Robert Wyatt

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« In prospettiva, l'opera di Robert Wyatt rappresenta un monumento artistico che si può collocare tra i vertici raggiunti dalla musica del ventesimo secolo. »
(Piero Scaruffi su The History of Rock Music - Robert Wyatt[1])
Robert Wyatt
Robert Wyatt a Londra nell'aprile 2006
Robert Wyatt a Londra nell'aprile 2006
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Rock progressivo[2]
Fusion[1]
Art rock[2]
Rock sperimentale[1]
Periodo di attività 1962 – in attività
Strumento Batteria
Voce
Tastiere
Tromba
Percussioni
Gruppi Daevid Allen Trio
Wilde Flowers
Soft Machine
Matching Mole
Album pubblicati 20
Studio 10
Live 1
Colonne sonore 1
Raccolte 8
Gruppi e artisti correlati Daevid Allen, Hatfield and the North, Henry Cow, Brian Eno, Kevin Ayers, Phil Manzanera
Sito web

Robert Wyatt, pseudonimo di Robert Ellidge (Bristol, 28 gennaio 1945), è un batterista, cantante, tastierista, compositore e percussionista inglese. È stato membro fondatore dei Soft Machine, una delle band più importanti del progressive rock e pioniera del movimento musicale noto come scena di Canterbury. Ha partecipato ai primi quattro album del gruppo, lasciandolo nell'agosto del 1971 per fondare i Matching Mole, altra band della scena di Canterbury.

Oltre che per il suo genio come strumentista e compositore, è noto per le incredibili sonorità che riesce ad ottenere con la voce, che ne fanno uno dei cantanti più originali ed ammirati nel panorama della musica contemporanea.[1] Nel percorso che lo ha portato ad affinare le sue doti vocali Wyatt si è ispirato al jazz, fonte principale della sua educazione musicale nonché sua grande passione, ma non si definisce un musicista jazz, ritenendo che questa etichetta sia riservata agli artisti cresciuti a contatto con la comunità afroamericana.[3]

In seguito ad un incidente occorsogli il 1º giugno 1973, è rimasto paralizzato dalla vita in giù; da quel momento ha condotto una vita più ritirata, dedicandosi alla sperimentazione e alla ricerca musicale nelle opere da solista, alla collaborazione con altri artisti, alla promozione di giovani talenti e all'impegno politico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Bristol, nel sud-ovest dell'Inghilterra, nel 1945 da Honor Wyatt e George Ellidge, una coppia di dichiarate idee socialiste.[4] Il padre George è un grande appassionato di jazz che gli trasmetterà questa passione e gli insegnerà a suonare il piano. Dopo essersi trasferiti a West Dulwich, un sobborgo di Londra, al padre viene diagnosticata una sclerosi multipla[5] e nel 1956 la famiglia va ad abitare nella più salubre Lydden,[6] nelle vicinanze di Canterbury, stabilendosi in una grande casa georgiana che viene trasformata in una guest house.[7]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 Wyatt frequenta la scuola "Simon Langton" di Canterbury, e qui conosce i fratelli Brian e Hugh Hopper, Mike Ratledge e Dave Sinclair, con i quali stringe un'amicizia cementata dal comune interesse per la musica. Insieme passeranno i pomeriggi a casa di Robert ad ascoltare jazz e a strimpellare canzoni famose. Wyatt aumenta il suo interesse per il jazz dopo l'ascolto dei dischi di Stan Kenton, a proposito del quale dichiara: "Mi è esploso in testa".[8]

Nel 1960 in casa Ellidge-Wyatt affitta una stanza il chitarrista australiano Daevid Allen, da poco in Europa e reduce da un soggiorno parigino. Lo stile di vita anticonvenzionale e le idee musicali di Daevid, nonché i 200 dischi jazz e la marijuana con cui arriva, esercitano una grande influenza sul gruppo di amici,[9] ai quali nel frattempo si è aggiunto il bassista, chitarrista e cantante Kevin Ayers. Nel 1961, dopo un soggiorno a Parigi, Allen rientra a Lydden con il jazzista statunitense George Niedorf, che si paga la camera impartendo lezioni di batteria a Wyatt.[10]

La scoperta del mondo alternativo e il rifiuto di quello convenzionale portano Wyatt a diventare malinconico e a meditare il suicidio: viene trovato svenuto in camera di Allen in seguito ad un'ingestione di barbiturici e portato in ospedale. Le voci che circolano sulla sua responsabilità nel misfatto spingono Allen a lasciare Lydden e a trasferirsi a Londra.[11]

Nel Natale del 1961 Robert lascia la scuola e qualche giorno dopo si trasferisce con Niedorf a Deià nell'isola di Maiorca, una località dove da anni si era stabilita una comunità di artisti della Beat Generation, tra cui un amico di famiglia, il poeta Robert Graves, amante del jazz e di idee aperte che accoglie Robert con gioia. I dieci mesi passati nella sua tenuta saranno ricordati da Wyatt tra i più felici della sua vita, qui continua le lezioni di batteria e si improvvisa scrittore e scultore.[12] Deià sarà in seguito considerata la culla dei Soft Machine e dei Gong.

In ottobre Wyatt torna a Canterbury, ospite della famiglia Hopper, e comincia le prime registrazioni alla chitarra, voce e batteria con i due fratelli Hopper, Brian alla chitarra, voce e sax, Hugh al basso e Ratledge al piano, in quello che costituisce il primo nucleo dei Wilde Flowers.[13] Queste registrazioni compariranno verso la fine degli anni novanta nelle compilation di autori vari del rock di Canterbury Canterburied Sounds - Volume 1, Canterburied Sounds - Volume 2, Canterburied Sounds - Volume 3 e Canterburied Sounds - Volume 4.[14]

Il Daevid Allen Trio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Daevid Allen.

