Nazionale di sci alpino dell'Italia

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Italia Italia
Sport Alpine skiing pictogram.svg Sci alpino
Federazione F.I.S.I.
Confederazione F.I.S.
Codice CIO ITA
Direttore tecnico Italia Alberto Ghidoni (settore maschile)
Italia Massimo Rinaldi (settore femminile)
Olimpiadi[1]
discesa libera uomini 1 1 1
discesa libera donne 1 1 2
supergigante uomini 0 0 0
supergigante donne 2 0 2
slalom gigante uomini 3 0 0
slalom gigante donne 2 0 1
slalom speciale uomini 3 4 1
slalom speciale donne 1 2 0
combinata uomini 1 1 1
combinata donne 0 0 0
Medagliere ai Giochi olimpici 14 9 8
Per maggiori dettagli vedi qui
Mondiali[2]
discesa libera uomini 2 5 4
discesa libera donne 1 3 3
supergigante uomini 3 1 0
supergigante donne 2 3 0
slalom gigante uomini 4 0 3
slalom gigante donne 2 3 2
slalom speciale uomini 4 5 5
slalom speciale donne 1 2 3
combinata uomini 2 2 2
combinata donne 0 0 2
gara a squadre 0 0 2
Medagliere ai Mondiali 21 24 26
Per maggiori dettagli vedi qui
Coppa del Mondo
Coppa del Mondo 6 M - 1 F
Coppa del Mondo - Discesa 2 M - 3 F
Coppa del Mondo - SuperG 2 M - 0 F
Coppa del Mondo - Gigante 8 M - 3 F
Coppa del Mondo - Slalom 8 M - 0 F
Coppa del Mondo - Combinata 1 M - 3 F
Statistiche aggiornate al 14 febbraio 2021

La nazionale di sci alpino dell'Italia è la rappresentativa nazionale dell'Italia in tutte le manifestazioni dello sci alpino, dalle Olimpiadi ai Mondiali, dalla Coppa del Mondo alla Coppa Europa. Viene comunemente detta "Valanga azzurra" per il settore maschile e "Valanga rosa" per quello femminile.

Raggruppa tutti gli sciatori di nazionalità italiana selezionati dagli appositi organi ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI); è divisa in una squadra maschile e in una femminile, a loro volta articolate su vari livelli ("Nazionale A di sci alpino" o "di Coppa del Mondo", "Nazionale B di sci alpino" o "di Coppa Europa", Nazionale C di sci alpino, che affronta i Campionati mondiali juniores di sci alpino e altre competizioni); sono inoltre previste squadre giovanili, che prendono parte ai Mondiali juniores e alle altre manifestazioni internazionali di categoria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini agli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Il primo grande successo internazionale degli italiani fu la medaglia d'oro in discesa libera di Zeno Colò, considerato, insieme a Vittorio Chierroni il primo campione azzurro. Dopo il suo ritiro, avvenuto nel 1955, lo sci azzurro subì una grave crisi, sia di sponsor che di risultati. Nel decennio 1955/1965, non ci fu nessun risultato significativo. Ai campionati mondiali del 1966, Carlo Senoner riuscì a vincere l'oro in slalom speciale. Fu il primo sciatore italiano a provenire dalle Alpi. Sempre nel 1966 nacque la Coppa del mondo di sci alpino, ma per ottenere la prima vittoria, la squadra azzurra dovrà aspettare l'11 dicembre 1969, giornata storica, quando Gustav Thöni si aggiudicò il suo primo slalom gigante, in Val-d'Isère.

