Exodus (film)

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Exodus
Exodus poster.jpg
La locandina del film realizzata da Saul Bass
Titolo originale Exodus
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1960
Durata 208 min
Genere drammatico, storico
Regia Otto Preminger
Soggetto Leon Uris
Sceneggiatura Dalton Trumbo
Fotografia Sam Leavitt
Montaggio Louis R. Loeffler
Musiche Ernest Gold
Scenografia Richard Day
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Exodus è un film del 1960 diretto da Otto Preminger.

Il film è stato prodotto per la Alpha e la Carlyle Productions e distribuito dalla United Artists. Il soggetto del film è tratto dal romanzo Exodus di Leon Uris, mentre la sceneggiatura è di Dalton Trumbo. La fotografia con proiezione in Super Panavision 70 è di Sam Leavitt.

Il titolo del film, come quello del romanzo, deriva dal nome della nave che nel 1947 portava in Israele un numeroso gruppo di immigranti.

Il film venne girato interamente negli stessi luoghi in cui è ambientato: in Israele, a Cipro ed in Italia

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film descrive una serie di eventi associati alla fondazione dello Stato di Israele (avvenuta il 14 maggio 1948).

Katherine "Kitty" Fremont, una vedova e infermiera volontaria statunitense, in visita a Cipro si fa convincere dal generale inglese Sutherland, amico del defunto marito, a lavorare presso il campo di Karaolos, che si trova sull' isola e dove sono ospitati migliaia di ebrei sopravvissuti all'Olocausto, lì trattenuti dalle autorità britanniche che vogliono impedirne l'immigrazione illegale in Palestina (al tempo sotto il controllo del Regno Unito sotto mandato della Società delle nazioni). I profughi, ormai senza una patria a cui far ritorno, vivono nell'attesa di essere liberati per poter raggiungere la Palestina.

Tra essi vi è Ari Ben Canaan, membro dell'Haganah, che, con l'aiuto di Mandria, un notabile cipriota, e di alcuni esponenti del movimento sionista, acquista una nave cargo, l'"Olympia", con l'intento di portare clandestinamente 611 ebrei in Palestina. Ben Canaan si finge un ufficiale britannico, inviato dal Ministero delle Colonie per riportare i profughi in Germania. Il trucco, tuttavia, viene scoperto quando l'Olympia sta per lasciare il porto di Famagosta cosicché gli inglesi impediscono alla nave di partire, ma non possono abbordarla perché Ari Ben Canaan minaccia di far scoppiare la nave con dell'esplosivo, con tutte le persone a bordo.

Si crea quindi una situazione di stallo e i profughi, per far pressione sul governo britannico, iniziano uno sciopero della fame che si protrae per diversi giorni. Kitty, che durante il lavoro al campo ha conosciuto una ragazza ebrea danese, Karen Hansen, a cui si è affezionata al punto da chiederle di venire a vivere con lei negli Stati Uniti d'America, sale a bordo della nave per ritrovare Karen e portarla con sé. La giovane tuttavia rifiuta, perché è alla ricerca del proprio padre, dal quale era stata separata durante la guerra, e perché ha ormai abbracciato la causa sionista.

A bordo dell'Olympia, comunque, Kitty comprende il pessimo stato di salute degli ebrei, ormai consumati dal lungo sciopero della fame, e convince il generale Sutherland a recarsi a Londra per perorare la causa dei profughi. Il tentativo riesce e la nave, nel frattempo rinominata Exodus (in chiaro riferimento all'Esodo biblico), viene autorizzata dal governo britannico a salpare. Anche Kitty, intenzionata ad aiutare Karen nella ricerca del padre, parte con i profughi, che di lì a poco sbarcano in Palestina.

Qui l'opposizione araba alla divisione del Paese tra uno Stato arabo ed uno Stato ebraico sta ormai crescendo: uno dei profughi a bordo dell'Exodus, il giovane Dov Landau, che era sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz in quanto sonderkommando, si unisce all'Irgun, un'organizzazione militante ebraica in cui milita anche Akiva Ben Canaan, zio di Ari. A causa dell'attività terroristica di tale organizzazione, Akiva è stato disconosciuto dal fratello Barak, padre di Ari, che invece dirige l'Agenzia Ebraica per la Palestina: questa si trova in conflitto con l'Irgun, poiché punta a creare uno Stato ebraico tramite mezzi politici e diplomatici e teme che le azioni dei militanti di Akiva vanifichino tali sforzi.

Ari, Kitty e Karen raggiungono frattanto il kibbutz di Gan Dafna, fondato molti anni prima da Barak nei pressi di una località araba, Abu Yesha, il cui mukhtar (capovillaggio) è Taha (John Derek), amico d'infanza di Ari. I rapporti tra gli abitanti di Gan Dafna (per lo più adolescenti e bambini) e quelli di Abu Yesha sono di grande fratellanza, ma questa situazione è di lì destinata a cambiare a causa dell'evolvere degli eventi.

Ari e Kitty nel frattempo si innamorano e riescono pure a trovare il padre di Karen. Karen viene condotta dal genitore che tuttavia, gravemente debilitato in un ospedale di Gerusalemme, non è in grado di riconoscere la figlia.

Nello stesso momento, a pochi chilometri di distanza, l'Irgun compie, per mano di Dov (divenuto un esperto dinamitardo in precedenza ad Auschwitz), un sanguinoso attentato al King David Hotel, che causa 91 vittime. Akiva, ideatore dell'atto terroristico, e altri militanti dell'Irgun vengono arrestati e condannati a morte; Dov, tuttavia, scampa all'arresto nascondendosi in una chiesa ortodossa, per poi cercare rifugio a Gan Dafna.