Agli inizi del 1963 Allen invita a Londra Wyatt e Hugh Hopper ed assieme formano il Daevid Allen Trio, a cui si aggiunge occasionalmente Ratledge. Si esibiscono in un repertorio di free-jazz e danno lettura di poesie beat. Una data verrà registrata al famoso Marquee Club di Londra e pubblicata nel 1993 dalla Voiceprint Records con il titolo Live 1963.[9] Il trio si scioglie subito dopo e Allen torna a Parigi, dove viene raggiunto l'anno dopo da Hugh Hopper e Wyatt, che vengono qui a contatto con la musica di Terry Riley ed hanno la loro prima esperienza con l'LSD,[12] ma non riescono a trovare ingaggi musicali. Al rientro in Inghilterra Wyatt si deve guadagnare da vivere a Londra, visto che nel frattempo suo padre era morto e la casa di Lydden era stata venduta.

I Wilde Flowers[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Wilde Flowers.

Nell'estate del 1964 Wyatt, Ayers e Allen soggiornano a Deià dove si esibiscono in un locale club, mentre a Canterbury i fratelli Hopper si erano uniti al chitarrista e cantante Richard Sinclair per formare il gruppo beat Wild Flowers. A fine estate Ayers e Wyatt si uniscono ai tre e, su suggerimento di Ayers, la band prende il nome di Wilde Flowers in omaggio all'omonimo scrittore irlandese.[15] Le prime registrazioni avvengono con Hugh Hopper al basso, Richard Sinclair alla chitarra ritmica e controcanto, Brian Hopper alla chitarra, sax e controcanto, Wyatt alla batteria, percussioni e controcanto, e Kevin Ayers cantante.[13] I Wilde tengono il loro primo concerto alla fine del 1964.[16] Ayers lascia ben presto la band e, dopo un breve intermezzo con Graham Flight, Wyatt diventa il cantante mentre alla batteria lo sostituisce il futuro Caravan Richard Coughlan.[5]

Il gruppo, considerato il progenitore di tutte le band della scena di Canterbury, negli anni successivi vede la rotazione al suo interno di svariati musicisti e si scioglierà nel 1969, senza essere riuscito a pubblicare alcun album. In seguito, Brian Hopper rispolvererà dal suo archivio i vecchi brani del gruppo che la Voiceprint Records pubblicherà nell'attesissimo CD The Wilde Flowers del 1994.

Sempre dall'archivio di Brian Hopper e sempre dalla Voiceprint verranno pubblicate tra il 1998 ed il 1999 quattro compilation degli artisti della scena di Canterbury:

Tra i vari brani sono da segnalare 3 inediti dei Wilde Flowers e buona parte delle preistoriche registrazioni di Canterbury dal 1962 in poi.[17]

I Soft Machine e il primo album solista[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Soft Machine.
Wyatt durante una registrazione del 1967 con i Soft Machine negli studi dell'emittente televisiva olandese VPRO

Nel 1966 Wyatt e Ayers escono dai Wilde Flowers e formano uno dei gruppi più influenti dell'intero rock progressivo, i Soft Machine, che avrebbero contribuito alla creazione di nuove dimensioni del rock psichedelico e del jazz rock. Nei Soft Machine Wyatt è sia cantante che batterista, una soluzione piuttosto inusuale per un gruppo che attribuisce grande importanza alle esibizioni dal vivo, Ayers suona il basso e a sua volta canta, Daevid Allen è alla chitarra e Mike Ratledge alle tastiere. Hugh Hopper segue il gruppo in qualità di road manager.

Le prime esibizioni riscuotono grandi consensi e la band diviene in breve una delle più acclamate della psichedelia londinese. Nel 1967 vengono scritturati assieme ai primi Pink Floyd per suonare al mitico UFO Club di Londra, e registrano il primo 45 giri, Love Makes Sweet Music. Allo Speakeasy Club di Londra sono il gruppo spalla della Jimi Hendrix Experience, e lo stesso Jimi si unisce a loro suonando il basso.

Il produttore discografico Giorgio Gomelsky finanzia la registrazione dei primi brani, che verranno pubblicati nel 1971 con il titolo Faces And Places Vol.7,[18] e una tournée francese che ottiene uno straordinario successo.[19] Di ritorno da Parigi, Allen viene bloccato alla frontiera britannica per irregolarità dei documenti e, vedendosi costretto a lasciare il gruppo, torna in Francia, dove in seguito diventerà il leader dei Gong.

Wyatt, Ayers e Ratledge continuano come trio e vengono ingaggiati come gruppo di apertura per il lungo tour nordamericano della Jimi Hendrix Experience, che ha inizio nel febbraio del 1968.[19] In soli quattro giorni registrano a New York[19] un promo con i due brani Joy of a Toy e Why Are We Sleeping?[20] e finalmente il primo LP, The Soft Machine, il cui sound risente ancora della follia dadaista di Allen e spazia tra il beat, la psichedelia, atmosfere orientali ed un timido jazz.[9]

Alla fine del tour la band si scioglie e Wyatt resta in America dove compone alcuni brani, tra cui il primo abbozzo della splendida Moon in June. Nell'ottobre del 1968 registra a Hollywood una versione di Slow Walkin' Talk, una canzone di Brian Hopper, in cui canta e suona la batteria e le tastiere con Jimi Hendrix al basso.[5] Entrambi questi brani usciranno nella compilation di Wyatt intitolata Flotsam Jetsam del 1994, mentre il secondo verrà pubblicato in quella dei Soft Sweet Music - Live And Rare 1966-1969, un triplo CD nel 2011. Quest'ultima raccolta tra i vari inediti contiene un intero concerto tenuto in Maryland dalla band nel 1968.[senza fonte][21]

I Soft Machine devono rispettare gli impegni contrattuali, Wyatt torna così in Inghilterra dove rimette assieme la band con Ratledge e Hugh Hopper al posto di Ayers, che esce definitivamente dal gruppo. Nel 1969 viene pubblicato il secondo lavoro, Volume Two, influenzato dal minimalismo di Terry Riley e dalle improvvisazioni di Frank Zappa. Con l'uscita dalla band di Ayers, il gruppo perde parte della follia dadaista, in parte garantita da Wyatt, e si indirizza verso la fusion. L'opera viene salutata come il primo vero mix di rock, dadaismo, psichedelia, jazz e avanguardia mai realizzato da alcun musicista, e solo alcune dissonanze strumentali nel secondo lato, più votato alla sperimentazione, le negano la definizione di capolavoro.[22] Nel brano A Concise British Alphabet part 2, Wyatt dà il primo saggio di quella "malinconia nonsense" che lo caratterizzerà per tutta la carriera.[9] Subito dopo le registrazioni di Volume Two, Wyatt, Ratledge e Hopper suonano in due brani di The Madcap Laughs,[23] il disco di esordio di Syd Barret, che aveva appena lasciato i Pink Floyd.

