Maurizio Trifone

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Maurizio Trifone (Roma, 1953) è un linguista e lessicografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Trifone è professore ordinario di Linguistica italiana nell'Università degli studi di Cagliari, dove insegna anche Sociolinguistica dell'italiano contemporaneo.

Dal 1995 al 2005 ha insegnato nell'università per stranieri di Siena.

Allievo di Maurizio Dardano, ha condotto indagini su vari aspetti e momenti della storia linguistica italiana. In particolare, si è occupato del processo di toscanizzazione del romanesco tra Quattrocento e Cinquecento, portando alla luce un'ingente quantità di documenti inediti dell'Archivio di Stato di Roma risalenti a quel periodo ("Le carte di Battista Frangipane", 1998; "Lingua e società nella Roma rinascimentale", 1999; "Carte mercantili a Roma tra '400 e '500", 2003).[1][2]

Sul versante della lingua contemporanea Trifone ha esplorato il linguaggio dei giovani tossicodipendenti della periferia romana, individuando gli elementi di specificità del "tossichese" rispetto al "giovanilese" e mettendo in luce alcuni aspetti del neoromanesco (“Aspetti linguistici della marginalità nella periferia romana”, 1993).[3]

Il rapporto tra lingua e identità è al centro di uno studio sul linguaggio burocratico, analizzato nei diversi momenti storici e soprattutto nelle sue implicazioni sociali (“Il linguaggio burocratico”, 2006).

Nel settore della lessicografia Trifone ha investigato il “Vocabolario nomenclatore” (1909-1912) di Palmiro Premoli, di cui ha evidenziato i caratteri innovativi e la straordinaria ricchezza lessicale (“Ordine analogico e retrodatazioni. A proposito del «Vocabolario Nomenclatore» di Palmiro Premoli”, 1994).

Incentrato sul vocabolario di base è un saggio in cui Trifone ha messo in rilievo i limiti insiti nei lessici di base esistenti e ha enucleato alcune linee di intervento per una messa a punto dei criteri di selezione e classificazione delle parole fondamentali dell'italiano (“Carbonaio è una parola di alto uso? Riflessioni sul Vocabolario di base e sul Dizionario di base della lingua italiana", 2007).

Trifone è autore de Il Devoto-Oli dei Sinonimi e Contrari, pubblicato dalla Le Monnier nel 2013.[4][5] Con Luca Serianni cura dal 2004 il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana.[6][7]

Dal 1981 al 1997 ha curato, insieme con Antonella Sangregorio, la parte lessicografica della Piccola Treccani, dizionario enciclopedico in 12 volumi dell'Istituto della Enciclopedia Italiana, uscito tra il 1993 e il 1997.[8] Trifone ha dato il proprio contributo anche alla stesura di altri dizionari della lingua italiana, come il Garzanti (1987) e lo Zingarelli (1994).

Nel campo della didattica dell'italiano L2 ha realizzato, insieme con Antonella Filippone ed Andreina Sgaglione, un corso di lingua italiana per stranieri, Affresco italiano, edito dalla Le Monnier, articolato in 6 volumi corrispondenti ai 6 livelli (dal livello A1 al livello C2) del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue.[9][10]

Dal 2000 al 2005 Trifone è stato direttore del Centro linguistico nell'Università per stranieri di Siena e ha tenuto corsi di formazione per docenti di italiano in Australia, Canada, Stati Uniti, Messico, Cuba, Venezuela, Argentina, Cile e in diversi paesi europei.