Gli anni settanta e i primi anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

La Valanga azzurra[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione "valanga azzurra" è di origine giornalistica e fu usata per la prima volta nel 1974 da La Gazzetta dello Sport dal giornalista Massimo di Marco[3] a commento della gara di slalom gigante di Berchtesgaden, in Germania Ovest, del 7 gennaio. In quell'occasione la squadra italiana ottenne un risultato mai conseguito prima di allora da nessuna nazionale, aggiudicandosi le prime cinque posizioni della classifica finale. L'ordine di arrivo fu infatti[4]:

  1. Piero Gros (2:07.00)
  2. Gustav Thöni (2:09.23)
  3. Erwin Stricker (2:09.83)
  4. Helmuth Schmalzl (2:10.48)
  5. Tino Pietrogiovanna (2:10.77)
Gustav Thöni impegnato in una gara giovanile a San Pellegrino Terme

L'impresa ebbe vasta eco internazionale: il commissario tecnico della nazionale austriaca, Toni Sailer, disse: «Dovremo rivedere tutto, allenarci giorno e notte, perché questi italiani fanno paura»[3], mentre la stampa francese scrisse: «L'impresa sportiva della squadra italiana non ha precedenti statistici [...] rimarrà una pietra miliare nella storia dello sci»[5]. Il successo di Berchtesgaden non fu un evento isolato, ma rappresentò la massima espressione del dominio dello sci alpino italiano negli anni Settanta. Dal 1970 al 1979, infatti, la nazionale italiana riuscì ad aggiudicarsi numerosi trofei, in tutte le competizioni di sci alpino:

Bisogna anche ricordare il successo di Bruno Confortola, primo italiano a vincere la medaglia d'oro alle universiadi in discesa libera, e svariate vittorie nella Coppa dei paesi alpini, oltre a 5 Coppe Europa.

Il direttore tecnico della Valanga azzurra fu Mario Cotelli mentre Oreste Peccedi ne fu l'allenatore[3]. Vanno ricordati anche il preparatore atletico Karl Pichler e il massaggiatore Ivano Ruzza.

La Valanga rosa[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo l'esplosione della Valanga azzurra, anche il settore femminile iniziò a ottenere i suoi primi risultati di rilievo in Coppa del Mondo; a quel gruppo, composto da atlete come Maria Rosa Quario, Daniela Zini, Claudia Giordani e Paoletta Magoni, fu dato il nome di "Valanga rosa". Grazie all'allenatore Daniele Cimini, la valanga rosa ottenne i significativi risultati di Coppa del Mondo, superati in seguito dalla generazione di Compagnoni, Kostner, Putzer, Lara Magoni, Sabina Panzanini, Bibiana Perez, Daniela Ceccarelli e Barbara Merlin sotto la guida del direttore tecnico Giorgio D'Urbano e all'aiuto di Giovanni Saracini.

Il post-Valanga azzurra[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante gli alfieri della Valanga azzurra abbiano continuato a collezionare podi per tutti gli anni settanta, dal 1976 cominciarono comunque a rarefarsi a causa dell'avvento del fuoriclasse svedese Ingemar Stenmark, e soprattutto per le tragedie di Leonardo David, di Roberto Burini e di Michael Adams, oltre all'incidente di Bruno Gattai, che distrussero un'intera generazione di sciatori italiani. Con il declino dei nostri due alfieri, nel 1980 iniziò un periodo opaco per la compagine italiana; uniche note positive furono i risultati ottenuti da Paolo De Chiesa, competitivo soltanto nello slalom speciale, che era già salito sul podio a metà degli anni '70, insieme ai suoi compagni di nazionale.

Dagli anni ottanta agli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Questa situazione opaca, caratterizzata da prestazioni non esaltanti, proseguì per quasi tutti gli anni ottanta, con qualche occasionale exploit realizzato da atleti quali Robert Erlacher, Richard Pramotton e Michael Mair, e si concluse nel 1987, con il bronzo conquistato da un giovane Alberto Tomba nel gigante dei Mondiali di Crans-Montana. L'emiliano raccolse il testimone da uno Stenmark sul viale del tramonto e dall'anno seguente sarebbe divenuto l'uomo da battere nelle specialità tecniche.