Il capolavoro dei Soft Machine è l'album successivo, il doppio Third del 1970, che segna la piena maturità artistica della band ed il definitivo riconoscimento di critica e di pubblico. L'inserimento nella formazione di diversi fiati limita molto l'apporto di Wyatt come cantante, se si eccettua il capolavoro Moon in June, che occupa un'intera facciata.[5] Nella lunga suite, dà libero sfogo alle sue doti vocali ed esprime il suo genio compositivo, che raggiunge un livello artistico ed un'originalità di valore assoluto.[9]

Si viene a creare una frattura nel gruppo quando Ratledge e Hopper, contrari alla concezione musicale di Moon in June, vi partecipano a brevi tratti, lasciando Wyatt ad arrangiarsi a suonare i vari strumenti da solo nella maggior parte del brano. Durante i concerti dal vivo, mon in June viene suonata in versione ridotta, limitata alle parti in cui Ratledge e Hopper partecipano nell'album. Il grande disappunto di Robert, che aveva invece entusiasticamente contribuito agli altri brani, lo porterà a lasciare la band nell'anno successivo.[24]

Nel 1970 pubblica anche il suo primo lavoro solista, The End of an Ear, che viene registrato nello stesso periodo di Third. Questo album, che sarà uno dei più belli e incompresi della sua carriera, lo allontana dal tipo di fusion seriosa a cui si stavano indirizzando i Soft Machine, per avvicinarlo al più colorito jazz-rock di Miles Davis e dei Weather Report, e all'Avant-garde rock. Il sound si addice pienamente al suo talento di batterista, se confrontato con quello delle opere successive all'incidente che lo paralizzerà, maggiormente votato all'espressione del suo talento come cantante e compositore. Le dediche rivolte agli amici nei titoli dei brani sono indice di quanto propria l'artista senta questa opera.[25]
Wyatt realizza l'album incidendo ed elaborando con un distorsore una serie di suoi assoli,[5] a cui in seguito sovrappone gli altri strumenti. Il brano considerato più significativo è Las Vegas Tango, diviso in due parti che aprono e chiudono il disco, in cui un amalgama di bisbiglii, urla animalesche, vocine e cantilene producono un effetto assolutamente nuovo e sorprendente. La voce viene periodicamente frenata e contrastata dai contrappunti del pianoforte, per poi riprendersi la scena in un'esplosione di vocalizzi psichedelici, un urlo dissacrante volto a scrollarsi di dosso le catene imposte dal conformismo.[1]
I musicisti che lo accompagnano sono: il fratellastro Mark Ellidge al piano, Dave Sinclair dei Caravan all'organo, Mark Charig ed Elton Dean dei Soft alla cornetta e al sax, e Neville Whitehead al basso. Wyatt canta e suona batterie, tastiere, pianoforte, organo e armonica.[25]

L'opera viene seguita da alcune collaborazioni con altre band, tra cui i Whole World di Ayers, i Centipede di Keith Tippett e i Symbiosis di Gary Windo, e con Daevid Allen, entrando nella formazione del suo primo album da solista, Banana Moon.[7] Nel 1971, dopo l'uscita dell'album strumentale Fourth, abbandona i Soft Machine, contrariato dall'evoluzione musicale imposta da Ratledge, sempre più tesa verso un rigido jazz che limita le sue performance vocali ed il suo ingegno.

I Matching Mole[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Matching Mole.

Fonda, alla fine del 1971, un altro gruppo storico della scena di Canterbury, i Matching Mole (letteralmente "incontro tra talpe", omofonia di machine molle, la traduzione francese di Soft Machine), con il bassista Bill MacCormick, ex Quiet Sun, il tastierista Dave Sinclair, già nei Wilde Flowers e nei Caravan ed il chitarrista Phil Miller, ex Delivery.

In un'intervista Robert rivelerà che in questa band può confrontarsi e parlare con gli altri componenti, lasciando intendere la difficoltà di dialogo nei Soft.[3] Può inoltre dare libero sfogo al suo talento vocale e spaziare tra diversi generi musicali con frequenti improvvisazioni, sulla falsariga di quanto aveva fatto in The End of an Ear.
L'eponimo e molto sperimentale album di esordio,[3] Matching Mole, con Dave MacRae alle tastiere in qualità di ospite, è firmato quasi per intero da Wyatt, che oltre a cantare suona la batteria, il piano ed il mellotron. Su tutti i brani sperimentali spicca la dolcissima "O Caroline", serenata lunare dedicata all'amica Caroline Coon, con testo di Wyatt e musica di Sinclair.[1]

Il secondo lavoro, sempre nel 1972, è Little Red Record, che vede MacRae prendere il posto di Sinclair, la collaborazione di Brian Eno al sintetizzatore e la produzione di Robert Fripp. È basato sulle performance vocali di Wyatt, che scrive tutti i graffianti testi improntati sull'impegno politico,[26] e su un alto livello di sperimentazione sonora. Gli altri membri sono responsabili della stesura della musica, compito che Wyatt preferisce demandare, e grazie all'apporto di MacRae il sound si avvicina ulteriormente alla fusion.

Con l'uscita del secondo album, in autunno la band si scioglie. Dopo due mesi a Venezia in cui compone nuovo materiale, trascorsi con la fidanzata Alfreda Benge, una poetessa che scriverà alcuni dei testi delle sue canzoni e illustrerà tutte le copertine dei suoi album dal 1974 in poi, Wyatt torna in patria. Forma un gruppo jazz che ha vita brevissima, i Wmwm, acronimo dei suoi componenti, con Gary Windo al sax, MacRae alle tastiere e Ron Mathewson al contrabbasso. Non avranno tempo di pubblicare dischi, ma alcune registrazioni verranno incise in raccolte postume di Windo.[7][27] In primavera rifonda i Matching Mole rivoluzionandone la formazione, oltre a MacCormick vi sono Windo al sassofono e Francis Monkman alle tastiere,[28] ma quando sono pronti per registrare il nuovo album accade la tragedia.