Dal 2006 è direttore della rivista «Letterature straniere &», pubblicata da Carocci editore e poi da Aracne editrice.[11][12]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Aspetti linguistici della marginalità nella periferia romana, Annali dell'Università per stranieri di Perugia (supplemento al n. 18), Guerra Edizioni, Perugia, 1993, pp. 207
  • Ordine analogico e retrodatazioni. A proposito del «Vocabolario Nomenclatore» di Palmiro Premoli, in «Nuovi Annali della Facoltà di Magistero dell'Università di Messina», 12 (1994), pp. 135–236
  • Le carte di Battista Frangipane (1471-1500), nobile romano e mercante di campagna, Universitätsverlag C. Winter, Heidelberg, 1998, pp. 531 (Collana Studia Romanica, vol. n. 93)
  • Lingua e società nella Roma rinascimentale. I. Testi e scriventi, Franco Cesati Editore, Firenze, 1999, pp. 717
  • Carte mercantili a Roma tra '400 e '500, Betti Editrice, Siena, 2003, pp. 238
  • Il linguaggio burocratico, in Lingua e identità. Una storia sociale dell'italiano, a cura di P. Trifone, Roma, Carocci, 2006, pp. 213-240
  • “Carbonaio” è una parola di alto uso? Riflessioni sul “Vocabolario di base” e sul “Dizionario di base della lingua italiana”, in «Studi di Lessicografia italiana», XXIV (2007), pp. 265–300
  • (con Antonella Filippone e Andreina Sgaglione) Affresco italiano. Corso di lingua italiana per stranieri, 6 voll. (livelli A1, A2, B1, B2, C1, C2), Le Monnier-Mondadori, Firenze-Milano, 2007-2012
  • Il Devoto-Oli 2014. Vocabolario della lingua italiana, a cura di Luca Serianni e Maurizio Trifone, Le Monnier-Mondadori, Firenze-Milano, 2013, pp. 3227
  • Il Devoto-Oli dei Sinonimi e Contrari. Con analoghi, generici, specifici, inversi e gradazioni semantiche, Le Monnier-Mondadori, Firenze-Milano, 2013, pp. 1536

