Nazionale di sci alpino dell'Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Valanga azzurra)
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Bandiera dell'Italia Italia
Sport Sci alpino
Federazione F.I.S.I.
Confederazione F.I.S.
Codice CIO ITA
Direttore tecnico Bandiera dell'Italia Alberto Ghidoni (settore maschile)
Bandiera dell'Italia Massimo Rinaldi (settore femminile)
Olimpiadi[1]
Competizione Ori Argenti Bronzi
Discesa libera uomini 1 1 1
Discesa libera donne 1 2 3
Supergigante uomini 0 0 0
Supergigante donne 2 0 2
Slalom gigante uomini 3 0 0
Slalom gigante donne 2 1 2
Slalom speciale uomini 3 4 1
Slalom speciale donne 1 2 0
Combinata uomini 1 1 1
Combinata donne 0 0 1


Competizione Ori Argenti Bronzi
Medaglie ai Giochi olimpici 14 11 11

Per maggiori dettagli vedi qui

Mondiali[2]
Competizione Ori Argenti Bronzi
Discesa libera uomini 2 5 4
Discesa libera donne 1 3 3
Supergigante uomini 3 1 0
Supergigante donne 3 3 0
Slalom gigante uomini 4 1 3
Slalom gigante donne 2 4 2
Slalom speciale uomini 4 5 6
Slalom speciale donne 1 2 3
Combinata uomini 2 2 2
Combinata donne 1 0 2


Competizione Ori Argenti Bronzi
Parallelo uomini 0 0 0
Parallelo donne 1 0 0


Competizione Ori Argenti Bronzi
Gara a squadre 0 0 2


Competizione Ori Argenti Bronzi
Medaglie ai Mondiali 24 26 27

Per maggiori dettagli vedi qui

Coppa del Mondo
Trofeo Vittorie
Coppa del Mondo 6 M - 1 F
Coppa del Mondo - Discesa 2 M - 6 F
Coppa del Mondo - SuperG 2 M - 1 F
Coppa del Mondo - Gigante 8 M - 4 F
Coppa del Mondo - Slalom 8 M - 0 F
Coppa del Mondo - Combinata 1 M - 2 F

Per maggiori dettagli vedi qui

Statistiche aggiornate al 19 febbraio 2023

La nazionale di sci alpino dell'Italia è la rappresentativa nazionale dell'Italia in tutte le manifestazioni dello sci alpino, dalle Olimpiadi ai Mondiali, dalla Coppa del Mondo alla Coppa Europa. Viene comunemente detta "Valanga azzurra" per il settore maschile e "Valanga rosa" per quello femminile.

Raggruppa tutti gli sciatori di nazionalità italiana selezionati dagli appositi organi ed è posta sotto l'egida della Federazione italiana sport invernali (FISI); è divisa in una squadra maschile e in una femminile, a loro volta articolate su vari livelli ("Nazionale A di sci alpino" o "di Coppa del Mondo", "Nazionale B di sci alpino" o "di Coppa Europa", Nazionale C di sci alpino, che affronta i Campionati mondiali juniores di sci alpino e altre competizioni); sono inoltre previste squadre giovanili, che prendono parte ai Mondiali juniores e alle altre manifestazioni internazionali di categoria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini agli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Il primo grande successo internazionale degli italiani fu la medaglia d'oro in discesa libera di Zeno Colò, considerato, insieme a Vittorio Chierroni, il primo campione azzurro. Dopo il suo ritiro, avvenuto nel 1955, lo sci azzurro subì una grave crisi, sia di sponsor che di risultati. Nel decennio 1955/1965, non ci fu nessun risultato significativo. Ai campionati mondiali del 1966, Carlo Senoner riuscì a vincere l'oro in slalom speciale. Fu il primo sciatore italiano a provenire dalle Alpi. Sempre nel 1966 nacque la Coppa del mondo di sci alpino, ma per ottenere la prima vittoria, la squadra azzurra dovrà aspettare l'11 dicembre 1969, giornata storica, quando Gustav Thöni si aggiudicò il suo primo slalom gigante, in Val-d'Isère.