La paralisi[modifica | modifica sorgente]

« Il dottore era stupefatto. Mi disse: 'Doveva essere proprio ubriaco per rimanere così rilassato mentre cadeva dal terzo piano'. Se fossi stato appena un po' più sobrio, probabilmente oggi non sarei qui: avrei teso tutto il corpo per la paura e quindi mi sarei fracassato. »
(Robert Wyatt)

Il 1º giugno 1973, durante la festa di compleanno di Gilli Smyth, Wyatt cade da una finestra del terzo piano,[5] rimanendo paralizzato dalla vita in giù. In seguito all'incidente Wyatt è costretto su una sedia a rotelle e abbandona il progetto Matching Mole. Non potrà più suonare la batteria classica, in seguito si cimenterà su piccole batterie prive di charleston e grancassa. I Soft Machine ed i Pink Floyd gli dedicano un concerto, devolvendogli i relativi proventi.[1]

Dopo l'incidente i suoi sforzi in campo musicale si concentrano sulla carriera solista, nella quale viene accompagnato da session men e collaboratori di alto livello, tra i quali si possono citare il poeta e cantante Ivor Cutler, Mike Oldfield e il chitarrista Fred Frith.

I lunghi mesi trascorsi in ospedale danno modo a Wyatt di maturare nuove idee musicali e, nella sua definizione, di pensare attraverso la musica,[3] continua inoltre a preparare i nuovi brani.

Carriera solista e collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

A fine anno ricominciano le registrazioni, collabora con Lady June ed esegue i vocalizzi di Calyx nell'album di esordio degli Hatfield and the North.

I brani del suo secondo lavoro solista, Rock Bottom, pubblicato dalla Virgin Records nel 1974, erano già in avanzata fase di preparazione prima dell'incidente, avrebbero dovuto far parte del terzo Matching Mole,[3] e i testi vengono terminati da Wyatt durante la degenza in ospedale.[29] Si tratta di un'opera estremamente anticonvenzionale e difficilmente classificabile che è considerata uno dei suoi capolavori, viene prodotta dall'amico Nick Mason dei Pink Floyd e registrata con il Manor Mobile tre mesi dopo l'uscita dall'ospedale.[5]

L'album esce dai rigidi schemi della fusion in cui era immerso il secondo Matching Mole, per calarsi in uno stato d'animo introspettivo che fonde le dolci atmosfere di Moon in June e O Caroline alle follie patafisiche di Las Vegas Tango. Il dadaismo dei precedenti lavori viene qui smorzato e la pacatezza che contraddistingue l'opera consegna agli ascoltatori un nuovo Wyatt, rassegnato, maturo, saggio e dolce allo stesso tempo.[1]

Fra i brani spicca Sea Song, struggente ed inquietante urlo di disperazione stemperato dalla dolcezza del pianoforte e dei vocalizzi di Robert: Così, finché il tuo sangue corre per incontrare la prossima luna piena...[30]

La formazione vede presente alcuni tra i migliori interpreti della musica di Canterbury: Richard Sinclair e Hugh Hopper si alternano al basso, Laurie Allan, ex Gong, suona la batteria in due tracce, l'inquietante voce di Ivor Cutler appare in due brani, in uno dei quali gli fa da contrappunto la tromba di Mongezi Feza, la Benge canta in Alifie supportata da Gary Windo al clarinetto e nel brano finale compaiono Mike Oldfield alla chitarra e Fred Frith alla viola.[31] Wyatt, oltre a cantare, suona piccole batterie, la chitarra e le tastiere.[29]

L'album viene inciso tra febbraio e marzo e pubblicato dalla Virgin Records il 26 luglio del 1974, lo stesso giorno in cui Wyatt sposa Alfreda.[7]

Il 1º giugno, a un anno esatto dall'incidente, partecipa suonando le percussioni al concerto del Rainbow Theatre di Londra tenuto da Ayers, l'ex Roxy Music Brian Eno, e i due fuoriusciti dai Velvet Underground Nico e John Cale, alcuni dei brani di questa performance vengono pubblicati nell'album June 1, 1974.[7]

L’8 settembre, al Drury Lane di Londra, torna ad esibirsi in un concerto con Julie Tippetts, Windo, Feza, Dave Stewart degli Hatfield and the North, Fred Frith, Mike Oldfield, Hugh Hopper, Laurie Allan e Nick Mason dei Pink Floyd.[7] La registrazione dell'evento, organizzato dalla Virgin per promuovere Rock Bottom, verrà pubblicata solo nel 2005 nell'album Theatre Royal Drury Lane 8th September 1974, attribuito a Robert Wyatt & Friends.

Nello stesso anno registra due singoli, uno dei quali è una cover della celebre I'm a Believer scritta da Neil Diamond e portata al successo dai Monkees, la cui versione italiana, Sono bugiarda, fu cantata anni prima da Caterina Caselli. Con questo 45 giri raggiunge il 29º posto nelle classifiche britanniche e viene quindi invitato a cantarla in diverse televisioni fino a quando non appare nella trasmissione della BBC Top of the Pops, e dopo che il produttore della trasmissione gli dice che "non sta bene mostrare sedie a rotelle in spettacoli d’intrattenimento per le famiglie", Wyatt propone ai suoi musicisti di presentarsi tutti in sedia a rotelle.[7]

L'altro singolo registrato in questo periodo, una reinterpretazione di Yesterday Man di Chris Andrews, viene giudicato troppo triste dal patron della Virgin Richard Branson e, con il disappunto di Wyatt, non viene pubblicato ufficialmente.[3]

