Kristian Ghedina

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Kristian Ghedina
Kristian Ghedina Kitzbuehel 2000.jpg
Kristian Ghedina a Kitzbühel nel 2000
Nazionalità Italia Italia
Altezza 177 cm
Peso 85 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Discesa libera, supergigante, combinata
Squadra Fiamme Gialle
Ritirato 2010
Palmarès
Mondiali 0 2 1
Per maggiori dettagli vedi qui
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Specialità Turismo
Ritirato 2011
 

Kristian Ghedina (Pieve di Cadore, 20 novembre 1969) è un allenatore di sci alpino, ex sciatore alpino ed ex pilota automobilistico italiano.

Originario di Cortina d'Ampezzo, Ghedina è stato il più vittorioso discesista italiano nella storia della Coppa del Mondo di sci alpino, uno dei migliori specialisti degli anni novanta. Dopo il ritiro dallo sci ai massimi livelli, nel 2006, è passato all'automobilismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera sciistica[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni 1987-1990[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Adriana Dipol, la prima maestra di sci di Cortina d'Ampezzo[1] morta nel 1985 in un incidente sciistico[2][3], Ghedina esordì in campo internazionale ai Mondiali juniores di Sälen 1987.

In Coppa del Mondo ottenne il primo podio, nonché primo risultato di rilievo, il 16 dicembre 1989, giungendo terzo nella discesa libera disputata sulla Saslong della Val Gardena alle spalle di Pirmin Zurbriggen e Franz Heinzer. Nella stessa stagione, appena ventenne, s'impose all'attenzione internazionale conquistando - sempre in discesa libera - prima un altro podio (2º l'11 gennaio 1990 a Schladming), poi (nonostante un infortunio subito sulla Streif di Kitzbühel[2]) le prime vittorie: il 3 febbraio a Cortina d'Ampezzo e il 15 marzo a Åre.

Stagioni 1991-1994[modifica | modifica wikitesto]

A Saalbach-Hinterglemm 1991, sua prima presenza iridata, conquistò la medaglia d'argento nella combinata e si piazzò 9º nel supergigante. Dopo pochi mesi però, la carriera di Ghedina rischiò di terminare in seguito a un gravissimo incidente stradale occorsogli sull'autostrada Torino-Milano: rimase in coma per nove giorni presso l'ospedale di Rho[4]. Nell'incidente, oltre a varie fratture e lesioni, riportò gravi danni cerebrali, e fu costretto a una difficile riabilitazione motoria; ben pochi, a quel punto, nutrivano speranze di un suo possibile ritorno ad alti livelli[2].

Partecipò ai XVI Giochi olimpici invernali di Albertville 1992 con discreti risultati (11° nella discesa libera, 6° nella combinata), ma negli anni successivi non riuscì più a essere competitivo: rimase sempre nella retrovie e non conquistò alcun podio. Ai Mondioli di Morioka 1993 fu 13º nella discesa libera, mentre ai XVII Giochi olimpici invernali di Lillehammer 1994 si classificò 20° nella discesa libera e 16° nella combinata.

Stagioni 1995-2000[modifica | modifica wikitesto]

La svolta si ebbe nella stagione 1994-1995 quando Ghedina tornò ai vertici delle classifiche. Salì cinque volte sul podio, vinse due gare e rimase in lotta sino all'ultima gara per la conquista della Coppa del Mondo di discesa libera, vinta poi dal francese Luc Alphand. Nel 1996 ai Mondiali di Sierra Nevada vinse l'argento in discesa libera, dietro all'austriaco Patrick Ortlieb, e fu 14º nel supergigante; l'anno seguente andò ancora a medaglia, conquistando il bronzo - sempre in discesa libera - ai Mondiali di Sestriere, dove fu anche 7º nel supergigante. Ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano 1998 arrivò 6° nella discesa libera, 16° nel supergigante e non concluse la combinata, mentre ai Mondiali di Vail/Beaver Creek 1999 fu 9° nella discesa libera, 10° nel supergigante e 12° nella combinata.

In Coppa del Mondo dal 1997 al 2000 riuscì a vincere gare ogni anno, rimanendo stabilmente ai vertici della discesa mondiale insieme a grandi interpreti della disciplina come Alphand e i protagonisti del "Wunderteam" austriaco. In quelle stagioni stabilì il record sulla pista da discesa più lunga della Coppa, la Lauberhorn di Wengen in Svizzera (2'24”23 nel 1997[5]) e, il 24 gennaio 1998, ottenne uno dei successi più prestigiosi vincendo a Kitzbühel sulla Streif, primo italiano a essere riuscito nell'impresa. Nel 2000 arrivò anche la prima unica in supergigante: a Kvitfjell, in Norvegia, Ghedina s'impose davanti a Hermann Maier, interrompendo così il dominio della squadra austriaca, imbattuta in questa disciplina da due anni. A fine stagione risultò ancora, come nel 1997, 4º nella classifica generale di Coppa del Mondo e 2º in quella di discesa libera.

