Giuliano Razzoli

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Giuliano Razzoli
Giuliano Razzoli Schladming 2010.jpg
Giuliano Razzoli a Schladming nel 2010
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 88 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Slalom speciale
Squadra Esercito
Palmarès
Olimpiadi 1 0 0
Mondiali militari 2 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 7 settembre 2020

Giuliano Razzoli (Castelnovo ne' Monti, 18 dicembre 1984) è uno sciatore alpino italiano. Soprannominato "Razzo", è specialista dello slalom speciale, specialità nella quale ha vinto la medaglia d'oro ai XXI Giochi olimpici invernali (terzo italiano, dopo Piero Gros e Alberto Tomba, a riuscire nell'impresa) ed ha conquistato tutti i suoi podi in Coppa del Mondo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni 2005-2008[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Villa Minozzo[1] e sugli sci dall'età di quattro anni[2], nell'ambiente del Circo bianco è soprannominato "Razzo"[2] ed esordì in Coppa Europa nella stagione 2004-2005. Nel 2006 il ventunenne Razzoli, che ancora non faceva parte della nazionale maggiore, fu apripista della gara di slalom speciale a Torino 2006, dove il suo tempo sarebbe stato il terzo assoluto nella prima manche[3]. Il mese dopo vinse il titolo di campione italiano 2006, sempre in slalom speciale

Il 18 dicembre 2006 fece il suo esordio in Coppa del Mondo nello slalom speciale dell'Alta Badia, senza però riuscire a qualificarsi per la seconda manche (chiuse la gara 36º). I primi punti sono arrivati il 27 gennaio 2007 con il 24º posto di Kitzbühel, mentre il 17 febbraio 2007 conquistò il primo podio in Coppa Europa: 2º a Oberjoch. Quel 2006-2007 fu suo miglior anno nella competizione continentale, nella quale chiuse al sedicesimo posto in classifica generale e al terzo in quella di slalom speciale.

Stagioni 2009-2010[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 gennaio 2009 conquistò sulle nevi di Zagabria il primo podio in Coppa del Mondo, il terzo posto nello slalom speciale alle spalle di Jean-Baptiste Grange e Ivica Kostelić ottenuto partendo col pettorale 43[4], mentre ai Mondiali di Val-d'Isère non concluse la prova; il 20 febbraio a Monte Pora colse invece il primo successo in Coppa Europa, sempre in slalom speciale.

Il 6 gennaio 2010 ha ottenuto, ancora a Zagabria, la prima vittoria in Coppa del Mondo, precedendo Manfred Mölgg e Julien Lizeroux.

Il 27 febbraio 2010 si è laureato campione olimpico ai XXI Giochi olimpici invernali di Vancouver 2010 in slalom speciale, precedendo Ivica Kostelić e André Myhrer. Con questo risultato l'alloro di campione olimpico in slalom è tornato in Italia ventidue anni dopo l'oro di Alberto Tomba a Calgary 1988; inoltre Razzoli ha messo fine al digiuno del settore maschile della nazionale azzurra nella rassegna a cinque cerchi: nello sci alpino, infatti, l'ultimo oro risaliva ad Albertville 1992 (Tomba in slalom gigante), mentre l'ultima medaglia era di Lillehammer 1994 (Tomba argento in slalom)[2].

Stagioni 2011-2020[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2010-2011 Razzoli ha ottenuto risultati altalenanti, anche a causa di un infortunio subito negli allenamenti di preparazione[5], ottenendo comunque un podio a Kitzbühel e concludendo la Coppa del Mondo con un successo nell'ultima prova di Lenzerheide. Ai Mondiali di Garmisch-Partenkirchen non ha concluso la prova, ma ha conquistato il titolo di campione italiano di slalom. Non ha portato a termine la gara di slalom nemmeno ai Mondiali di Schladming 2013, ai XXII Giochi olimpici invernali di Soči 2014 e ai Mondiali di Vail/Beaver Creek 2015.

Nella stagione 2014-2015 è tornato sul podio nello slalom di Kranjska Gora (dopo 3 anni e 4 mesi dal suo ultimo piazzamento nei primi 3) arrivando secondo alle spalle del norvegese Henrik Kristoffersen; ai Mondiali di Sankt Moritz 2017 si è classificato 22º nello slalom speciale; anche due anni dopo, ai Mondiali di Åre, è stato 22º nello slalom speciale.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali militari[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 25º nel 2015
  • 10 podi:
    • 2 vittorie
    • 5 secondi posti
    • 3 terzi posti

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
6 gennaio 2010 Zagabria Croazia Croazia SL
19 marzo 2011 Lenzerheide Svizzera Svizzera SL

Legenda:
SL = slalom speciale

Coppa Europa[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 16º nel 2007
  • 7 podi:
    • 3 vittorie
    • 2 secondi posti
    • 2 terzi posti

Coppa Europa - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
20 febbraio 2009 Monte Pora Italia Italia SL
16 dicembre 2009 Obereggen Italia Italia SL
12 febbraio 2011 Monte Pora Italia Italia SL

Legenda:
SL = slalom speciale

Campionati italiani[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica
— Roma, 8 settembre 2010[7]
Croce d'argento al merito dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'argento al merito dell'Esercito
«Atleta dell'Esercito dalle straordinarie capacità tecniche e agonistiche, ha scritto tra le più belle pagine dello sci alpino italiano. Personalità sportiva di assoluto valore, grazie alle preclare doti di uomo e soldato, ha conseguito risultati di eccellenza nelle competizioni internazionali e olimpiche cui ha partecipato. Fulgido esempio di indiscusse ed eccezionali doti agonistiche, umane e professionali, con i suoi successi ha onorato lo sport italiano, esaltando il prestigio e l'immagine della Forza Armata nel mondo. Italia ed estero, 2010 -2011.»
— 19 ottobre 2012[7]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda FISI, su fisi.org. URL consultato il 19 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).
  2. ^ a b c Germano Antonucci, Trionfa Razzoli, finalmente è oro. "Felice, ho fatto piangere Tomba", in Corriere della Sera, 27 febbraio 2010. URL consultato il 4 agosto 2010.
  3. ^ Maria Rosa Quario, Occhi puntati su Razzoli. L'ultima speranza italiana, in Il Giornale, 27 febbraio 2010. URL consultato il 4 agosto 2010.
  4. ^ Referto della gara, su data.fis-ski.com. URL consultato il 4 agosto 2010.
  5. ^ Sci: per Giuliano Razzoli piccolo infortunio in Argentina.
  6. ^ (EN) Giuliano Razzoli - Results National Championships, su fis-ski.com, FIS. URL consultato il 20 marzo 2020.
  7. ^ a b Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Giuliano Razzoli, su quirinale.it. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  8. ^ Il premio internazionale "Sport Civiltà" 2010, su unvsparma.it. URL consultato il 20 marzo 2020.
  9. ^ Cimone – Piste aperte, si scia con Giuliano Razzoli, su cimonesci.it. URL consultato il 20 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2014).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]