L'album solista successivo, Ruth Is Stranger Than Richard (Ruth è più strana di Richard), un gioco di parole su truth is stranger than fiction (la verità è più strana della finzione), esce nel 1975 e conferma l'eclettismo e l'anticonvenzionalità di Wyatt. Il disco fonde in modo inedito i suoi testi ad elementi di jazz, free jazz, musica africana ed altri generi che fanno parte del bagaglio musicale degli amici che collaborano. Della formazione fanno parte anche Feza alla tromba, che morirà poco dopo le registrazioni,[5] Frith alla chitarra ed Eno ai sintetizzatori.[3] Come il precedente Rock Bottom, anche "Ruth" è prodotto da Nick Mason. La traccia Soup Song è un rifacimento della Slow Walkin' Talk di Brian Hopper.[5]

Nei successivi 5 anni Wyatt si eclissa dalla scena musicale, se si eccettuano le collaborazioni con alcuni artisti tra cui Henry Cow, Hatfield and the North, Carla Bley e Michael Mantler.[5] Di rilievo la partecipazione nel 1978 al primo album ambient di Brian Eno Ambient 1: Music for Airports, in cui compone e suona nel brano di apertura.

L'impegno e la militanza politica[modifica | modifica sorgente]

Confinato in una sedia a rotelle ed impossibilitato ad effettuare tournée, Wyatt ascolta con assiduità la radio appassionandosi sempre più alla "black music" e ai vari problemi che attanagliano il terzo mondo. La rabbia che gli provocano l'attività colonialista della NATO ed il protrarsi dell'apartheid in Sudafrica lo porta negli anni ottanta, quando riprende la sua produzione solista, a comporre brani con contenuti sempre più impegnati politicamente. La scelta è dettata dalla convinzione che la carica rivoluzionaria del rock stava perdendo credibilità.[3] Un altro fattore che lo spinge su questa strada è la morte per polmonite doppia in un ospedale inglese dell'amico e grande artista nero sudafricano Mongezi Feza, secondo Wyatt non era stato curato come si conviene e come sarebbe stato curato un bianco.[24]

Nel 1979 Wyatt diventa un membro e sostenitore di spicco del Partito Comunista Britannico e intreccia una fitta corrispondenza con prigionieri politici di tutto il mondo.[7] Aveva manifestato le sue simpatie per la sinistra anche in precedenza, già il titolo del secondo Matching Mole, Little Red Record, dischetto rosso, era un palese omaggio al libretto rosso di Mao, e in copertina vedeva i quattro componenti della band nelle vesti di guerriglieri armati.[1]

Esce dall'isolamento artistico grazie a Geoff Travis, il boss della Rough Trade Records, che lo scrittura per eseguire delle reinterpretazioni, sulla scia dei successi ottenuti con i singoli degli anni settanta.[5] Il primo dei 45 giri che riflettono il suo impegno militante è "Arauco"/"Caimanera",[7] una canzone tradizionale di Violeta Parra ed una reinterpretazione di "Guantanamera", a cui fanno seguito l'omaggio alla Russia comunista di "Stalin Wasn't Stallin'"/"Stalingrad", "At Last I Am Free" pubblicata con un rifacimento della canzone di protesta "Strange Fruit" di Billie Holiday, e l'ottima accoppiata della reinterpretazione di "Grass" di Cutler con l'inno sindacale "Trade Unions".[24] Questi singoli verranno riuniti nelle raccolte Robert Wyatt del 1981,[32] e Nothing Can Stop Us dell'anno successivo, che viene da alcuni considerato il miglior album di canzoni politiche di sempre.[3]
Nel 1981 effettua da solo delle registrazioni per Rai Radio 3 che vedranno la luce nel 2009 nell'album Radio Experiment Rome February 1981 e nello stesso anno registra la sua versione de "L'Internazionale",[7] che verrà pubblicata l'anno dopo sulla raccolta di autori vari Recommended Records Sampler,[33] e più tardi nell'altra compilation Going Back A Bit: A Little History Of Robert Wyatt.[24]

Nel 1982 esce The Animals Film, che è la colonna sonora del film omonimo, in cui vengono stigmatizzate le violenze contro gli animali. Si tratta di un nuovo capitolo della produzione di Wyatt, trenta minuti di musica a ruota libera, in cui il commento alle scene del film fatto con giochi vocali dall'aria volutamente distratta accompagnati dal pianoforte è in fragoroso contrasto con gli spietati ritmi della batteria che assecondano le scene dei macelli e delle agonie.[1] Il lavoro viene registrato in Catalogna, dove Robert e Alfie si trasferiscono ritenendo necessario il distacco dalla realtà inglese.[3]

Nel 1983 raggiunge la posizione numero 35 della hit parade britannica con la splendida "Shipbuilding" scritta per lui da Elvis Costello, un brano di denuncia contro la guerra nelle Falkland che apparirà nelle edizioni successive di Nothing Can Stop Us, ed in un Ep con "Round Midnight" di Thelonious Monk e "Memories Of You" di Eubie Blake. Un'altra canzone di denuncia, questa contro l'invasione americana di Grenada, è "Amber and the Amberlines", registrata con Hugh Hopper nel 1983, dello stesso anno è "Venceremos" realizzata in un album dei Working Week. "Amber and the Amberlines" viene inserita nell'Ep Work in Progress del 1984, insieme a una struggente cover di "Biko", di Peter Gabriel, a "Te Recuerdo Amanda" di Victor Jara e a "Yolanda" di Pablo Milanés[7]

Sempre nel 1984 partecipa a The Last Nightingale, album di artisti vari i proventi del quale vanno ai minatori in sciopero contro il governo Thatcher,[7] mentre nel 1985 registra con i SWAPO singers il singolo "Wind of Change", per protestare contro l'invasione sudafricana della Namibia.[3]

Nel 1985 pubblica un altro album da solista, Old Rottenhat, interamente registrato da solo al pianoforte, batteria e voce.[34] Tutti i brani hanno riferimenti politici relativi a diverse realtà, come ad esempio "East Timor" che si occupa dei massacri che stavano avvenendo in quel paese con la copertura americana, ed "Alliance" che critica l'alleanza dell'SPD tedesco con i liberali.[3] La musica accompagna in maniera solenne le denunce dell'autore, sfociando a volte in tenere ninna nanne in cui rifugiarsi per sfuggire agli orrori della società.[1]

