Giuliano Razzoli

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Giuliano Razzoli
Giuliano Razzoli Schladming 2010.jpg
Giuliano Razzoli a Schladming nel 2010
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 88 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Slalom speciale
Squadra Esercito
Palmarès
Olimpiadi 1 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 5 agosto 2018

Giuliano Razzoli (Castelnovo ne' Monti, 18 dicembre 1984) è uno sciatore alpino italiano. Soprannominato "Razzo", è specialista dello slalom speciale, specialità nella quale ha vinto la medaglia d'oro ai XXI Giochi olimpici invernali (terzo italiano, dopo Piero Gros e Alberto Tomba, a riuscire nell'impresa) ed ha conquistato tutti i suoi podi in Coppa del Mondo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni 2005-2006[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Villa Minozzo[1] e sugli sci dall'età di quattro anni[2][3], nell'ambiente del Circo bianco è soprannominato "Razzo"[2] ed esordì in Coppa Europa nella stagione 2004-2005.

Nel 2006 il ventunenne Razzoli, che ancora non faceva parte della nazionale maggiore, fu apripista della gara di slalom speciale a Torino 2006, dove il suo tempo sarebbe stato il terzo assoluto nella prima manche[4]. Il mese dopo vinse il titolo di campione italiano 2006, sempre in slalom speciale

Stagioni 2007-2009[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 dicembre 2006 fece il suo esordio in Coppa del Mondo nella slalom speciale dell'Alta Badia, senza però riuscire a qualificarsi per la seconda manche (chiuse la gara 36°). I primi punti sono arrivati il 27 gennaio 2007 con il 24º posto di Kitzbühel, mentre il 17 febbraio 2007 conquistò il primo podio in Coppa Europa: 2º a Oberjoch. Quel 2006-2007 fu suo miglior anno nella competizione continentale, nella quale chiuse al sedicesimo posto in classifica generale e al terzo in quella di slalom speciale.

Il 6 gennaio 2009 conquistò sulle nevi di Zagabria il primo podio in Coppa del Mondo, il terzo posto nello slalom speciale alle spalle di Jean-Baptiste Grange e Ivica Kostelić ottenuto partendo col pettorale 43[5], mentre ai Mondiali di Val-d'Isère non concluse la prova; il 20 febbraio a Monte Pora colse invece il primo successo in Coppa Europa, sempre in slalom speciale.

Stagioni 2010-2018[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 gennaio 2010 ha ottenuto, ancora a Zagabria, la prima vittoria in Coppa del Mondo, precedendo al traguardo Manfred Mölgg e Julien Lizeroux. Il 27 febbraio successivo si è laureato campione olimpico ai XXI Giochi olimpici invernali di Vancouver 2010 in slalom speciale, precedendo Ivica Kostelić e André Myhrer. Con questo risultato l'alloro di campione olimpico in slalom è tornato in Italia ventidue anni dopo l'oro di Alberto Tomba a Calgary 1988; inoltre ha messo fine al digiuno del settore maschile della nazionale azzurra nella rassegna a cinque cerchi: nello sci alpino, infatti, l'ultimo oro risaliva ad Albertville 1992 (Tomba in slalom gigante), mentre l'ultima medaglia era di Lillehammer 1994 (Tomba argento in slalom)[2].

Nella stagione 2010-2011 Razzoli ha ottenuto risultati altalenanti, anche a causa di un infortunio subito negli allenamenti di preparazione[6], ottenendo comunque un podio a Kitzbühel e concludendo la Coppa del Mondo con un successo nell'ultima prova di Lenzerheide. Ai Mondiali di Garmisch-Partenkirchen non ha concluso la prova, ma ha conquistato il titolo di campione italiano di slalom. Non ha portato a termine la gara di slalom nemmeno ai Mondiali di Schladming 2013, ai XXII Giochi olimpici invernali di Soči 2014 e ai Mondiali di Vail/Beaver Creek 2015.

Nella stagione 2014-2015 è tornato sul podio nello slalom di Kranjska Gora (dopo 3 anni e 4 mesi dal suo ultimo piazzamento nei primi 3) arrivando secondo alle spalle del norvegese Henrik Kristoffersen; ai Mondiali di Sankt Moritz 2017 si è classificato 22º nello slalom speciale.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 25º nel 2015
  • 10 podi (tutti in slalom speciale):
    • 2 vittorie
    • 5 secondi posti
    • 3 terzi posti

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
6 gennaio 2010 Zagabria Sljeme Croazia Croazia SL
19 marzo 2011 Lenzerheide Svizzera Svizzera SL

Legenda:

SL = slalom speciale

Coppa Europa[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 16º nel 2007
  • 6 podi:
    • 3 vittorie
    • 1 secondo posto
    • 2 terzi posti

Coppa Europa - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
20 febbraio 2009 Monte Pora Italia Italia SL
16 dicembre 2009 Nova Ponente Italia Italia SL
12 febbraio 2011 Monte Pora Italia Italia SL

Legenda:

SL = slalom speciale

Campionati italiani[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica
— Roma, 8 settembre 2010[8]
Croce d'argento al merito dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'argento al merito dell'Esercito
«Atleta dell'Esercito dalle straordinarie capacità tecniche e agonistiche, ha scritto tra le più belle pagine dello sci alpino italiano. Personalità sportiva di assoluto valore, grazie alle preclare doti di uomo e soldato, ha conseguito risultati di eccellenza nelle competizioni internazionali e olimpiche cui ha partecipato. Fulgido esempio di indiscusse ed eccezionali doti agonistiche, umane e professionali, con i suoi successi ha onorato lo sport italiano, esaltando il prestigio e l'immagine della Forza Armata nel mondo. Italia ed estero, 2010 -2011.»
— 19 ottobre 2012[8]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Sport Civiltà: Atleta dell'anno (2010)[9]
  • Premio "Uomo italiano dell'anno" de La Gazzetta dello Sport (2010)[senza fonte]
  • Gli è stata dedicata una pista nel comprensorio del Cimone, denominata "Razzo" in onore alla sua vittoria olimpica di Vancouver nel 2010[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda FISI, su fisi.org. URL consultato il 19 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).
  2. ^ a b c Germano Antonucci, Trionfa Razzoli, finalmente è oro. "Felice, ho fatto piangere Tomba", in Corriere della Sera, 27 febbraio 2010. URL consultato il 4 agosto 2010.
  3. ^ Valeria Ancione, Razzoli: "La montagna è casa mia. Vino? Passione" [collegamento interrotto], in Corriere dello Sport, 2 febbraio 2010. URL consultato il 4 agosto 2010.
  4. ^ Maria Rosa Quario, Occhi puntati su Razzoli. L'ultima speranza italiana, in Il Giornale, 27 febbraio 2010. URL consultato il 4 agosto 2010.
  5. ^ Referto della gara, su data.fis-ski.com. URL consultato il 4 agosto 2010.
  6. ^ Sci: per Giuliano Razzoli piccolo infortunio in Argentina.
  7. ^ (EN) Profilo FIS, su data.fis-ski.com. URL consultato il 5 agosto 2018.
  8. ^ a b Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Giuliano Razzoli, su quirinale.it. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  9. ^ Lo sciatore d'oro e l'anti Cassano: Razzoli e Garrone a Sport Civiltà, in La Gazzetta di Parma, 9 novembre 2010. URL consultato il 16 settembre 2010.
  10. ^ Cimone – Piste aperte, si scia con Giuliano Razzoli, su cimonesci.it. URL consultato il 20 ottobre 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]