Toni Sailer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Toni Sailer
Stig Sollander, Tony Sailer and Chiharu Chick Igaya 1956 - Sailer cropped.jpg
Toni Sailer nel 1956
Nazionalità Austria Austria
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Discesa libera, slalom gigante, slalom speciale, combinata
Squadra Kitzbüheler SC
Ritirato 1958
Palmarès
Olimpiadi 3 0 0
Mondiali 7 1 0
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Anton Engelbert Sailer, detto Toni (Kitzbühel, 17 novembre 1935Innsbruck, 24 agosto 2009), è stato uno sciatore alpino, allenatore di sci alpino e attore austriaco. Soprannominato dalla stampa "Der schwarze Blitz aus Kitz" ("il lampo nero di Kitzbühel")[1], fu il primo sciatore a vincere tutte le gare di sci alpino di una rassegna olimpica: discesa libera, slalom gigante e slalom speciale ai VII Giochi olimpici invernali di Cortina d'Ampezzo 1956, dove fu anche portabandiera durante la cerimonia di apertura. Fu inoltre il quinto atleta a vincere tre medaglie d'oro nella stessa edizione dei Giochi invernali.

Era fratello di Rosi e Rudi, a loro volta sciatori alpino di alto livello[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera sciistica[modifica | modifica wikitesto]

Toni Sailer in gara nel 1956

Figlio di un contadino che avrebbe voluto avviarlo alla carriera musicale, Sailer iniziò a praticare lo sci alpino sulle nevi della natia Kitzbühel, dove ebbe modo di confrontarsi con campioni affermati quali Andreas Molterer e Christian Pravda[3]. Ottenne il primo successo internazionale quando, diciannovenne, vinse lo slalom speciale e si piazzò al 2º posto nella discesa libera sulla pista Ilio Colli di Cortina d'Ampezzo[3].

Ai VII Giochi olimpici invernali di Cortina d'Ampezzo 1956 fu il più giovane membro della Nazionale di sci alpino dell'Austria[4] e portabandiera durante la cerimonia di apertura[5]; prese parte a tutte e tre le gare in programma nello sci alpino. A Cortina il primo oro arrivò con lo slalom gigante, dove vinse con oltre sei secondi di distacco sul connazionale Molterer[6]; ancora oggi questo è il maggior distacco tra primo e secondo in una gara di sci alpino alle Olimpiadi[7]. Il giorno dello slalom speciale Sailer si svegliò tardi e arrivò sulla pista a gara iniziata[senza fonte]. Riuscì comunque a conquistare la medaglia d'oro partendo con il pettorale numero 135[8]. Anche il terzo oro, quello della discesa libera, venne conquistato dopo un imprevisto iniziale: alla partenza Sailer ruppe una delle cinghie che legavano gli scarponi agli sci; un allenatore della squadra italiana, l'austriaco Hans Senger, fu tuttavia in grado di ovviare rapidamente all'inconveniente e Sailer poté prendere così il via[9]. L'impresa di Sailer fu uno dei principali eventi di quelle Olimpiadi, e rese immediatamente popolare il giovane sciatore austriaco. Il Rapporto ufficiale ebbe per lui queste parole enfatiche[10]:

«Questi Giochi di Cortina resteranno contrassegnati dal triplice colpo da lui realizzato. È un fatto senza precedenti, che può spiegarsi solo con la coincidenza perfetta, calcolata (e quanto rara!) di una condizione fisica impeccabile, di una tecnica perfettamente a punto e di una intelligenza superiore. Questo giovane bello atleta, sempre sorridente, mai nervoso, possiede da solo le qualità che fecero di Eriksen e di Zeno Colò i grandi campioni degli anni passati.»

