Ingemar Stenmark

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Ingemar Stenmark
Ingemar Stenmark, June 2014-P6170012-1.jpg
Ingemar Stenmark a Vaxholm nel 2014
Nome Jan Ingemar Stenmark
Nazionalità Svezia Svezia
Altezza 181[senza fonte] cm
Peso 75[senza fonte] kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Slalom gigante, slalom speciale
Squadra Tärna IK Fjällvinden[1]
Ritirato 1989
Palmarès
Olimpiadi 2 0 1
Mondiali 5 1 1
Coppa del Mondo 3 trofei
Coppa del Mondo - Slalom 8 trofei
Coppa del Mondo - Gigante 8 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Jan Ingemar Stenmark (Storuman, 18 marzo 1956) è un ex sciatore alpino svedese. Specialista nelle prove tecniche (slalom gigante e slalom speciale), è considerato da larga parte degli esperti e degli appassionati il più grande sciatore di tutti tempi[2]. Nel suo palmarès vanta tra l'altro due titoli olimpici, cinque iridati, tre Coppe del Mondo generali e sedici di specialità. Con 86 successi in Coppa del Mondo (46 in slalom gigante e 40 in slalom speciale) è lo sciatore che detiene il record di vittorie in carriera nella storia dello sci alpino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Lapponia, a Joesjö[3] (comune di Storuman, nella provincia di Norrland), la sua famiglia si trasferì in seguito nella vicina Tärnaby quando Stenmark aveva quattro anni[4] e divenne amico di un altro ragazzino, Stig Strand, che avrebbe poi vinto la Coppa del Mondo di slalom speciale[5]. Quattro anni dopo partecipò al Trofeo Topolino classificandosi 14º[4]. Fu scoperto giovanissimo dal tecnico italiano Ermanno Nogler, che lo seguì per tutta la carriera e con il quale formò una coppia indissolubile, tanto che i due si ritirarono insieme dal Circo bianco[6].

Stagioni 1974-1975[modifica | modifica wikitesto]

L'atleta svedese, che decise con scelta innovativa di affidarsi per la fornitura degli sci alla ditta jugoslava Elan[2][7], esordì in Coppa del Mondo a diciassette anni, l'8 dicembre 1973 sul classico tracciato di Val-d'Isère in Francia, giungendo 46º in slalom gigante. Nella stessa stagione, nel febbraio dell'anno seguente, partecipò per la prima volta a una rassegna iridata, i Mondiali tenutisi a Sankt Moritz; in quell'occasione ottenne il 9º posto nello slalom gigante. Nemmeno un mese dopo, il 2 marzo, salì non ancora diciottenne per la prima volta sul podio in Coppa del Mondo nella stessa specialità a Voss, in Norvegia, giungendo 3º alle spalle dell'italiano Gustav Thöni, suo futuro grande rivale, e dell'austriaco Hansi Hinterseer. A dimostrazione dei progressi che il giovane svedese stava dimostrando, si aggiudicò anche alcune gare di Coppa Europa[8] e la medaglia d'oro nello slalom gigante agli Europei juniores di Jasná[2][9].

Stenmark in gara in Val Gardena nel 1975

La successiva stagione 1974-1975 si aprì con buoni risultati in Coppa Europa, dove ottenne una vittoria a Vipiteno[10], subito seguita il 17 dicembre dal primo successo in Coppa del Mondo, in slalom speciale sul difficile tracciato della 3-Tre di Madonna di Campiglio; Stenmark in quella circostanza precedette nell'ordine gli italiani Paolo De Chiesa e Fausto Radici. Con l'arrivo del nuovo anno, Stenmark infilò una decina di podi in serie, che lo portarono a un passo dal conquistare la sua prima Coppa del Mondo assoluta poiché lo sciatore svedese fu co-protagonista, il 23 marzo 1975 in Val Gardena in Italia assieme all'atleta di casa Thöni, di una delle gare più celebri dello sci alpino: la coppa di cristallo di quell'anno fu infatti assegnata all'azzurro nell'ultimo slalom parallelo[11].

Stagioni 1976-1978[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione caratterizzata dai XII Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976 e dai primi segni di calo di rendimento delle prestazioni da parte della Valanga azzurra, Stenmark inanellò una serie di successi in slalom speciale (sette su sette gare disputate), ma anche in slalom gigante; questi risultati gli consentirono di vincere la classifica generale e le Coppe di entrambe le specialità. Alle sue prime Olimpiadi lo svedese vinse la medaglia di bronzo nello slalom gigante (valido anche per i Mondiali 1976), nella gara che vide primeggiare lo svizzero Heini Hemmi davanti al connazionale Ernst Good; Non completò invece la prova di slalom speciale.

