guerra mondiale. Il duello richiama una grande folla ed è senza esclusione di colpi, ma al momento decisivo la mitragliatrice di Porco Rosso si inceppa e quella di Curtis è scarica. I due a quel punto decidono di concludere lo scontro a suon di pugni, e alla fine - quando l'incontro sembra debba finire alla pari - a vincere è Marco.

Arriva Gina per informare dell'imminente sopraggiungere della Regia Aeronautica, i pirati e gli altri spettatori sono costretti ad andarsene in tutta fretta; Marco affida Fio a Gina perché la riporti "nel mondo della gente rispettabile", mentre lui e Curtis (che sembra aver notato qualcosa di strano nella faccia del suo avversario dopo un bacio rubatogli da Fio) si offrono di fare da esca agli inseguitori per permettere agli altri di scappare.

Passano gli anni. Gina e Fio diventano grandi amiche, e superano insieme gli anni del ventennio fascista e della seconda guerra mondiale. L'hotel Adriano gestito da Gina continua ad essere una rinomata meta turistica, frequentato anche dagli ormai anziani pirati dell'aria e Curtis, tornato in America, è diventato un attore, ma Fio ricorda con nostalgia quell'estate sull'Adriatico. Riguardo a come si sia conclusa la scommessa di Gina, la ragazza divenuta donna risponde agli spettatori che "è un segreto soltanto nostro".

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è di Joe Hisaishi, collaboratore abituale di Hayao Miyazaki in quasi tutti i suoi film.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 la Buena Vista realizzò il doppiaggio in lingua italiana e annunciò l'uscita del film per il mercato home video italiano.[6] Tuttavia, dopo aver posticipato più volte l'uscita, perse i diritti del film e questa edizione non venne mai portata a compimento e pubblicata.[7]

Il 30 ottobre 2010 è stato presentato in versione sottotitolata con un nuovo adattamento a cura di Gualtiero Cannarsi all'interno del Festival Internazionale del Film di Roma 2010 col titolo Il Maiale Rosso per rendere con maggiore fedeltà l'originale[8]. Il 12 novembre 2010 è uscita nelle sale italiane una nuova edizione del film curata dalla Lucky Red, che ha mantenuto il titolo Porco Rosso[9].

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione DVD italiana di Porco Rosso è stata resa disponibile per il noleggio a partire dal 9 febbraio 2011, mentre è stata pubblicata in commercio dal 9 marzo 2011[10]. Dal 26 febbraio 2014 è disponibile anche in Blu-ray.[11]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Porco Rosso, con un incasso di 2.8 milioni di yen, si rivelò il film di maggior successo del 1992 in patria.[12] Il maggior incasso estero, invece, si è registrato, con 337 951 $, in Italia.[13]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Porco Rosso ha ricevuto critiche generalmente positive: il sito di recensioni Rotten Tomatoes riporta il 94% di consensi (con 17 recensioni favorevoli ed una contraria)[14], mentre Mymovies dà al film tre stelle e mezzo su cinque.[15] Roberto Nepoti, su la Repubblica, scrive: «il film [è] un autentico regalo per lo spettatore. Il soggetto è insolito per il maestro giapponese; però include una di quelle inspiegabili metamorfosi ricorrenti nel suo cinema».[16]

Tematiche trattate e analisi[modifica | modifica wikitesto]

Porco Rosso, pur nella bizzarria tematica e nell'anomalia dell'ambientazione che ne costituisce il fascino, è fedele ai temi del maestro dell'animazione giapponese, come il volo (con i duelli aerei di fantasiosi velivoli), la condanna del fascismo[17], il tema della maledizione (la metamorfosi suina di Marco come quella dei genitori di Chihiro ne La città incantata, la malattia di Ashitaka in Princess Mononoke, la trasformazione di Haru in un gatto in La ricompensa del gatto e la maledizione di Sophie ne Il castello errante di Howl), la presenza di un personaggio femminile adolescente, la rinuncia ad una distinzione netta tra buoni e cattivi. Lo stesso Donald Curtis, pur essendo l'antagonista, non è realmente un personaggio negativo.