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «la ricerca di Maurizio Trifone, fondata su riscontri puntuali e su solide argomentazioni, occupa un posto di rilievo nel panorama degli studi sul romanesco antico e contribuisce a migliorare sensibilmente le nostre conoscenze sulla lingua in uso a Roma nel secondo Quattrocento» (Maurizio Dardano, presentazione a M. Trifone, Le carte di Battista Frangipane, Heidelberg, Winter, 1998, p. 7).
  2. ^ «Gran parte della produzione diaristica e memorialistica quattrocentesca di provenienza romana, com'è generalmente noto agli studiosi di romanesco antico, è giunta sino a noi in copie tarde e per molti versi, per quel che è della caratura linguistica, del tutto inattendibili o francamente depistanti [...]. Ancor più utile appare allora questo bel volume di Maurizio Trifone, che pubblica le carte autografe, quasi del tutto inedite, di un ricco mercante e latifondista di Roma, Battista Frangipane, esponente di una delle più antiche famiglie della nobiltà cittadina [...]. Inutile dire che all'Autore va il nostro plauso per aver ben individuato gli assi portanti e le idiomorfie pertinenti ora al tipo "annotazione" ora al tipo "polizza", e per essersi arrischiato peraltro a immettersi in un insidiosissimo solco, quello delle strutture sintattico-testuali-argomentative [...]. Analisi del genere, ci piace ripeterlo, cominciano a far capolino e speriamo possano portare in futuro a stabilire di volta in volta precise architetture testuali. Una parte di merito andrà naturalmente anche a chi, come Maurizio Trifone, non si è sottratto all'intento di agevolare il cammino della ricerca in questa direzione» (Massimo Arcangeli, recensione a M. Trifone, Le carte di Battista Frangipane, Heidelberg, Winter, 1998, in "Contributi di Filologia dell'Italia Mediana", XIII (1999), pp. 259-268).
  3. ^ «A differenza di altre indagini sul parlato giovanile, che presentano soltanto frammenti lessicali isolati, trascurando le strutture conversazionali del "giovanilese", i modi di organizzare il discorso, i comportamenti non verbali, la ricerca di Trifone allarga il campo d'osservazione a tutta l'interazione comunicativa e ricostruisce con sicuri strumenti metodologici e interpretativi l'intero mondo di un singolo gruppo giovanile nei suoi aspetti linguistici ed extralinguistici» (Claudio Giovanardi, recensione a M. Trifone, Aspetti linguistici della marginalità nella periferia romana, Guerra, Perugia, 1993, in "RID, Rivista Italiana di Dialettologia", 1994, vol. 18, p. 288).
  4. ^ Sulle caratteristiche dell'opera si veda Maria Silvia Rati, recensione a M. Trifone, Il Devoto-Oli dei Sinonimi e Contrari. Con analoghi, generici, specifici, inversi e gradazioni semantiche, in "Studi Linguistici Italiani", 2014, vol. XL, fasc. I, pp. 141-144: «Il rischio di considerare indifferenziatamente come sinonimi termini che lo sono soltanto in determinate accezioni si evita del tutto consultando il DOSC (= Il Devoto-Oli dei sinonimi e contrari), che distingue in modo chiaro i diversi significati di un lemma, illustrando ciascuno di essi con una definizione e con un esempio. La presenza di un articolato sistema di marche, che comprende anche nuove etichette di registro, rappresenta un altro punto di forza del DOSC. Ecco, per esempio, come sono presentati i sinonimi di bambino: “bimbo, creatura, piccolo, pupo, ragazzino, ingl. baby, [grassottello] bamboccio, [vivace] frugolo, [nei primi mesi di vita] bebè, lattante, neonato, poppante. SCHERZ marmocchio. SPREG moccioso. ELEV fanciullo. LETT bambolo, fantolino, pargoletto, pargolo, [nei primi mesi di vita] infante. REGION napol. piccirillo. NON COM putto. ARC mammolo”. Oltre alla presenza di diverse etichette di registro, in questa lista di sinonimi si possono osservare anche altre peculiarità del DOSC: prima fra tutte l’inserimento tra parentesi quadre di indicazioni semantiche accessorie, che rendono più sofisticata l’operazione di differenziazione semantica. Si evita così al lettore di inferire erroneamente che i sinonimi associati a uno stesso significato siano da ritenersi tra loro intercambiabili (non viene creata, in altre parole, l’illusione della sinonimia assoluta). Il carattere sintetico delle chiose tra parentesi quadre consente inoltre al DOSC di ottenere un felice equilibrio fra dettaglio di informazioni e asciuttezza della voce, non facile da raggiungere in un dizionario di questo tipo. Scorrendo la lista di sinonimi di bambino riportata sopra, si può notare, inoltre, la presenza del napoletano piccirillo, etichettato come REGION napol. Il DOSC, distaccandosi dalla prassi, prevalente nei dizionari, di marcare i geosinonimi solo come region., ne specifica in modo sistematico l’area di provenienza. Non diversamente dall’attenzione riservata alle etichette di registro, anche quella per le marche diatopiche appare quanto mai opportuna, se si considera che in italiano contemporaneo l’abbassamento del grado di formalità determina anche l’affioramento di tratti regionali e dialettali, con conseguente difficoltà nel distinguere il lessico dell’italiano da quello dei dialetti. La quota di informazioni utili per l’utente è incrementata, nel