La stagione 1976-1977 proseguì sulla falsariga della precedente; lo svedese riconquistò tutti e tre i trofei con un ruolino di marcia impressionante: vinse infatti nove slalom speciali su dieci, ma anche tre slalom giganti, dominando le specialità tecniche. Il 1978 fu, se possibile, anche più ricco di soddisfazioni per lo sciatore di Tärnaby; infatti in quell'annata, oltre a non farsi sfuggire l'ennesima tripletta di coppe di cristallo (Coppa del Mondo assoluta, Coppa del Mondo di slalom gigante e Coppa del Mondo di slalom speciale), Stenmark rimpinguò il palmarès anche con due ori, nelle due specialità tecniche, ai Mondiali disputati a Garmisch-Partenkirchen.

Stagioni 1979-1980[modifica | modifica wikitesto]

A questo punto però la Federazione Internazionale Sci introdusse nella Coppa del Mondo un nuovo metodo di calcolo dei punteggi che svantaggiava particolarmente lo svedese[2]: infatti con il nuovo regolamento potevano essere conteggiati solo i punti di un numero limitato di gare per specialità, in modo tale da favorire gli atleti polivalenti e gli specialisti della combinata, anche se di qualità tecnica inferiore, cosa cui lo stesso svedese si lamentò in seguito[12]. Fu così che lo svizzero Peter Lüscher risultò vincitore della Coppa generale nel 1978-1979 grazie a tre sole vittorie (tra le quali figuravano due combinate): nonostante il fatto che in quella stagione Stenmark si fosse aggiudicato tutti i dieci slalom giganti in palio, oltre a tre slalom speciali, Stenmark giunse solo 5º in classifica generale.

Stenmark effigiato in un francobollo paraguaiano del 1980

L'atleta scandinavo aveva comunque altri obiettivi da perseguire; il più importante di questi era l'oro olimpico. L'occasione si presentò ai XIII Giochi olimpici invernali di Lake Placid 1980: pur non trascurando la Coppa del Mondo, dove giunse 2º nella classifica generale staccato di quattro punti dal vincitore Andreas Wenzel e terminando a podio in tutte le 14 gare disputate, colse l'unico successo che ancora gli mancava e l'oro, anzi gli ori (nello slalom gigante e nello slalom speciale), furono conquistati come da previsioni. In questo frangente le medaglie erano inoltre valide anche ai fini dei Mondiali 1980, consentendo all'atleta di cogliere un trionfo completo. In quella stagione di Coppa del Mondo interruppe la striscia di 15 successi consecutivi in slalom gigante, terminando 3º a Oberstaufen.

Stagioni 1981-1982[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la rinuncia alla polivalenza, Stenmark gareggiò anche in discesa libera, nonostante non si trovasse a suo agio con le velocità[13]. Scelse come teatro l'impegnativa Streif di Kitzbühel in Austria, che il 17 gennaio 1981 affrontò con cautela giungendo al traguardo 34º con un ritardo di oltre dieci secondi dal vincitore[12], riuscendo tuttavia a piazzarsi 3º nella combinata con lo slalom di Oberstaufen, in Germania Ovest. La stagione 1980-1981 vide Stermark vincere per l'ultima volta entrambe le classifiche di slalom gigante e di slalom speciale; salì sul podio in 19 gare su 20 disputate e in quell'annata emerse un suo nuovo agguerrito avversario, lo statunitense Phil Mahre, che come lo svedese conquistò tre Coppe del Mondo generali.

Nel 1982 in Coppa del Mondo non ottenne risultati di rilievo e in slalom gigante, dopo 37 podi consecutivi, dovette accontentarsi del 7º posto a Cortina d'Ampezzo il 15 dicembre. Vinse la medaglia d'oro nello slalom speciale ai Mondiali di Schladming, dove nello slalom gigante invece si vide sopravanzare da Steve Mahre: fu infatti il fratello gemello di Phil a indossare l'oro iridato. Stenmark fu comunque argento e con queste due medaglie, le ultime che riuscì ad aggiudicarsi tra Olimpiadi e Mondiali, fissò il totale complessivo a sette.