Più in particolare, la metafora dell'uomo-maiale si presta a più interpretazioni. In chiave buddhista, il maiale rappresenta l'ignoranza, la dispercezione della realtà e l'auto-inganno del sé, ma è anche vero che il maiale è un animale simpatico a Miyazaki, tanto che lo Studio Ghibli è anche detto buta-ya (la casa del porco) per via di un'insegna vittoriana raffigurante un maiale che campeggia sul portico dell'edificio. Nella prima stesura del soggetto, dal graphic novel Zassō notō, poi, il personaggio di Marco era un vecchio maiale che seduce la ragazzina ed è poi riscattato dal suo amore, ma nel film di questo non v'è più traccia, anche se la connotazione erotico-estetica rimane, dato che l'uomo-maiale è anche il fascino maschile che prescinde dalla bellezza. Probabilmente, però, le due letture privilegiate della metafora riguardano due aspetti diversi del personaggio, uno pubblico e l'altro privato. "Porco rosso" può leggersi, infatti, come insulto fascista, dal momento che la posizione politica di Marco è chiara nella sua scelta contro il regime, che lo ha per questo messo all'indice, riducendolo ad essere un reietto cacciatore di taglie. D'altra parte, Marco si sente un maiale per essere l'unico sopravvissuto alla battaglia aerea in cui sono morti tutti i suoi compagni, fatto considerato disonorevole dai giapponesi.[18]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il nome del protagonista, Marco Pagot, è un omaggio ai fratelli Nino e Toni Pagot, famosi fumettisti italiani, creatori ad esempio del personaggio di Calimero, e i cui figli Marco e Gina Pagot hanno collaborato con Miyazaki alla creazione della serie di animazione Il fiuto di Sherlock Holmes.
  • Il primo pilota dei due caccia appartenenti alla grande nave da crociera è Francesco Baracca, che è realmente stato un grande aviatore italiano nella prima guerra mondiale, a cui sono dedicati aeroclub e strade. Il secondo pilota è Adriano Visconti, asso della seconda guerra mondiale con dieci vittorie al suo attivo.
  • La motonave dell'Albergo Adriano si chiama Alcyone come il terzo libro delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi di Gabriele D'Annunzio.
  • Alcione è anche il nome di un aereo bombardiere della CRDA, produttrice di idrovolanti dell'epoca.
  • Un disegno della Mole Antonelliana compare nei titoli di coda.
  • Nella bottega dell'armaiolo è appeso uno stemma simile al marchio dell'Alfa Romeo, un tempo anche costruttrice di motori aeronautici.
  • Uno dei personaggi è un aviatore ex commilitone di Porco Rosso di nome Ferrarin, che, pur entrato nell'aviazione militare fascista, nella storia aiuta Marco in onore alla vecchia amicizia. Un aviatore di nome Arturo Ferrarin è realmente esistito e nel 1920 ha coperto per la prima volta il percorso aereo Roma-Tokyo. Ferrarin ha effettivamente pilotato nella Coppa Schneider del 1926 l'idrocorsa Macchi M.39, con cui lo si vede in una scena affiancare il velivolo di Porco Rosso.
  • Viene nominato un secondo personaggio, Bellini, citato come compagno di stormo di Marco Pagot/Porco Rosso durante la prima guerra mondiale. Si ritiene sia un omaggio del regista a Stanislao Bellini, pilota velocista del Reparto Sperimentale Alta Velocità di Desenzano del Garda, perito durante voli di prova sull'idrocorsa Macchi-Castoldi M.C.72.
