Istituto dell'Enciclopedia Italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Istituto dell'Enciclopedia Italiana
Stato Italia Italia
Forma societaria editoria
Fondazione 1925 a Roma
Fondata da Giovanni Gentile e Giovanni Treccani
Sede principale Piazza dell'Enciclopedia Italiana 4, Roma, Italia
Persone chiave
Settore casa editrice
Prodotti libri ed enciclopedie
Gentile a palazzo Venezia presenta a Mussolini i volumi dell'enciclopedia italiana nel 1937

L'Istituto dell'Enciclopedia Italiana è una casa editrice nazionale, nota soprattutto per aver edito la prima edizione e le successive sette appendici dell'Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, probabilmente la massima impresa italiana di ricerca culturale.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto fu fondato a Roma il 18 febbraio 1925 dall'imprenditore Giovanni Treccani e dal filosofo Giovanni Gentile con il nome di Istituto Treccani. Oltre al fondatore, che ne era anche il presidente, ne facevano parte: l'editore Calogero Tumminelli quale direttore editoriale, il filosofo Giovanni Gentile in qualità di direttore scientifico, il linguista Antonino Pagliaro come capo redattore, Gian Alberto Blanc, Pietro Bonfante, il maresciallo d'Italia Luigi Cadorna, il ministro Alberto De Stefani, lo storico Gaetano De Sanctis, l'economista Luigi Einaudi, il pittore Vittorio Grassi, il medico Ettore Marchiafava, il giurista Silvio Longhi, il già citato Ferdinando Martini, il giornalista Ugo Ojetti, lo storico Francesco Salata, il politico Vittorio Scialoja, l'economista Angelo Sraffa, l'ammiraglio Paolo Thaon di Revel, Tommaso Tittoni.[2]

La prima edizione dell'Enciclopedia Italiana, costituita da 35 volumi di testo e uno di indici, venne pubblicata dal 1929 al 1937, ed ebbe ottimo successo. Le difficoltà finanziarie dell'impresa spinsero Treccani nel 1931 a costituire, con le case editrici Tumminelli e Fratelli Treves, la società "Treves-Treccani-Tumminelli".

Difficoltà che terminarono nel 1933 quando assunse il nome attuale di Istituto della Enciclopedia Italiana e con il R.D.L. 24 giugno 1933 n. 669 divenne ente di finalità nazionale, costituito in parti eguali da Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Monte dei Paschi di Siena, Istituto nazionale delle assicurazioni e Istituto poligrafico dello Stato[3]. Dal 1933 fu presidente Guglielmo Marconi e dal 1938 Luigi Federzoni. Nel 1940 furono pubblicati i 4 volumi del Dizionario di politica dell'Enciclopedia italiana, diretto dal filosofo del linguaggio Antonino Pagliaro.

Durante la Repubblica di Salò ne fu commissario il bibliotecario Guido Mancini, che dal 1940 era direttore dell'Ufficio studi e legislazione del PNF[4] e dopo l'8 settembre 1943 fu brevemente trasferita a Bergamo. L'istituto riprese l'attività in modo saltuario a Roma dalla fine del 1944.

Stand Treccani alla Fiera del libro 2006

Nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 maggio 1946 divenne presidente Luigi Einaudi. Dal 1947 la nomina del presidente è devoluta al presidente della Repubblica, e il primo fu Gaetano De Sanctis, cui seguirono personalità della cultura italiana. Prima opera realizzata dopo la guerra fu il Dizionario enciclopedico italiano, sintesi di vocabolario ed enciclopedia, pubblicata in 12 volumi tra il 1955 e il 1961. Poi l’Enciclopedia del Novecento tra il 1975 e il 1990, articolata in 522 saggi, che vide la collaborazione di 21 premi Nobel.

Con la legge n.123 del 2 aprile 1980 l'istituto è stato riconosciuto come ente di diritto privato d’interesse nazionale e istituzione culturale. Nel 1988 l'istituto ha ricevuto per l'attività culturale la Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte.

