Peter Müller (sciatore)

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Peter Müller
Peter Müller 1987 Paraguay stamp.jpg
Peter Müller ritratto in un francobollo paraguaiano del 1987
Nazionalità Svizzera Svizzera
Altezza 184[senza fonte] cm
Peso 84[senza fonte] kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Discesa libera, supergigante, combinata
Squadra Zürich-Lev[senza fonte]
Ritirato 1992
Palmarès
Olimpiadi 0 2 0
Mondiali 1 2 0
Coppa del Mondo - Discesa 2 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Peter Müller (Adliswil, 6 ottobre 1957) è un ex sciatore alpino svizzero. È stato uno dei più grandi interpreti della discesa libera nella storia dello sci alpino, secondo solo a Franz Klammer per numero di vittorie nella specialità in Coppa del Mondo[1]. Campione del mondo a Crans-Montana 1987, nel suo palmarès vanta, tra l'altro, due medaglie olimpiche, tre iridate e due Coppe del Mondo di specialità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni 1977-1979[modifica | modifica wikitesto]

Müller, nato ad Adliswil[2], ottenne il suo primo risultato di rilievo in Coppa del Mondo il 15 gennaio 1977 giungendo 10º in discesa libera sulla celebre Streif di Kitzbühel. L'anno dopo esordì ai Campionati mondiali nella rassegna iridata di Garmisch-Partenkirchen, piazzandosi al 5º posto.

Il 16 dicembre 1978 si aggiudicò il suo primo podio in Coppa del Mondo, sulla Saslong della Val Gardena, piazzandosi 2º alle spalle dell'austriaco Josef Walcher sempre in discesa libera. Colse il primo successo in Coppa del Mondo nella discesa libera disputata il 1º febbraio 1979 sul tracciato di casa di Villars-sur-Ollon; nella stessa stagione 1978-1979 Müller conquistò la sua prima Coppa del Mondo di discesa libera, dopo aver ottenuto cinque podi con una vittoria.

Stagioni 1980-1985[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979-1980 bissò il successo nella Coppa del Mondo di specialità, grazie anche a tre vittorie tra le quali quelle colte sulla Saslong della Val Gardena il 16 dicembre e sulla Lauberhorn di Wengen il 19 gennaio. Ai XIII Giochi olimpici invernali di Lake Placid 1980, suo esordio olimpico, si piazzò al 4º posto. Nel 1980-1981 nella classifica di discesa libera fu battuto da Harti Weirather e Steve Podborski, sebbene quell'anno avesse ottenuto sette podi con due vittorie tra le quali, nuovamente, in Val Gardena (il 14 dicembre). Ai Mondiali di Schladming 1982 si classificò, sempre in discesa libera, al 5º posto.

Il 12 dicembre 1982 a Val-d'Isère si aggiudicò la prima gara di supergigante, specialità appena introdotta nel calendario della Coppa del Mondo; nella stagione successiva partecipò ai XIV Giochi olimpici invernali di Sarajevo 1984, dove riuscì a vincere la medaglia d'argento nella discesa libera dietro allo statunitense Bill Johnson. Nel 1985 ai Mondiali di Bormio vinse di nuovo una medaglia d'argento, preceduto in quell'occasione dal compagno di squadra Pirmin Zurbriggen; quell'anno in Coppa del Mondo tornò ai massimi livelli dopo due stagioni di flessione, ottenendo sei podi con tre vittorie e piazzandosi al 2º posto nella classifica di discesa libera, superato di 5 punti dal vincitore Helmut Höflehner.

Stagioni 1986-1992[modifica | modifica wikitesto]

Anche nel 1985-1986 e nel 1986-1987 Müller si piazzò al 2º posto nella classifica della Coppa del Mondo di discesa libera: nel primo caso con dieci podi e cinque vittorie, superato di 5 punti da Peter Wirnsberger; nel secondo con sei podi e tre vittorie e sopravanzato da Zurbriggen di 20 punti. Invece ai Mondiali di Crans-Montana 1987 riuscì a prevalere sulla concorrenza e a indossare la medaglia d'oro nella discesa libera, che ancora gli mancava. Ai XV Giochi olimpici invernali di Calgary 1988, suo congedo olimpico, fu ancora medaglia d'argento nella discesa libera, battuto nuovamente da Zurbriggen; nella stessa stagione aggiunse al suo palmarès la vittoria in un'altra classica della specialità, la Birds of Prey di Beaver Creek (il 12 marzo).

Nella stagione 1988-1989 colse in Val Gardena la sua ultima vittoria (il 9 dicembre) e il suo ultimo podio (il 10 dicembre, 3º) in Coppa del Mondo, in entrambi i casi in discesa libera. Nella stessa stagione conquistò anche l'ultima medaglia della prestigiosa carriera ai Mondiali di Vail, vincendo l'argento nella discesa libera vinta dal tedesco Hansjörg Tauscher. L'ultimo piazzamento della sua attività agonistica fu il 19º posto ottenuto nella discesa libera di Coppa del Mondo disputata a Vail il 14 marzo 1992.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
1º febbraio 1979 Villars-sur-Ollon Svizzera Svizzera DH
16 dicembre 1979 Val Gardena Italia Italia DH
6 gennaio 1980 Pra-Loup Francia Francia DH
19 gennaio 1980 Wengen Svizzera Svizzera DH
14 dicembre 1980 Val Gardena Italia Italia DH
14 dicembre 1980 Madonna di Campiglio Italia Italia KB
27 febbraio 1982 Whistler Canada Canada DH
5 marzo 1982 Aspen Stati Uniti Stati Uniti DH
6 marzo 1982 Aspen Stati Uniti Stati Uniti DH
12 dicembre 1982 Val-d'Isère Francia Francia SG
27 gennaio 1985 Garmisch-Partenkirchen bandiera Germania Ovest KB
9 marzo 1985 Aspen Stati Uniti Stati Uniti DH
16 marzo 1985 Panorama Canada Canada DH
3 febbraio 1986 Crans-Montana Svizzera Svizzera SG
3 febbraio 1986 Crans-Montana Svizzera Svizzera KB
8 febbraio 1986 Morzine Francia Francia DH
21 febbraio 1986 Åre Svezia Svezia DH
8 marzo 1986 Aspen Stati Uniti Stati Uniti DH
15 agosto 1986 Las Leñas Argentina Argentina DH
28 febbraio 1987 Furano Giappone Giappone DH
14 marzo 1987 Calgary Canada Canada DH
16 gennaio 1988 Bad Kleinkirchheim Austria Austria DH
12 marzo 1988 Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti DH
9 dicembre 1988 Val Gardena Italia Italia DH

Legenda:
DH = discesa libera
SG = supergigante

KB = combinata

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Matteo Pacor (a cura di), Alpine Ski World Cup Men's Races, in SKI-db.com. URL consultato il 5 luglio 2015.
  2. ^ (DE) Abfahrer auf Abwegen | NZZ, in Neue Zürcher Zeitung, 5 luglio 2007. URL consultato il 4 febbraio 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]