  • Quando Porco Rosso ripara il suo aereo lo porta dal costruttore dello stesso, la "Piccolo S.p.A." sita sulle sponde del Naviglio Grande nella città di Milano, il cui titolare gli propone un nuovo motore, un Folgore (un FIAT A.S.2, vincitore della Coppa Schneider del 1926, vinta dall'italiano Mario de Bernardi) e sui coperchi valvole del quale compare la scritta "Ghibli", soprannome del bimotore multiruolo della seconda metà degli anni trenta, Caproni Ca.309. Il nome dello studio cinematografico fondato dal regista (Studio Ghibli) è infatti anche un tributo alla passione di Miyazaki per la storia dell'aeronautica.
  • Nell'officina della "Piccolo S.p.A." in una scena si vede un bidone con la scritta "Dellorto".
  • Un cameo dello Studio Ghibli è presente anche durante la fuga in camion dalla polizia fascista in cui, oltre il finestrino del lato guida, si intravede un'insegna di una pensione, la "Pensione Ghibli".
  • Benché l'iconografia ed il merchandising posteriore al film lo identifichino come SIAI S.21 (citato anche erroneamente come Savoia S.21 o Savoia-Marchetti S.21[19]), Porco Rosso pilota un idrovolante di fantasia ispirato a due velivoli realmente esistiti: il SIAI S.12/S.13[senza fonte] biplano idrovolante da ricognizione/caccia e il Macchi M.33 monoplano idrovolante da competizione. Il SIAI S.21 è, contrariamente a quello protagonista del film, un biplano.
  • "Mamma aiuto", nome di una delle bande di pirati, è una citazione di Mammaiuto, soprannome dell'idrovolante CANT Z.501, diventato poi il grido di reparto del 15º Stormo SAR.
  • L'aereo pilotato dal personaggio statunitense Donald Curtis è un Curtiss R3C-2, di produzione statunitense. Questo aereo vinse la Coppa Schneider nel 1925.
  • Nella scena in cui Marco ricorda i compagni caduti appaiono dei Macchi M.5 della prima guerra mondiale. Gli aerei nemici nella stessa scena sembrano essere degli Hansa-Brandenburg CC[senza fonte] austriaci.
  • La stessa scena è liberamente tratta da uno dei racconti brevi dello scrittore e aviatore britannico Roald Dahl, intitolato "They shall not grow old" ("Loro non invecchieranno" in traduzione italiana).
  • Gli idrovolanti della Regia Aeronautica, l'allora aeronautica militare del Regno d'Italia, sono i Savoia-Marchetti S.55, resi celebri per le trasvolate atlantiche Italia-Brasile e del "Decennale". Nella scena in cui appaiono sono scortati da caccia Fiat C.R.20.
  • I personaggi dei Pirati hanno (o daranno) varie ispirazioni: si va da Lepka di Conan il ragazzo del futuro (il pirata con un occhio bendato) all'Uomo delle Caldaie de La città incantata (pirata calvo con baffoni e occhialini tondi neri), fino al Bluto di Popeye (capo di "Mamma aiuto")[senza fonte].
  • La canzone interpretata da Gina durante l'esibizione all'Hotel Adriano è Le temps des cerises, celebre canzone scritta nel 1866 da Jean-Baptiste Clément (poi musicata nel 1868 da Antoine Renard), che il suo autore nel 1871 dedicò a una donna morta durante la Settimana di sangue, tragico epilogo della Comune di Parigi. Nella tradizione popolare francese la canzone è così rimasta strettamente legata alla memoria della Comune, diventando simbolicamente l'inno a posteriori di quel tentativo rivoluzionario.
  • Durante la telefonata che intercorre tra Porco Rosso e Madame Gina, è visibile sullo sfondo il dipinto di Monet: "Regate ad Argenteuil".