L'epoca dei trionfi[modifica | modifica wikitesto]

La fine del decennio e gli anni novanta hanno visto l'Italia brillare soprattutto nelle discipline tecniche grazie al già citato Alberto Tomba e a Deborah Compagnoni: il bolognese vince tre ori olimpici, due mondiali, otto coppe di specialità e una generale; la valtellinese tre ori olimpici, tre mondiali e una coppa di specialità. A Tomba si affiancarono efficacemente in questo periodo anche Patrick Holzer e Matteo Nana.

L'Italjet[modifica | modifica wikitesto]

Sempre negli anni novanta, Alessandro Fattori, Kristian Ghedina, Peter Runggaldier, Werner Perathoner e Pietro Vitalini fecero emergere lo sci alpino italiano, tradizionalmente più competitivo nelle discipline tecniche, anche nelle gare di discesa libera e supergigante. La squadra italiana di velocità, soprannominata "Italjet"[6], riuscì a esprimersi agli alti livelli delle ben più quotate nazionali austriaca e svizzera.

Il nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

A cavallo del nuovo millennio, l'atleta di punta dell'Italia è Isolde Kostner, in grado di vincere due volte la coppa del mondo di discesa libera dopo i due ori mondiali degli anni Novanta. Ottengono risultati di rilievo anche Karen Putzer e Daniela Ceccarelli, che ai Giochi olimpici di Salt Lake City 2002 vince l'oro nel Super-G.

Negli corso degli anni duemila si sono distinti Giorgio Rocca, Patrick Staudacher, Peter Fill, Christof Innerhofer, Denise Karbon, Nadia Fanchini, Manuela Mölgg e suo fratello Manfred Mölgg, Massimiliano Blardone e Giuliano Razzoli (vincitore dell'oro olimpico a XXI Giochi olimpici invernali).

Gli anni dieci[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2011/2012 ottengono buoni risultati Stefano Gross, Cristian Deville, Giovanni Borsotti, Federica Brignone, Irene Curtoni. Nel 2011, Christof Innerhofer porta a casa 3 medaglie dai mondiali di Garmisch 2011: oro in super G, argento in supercombinata e bronzo in discesa.

Durante la stagione 2012-2013 la squadra italiana di velocità disputa la sua migliore prestazione collettiva, dall'introduzione della Coppa del Mondo; infatti gli azzurri giungono primi in 5 discese: 3 Christof Innerhofer (Beaver Creek, Wengen, Garmisch) e 2 Dominik Paris (Bormio e Kitzbuhel), cui si aggiunge una vittoria in Super-G (Matteo Marsaglia a Beaver Creek). Dominik Paris vinse anche l'argento in discesa ai mondiali di Schladming. Nel 2014, è ancora Christof Innerhofer a distinguersi, stavolta ai Giochi Olimpici di Sochi 2014, argento in discesa libera e bronzo in combinata.

Nella stagione 2015-2016, Peter Fill dopo aver vinto la prestigiosa discesa libera di Kitzbühel, si è aggiudicato la Coppa del Mondo di discesa libera, portando per la prima volta il trofeo maschile in Italia.