Stagioni 1983-1989[modifica | modifica wikitesto]

La Coppa del Mondo 1983 fu contraddistinta dalla vittoria ex aequo della Coppa del Mondo di slalom speciale con l'amico di infanzia Stig Strand[5]. Infatti i due sciatori di Tärnaby conclusero le competizioni con lo stesso punteggio, nonostante Stenmark fosse riuscito a vincere una gara in più del compaesano. L'ultima Coppa di specialità venne aggiunta alla bacheca di Stenmark nel 1983-1984, in slalom gigante. Per tentare di rivincere la Coppa del Mondo si cimentò anche nelle prove veloci: nel 1984, in occasione del supergigante di Garmisch-Partenkirchen del 29 gennaio concluse 5º nella nuova specialità, da poco introdotta nel calendario di Coppa. A Stenmark non fu concesso di partecipare ai XIV Giochi olimpici invernali di Sarajevo 1984 a causa del suo status di "professionista", in quanto in possesso della cosiddetta licenza B[2][14], e non poté quindi difendere le medaglie d'oro vinte nell'edizione precedente.

Le ultime stagioni videro pian piano calare le prestazioni del fuoriclasse svedese, anche per l'emergere di nuovi atleti, quali l'austro-lussemburghese Marc Girardelli e l'elvetico Pirmin Zurbriggen. Stenmark fu presente anche ai Mondiali del 1985, disputati a Bormio, dove sfiorò il podio nello slalom speciale piazzandosi al 4º posto. Nella rassegna iridata di Crans-Montana, due anni dopo, giunse 10° nello slalom gigante e 5° nello slalom speciale.

Ai XV Giochi olimpici invernali di Calgary 1988 Stenmark, ormai agli sgoccioli della carriera, tornò a partecipare nuovamente alle competizioni olimpiche e concluse 5° nello slalom speciale, mentre non terminò lo slalom gigante. L'ultima annata agonistica di Stenmark fu contraddistinta dai Mondiali di Vail 1989, dove fu 6° nello slalom gigante, e dal suo ultimo successo in Coppa del Mondo, nonché ultimo podio; a trentatré anni e dopo aver militato quasi sedici anni in Coppa del Mondo, l'11 febbraio 1989 poté brindare nel gigante di Aspen alla vittoria numero 86. Un mese dopo a Shigakōgen disputò l'ultima gara in carriera, concludendo 4º nello slalom gigante di Coppa del Mondo disputato il 9 marzo.

Bilancio della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Stenmark non è stato lo sciatore più completo della storia dello sci: non fu infatti mai in grado di vincere in tutte le specialità, né può vantare medaglie olimpiche in tutte le specialità come Jean-Claude Killy o Toni Sailer e neppure le dodici medaglie iridate del norvegese Kjetil André Aamodt. Ha vinto anche meno coppe di cristallo generali di altri colleghi, anche se la lunga serie di secondi posti (ben sei) fu dovuta in parte alla modifica regolamentare che favoriva la polivalenza, danneggiando lo svedese[2]. Tuttavia Stenmark, soprannominato "Ingo"[15], rimane lo sciatore alpino maschile che più caratterizzò, e per un tempo così prolungato, la Coppa del Mondo. Solo Franz Klammer fu per la discesa libera libera quello che Stenmark fu per slalom gigante e slalom speciale.