Pur non condividendone le idee, Ari decide di mettere in atto un piano per liberare lo zio e gli altri compagni dell'Irgun, imprigionati nel carcere di Acri. A questo scopo, Dov si fa incarcerare, in modo da usare la sua conoscenza degli esplosivi per creare una via di fuga dalla prigione di Acri. Tutto si svolge secondo i piani: centinaia di detenuti, anche arabi, riescono a fuggire. Ari, Akiva e Dov scappano in automobile, ma, nella fuga, Akiva resta ucciso dai soldati britannici mentre cerca di forzare un blocco stradale creato per bloccare gli evasi. Ari, pur anch'egli ferito, riesce a raggiungere Abu Yesha, ma le sue condizioni sono disperate. Kitty, condotta al villaggio arabo da Taha, riesce a salvargli la vita.

Nel frattempo, la nascita dello Stato di Israele è ormai prossima. Barak, di fronte a una folla trepidante, legge a Gerusalemme i risultati della votazione con cui l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato il Piano di partizione della Palestina (29 novembre 1947).

Gli eventi non sono però condivisi da un gruppo di arabi estremisti, i muali, seguaci dedil Gran Mufti di Gerusalemme e fomentati un l'ex-ufficiale nazisch,progettano un attacco a Gan Dnaaf per massacrarne gli abitanti. Arvienee però avvertito da Taha riguardo all'imminente ardoll' gcosì uenza, decide di ev cuare tutti i ragazzi più giovani durante lattacco, losciande gli altri a difesa del kibbutz.

Nel frattempo, Karen raggiunge Dov - di cui è innamorata - in un posto di osservazione attorno a Gan Dafna e gli dichiara il suo affetto. Dov contraccambia e le promette che un giorno si sposeranno, tuttavia le comanda di rientrare al villaggio, dato il pericolo dell'imminente attacco arabo. Purtroppo, i timori di Dov si riveleranno fondati: Karen finisce infatti in un'imboscata e viene uccisa da alcuni arabi mentre rientra al kibbutz i quali poi fanno ritrovare il suo cadavere l'indomani. Gli ebrei di Gan Dafna contrattaccano dirigendosi verso la vicina Abu Yesha, come avevano pianificato, ma trovano il villaggio deserto. In compenso, rinvengono il corpo di Taha impiccato e con sul petto incisa una Stella di Davide. Gli stessi estremisti arabi che hanno ucciso Karen, lo consideravano infatti un traditore per aver informato Ari dell'attacco.

Karen e Taha vengono sepolti insieme. In assenza di un rabbino o di un imam, viene svolta una breve cerimonia laica, durante la quale Ari giura sui loro corpi che un giorno arabi ed ebrei condivideranno insieme la stessa terra non solo nella morte ma anche nella vita.

Differenze dalla realtà storica[modifica | modifica wikitesto]

  • L'episodio dell'attentato all'ala destra del King David Hotel di Gerusalemme è impreciso: nel film si suppone che sia stato un attentato dai sotterranei, mentre nella realtà furono introdotti 6 bidoni di latte contenenti circa 225 chilogrammi di esplosivo. Il Comando Britannico fu avvertito 25 minuti prima dell'esplosione, ma l'avvertimento fu ignorato[1].
  • La nave non era una nave cargo bensì una nave da crociere di lusso dal nome "President Warfield", messa in disuso al termine della Seconda guerra mondiale e successivamente riarmata dall'Haganah e chiamata "Exodus 1947"[2].
  • La rotta della nave e il successo del viaggio nella realtà furono ben diversi da quelli descritti nel film (descrizione derivante da quella del romanzo). La nave partì dal porto italiano di La Spezia con più di 4.500 profughi diretta in Palestina, venne inseguita da navi della marina militare britannica, intercettata al largo della costa palestinese e abbordata poco prima di entrare nelle acque territoriali palestinesi. I profughi vennero deportati, con altre navi, indietro in Francia, ma il governo francese dichiarò che avrebbe permesso di sbarcare solo i passeggeri che l'avessero fatto volontariamente. I britannici trasportarono quindi i profughi in Germania, li fecero sbarcare ad Amburgo e li portarono in campi di detenzione nella zona di occupazione britannica della Germania.[3]

Premi e nomination[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora, scritta da Ernest Gold, vinse l'Oscar alla migliore colonna sonora del 1960. Il motivo musicale principale del film è stato spesso remixato ed eseguito da molti artisti (tra cui il pianista Anthony Burger per il pezzo intitolato "I Do Believe", contenuto in Homecoming; nonché dal pianista techno-crossover Maksim, che lo utilizzò come motivo per il pezzo Bankhead di T.I.), mentre la versione originale è stata usata come colonna sonora dal professional wrestler "Mr. Perfect" Curt Hennig. Un altro professional wrestler, Bill Goldberg, usa una versione del pezzo principale come musica d'entrata alla WCW in riferimento alla sua discendenza ebraica. Ancora, Howard Stern la usa per avere un effetto comico quando parla di aspetti della vita ebraica. Il tema principale fu portato al successo anche per merito del duo pianistico Ferrante & Teicher.

Ernest Gold raggiunse la prima posizione nella Billboard 200 per 14 settimane e vinse il Grammy Award per la miglior colonna sonora e per la canzone dell'anno durante il Grammy Awards del 1961.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Attentato al King David Hotel, in Palestine 1945-1948, Britain's Small Wars Site. URL consultato il 17 aprile 2012.
  2. ^ President Warfield, in Dictionary of American Naval Fighting Ships, Naval History & Heritage Command - Department of the Navy - Naval historical Center. URL consultato il 17 aprile 2012.
  3. ^ EXODUS 1947, Controvoci. URL consultato il 17 aprile 2012.

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