La stagione 2016-2017 ha visto il record di podi in Coppa del Mondo (43), con diverse vittorie sia in campo maschile dove spicca la vittoria di Paris nella discesa libera di Kitzbühel che in quello femminile col podio tutto italiano composto da Federica Brignone, Sofia Goggia e Marta Bassino nello slalom gigante di Aspen. Ai mondiali di Sankt Moritz, Sofia Goggia ha conquistato il bronzo nello slalom gigante. Il 15 marzo Peter Fill vince per la seconda volta consecutiva la Coppa del Mondo di discesa libera. Il 2018 rappresenta la consacrazione di Sofia Goggia, oro ai giochi di Pyeongchang 2018 in discesa libera e vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera e di Federica Brignone, bronzo nello slalom gigante. Nello stesso anno, l’italdonne porta a casa la terza tripletta della sua storia nello sci alpino in discesa libera a Bad Kleinkirchheim, grazie alle già citate Goggia, Brignone e a Nadia Fanchini. La stagione 2018/19 vede spiccare Dominik Paris, vincitore di 7 gare (doppiette a Bormio, Lillehammer-Kvjtfiell, Soldeu e primo a Kitzbühel), della Coppa del Mondo di supergigante e dell’oro mondiale nella stessa disciplina, 4º in classifica generale. Sofia Goggia vince l’argento ai campionati mondiali di Åre 2019 e Irene Curtoni, Lara Della Mea, Simon Maurberger, Alex Vinatzer, Marta Bassino e Riccardo Tonetti sono bronzo nella gara a squadre. Il 2019/20 vede due successi di Dominik Paris sulla Stelvio di Bormio, poi infortunatosi, e una quarta storica tripletta in discesa libera a Bansko con Elena Curtoni, Marta Bassino e Federica Brignone che a marzo vincerà la Coppa del Mondo di Sci alpino.

Risultati in Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Maschile[modifica | modifica wikitesto]

     In attività

Sciatore Generale Discesa Super G Gigante Slalom Combinata Totale
Gustav Thöni 4 - - 3 2 1* 9*
Alberto Tomba 1 - - 4 4 - 9
Peter Fill - 2 - - - 1 3
Piero Gros 1 - - 1 - - 2
Manfred Mölgg - - - - 1 - 1
Giorgio Rocca - - - - 1 - 1
Peter Runggaldier - - 1 - - - 1
Dominik Paris - - 1 - - - 1
6 2 2 8 8 2 27

NB: La combinata viene assegnata solo dalla stagione 2007, pertanto quella vinta da Gustav Thoni nel 1975 non è considerata ufficiale.

Femminile[modifica | modifica wikitesto]

     In attività

Sciatrice Generale Discesa Super G Gigante Slalom Combinata Totale
Federica Brignone 1 - - 1 - 1 3
Isolde Kostner - 2 - - - - 2
Sofia Goggia - 1 - - - - 1
Denise Karbon - - - 1 - - 1
Deborah Compagnoni - - - 1 - - 1
1 3 0 3 0 2 8

Sciatori più vincenti[modifica | modifica wikitesto]

     In attività

Sciatore Stagioni Vittorie DH SG GS SL KB PSL
Alberto Tomba 11 (1988–1998) 50 - 15 35 -
Gustav Thöni 10 (1970–1980) 24 NA 11 8 4 1
Dominik Paris 9 (2013–2021) 19 15 4
Kristian Ghedina 7 (1990–2002) 13 12 1
Piero Gros 3 (1973–1975) 12 7 5
Giorgio Rocca 4 (2003–2006) 11 11
Massimiliano Blardone 6 (2005–2012) 7 7
Christof Innerhofer 4 (2009–2013) 6 4 1 1
Herbert Plank 4 (1974–1980) 5 5
Richard Pramotton 2 (1986–1987) 3 3
Michael Mair 3 (1983–1988) 3 2 1
Werner Heel 2 (2008–2009) 3 1 2
Manfred Mölgg 3 (2008–2017) 3 3
Peter Fill 3 (2009–2017) 3 2 1 -
Roland Thöni 1 (1972) 2 NA 2
Fausto Radici 2 (1976–1977) 2 2
Werner Perathoner 2 (1995–1996) 2 2
Peter Runggaldier 2 (1995–1996) 2 2
Patrick Holzer 2 (1992–1999) 2 1 1
Alessandro Fattori 2 (2001–2002) 2 1 1
Davide Simoncelli 2 (2004–2006) 2 2
Giuliano Razzoli 2 (2010–2011) 2 2
Stefano Anzi 1 (1971) 1 1 NA NA NA
Franco Bieler 1 (1976) 1 NA 1
Leonardo David 1 (1979) 1 NA 1
Robert Erlacher 1 (1985) 1 1
Ivano Edalini 1 (1987) 1 1
Sergio Bergamelli 1 (1992) 1 1
Fabrizio Tescari 1 (1993) 1 1
Angelo Weiss 1 (2000) 1 1
Cristian Deville 1 (2012) 1 1
Matteo Marsaglia 1 (2013) 1 1
Stefano Gross 1 (2015) 1 1