Verso la fine degli anni ottanta esce dal partito comunista, ma senza rinnegare le sue idee, dichiarando che "essere ex comunista sia molto più presuntuoso che essere comunista".[7]

Pausa artistica e ripresa dell'attività[modifica | modifica sorgente]

Dopo il 1985 la sua attività musicale si riduce sensibilmente e si limita a partecipazioni ad album di altri artisti. Dopo essersi preso con Alfreda un anno sabbatico, nel 1991 si ritrasferisce nel Lincolnshire, in Inghilterra, per la scarsità di supporto che la sanità spagnola dedica ai paraplegici,[3] e pubblica Dondestan, da molti considerato il suo lavoro migliore dopo Rock Bottom.[5]

Questo album è un'altra tappa dell'isolamento artistico in cui ha scelto di chiudersi, registra tutte le tracce da solo con voce, tastiere, percussioni, piano e batteria. Viene realizzato per la metà in collaborazione con la moglie Alfreda, la quale firma idilliaci testi su musiche di Robert, che invece firma tutti i restanti brani, eccetto uno in cui la musica è di Hugh Hopper. In questa seconda parte dell'album riaffiorano i proclami politici con brani dedicati alla privatizzazione, alla situazione in Palestina, allo sfruttamento colonialista e ad altri temi scottanti.[3][35]

Anche i cinque brani dell'Ep A Short Break dello stesso anno riflettono le atmosfere contraddittorie di Dondestan, alternando momenti sognanti ad altri pervasi dall'angoscia esistenziale.[1]

Gli anni seguenti sono nuovamente scarsi di impegni artistici, da segnalare l'uscita nel 1994 della compilation Flotsam Jetsam in concomitanza con il libro di Mike King Wrong Movements. A Robert Wyatt History,[5] alla cui versione italiana, Falsi Movimenti. Una storia di Robert Wyatt, che esce nello stesso anno per la Arcana Editore, Wyatt contribuisce apportando alcuni aggiornamenti ed effettuando correzioni. Nel 1995 si esibisce in quella che si rivelerà una delle sue più valide collaborazioni, canta tre brani nell'album Songs dell'ex Henry Cow John Greaves .[7]

Nel 1997 esce il suo nuovo CD Shleep, in cui dopo anni torna finalmente a registrare in studio con altri musicisti e che viene elogiato dalla critica. Wyatt passa con grazia tra le diverse atmosfere che caratterizzano l'opera, emananti serenità, nevrosi e introspezione.[1] Nell'eccezionale cast spiccano tra gli altri gli ex Roxy Music Brian Eno e Phil Manzanera, Paul Weller, già nei Jam e negli Style Council e Annie Whitehead.[7] L'opera risveglia l'interesse nei suoi confronti da parte dei critici musicali, molti dei quali la considerano uno dei migliori lavori di Wyatt.[5]

« Ho passato parte degli anni novanta con una serie di problemi di salute che mi hanno costretto a uno sforzo enorme per riconquistare la dimensione sociale di ciò che si chiama musica. Troppo spesso mi sono concentrato sulla musica come un poeta con la sua penna. Ma la musica non è poesia, è un'arte sociale e quindi ho avuto bisogno di una compagnia di amici che mi aiutassero a uscire da questo isolamento. »
(Robert Wyatt, in un'intervista a Ondarock in occasione dell'uscita di Shleep, commenta il suo ritorno alle registrazioni con una band[36])

Nel 1998 Wyatt partecipa all'album-tributo a lui dedicato The Different You - Robert Wyatt e noi, pubblicato da I dischi del mulo, cantando in italiano Del Mondo, una reinterpretazione di Ko de mondo dei C.S.I.. Il disco è composto da suoi brani che vengono interpretati da musicisti italiani, tra i quali gli stessi C.S.I., Franco Battiato, Jovanotti, Max Gazzè e Cristina Donà. Collabora con quest'ultima anche alla realizzazione del brano Goccia, contenuto nell'album Nido del 1999 e nell'omonimo Ep, comparendo anche nel video dello stesso Ep.

Un altro tributo a Wyatt è Soupsongs Live: the Music of Robert Wyatt, CD che Annie Whitehead gli dedica nel 1999, Robert ricambia l'anno dopo collaborando nel nuovo disco della Whitehead. Nello stesso anno partecipa al nuovo album di Hugh Hopper e l'anno seguente a quelli di diversi altri artisti tra i quali l'ex Gong Didier Malherbe e Julie Tippett.[7] Sempre nel 2001 gli viene affidata la direzione del Meltdown Festival che si è tenuto nella prestigiosa Queen Elizabeth Hall,[5] a cui invita la Donà.

Nel 2003 pubblica il suo nuovo lavoro solista, Cuckooland, a cui partecipano anche la Whitehead, David Gilmour dei Pink Floyd, Manzanera, Eno e Paul Weller. L'album comprende canzoni d'amore, è più melodico di quelli degli anni precedenti e segna quindi il ritorno di Wyatt alle atmosfere del pop. I brani sono alquanto eterogenei tra loro dato che alcune canzoni sono scritte da Wyatt, altre a due mani con Alfreda ed altre ancora dall'arrangiatrice Karen Mantler, malgrado ciò l'opera si può definire elegante e brillante.[1]

Nello stesso anno esce una raccolta di registrazioni un po' approssimative di Wyatt degli anni settanta, tra cui diverse inedite, contenente anche due nuovi brani eseguiti con Hugh Hopper. Quest'opera è la colonna sonora dell'omonimo film Solar Flares Burn For You.[1]
Sempre nel 2003 la BBC trasmette il documentario a lui dedicato Free Will and Testament: The Robert Wyatt Story, che verrà replicato più volte,[37] in cui Robert si esibisce in 5 brani dal vivo con la SoupSongs Band della Whitehead.[5]

Nel 2004 esce la nuova raccolta His Greatest Misses, anche questa con alcuni brani inediti. Nello stesso anno Wyatt effettua ancora diverse collaborazioni, tra cui quelle negli album di Manzanera, 6pm, e di Björk, Medúlla in cui canta nei brani Submarine e Oceania.