Nel periodo 1975-1981, l'apice della carriera dello sciatore, Stenmark fu in grado di primeggiare su tutte le piste. Ottenne per esempio successi nello slalom gigante della Chuenisbärgli di Adelboden e negli slalom speciali della Ganslern di Kitzbühel, della Sonnenwiese di Sankt Anton am Arlberg e della Männlichen/Jungfrau di Wengen: tutte piste che hanno fatto la storia dello sci alpino. Sempre in quegli anni realizzò il record assoluto di distacco inflitto in Coppa del Mondo al secondo classificato, ottenuto il 4 febbraio 1979 nello slalom gigante di Jasná, quando staccò di 4 secondi e 6 centesimi lo jugoslavo Bojan Križaj; è suo anche il record di distacco relativo allo slalom speciale, registrato il 7 gennaio 1982 a Kitzbühel: 3 secondi e 16 centesimi nei confronti di Phil Mahre[16]. Nonostante tale dominio, non gli mancarono affatto rivali, tra i quali nello slalom speciale il liechtensteinese Andreas Wenzel e lo stesso Križaj, e nello slalom gigante lo svizzero Joël Gaspoz. Il fuoriclasse svedese inoltre riuscì a vincere tutti gli slalom giganti disputati in una stagione (dieci su dieci nel 1978-1979, quando ottenne anche tre successi in slalom speciale per un totale complessivo di tredici vittorie), risultato che ancora non è stato eguagliato da altri atleti. Lo sciatore di Tärnaby può anche vantare nove titoli nazionali ai Campionati svedesi, quattro in slalom gigante e cinque in slalom speciale[17].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Europei juniores[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
17 dicembre 1974 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
12 gennaio 1975 Wengen Svizzera Svizzera SL
23 febbraio 1975 Naeba Giappone Giappone GS
2 marzo 1975 Garibaldi Canada Canada GS
13 marzo 1975 Sun Valley Stati Uniti Stati Uniti GS
15 dicembre 1975 Vipiteno Italia Italia SL
11 gennaio 1976 Wengen Svizzera Svizzera SL
24 gennaio 1976 Kitzbühel Austria Austria SL
27 gennaio 1976 Zwiesel bandiera Germania Ovest GS
7 marzo 1976 Copper Mountain Stati Uniti Stati Uniti SL
14 marzo 1976 Aspen Stati Uniti Stati Uniti SL
3 gennaio 1977 Laax Svizzera Svizzera SL
10 gennaio 1977 Berchtesgaden bandiera Germania Ovest SL
16 gennaio 1977 Kitzbühel Austria Austria SL
23 gennaio 1977 Wengen Svizzera Svizzera SL
6 febbraio 1977 Sankt Anton am Arlberg Austria Austria SL
6 marzo 1977 Sun Valley Stati Uniti Stati Uniti GS
18 marzo 1977 Voss Norvegia Norvegia SL
20 marzo 1977 Åre Svezia Svezia SL
21 marzo 1977 Åre Svezia Svezia GS
25 marzo 1977 Sierra Nevada Spagna Spagna GS
10 dicembre 1977 Val-d'Isère Francia Francia GS
13 dicembre 1977 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
14 dicembre 1977 Madonna di Campiglio Italia Italia GS
5 gennaio 1978 Oberstaufen bandiera Germania Ovest SL
8 gennaio 1978 Zwiesel bandiera Germania Ovest GS
9 gennaio 1978 Zwiesel bandiera Germania Ovest SL
18 marzo 1978 Arosa Svizzera Svizzera GS
9 dicembre 1978 Schladming Austria Austria GS
21 dicembre 1978 Kranjska Gora bandiera Jugoslavia SL
22 dicembre 1978 Kranjska Gora bandiera Jugoslavia GS
7 gennaio 1979 Courchevel Francia Francia GS
16 gennaio 1979 Adelboden Svizzera Svizzera GS
23 gennaio 1979 Stainach Austria Austria GS
4 febbraio 1979 Jasná Cecoslovacchia Cecoslovacchia GS
10 febbraio 1979 Åre Svezia Svezia GS
11 febbraio 1979 Åre Svezia Svezia SL
4 marzo 1979 Lake Placid Stati Uniti Stati Uniti GS
12 marzo 1979 Heavenly Valley Stati Uniti Stati Uniti GS
17 marzo 1979 Furano Giappone Giappone SL
19 marzo 1979 Furano Giappone Giappone GS
8 dicembre 1979 Val-d'Isère Francia Francia GS
11 dicembre 1979 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
12 dicembre 1979 Madonna di Campiglio Italia Italia GS
21 gennaio 1980 Adelboden Svizzera Svizzera GS
27 gennaio 1980 Chamonix Francia Francia SL
27 febbraio 1980 Waterville Valley Stati Uniti Stati Uniti SL
1º marzo 1980 Mont-Sainte-Anne Canada Canada GS
10 marzo 1980 Cortina d'Ampezzo Italia Italia SL
11 marzo 1980 Cortina d'Ampezzo Italia Italia GS
13 marzo 1980 Saalbach Austria Austria GS
15 marzo 1980 Saalbach Austria Austria SL
9 dicembre 1980 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
10 dicembre 1980 Madonna di Campiglio Italia Italia GS
6 gennaio 1981 Morzine Francia Francia GS
18 gennaio 1981 Kitzbühel Austria Austria SL
26 gennaio 1981 Adelboden Svizzera Svizzera GS
1º febbraio 1981 Sankt Anton am Arlberg Austria Austria SL
2 febbraio 1981 Schladming Austria Austria GS
8 febbraio 1981 Oslo Norvegia Norvegia SL
11 febbraio 1981 Voss Norvegia Norvegia GS
14 febbraio 1981 Åre Svezia Svezia GS
9 gennaio 1982 Morzine Francia Francia GS
12 gennaio 1982 Bad Wiessee bandiera Germania Ovest SL
17 gennaio 1982 Kitzbühel Austria Austria SL
19 gennaio 1982 Adelboden Svizzera Svizzera GS
9 febbraio 1982 Kirchberg in Tirol Austria Austria GS
14 dicembre 1982 Courmayeur Italia Italia SL
23 gennaio 1983 Kitzbühel Austria Austria SL
11 febbraio 1983 Markstein Francia Francia SL
13 febbraio 1983 Todtnau bandiera Germania Ovest GS
26 febbraio 1983 Gällivare Svezia Svezia GS
13 dicembre 1983 Courmayeur Italia Italia SL
20 dicembre 1983 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
10 gennaio 1984 Adelboden Svizzera Svizzera GS
17 gennaio 1984 Parpan Svizzera Svizzera SL
23 gennaio 1984 Kirchberg in Tirol Austria Austria GS
4 febbraio 1984 Borovec Bulgaria Bulgaria GS
7 marzo 1984 Vail Stati Uniti Stati Uniti GS
15 dicembre 1985 Alta Badia Italia Italia GS
25 gennaio 1986 Sankt Anton am Arlberg Austria Austria SL
27 febbraio 1986 Hemsedal Norvegia Norvegia GS
18 marzo 1986 Lake Placid Stati Uniti Stati Uniti GS
29 novembre 1986 Sestriere Italia Italia SL
14 febbraio 1987 Markstein Francia Francia SL
19 febbraio 1989 Aspen Stati Uniti Stati Uniti GS