Stagioni 2001-2005[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima vittoria è datata 14 dicembre 2001 quando, sulla Saslong della Val Gardena in Italia, Ghedina superò il norvegese Lasse Kjus e l'italiano Kurt Sulzenbacher. Su questo tracciato riuscì a imporsi per quattro volte, record che detiene assieme ai grandi discesisti austriaci Franz Klammer e a Michael Walchhofer, e fu protagonista di un insolito imprevisto: nella discesa del 18 dicembre 2004, mentre giungeva in prossimità del traguardo, si vide spuntare improvvisamente davanti un capriolo, che per fortuna lo sciatore riuscì a non investire[2][6]. Anche sulla Streif fu protagonista di un "fuoriprogramma" che contribuì alla sua popolarità quando, il 24 gennaio 2004, effettuò una spericolata spaccata sull'ultimo salto del rettilineo d'arrivo, a 137,6 km/h; pur non avendo vinto la gara, il pubblico austriaco gli tributò una ola[2][7].

« Quel che resterà di te sarà la spaccata in volo a Kitzbühel. Solo tu la potevi fare. »
(Markus Wasmeier[8])

Ai Mondiali di Sankt Anton 2001 fu 23º nel supergigante, mentre l'anno dopo ai XIX Giochi olimpici invernali di Salt Lake City 2002 si classificò 35° nella discesa libera. Sankt Moritz 2003 e Bormio 2005 furono invece le sue ultime apparizioni iridate: nel prima caso si piazzò 11° nella discesa libera, mentre nel secondo fu 15° nella discesa libera e 46° nel supergigante.

Stagioni 2006-2010[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2005-2006, la sedicesima per lui, fu l'atleta più anziano tra i partecipanti alla Coppa. Per un breve periodo detenne il record assoluto di più anziano atleta a salire sul podio di Coppa del Mondo[2], poi passato a Fredrik Nyberg. Nel febbraio, a Torino 2006, partecipò alla sua quinta e ultima Olimpiade classificandosi 23° nella discesa libera. Il 26 aprile seguente annunciò il ritiro dalle gare di sci per dedicarsi all'automobilismo[9].

A quasi tre anni dal ritiro, tuttavia, tornò a gareggiare nello sci, partecipando ai Campionati italiani del 2009 tenutisi a Passo San Pellegrino; il 25 marzo 2009 si classificò sesto a 79 centesimi dal vincitore Stefan Thanei nella gara di discesa libera[10]. Nell'edizione del 2010 a Falcade fu 23°, nella sua ultima gara in carriera.

Carriera automobilistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 Ghedina corse il Campionato italiano superturismo, con la BMW del team sammarinese Zerocinque Motorsport[senza fonte], e l'F3000 International Masters (campionato di contorno al Campionato del mondo turismo organizzato dalla FIA) a bordo di una Lola B99/50 della scuderia Bigazzi[11]. Nello stesso anno esordì anche nella Porsche Supercup, con il Morellato Stars Team[12]. Nell'F3000 International Masters Ghedina conquistò i primi punti (2) il 4 giugno, al terzo fine settimana di gare, sul circuito di Oschersleben. Partito tredicesimo, chiuse settimo. Terminò il campionato al 19º posto, con sei punti[senza fonte]. Il campionato si disputò per la sola stagione 2006[13]. Nel Campionato italiano superturismo il primo punto lo conquistò il 23 luglio 2006, in gara 1 al circuito del Mugello; il primo podio due gare più tardi all'autodromo Vallelunga (terzo in gara 2 dietro a Roberto Colciago, che avrebbe poi vinto quel titolo italiano, e ad Alessandro Balzan). Chiuse il suo primo campionato al settimo posto, con 32 punti[senza fonte].

Nel 2009 il pilota ottenne buoni risultati nella Superstars 2009, con una serie di piazzamenti che gli consentirono di lottare per il titolo assieme ai più quotati piloti con esperienza di Formula 1, Gianni Morbidelli e Pierluigi Martini. Nel 2010 non riuscì a ripetere i risultati della stagione precedente per molti problemi con la vettura[senza fonte] e a luglio 2011 si ritirò[14].

Carriera da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 2012-2013 allena, per quanto riguarda le specialità di velocità (discesa libera, supergigante), il campione croato dello sci alpino Ivica Kostelić[15].