« Vive a Louth (Lincolnshire) e nella camera da letto ha tutta la strumentazione con cui registra se stesso e i suoi album. Abbiamo portato un G4 e Pro Tools e abbiamo registrato la canzone in un pomeriggio. È un cantante davvero straordinario. Prima di andarsene, ha insistito per farci ascoltare una scala in cui cantava tutte le note - ha un range incredibile, qualcosa come 5 o 6 ottave. La cosa veramente interessante è che in ogni ottava la sua voce ha un carattere completamente diverso. Abbiamo quindi finito per utilizzarlo per Oceania, abbiamo usato quello che lui chiama Wyattron »
(Björk, in un'intervista alla stazione radio XFM il 25 agosto 2004)

Robert si è spesso schernito della propria voce, che il critico Piero Scaruffi ha definito pregna di "malinconia non-sense",[9] citando un alto critico musicale che lo ha paragonato ad un Jimmy Somerville in preda al Valium, per via degli ombrosi falsetti con cui spesso esprime gli stati d'animo nelle sue canzoni.[3] Il Wyattron è una tastiera che anziché suonare normali note, suona una vasta gamma di accordi vocali che Wyatt ha pre-registrato.[38] Fra i vari artisti che ne hanno fatto uso, oltre a Björk, c'è Kevin Ayers, nel brano "Cold Shoulder" del suo album The Unfairground del 2009.[39]

Le opere più recenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 esce il live Theatre Royal Drury Lane 8th September 1974, registrato in occasione del suo rientro sulle scene nel 1974, che viene attribuito a "Robert Wyatt & Friends". Nel 2006 suona la cornetta nel brano "Then I Close My Eyes" di David Gilmour, durante il concerto alla Royal Albert Hall di Londra registrato nel DVD Remember That Night.[7]

Nel 2007 Wyatt pubblica Comicopera, il suo nuovo lavoro solista, una sorta di autoritratto[1] a cui partecipano 18 altri musicisti, tra i quali gli ormai consueti Eno, Whitehead, Weller e Manzanera, l'album segna inoltre il ritorno alla collaborazione con Dave Sinclair, che suona il piano. 15 delle 16 tracce vengono registrate negli studi di Manzanera a Londra, l'altra, "Hasta Siempre Comandante", viene registrata nel Movin' Studio di Padova e vede la collaborazione del sassofonista padovano Maurizio Camardi, del bassista Alessandro Fedrigo, del batterista scledense Gianni Bertoncini, del tastierista ferrarese Alfonso Santimone e del percussionista Paolo Vidaich.
Altro omaggio all'Italia nell'album è l'interpretazione del brano dei C.S.I. "Del Mondo", cantato da Wyatt in italiano.[40].
L'opera si struttura in tre atti: il primo composto da canzoni d'amore, scritto con Alfreda, il secondo è una suite di inni socio-politici ed il terzo una raccolta di canzoni di protesta.[1]

Il 2008 viene trascorso collaborando nelle opere di alcuni artisti, tra i quali Weller, Ayers e Billy Bragg, altro musicista "militante" con cui riafferma la propria identità politica cantando nel brano "I keep faith in you".[41] Di particolare risalto la partecipazione alle percussioni in due brani dell'attesissima riunione del duo Eno - Byrne nell'album Everything That Happens Will Happen Today.[7]

Nel 2009 vengono pubblicate le registrazioni multitraccia in solitario di Wyatt per la Rai Radio 3 nel 1981 nell'album Radio Experiment Rome February 1981, effettuate negli studi di Roma accompagnando la voce con il piano, le tastiere, le percussioni, lo scacciapensieri ed altri oggetti.[42]
Sempre nel 2009 esce l'album Around Robert Wyatt, un omaggio a lui dedicato dall'Orchestre National de Jazz francese che esegue cover dei suoi pezzi in chiave jazzistica, a cui Robert partecipa cantando alcuni dei brani[43]

Il 17 settembre 2009 l'università di Liegi gli conferisce, assieme ad altri musicisti tra cui Archie Shepp e Anthony Braxton, una laurea honoris causa per il suo ruolo nel diffondere la musica.[44]

L'11 ottobre 2010 viene pubblicato il suo nuovo album, ...For the Ghosts Within, frutto di una collaborazione tra Wyatt, alle percussioni, tromba e voci, e gli amici Gilad Atzmon, compositore e sassofonista israeliano già presente in Cuckooland e Comicopera, che qui suona i fiati e l'accordéon, e Ros Stephen, compositrice e violinista britannica che canta e suona gli archi.
L'opera si articola in 11 brani di cui 7 sono rivisitazioni di classici del jazz e del pop, tra le quali spicca la "armstronghiana" What a Wonderful World in cui Wyatt dà l'ennesimo saggio del suo talento canoro.[45] Gli altri 4 brani sono composti dai tre amici e dall'immancabile Alfreda Benge.

La realizzazione dell'opera avviene dapprima con la registrazione di diversi strumenti ad arco, a cui contribuisce l'ottimo quartetto Sigamos String, e del basso, poi con la sovrapposizione del contributo di Wyatt, e per ultimo l'inserimento dei fiati di Atzmon. Fanno da contorno altri strumentisti con le tastiere ed il bandoneón.
Il risultato di questo originale lavoro a tratti orchestrale vede Wyatt, nella parte del mattatore, fondere con estrema confidenza la voce, come sempre imprevedibile e venata dalla sua caratteristica malinconia jazzistica, all'ottimo lavoro degli archi; gli altri strumenti si inseriscono con tempismo e si rivelano adeguati per la confezione di un'opera di grande personalità.[45] Altro brano da segnalare è quello che dà il titolo all'album, scritto da Atzmon e Benge, un riuscitissimo mix tra le atmosfere del jazz e quelle del folklore mediorientale.[45]

Nel 2014 collabora con Cristina Donà alla realizzazione del brano "Televesione" degli Afterhours nella riedizonee dell'album della band milanese "Hai paura del buio?".