Legenda:
GS = slalom gigante
SL = slalom speciale

Campionati svedesi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Tra gare di Coppa del Mondo, Mondiali e Olimpiadi Stenmark ha ottenuto i seguenti risultati:

  • 1º posto: 92 volte,
  • 2º posto: 45 volte,
  • 3º posto: 28 volte,
  • 4º posto: 10 volte,
  • 5º posto: 13 volte,
  • 6º posto: 10 volte,
  • 7º posto: 8 volte,
  • 8º posto: 7 volte,
  • 9º posto: 5 volte,
  • 10º posto: 4 volte

Podi in Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Stagione/Specialità Gigante Slalom Combinata Parallelo Podi totali
1974 1 1 2 4
1975 3 2 2 3 1 1 12
1976 1 2 1 5 1 1 11
1977 3 2 7 2 14
1978 4 1 2 3 2 12
1979 10 3 2 2 17
1980 6 1 5 1 1 14
1981 6 2 2 4 2 2 1 19
1982 3 1 2 5 1 12
1983 2 1 3 3 1 1 11
1984 4 1 3 2 10
1985 1 2 1 4
1986 3 1 3 1 8
1987 1 2 1 1 5
1988 1 1
1989 1 1
Totale 46 13 13 40 29 12 1 1 155
72 81 1 1

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni dal 1976 al 1978 Stenmark assieme a Björn Borg fu l'idolo nazionale dello sport svedese, e la vita della nazione si bloccava completamente a ogni sua gara; ciò non cambiò nemmeno quando[senza fonte] per motivi fiscali si trasferì nel Principato di Monaco[18]. Stenmark nel 1996 ha vinto i Campionati svedesi delle superstar[19].