NA: La disciplina ancora non esisteva

Sciatrici più vincenti[modifica | modifica wikitesto]

     In attività

Sciatore Stagioni Vittorie DH SG GS SL KB PSL
Deborah Compagnoni 7 (1992-1998) 16 - 2 13 1 - -
Isolde Kostner 8 (1994-2004) 15 12 3 - - - -
Federica Brignone 5 (2016-2020) 15 - 3 7 - 5 -
Sofia Goggia 5 (2017-2021) 11 8 3 - - - -
Karen Putzer 4 (2000-2007) 8 - 4 4 - - -
Denise Karbon 2 (2004-2008) 6 - - 6 - - -
Marta Bassino 2 (2020-2021) 5 - - 5 - - -
Maria Rosa Quario 2 (1979-1983) 4 - - - 4 - -
Claudia Giordani 3 (1975-1980) 3 - - 1 2 - -
Sabina Panzanini 2 (1995-1997) 3 - - 3 - - -
Daniela Zini 2 (1980-1984) 2 - - - 2 - -
Elena Fanchini 2 (2006-2015) 2 2 - - - - -
Nadia Fanchini 2 (2009-2016) 2 1 1 - - - -
Bibiana Perez 1 (1993) 1 - - - - 1 -
Paola Magoni 1 (1985) 1 - - - 1 - -
Lara Magoni 1 (1997) 1 - - - 1 - -
Michaela Marzola 1 (1986) 1 - 1 - - - -
Giustina Demetz 1 (1967) 1 1 - - - - -
Chiara Costazza 1 (2008) 1 - - - 1 - -
Daniela Merighetti 1 (2012) 1 1 - - - - -
Elena Curtoni 1 (2020) 1 1 - - - - -

Podi[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato il 26 gennaio 2021

     In attività

Uomini[modifica | modifica wikitesto]

# Sciatore Oro Argento Bronzo Totale
1 Alberto Tomba 50 26 12 88
2 Gustav Thöni 24 25 20 69
3 Dominik Paris 19 10 10 39
4 Piero Gros 12 14 9 35
5 Kristian Ghedina 13 11 9 33
6 Massimiliano Blardone 7 12 6 25
7 Giorgio Rocca 11 7 4 22
8 Peter Fill 3 10 9 22
9 Herbert Plank 5 10 6 21
10 Manfred Mölgg 3 7 10 20
11 Christof Innerhofer 6 7 5 18
12 Michael Mair 3 7 6 16
13 Peter Runggaldier 2 5 5 12
14 Stefano Gross 1 4 7 12
15 Paolo De Chiesa 0 4 8 12

Donne[modifica | modifica wikitesto]

# Sciatrice Oro Argento Bronzo Totale
1 Isolde Kostner 15 18 18 51
2 Deborah Compagnoni 16 15 13 44
3 Federica Brignone 15 15 13 43
4 Sofia Goggia 11 14 7 32
5 Marta Bassino 5 5 7 17
6 Claudia Giordani 3 8 6 17
7 Karen Putzer 8 5 3 16
8 Denise Karbon 6 4 6 16
9 Ninna Quario 4 6 5 15
10 Manuela Mölgg 0 6 8 14
11 Nadia Fanchini 2 3 8 13
12 Daniela Zini 2 4 5 11
13 Sabina Panzanini 3 5 0 8
14 Daniela Merighetti 1 2 3 6
14 Bibiana Perez 1 2 3 6

Top 10 nella classifica generale[modifica | modifica wikitesto]

Uomini[modifica | modifica wikitesto]