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Carriera solista[modifica | modifica sorgente]

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Colonne sonore[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

  • 1974 The Peel Sessions, ("Alifib"/"Soup Song"/"Sea Song"/"I'm a Believer") Strange Fruit Records SFPS 037
  • 1982 Summer Into Winter (come Robert Wyatt & Ben Watt)
  • 1984 Work In Progress, ("Biko"/"Amber and the Amberines"/"Yolanda"/"Te Recuerdo Amanda")
  • 1984 4 Tracks EP, ("I'm a Believer"/"Yesterday Man"/"Team Spirit"/"Memories")
  • 1996 A Short Break
  • 2002 Airplay, ("Fridge"/"When Access Was A Noun"/"Salt-Ivy"/"Signed Curtain")

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Con i Wilde Flowers[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Wilde Flowers#Discografia.

Con i Soft Machine[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Soft Machine#Discografia.

Wyatt è presente in tutte le registrazioni dei Soft Machine fino al 1971.

Con i Matching Mole[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Matching Mole#Discografia.

Altri contributi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Scheda di Robert Wyatt www.scaruffi.com
  2. ^ a b (EN) Scheda di Robert Wyatt www.allmusic.com
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (EN) Intervista di Wyatt al mensile Q www.disco-robertwyatt.com
  4. ^ Graham Bennet, pag.27
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p (EN) Biografia di Wyatt Calyx
  6. ^ Graham Bennet, pag.29
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Una cronologia di Robert Wyatt sul sito di Radio Popolare, tratta dal libro Robert Wyatt : Wrong Movements di Michael King
  8. ^ Graham Bennet, pag.30
  9. ^ a b c d e f Piero Scaruffi, The History of Rock: Soft Machine, 1999. URL consultato il 28 marzo 2011.
  10. ^ (EN) Biografia di Wyatt www.discogs.com
  11. ^ Graham Bennet, pag.43
  12. ^ a b Graham Bennet, pag.44
  13. ^ a b (EN) Robert Wyatt - The Wilde Flowers years, www.hulloder.nl. URL consultato il 15-09-2009.
  14. ^ (EN) Discografia di Canterbury (lettera C) su Calyx, il sito della musica di Canterbury
  15. ^ Graham Bennet, pag.52
  16. ^ (EN) Cronologia dei Wilde Flowers thebritishsound.blogspot.com
  17. ^ (EN) Discografia dei gruppi di Canterbury (lettera C) su Calyx
  18. ^ (EN) Soft Machine – Faces And Places Vol. 7, Discogs
  19. ^ a b c (EN) Soft Machine, Discogs, 2011. URL consultato il 28 marzo 2011.
  20. ^ (FR) Une discographie de Robert Wyatt..., www.disco-robertwyatt.com. URL consultato il 28 marzo 2011.
  21. ^ (EN) Recensione di Sweet Music - Live An Rare 1966-1969 (l'autenticità di questa fonte è da verificare) frgk.blogspot.com
  22. ^ (EN) Recensione di Volume Two www.allmusic.com
  23. ^ (EN) Intervista di Wyatt sulla rivista musicale Dream nel 2005 su www.disco-robertwyatt.com
  24. ^ a b c d Etero genio aka e. g. (no) : Robert Wyatt su Sands Zine, rivista on-line di musica indipendente www.sands-zine.com
  25. ^ a b (EN) Scheda di The End of An Ear www.allmusic.com
  26. ^ (EN) Testi e copertina di Little Red Record Calyx
  27. ^ (EN) Locandina delle registrazioni alla BBC dei Wmwm halsprogressiverockblog.blogspot.com
  28. ^ (EN) FAQ sui Matching Mole in Calyx, il sito della musica di Canterbury calyx.perso.neuf.fr
  29. ^ a b (EN) Scheda di Rock Bottom www.allmusic.com
  30. ^ Dal testo: So until your blood runs to meet the next full moon...
  31. ^ (EN) Scheda di Rock Bottom www.discogs.com
  32. ^ (EN) Scheda dell'album Robert Wyatt www.discogs.com
  33. ^ (EN) Scheda di Recommended Records Sampler www.discogs.com
  34. ^ (EN) Scheda di Old Rotten Hat www.discogs.com
  35. ^ (EN) Scheda di Dondestan www.allmusic.com
  36. ^ (EN) Intervista a Robert Wyatt in occasione dell'uscita di Shleep www.ondarock.it
  37. ^ (EN) Presentazione di Free Will and Testament: The Robert Wyatt Story sul sito della BBC
  38. ^ (EN) Definizione di Wyattron sul sito di Wyatt
  39. ^ (EN) The Unfairground sul sito di The Guardian
  40. ^ (EN) Scheda di Comicopera www.discogs.com
  41. ^ Biografia di Robert Wyatt ortioricellari.blogspot.com
  42. ^ (EN) Discografia di Wyatt www.disco-robertwyatt.com
  43. ^ (EN) Recensione di Around Robert Wyatt sul sito della BBC
  44. ^ (FR) Articolo sull'assegnazione della laurea honoris causa www.disco-robertwyatt.com
  45. ^ a b c (EN) Scheda di ...For the Ghosts Within www.allmusic.com

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Testi di Robert Wyatt con illustrazioni di Jean-Michel Marchetti[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) MW, Æncrages & Co publishing, 1997
  • (EN) M2W, Æncrages & Co publishing, 1998
  • (EN) MW3, Æncrages & Co publishing, 2000
  • (EN) M4W, Æncrages & Co publishing, 2003
  • (EN) MBW (con Alfreda Benge), Æncrages & Co publishing, 2008

Libri su Robert Wyatt[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) King, Michael: Robert Wyatt : Wrong Movements, SAF Publishing, 1994, ISBN 0-946719-10-1 ISBN 978-0-946719-10-5
  • Falsi movimenti. Una storia di Robert Wyatt, versione italiana del libro di Michael King riveduta e corretta da Wyatt, tradotta da Alessandro Achilli, Milano, Arcana editrice, 1994, ISBN 88-79660-47-0

Libri contenenti materiale su Robert Wyatt[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 118827651 LCCN: nr96005194