Il 30 maggio 2009 è stato ufficializzato[5] un accordo raggiunto tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta e l'Istituto della Enciclopedia Italiana. L'accordo prevede la presenza in due siti del Ministero[6] di alcuni materiali disponibili con licenza Creative Commons[7]. Inoltre, è previsto un collegamento tra il portale Scuola[8] della Treccani con il portale InnovaScuola del Ministero, mentre quest'ultimo ospiterà un motore di ricerca dal quale accedere al vocabolario e ai lemmi enciclopedici presenti sul sito della Treccani[9].

Presidenti dell'Istituto[modifica | modifica wikitesto]

Collaboratori dell'Enciclopedia e dell'Istituto[modifica | modifica wikitesto]

All'organizzazione e alle opere dell'Istituto e dell'Enciclopedia hanno contribuito molti personaggi di rilievo nel panorama scientifico e culturale italiano e straniero. Tra gli altri:

Altre opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'Enciclopedia Italiana, l'Istituto ha pubblicato numerose altre opere di ampio respiro nelle quali sono impegnati studiosi tra i più qualificati. Tra queste[10] ricordiamo:

Raccolte biografiche
Lessicografia, enciclopedia
Storie di città
Opere tematiche
Edizioni d'arte
  • Pompei
  • Venezia
  • Firenze
  • Sicilia [12]

Uso nella scuola[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 maggio 2009 è stato ufficializzato[5] un accordo raggiunto tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta e l'Istituto della Enciclopedia Italiana. L'accordo prevede la presenza in due siti del Ministero[6] di alcuni materiali disponibili con licenza Creative Commons[13]. Inoltre, è previsto un collegamento tra il portale Scuola[8] della Treccani con il portale InnovaScuola del Ministero, mentre quest'ultimo ospiterà un motore di ricerca dal quale accedere al vocabolario e ai lemmi enciclopedici presenti sul sito della Treccani[9].

Esaminando la situazione finanziaria relativa al 2008, nel marzo 2010 la Corte dei conti ha rilevato un perdita di circa 1,8 milioni di euro, a fronte di un utile di 2 milioni nell'anno precedente; malgrado questo e considerando i futuri provvedimenti di risanamento e investimento, la Corte ne ha comunque promosso la gestione nell'affrontare questa crisi[14].

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
«Per attività culturale»
— Roma, 28 novembre 1988[15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amedeo Benedetti, Enciclopedia Italiana Treccani e la montagna illustrata, "La Rivista", Torino, CAI, a. 129, settembre - ottobre 2008, p. 71.
  2. ^ Amedeo Benedetti, L'Enciclopedia Italiana Treccani e la sua biblioteca, "Biblioteche Oggi", Milano, n. 8, ottobre 2005, pp. 39-46.
  3. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/istituto-della-enciclopedia-italiana/
  4. ^ A.I.B.
  5. ^ a b Vedi la prima parte del Comunicato stampa.
  6. ^ a b Portale del Cittadino e Portale InnovaScuola
  7. ^ Ad ottobre 2009 la licenza utilizzata da InnovaScuola è la "Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5", mentre il Portale del Cittadino è ancora sotto Copyright.
  8. ^ a b Portale Scuola
  9. ^ a b Da notare che i lemmi enciclopedici della Treccani non sono e non saranno pubblicati con licenza Creative Commons; infatti, nella seconda parte del comunicato stampa si ribadisce solo l'impegno del Ministero e della Treccani nel campo della "didattica digitale".
  10. ^ Si veda anche il catalogo dell'Istituto
  11. ^ Nel 2011 L'Istituto ha pubblicato un'edizione economica monovolume (che riporta il 2010 come anno di edizione), con identico contenuto e identica impaginazione dell'editio maior ma, a differenza di quest'ultima (distribuita attraverso la rete di vendita diretta Treccani), destinata alla vendita in libreria e a un pubblico potenzialmente più ampio
  12. ^ Le edizioni d'arte
  13. ^ A ottobre 2009 la licenza utilizzata da InnovaScuola è la "Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5", mentre il Portale del Cittadino è ancora sotto Copyright.
  14. ^ Treccani in rosso, colpa della crisi e di Wikipedia, in ANSA, 28 marzo 2010. URL consultato il 07-04-2010.
  15. ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte ISTITUTO TRECCANI

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN144896201 · LCCN: (ENn80090407 · ISNI: (EN0000 0001 0944 0983 · GND: (DE16274241-1