Skier Oro Argento Bronzo 4 5 6 7 8 9 10
Gustav Thöni 1971
1972
1973
1975
1974 1970
1976
- - 1977 - - 1979 -
Alberto Tomba 1995 1988
1991
1992
1989
1994
- 1993
1996
- - - 1990 -
Piero Gros 1974 1976 - 1975
1977
1979
- - - 1978 - 1973
Kristian Ghedina - - - 1997
2000
- - 1995 - - 2002
Dominik Paris - - - 2019 - 2016 2015 2017 - -
Manfred Mölgg - - - 2008 - - 2013 - 2017 -
Herbert Plank - - - - 1978 - 1975
1976
1980 1974 -
Richard Pramotton - - - - 1987 - - - - -
Peter Fill - - - - - 2007
2017
- - - 2009
2016
Erwin Stricker - - - - - 1974 - - - -
Roland Thöni - - - - - - 1972 - - -
Christof Innerhofer - - - - - - - 2011 - 2013
Robert Erlacher - - - - - - - 1987 - -
Alex Giorgi - - - - - - - - 1984 -
Paolo De Chiesa - - - - - - - - - 1975
Mauro Bernardi - - - - - - - - - 1978
Michael Mair - - - - - - - - - 1988
Totale (55) 6 5 4 7 4 5 6 5 5 8

Donne[modifica | modifica wikitesto]

Sciatrice Oro Argento Bronzo 4 5 6 7 8 9 10
Federica Brignone 2020 - - - 2017 2019 - 2016 - -
Karen Putzer - 2003 - - - - - - - -
Sofia Goggia - - 2017 2018 - - - - - -
Isolde Kostner - - - 1996
2000
1997 2001
2002
- 1998 - -
Deborah Compagnoni - - - 1997
1998
- 1994 - - - -
Marta Bassino - - - - 2020 - - - - -
Claudia Giordani - - - - - - - 1977
1980
- 1979
Bibiana Perez - - - - - - - 1994 - -
Giustina Demetz - - - - - - - - 1967 -
Daniela Zini - - - - - - - - 1980
Nadia Fanchini - - - - - - - - 2009 -
Ninna Quario - - - - - - - - - 1982
Denise Karbon - - - - - - - - - 2008
Totale (26) 1 1 1 5 3 4 0 5 3 3

Top 3 nelle classifiche di specialità[modifica | modifica wikitesto]

Discesa libera[modifica | modifica wikitesto]

Supergigante[modifica | modifica wikitesto]

Slalom gigante[modifica | modifica wikitesto]

Slalom speciale[modifica | modifica wikitesto]