Errori[modifica | modifica wikitesto]

Essendo il film ambientato in Italia e nell'Istria degli anni venti, tutte le scritte che compaiono nel film d'animazione sono in italiano, ma in alcuni casi presentano lievi errori ortografici.

  • In alcune scene dell'officina "Piccolo S.p.A.", si legge in un cartello alle spalle del titolare: "Non si fo credito" ("fo" invece di "fa"), o sul "Giornale del Mare", sotto il titolo di prima pagina riguardante l'abbattimento dell'aereo di Porco Rosso, si legge "Morto a vivo?" (invece di "Morto o vivo?").
  • Nella scena al night club prima dell'arrivo di Porco Rosso si legge, sempre sul giornale, "Mamma aito" invece di "Mamma aiuto" e "L'bambie sano e sa..." con cui probabilmente si intendeva "Le bambine sane e sa[lve]".
  • Quando Gina intercetta le comunicazioni cifrate dell'aeronautica italiana che si sta dirigendo sul luogo della sfida tra Porco Rosso e Curtiss: sull'apparecchio si leggono le scritte "Frequenza", "Volume" e "Chanale" (invece che "Canale") e il foglietto accanto riporta la scritta "I codici segreto" invece di "I codici segreti".
  • Su un aereo compare la scritta delle Poste Italiane, che durante il Regno d'Italia si chiamavano Regie Poste.
  • Viene rappresentata in maniera errata la coccarda italiana: nel film ha il verde all'esterno, mentre in realtà il cerchio esterno deve essere rosso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La battuta è nella sequenza n. 5, minuto 37:40, dell'edizione italiana in DVD (Lucky Red 2011, EAN 8022469070891).
  2. ^ La frase è riportata in: Valeria Arnaldi, Hayao Miyazaki. Il mondo incantato, Ultra, Roma 2014, pag. 120, ove è definita "la battuta più forte del film".
  3. ^ Lo si apprende in un dialogo tra Marco e Fio.
  4. ^ La collocazione dell'isoletta su cui è situato l'Hotel non è definita chiaramente nel film. Ad esempio Alessandro Bencivenni ne il Dio dell'anime la colloca in un lago, cfr. pag.105 dell'edizione 2005.
  5. ^ Idrovolante più simile al monoplano Macchi M.33, che al quasi omonimo biplano SIAI S.21.
  6. ^ Porco Rosso e Pom Poko finalmente in DVD!, dvdweb.it, 10 febbraio 2011. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  7. ^ Intervista a Gualtiero Cannarsi, direttore del doppiaggio, animeclick.it, 16 novembre 2010. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  8. ^ Studio Ghibli: i film presenti al Festival del Cinema di Roma 2010, nanoda.com. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  9. ^ Porco Rosso, luckyred.it. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  10. ^ Il DVD di Porco Rosso, movieplayer.it, 21 marzo 2011. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  11. ^ Il Blu-Ray di Porco Rosso, movieplayer.it, 21 marzo 2011. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  12. ^ eiren.org, http://www.eiren.org/toukei/1992.html .
  13. ^ boxofficemojo.com, http://www.boxofficemojo.com/movies/intl/?page=&id=_fKURENAINOBUTAPO01 .
  14. ^ Porco Rosso, rottentomatoes.com.
  15. ^ Porco Rosso, mymovies.it.
  16. ^ mymovies.it, http://www.mymovies.it/film/1992/porcorosso/rassegnastampa/559408/ .
  17. ^ Valeria Arnaldi, Hayao Miyazaki. Il mondo incantato, Ultra, Roma 2014, pag. 120: «film animato che riprende e approfondisce alcuni dei suoi temi, tra volo, guerra, condanna al fascismo».
  18. ^ Alessandro Bencivenni, Hayao Miyazaki. Il dio dell'anime, Le Mani, 2005, p. 107-108.
  19. ^ L'ingegnere Alessandro Marchetti arrivò alla Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI) nel 1922, mentre il progetto dell'S.21 era del 1921. Solo qualche tempo dopo il suo arrivo cominciò ad essere inserito nella designazione aziendale anche il cognome Marchetti diventando prima SIAI-Marchetti e poi Savoia-Marchetti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valeria Arnaldi, Hayao Miyazaki. Il mondo incantato, Roma, Ultra, 2014, ISBN 978-88-6776-123-4.
  • Alessandro Bencivenni, Hayao Miyazaki. Il dio dell'anime, Recco, Le mani, 2011, ISBN 9788880125921.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]