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 Ghedina partecipò al programma televisivo di Canale 5 Baila!, condotto da Barbara D'Urso[14].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Sci alpino[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 4º nel 1997 e nel 2000
  • 33 podi:
    • 13 vittorie (12 in discesa libera, 1 in supergigante)
    • 11 secondi posti (9 in discesa libera, 2 in supergigante)
    • 9 terzi posti (8 in discesa libera, 1 in supergigante)
Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]
Data Località Paese Specialità
3 febbraio 1990 Cortina d'Ampezzo Italia Italia DH
15 marzo 1990 Åre Svezia Svezia DH
20 gennaio 1995 Wengen Svizzera Svizzera DH
25 febbraio 1995 Whistler Canada Canada DH
21 dicembre 1996 Val Gardena Italia Italia DH
11 gennaio 1997 Chamonix Francia Francia DH
18 gennaio 1997 Wengen Svizzera Svizzera DH
4 dicembre 1997 Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti DH
24 gennaio 1998 Kitzbühel Austria Austria DH
19 dicembre 1998 Val Gardena Italia Italia DH
17 dicembre 1999 Val Gardena Italia Italia DH
5 marzo 2000 Kvitfjell Norvegia Norvegia SG
14 dicembre 2001 Val Gardena Italia Italia DH

Legenda:
DH = discesa libera
SG = supergigante

Coppa Europa[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincitore della classifica generale di discesa libera nel 1989

South American Cup[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 13º nel 2005
  • 4 podi:
    • 1 vittoria
    • 1 secondo posto
    • 2 terzi posti
South American Cup - vittorie[modifica | modifica wikitesto]
Data Località Paese Specialità
3 settembre 2004 La Parva Cile Cile SG

Legenda:
SG = supergigante

Campionati italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Pezzuto, Primi e Centesimi, in sport.it, 20 marzo 2006. URL consultato il 22 settembre 2014.
  2. ^ a b c d e f Alti e bassi di una stella, in ghedina.net [sito personale]. URL consultato il 22 settembre 2014.
  3. ^ Profilo personale, in ghedina.net [sito personale]. URL consultato il 22 settembre 2014.
  4. ^ Un medico di grande impegno. Da lui in cura anche Ghedina, in Corriere della Sera, 28 gennaio 1992, p. 39. URL consultato il 22 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il ).
  5. ^ Scheda sui record sul sito ufficiale della Lauberhorn, lauberhorn.ch. URL consultato il 7 aprile 2010.
  6. ^ Val Gardena, capriolo in pista mentre scende Ghedina, in La Repubblica, 18 dicembre 2004. URL consultato il 23 luglio 2010.
  7. ^ Paolo De Chiesa, I miei campioni: Kristian Ghedina, in Sito ufficiale dei XX Giochi olimpici invernali, 3 dicembre 2004. URL consultato l'11 dicembre 2010.
  8. ^ Mattia Chiusano, Nessuno come Ghedina, sedici anni di pazzo sci, in La Repubblica, 30 dicembre 2004. URL consultato il 3 settembre 2015.
  9. ^ Sci: Ghedina annuncia il ritiro, in La Repubblica, 26 aprile 2006. URL consultato il 22 settembre 2014.
  10. ^ Referto della gara, data.fis-ski.com. URL consultato il 23 luglio 2010.
  11. ^ Scheda Speedsport-magazine.com, speedsport-magazine.com. URL consultato il 24 luglio 2010.
  12. ^ "Alle Gaststarter der Saison 2006 im Überblick" sul sito della competizione, racecam.de. URL consultato il 24 luglio 2010.
  13. ^ (EN) F3000 International Masters (2006), uk.geocities.com. URL consultato il 4 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2009).
  14. ^ a b Si conclude la Superstars senza Ghedina, in tiellephoto.it, 12 ottobre 2011. URL consultato il 22 settembre 2014.
  15. ^ Stefano Benzi, Ivica Kostelić: "Ghedina mi aiuterà a vincere", in Eurosport, 4 luglio 2012. URL consultato il 22 settembre 2014.
  16. ^ Sci alpino, l'albo d'oro della discesa maschile dei Campionati Italiani Assoluti, in fisi.org, 1º aprile 2014. (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
    L'albo d'oro del supergigante maschile dei Campionati Italiani Assoluti, in fisi.org, 2 aprile 2014. (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2014).
    Campionati Italiani Assoluti di sci alpino, l'albo d'oro del GS maschile, in fisi.org, 29 marzo 2014. (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
    Campionati Italiani di sci alpino, l'albo d'oro della combinata maschile, in fisi.org, 24 marzo 2011. (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).

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