Risultati ai Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Medagliere per edizione[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Paese Oro Argento Bronzo Totale
1931 Mürren Svizzera Svizzera - - - -
1932 Cortina d'Ampezzo Italia Italia 1 - - 1
1933 Innsbruck Austria Austria - - - -
1934 Sankt Moritz Svizzera Svizzera - - 1 1
1935 Mürren Svizzera Svizzera - - - -
1936 Innsbruck Austria Austria - 1 - 1
1937 Chamonix Francia Francia - 1 - 1
1938 Engelberg Svizzera Svizzera - - - -
1948 Sankt Moritz Svizzera Svizzera - - - -
1950 Aspen Stati Uniti Stati Uniti 2 1 1 4
1952 Oslo Norvegia Norvegia 1 - 1 2
1954 Åre Svezia Svezia - - - -
1956 Cortina d'Ampezzo Italia Italia - - - -
1958 Bad Gastein Austria Austria - - 1 1
1960 Squaw Valley Stati Uniti Stati Uniti - - 1 1
1962 Chamonix Francia Francia - 1 - 1
1964 Innsbruck Austria Austria - - - -
1966 Portillo Cile Cile 1 - - 1
1968 Grenoble Francia Francia - - - -
1970 Val Gardena Italia Italia - - - -
1972 Sapporo Giappone Giappone 2 1 1 4
1974 Sankt Moritz Svizzera Svizzera 2 - 1 3
1976 Innsbruck Austria Austria 2 2 1 5
1978 Garmisch-Partenkirchen bandiera Germania Ovest - 1 - 1
1980 Lake Placid Stati Uniti Stati Uniti - - - -
1982 Schladming Austria Austria - - 1 1
1985 Bormio Italia Italia - - 1 1
1987 Crans-Montana Svizzera Svizzera - - 1 1
1989 Vail Stati Uniti Stati Uniti - - - -
1991 Saalbach-Hinterglemm Austria Austria - 2 - 2
1993 Morioka Giappone Giappone - - - -
1996 Sierra Nevada Spagna Spagna 4 1 - 5
1997 Sestriere Italia Italia 3 1 2 6
1999 Vail/Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti - - - -
2001 Sankt Anton am Arlberg Austria Austria - 2 1 3
2003 Sankt Moritz Svizzera Svizzera - 1 1 2
2005 Bormio/Santa Caterina Valfurva Italia Italia - 2 2 4
2007 Åre Svezia Svezia 1 1 1 3
2009 Val-d'Isère Francia Francia - 1 1 2
2011 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania 1 2 3 6
2013 Schladming Austria Austria - 2 1 3
2015 Vail/Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti - - - -
2017 Sankt Moritz Svizzera Svizzera - - 1 1
2019 Åre Svezia Svezia 1 1 1 3
2021 Cortina d'Ampezzo Italia Italia 1 1 - 2

Risultati alle Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Medagliere per edizione[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Paese Oro Argento Bronzo Totale
1936 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania - - - -
1948 St. Moritz Svizzera Svizzera - - - -
1952 Oslo Norvegia Norvegia 1 - 1 2
1956 Cortina d'Ampezzo Italia Italia - - - -
1960 Squaw Valley Stati Uniti Stati Uniti - - 1 1
1964 Innsbruck Austria Austria - - - -
1968 Grenoble Francia Francia - - - -
1972 Sapporo Giappone Giappone 1 1 1 3
1976 Innsbruck Austria Austria 1 2 1 4
1980 Lake Placid Stati Uniti Stati Uniti - - - -
1984 Sarajevo Jugoslavia Jugoslavia 1 - - 1
1988 Calgary Canada Canada 2 - - 2
1992 Albertville Francia Francia 3 2 - 5
1994 Lillehammer Norvegia Norvegia 1 1 2 4
1998 Nagano Giappone Giappone 1 1 - 2
2002 Salt Lake City Stati Uniti Stati Uniti 1 1 1 3
2006 Torino Italia Italia - - - -
2010 Vancouver Canada Canada 1 - - 1
2014 Soči Russia Russia - 1 - 1
2018 Pyeongchang Corea del Sud Corea del Sud 1 - 1 2


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Medaglie olimpiche vinte dalla nazionale italiana sul sito ski-db.com, su ski-db.com. URL consultato il 10 giugno 2013.
  2. ^ (EN) Medaglie iridate vinte dalla nazionale italiana sul sito ski-db.com, su ski-db.com. URL consultato il 10 giugno 2013.
  3. ^ a b c Pierangelo Molinaro, Trent' anni fa esplose la Valanga azzurra, in La Gazzetta dello Sport, 7 gennaio 2004, p. 32. URL consultato il 17 luglio 2010.
  4. ^ Scheda sulla gara sul sito ufficiale FIS, su data.fis-ski.com. URL consultato il 14 luglio 2010.
  5. ^ Thoni, Gustav, Enciclopedia Treccani.
  6. ^ Elena Romanato, "Neve in riva al mare", si ripete l'evento [collegamento interrotto], in Il Secolo XIX web, 20 settembre 2009. URL consultato il 20 ottobre 2010. [Nell'articolo si accenna alla denominazione della nazionale di velocità]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]