Assieme a Borg, Jan-Ove Waldner e Anja Pärson è l'unico ad aver ricevuto per due volte (nel 1975 e nel 1978) la Medaglia d'oro dello Svenska Dagbladet[20], il premio assegnato dal quotidiano Svenska Dagbladet al miglior sportivo svedese dell'anno. Nel 1979 fu premiato con la Medaglia Holmenkollen[senza fonte], una delle massime onorificenze sportive dello sci, tradizionalmente attribuita ai campioni dello sci nordico: Stenmark è uno dei pochissimi sciatori alpini ad averla ricevuta. Lo stesso anno si aggiudicò anche il premio Jerringpriset[senza fonte], appena istituito, attribuito dalla sezione sportiva della Sveriges Radio AB (canale radiofonico pubblico del Paese scandinavo). Lo sciatore ottenne la stessa onorificenza anche l'anno seguente[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (SV) Scheda sul sito del del Comitato Olimpico svedese. URL consultato il 9 maggio 2015.
  2. ^ a b c d e f g Paolo De Chiesa, I miei campioni: Ingemar Stenmark in Sito ufficiale dei XX Giochi olimpici invernali, 23 maggio 2003. (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2012).
  3. ^ (SV) Mattias Karlsson, En "vanlig kille" som fyller 50 in Sydsvenskan, 17 marzo 2006. URL consultato il 9 maggio 2015.
  4. ^ a b Walter Rosboch, Stenmark, lappone sbagliato in La Stampa, 22 marzo 1975, p. 19. URL consultato il 9 maggio 2015.
  5. ^ a b Gianni Merlo, Trionfo svedese sotto il segno di Stenmark in La Gazzetta dello Sport, 9 febbraio 2005, p. 24. URL consultato il 9 maggio 2015.
  6. ^ Massimo Di Marco, È morto il maestro Nogler, papà di Thöni e Stenmark in La Gazzetta dello Sport, 24 giugno 2000, p. 37. URL consultato il 9 maggio 2015.
  7. ^ "Storia" sul sito dell'azienda. URL consultato il 9 maggio 2015.
  8. ^ Ancora Stenmark in Coppa Europa in La Stampa, 28 marzo 1974, p. 19. URL consultato il 9 maggio 2015.
  9. ^ a b (DE) Profilo ÖSV-Siegertafel. URL consultato il 9 maggio 2015.
  10. ^ A Vipiteno è l'ora dei giovani Stenmark, De Chiesa e Amplatz in La Stampa, 9 dicembre 1974, p. 14. URL consultato il 9 maggio 2015.
  11. ^ "Il Post-mondiali e le Finali del 1975" su saslong.org. URL consultato il 9 maggio 2015.
  12. ^ a b Giorgio Viglino, Stenmark fa punti da turista in La Stampa, 18 gennaio 1981, p. 19. URL consultato il 9 maggio 2015.
  13. ^ Flavio Vannetti, Stenmark, tutta la verità di Mister Sci in Il Corriere della Sera, 4 febbraio 2004, p. 46. URL consultato il 9 maggio 2015.
  14. ^ Gianni Merlo, Magoni, l' oro della gioventù in La Gazzetta dello Sport, 8 dicembre 2005. URL consultato il 9 maggio 2015.
  15. ^ Cristiano Chiavegato, Il "caldo" svedese in La Stampa, 29 gennaio 1976, p. 23. URL consultato il 9 maggio 2015.
  16. ^ (EN) "World Cup Men's Races. Time Difference Stats" su SKI-db.com. URL consultato il 9 maggio 2015.
  17. ^ a b (SV) Albo d'oro maschile dei Campionati svedesi di sci alpino sul sito della Federazione sciistica della Svezia (1937-2010). (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2012).
  18. ^ Leonardo Coen, La neve è troppa il circo si ferma in La Repubblica, 5 febbraio 1989, p. 39. URL consultato il 9 maggio 2015.
  19. ^ (EN) Vincitori del premio.. URL consultato il 15 maggio 2015.
  20. ^ (SV) Bragdmedaljörer genom tiderna in SvD.se, 4 dicembre 2007. URL consultato il 9 maggio 2007. [Elenco vincitori del premio; è riportata anche la motivazione espressa dalla giuria]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DEENFR) Organisationskomitee (Comitato organizzatore), Innsbruck '76. Endbericht/Rapport final/Final Report ( versione digitalizzata. URL consultato il 28 settembre 2010.)
  • (ENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), XIII Olympic Winter Games Lake Placid 1980. Final Report/Rapport final ( versione digitalizzata. URL consultato il 28 settembre 2010.)
  • (DEENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), XIII Olympic Winter Games Lake Placid 1980. Official Results/Résultats Officiels/Offizielle Ergebnisse ( versione digitalizzata. URL consultato il 28 settembre 2010.)
  • (ENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), Rapport officiel des XVes Jeux Olympiques d'hiver/XV Olympic Winter Games: Official Report ISBN 0-921060-26-2 ( versione digitalizzata. URL consultato il 28 settembre 2010.)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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