(Rapporto Ufficiale Cortina 1956)

A Cortina d'Ampezzo Sailer vinse anche una quarta medaglia d'oro nella combinata, valida solo per i Mondiali 1956. Ai Mondiali di due anni dopo, disputati a Bad Gastein, Sailer ottenne altre quattro medaglie, tre d'oro (nella discesa libera, nello slalom gigante e nella combinata) e una d'argento (nello slalom speciale). Squalificato per "professionismo" subito dopo i Mondiali, come già era avvenuto al suo idolo sportivo Zeno Colò[3], si ritirò e si dedicò all'attività di attore cinematografico. Non abbandonò tuttavia il Circo bianco: dal 1972 al 1976[senza fonte] fu allenatore capo e direttore tecnico della nazionale austriaca, ricoprendo in seguito vari incarichi tecnici in seno alla Federazione sciistica dell'Austria[3]. Nel 2005 annunciò il ritiro dall'incarico di direttore di gara dell'Hahnenkamm, ruolo che aveva occupato per diciannove anni[senza fonte].

Carriera cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1958 e il 1979 comparve in una quindicina di film, principalmente commedie leggere ambientate almeno in parte nelle regioni alpine, dove fece mostra del suo talento sciistico. Dal 1969 al 2003 partecipò anche a numerosi episodi di diverse serie televisive, mentre tra il 1956 e il 2006 apparve in vari documentari e altre serie televisive nei panni di se stesso.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Toni Sailer nel 1998 presso la sua casa di Kitzbühel

Nel gennaio del 2004 Sailer, benché non affiliato ad alcun partito politico, annunciò di volersi candidare a sindaco di Kitzbühel. Poche settimane dopo ritirò la candidatura, dicendo che solo allora si era reso conto che quello di sindaco era un lavoro a tempo pieno[senza fonte]. Spirò il 24 agosto 2009 a Innsbruck per il cancro alla laringe da cui era affetto[1].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati austriaci[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 medaglie[11]:
    • 3 ori (slalom gigante, slalom speciale, combinata nel 1957)

Campionati austriaci juniores[modifica | modifica wikitesto]

  • 12 medaglie[11]:
    • 11 ori (discesa libera, slalom speciale, combinata, combinata tripla nel 1951; discesa libera, slalom speciale, combinata, combinata tripla nel 1952; slalom gigante nel 1954; slalom gigante, combinata nel 1955)
    • 1 argento (slalom speciale nel 1955)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (DE) Wolfgang Gärner, Der schwarze Blitz, in Süddeutsche Zeitung, 17 maggio 2010. URL consultato il 26 marzo 2016.
  2. ^ (EN) John Fry, Toni Sailer. The "Bltz from Kitz" is gone. Long live the memory, in Skiing Heritage, dicembre 2009, p. 41.
  3. ^ a b c d Paolo De Chiesa, I miei campioni: Toni Sailer, in Sito ufficiale dei XX Giochi olimpici invernali, 23 maggio 2003 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  4. ^ (EN) Austria Alpine Skiing at the 1956 Cortina d'Ampezzo Winter Games, in sports-reference.com. URL consultato il 26 marzo 2016.
  5. ^ (EN) Austria, in sports-reference.com. URL consultato il 26 marzo 2016.
  6. ^ VII Giochi olimpici invernali - Cortina d'Ampezzo 1956. Rapporto ufficiale, p. 590.
  7. ^ Alpine Skiing at the 1956 Cortina d'Ampezzo Winter Games: Men's Giant Slalom, in sports-reference.com. URL consultato il 26 marzo 2016.
  8. ^ VII Giochi olimpici invernali - Cortina d'Ampezzo 1956. Rapporto ufficiale, p. 594.
  9. ^ Alpine Skiing at the 1956 Cortina d'Ampezzo Winter Games: Men's Downhill, in sports-reference.com. URL consultato il 26 marzo 2016.
  10. ^ VII Giochi olimpici invernali - Cortina d'Ampezzo 1956. Rapporto ufficiale, p. 586.
  11. ^ a b (DE) Toni Sailer, su oesv.at - ÖSV-Siegertafel, Federazione sciistica dell'Austria (Österreichischer Skiverband). URL consultato il 26 marzo 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN29734014 · ISNI (EN0000 0000 7840 3425 · LCCN (ENn2009054165 · GND (DE122363736 · BNF (FRcb140434173 (data)