dizionario, dalla presenza di due contrassegni di modernità lessicografica: l’indicazione delle reggenze, che è regolarmente fornita, oltre che per i verbi, per gli aggettivi e i sostantivi, spesso trascurati, per questo aspetto, dai dizionari, e l’ampio spazio riservato alle polirematiche, trattate allo stesso modo delle unità lessicali singole e inserite frequentemente nelle liste di sinonimi. Alle forme gergali il DOSC riserva una cura particolare. Soprattutto, le voci marcate come GERG sono distinte in base all’appartenenza ai diversi tipi di gergo: giovanile, della malavita, militare e dei tossicodipendenti. La chiara individuazione della provenienza gergale delle voci può essere utile specialmente al lettore giovane: per esempio, la presenza dell’etichetta giov. avverte dell’appartenenza della parola a un codice di cui un giovane può servirsi legittimamente solo all’interno del gruppo dei pari o per particolari esigenze espressive. Una notevole precisione caratterizza anche l’indicazione degli àmbiti settoriali. Ad acquistare rilievo non è solo il numero di etichette utilizzate (185), ma anche il fatto che esse siano applicate, oltre che ai lemmi, ai sinonimi: si ottiene così una doppia etichettatura, una per il lemma e una per i sinonimi, che rende evidenti gli eventuali passaggi dalle voci comuni alle voci tecniche e viceversa. Le peculiarità segnalate fin qui nel DOSC relativamente ai sinonimi riguardano anche i contrari e gli inversi: dall’applicazione delle marche di registro e di settore, alla segnalazione delle reggenze, all’importanza attribuita alle polirematiche».
  5. ^ Il Devoto-Oli dei Sinonimi e Contrari è stato presentato nel corso del TG1 delle ore 13 del 17 novembre 2013 all’interno della rubrica “Billy” dedicata alle recensioni bibliografiche.
  6. ^ «"dizionario d'autore", tra i più noti nel quadro della lessicografia italiana contemporanea», il Devoto-Oli «è rinato nella revisione moderna di due linguisti del nostro tempo, gli storici della lingua Luca Serianni e Maurizio Trifone» (Claudio Marazzini, L'ordine delle parole. Storia di vocabolari italiani, Bologna, il Mulino, 2009, p. 412).
  7. ^ «del Devoto-Oli, dizionario non solo di grande fortuna, ma anche di grande qualità e personalità, [...] è appena uscita una nuova edizione curata da un altro accademico della Crusca, Luca Serianni, insieme con Maurizio Trifone. Saluto in questa nuova edizione, finalmente, un dizionario italiano che indica sistematicamente le reggenze dei verbi, che sono divenute uno dei punti di maggiore incertezza della lingua attuale» (Pietro G. Beltrami, La lessicografia italiana a Firenze e l’Opera del Vocabolario Italiano, in Firenze e la lingua italiana fra nazione ed Europa, Atti del Convegno di studi, Firenze, 27-28 maggio 2004, a cura di Nicoletta Maraschio, Firenze, Firenze University Press, 2007, pp. 181-188).
  8. ^ Successivamente Trifone ha partecipato alla redazione di altre opere pubblicate dall'Istituto della Enciclopedia Italiana: 2° Supplemento del Lessico Universale Italiano, 1998; Vocabolario “Conciso” della Lingua Italiana, diretto da Raffaele Simone, 1998; VI Appendice della Enciclopedia Italiana, 2000; Dizionario dei sinonimi e dei contrari, diretto da Raffaele Simone, 2003; Enciclopedia dei ragazzi, 2006.
  9. ^ «In qualità di docente di italiano ho per molto tempo constatato, non senza un pizzico di frustrazione, che rispetto ad altre lingue (come ad esempio il francese), l’italiano non disponeva di manuali incentrati in modo esauriente sui singoli livelli descritti dal Portfolio europeo delle lingue. In altri termini, se da tempo esistono manuali di francese orientati alle competenze linguistiche previste dai livelli A1, A2, B1 e B2 (il livello che gli studenti dovrebbero raggiungere alla fine del liceo), ciò non accadeva ancora per l’italiano. Ora, ritengo che per lo meno i quattro manuali intitolati Affresco italiano colmino tale lacuna. Infatti, ogni singolo volume permette agli utenti di approfondire specifici contenuti linguistici e comunicativi, morfosintattici, lessicali, fonologici, socioculturali. Gli studenti vengono preparati ai vari livelli mediante attività di ascolto, di lettura, di scrittura, di presa di parola nonché di osservazione. Personalmente, sono felice della pubblicazione di questi manuali (e di altri che certamente seguiranno) in quanto si può finalmente – rispondendo al desiderio dei docenti – considerare un po’ meno l’italiano come il “parente povero” delle lingue nazionali. Con questo non voglio affermare che un manuale possa capovolgere l’insegnamento dell’italiano in Svizzera, ma può quanto meno agevolare il lavoro di chi si impegna quotidianamente nella promozione della lingua e della cultura italiana» (Donato Sperduto, L’italiano “in carne e ossa”, in "Babylonia", 1, 2008, p. 64).
  10. ^ Oltre ai 6 volumi del corso, l’opera comprende altri 4 volumi di attività per lo studente (Quaderno per lo studente per i livelli A1, A2, B1, B2) e 6 fascicoli di Guida per il docente.
  11. ^ Numeri di «Letterature straniere &» pubblicati da Carocci.
  12. ^ Numeri di «Letterature straniere &» pubblicati da Aracne.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]