Gli anni settanta e i primi anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

La Valanga azzurra[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione "valanga azzurra" è di origine giornalistica e fu usata per la prima volta nel 1974 da La Gazzetta dello Sport dal giornalista Massimo di Marco[3] a commento della gara di slalom gigante di Berchtesgaden, in Germania Ovest, del 7 gennaio. In quell'occasione la squadra italiana ottenne un risultato mai conseguito prima di allora da nessuna nazionale, aggiudicandosi le prime cinque posizioni della classifica finale. L'ordine di arrivo fu infatti[4]:

  1. Piero Gros (2:07.00)
  2. Gustav Thöni (2:09.23)
  3. Erwin Stricker (2:09.83)
  4. Helmuth Schmalzl (2:10.48)
  5. Tino Pietrogiovanna (2:10.77)
Gustav Thöni impegnato in una gara giovanile a San Pellegrino Terme

L'impresa ebbe vasta eco internazionale: il commissario tecnico della nazionale austriaca, Toni Sailer, disse: «Dovremo rivedere tutto, allenarci giorno e notte, perché questi italiani fanno paura»[3], mentre la stampa francese scrisse: «L'impresa sportiva della squadra italiana non ha precedenti statistici [...] rimarrà una pietra miliare nella storia dello sci»[5]. Il successo di Berchtesgaden non fu un evento isolato, ma rappresentò la massima espressione del dominio dello sci alpino italiano negli anni Settanta. Dal 1970 al 1979, infatti, la nazionale italiana riuscì ad aggiudicarsi numerosi trofei, in tutte le competizioni di sci alpino:

Bisogna anche ricordare il successo di Bruno Confortola, primo italiano a vincere la medaglia d'oro alle universiadi in discesa libera, e svariate vittorie nella Coppa dei paesi alpini, oltre a 5 Coppe Europa.

Il direttore tecnico della Valanga azzurra fu Mario Cotelli mentre Oreste Peccedi ne fu l'allenatore[3]. Vanno ricordati anche il preparatore atletico Karl Pichler e il massaggiatore Ivano Ruzza.

La Valanga rosa[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo l'esplosione della Valanga azzurra, anche il settore femminile iniziò a ottenere i suoi primi risultati di rilievo in Coppa del Mondo; a quel gruppo, composto da atlete come Maria Rosa Quario, Daniela Zini, Claudia Giordani e Paoletta Magoni, fu dato il nome di "Valanga rosa". Grazie all'allenatore Daniele Cimini, la valanga rosa ottenne i significativi risultati di Coppa del Mondo, superati in seguito dalla generazione di Compagnoni, Kostner, Putzer, Lara Magoni, Sabina Panzanini, Bibiana Perez, Daniela Ceccarelli e Barbara Merlin sotto la guida del direttore tecnico Giorgio D'Urbano e all'aiuto di Giovanni Saracini.

Il post-Valanga azzurra[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante gli alfieri della Valanga azzurra abbiano continuato a collezionare podi per tutti gli anni settanta, dal 1976 i successi cominciarono comunque a rarefarsi a causa dell'avvento del fuoriclasse svedese Ingemar Stenmark e, soprattutto, per le tragedie di Leonardo David, Roberto Burini, Michael Adams e Bruno Noeckler, oltre all'incidente di Bruno Gattai, che distrussero un'intera generazione di sciatori italiani. Con il declino dei nostri due alfieri, nel 1980 iniziò un periodo opaco per la compagine italiana; uniche note positive furono i risultati ottenuti da Paolo De Chiesa, competitivo soltanto nello slalom speciale, che era già salito sul podio a metà degli anni '70, insieme ai suoi compagni di nazionale.

Dagli anni ottanta agli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Questa situazione opaca, caratterizzata da prestazioni non esaltanti, proseguì per quasi tutti gli anni ottanta, con qualche occasionale exploit realizzato da atleti quali Roberto Erlacher, Richard Pramotton e Michael Mair, e si concluse nel 1987, con il bronzo conquistato da un giovane Alberto Tomba nel gigante dei Mondiali di Crans-Montana. L'emiliano raccolse il testimone da uno Stenmark sul viale del tramonto e dall'anno seguente sarebbe divenuto l'uomo da battere nelle specialità tecniche.

L'epoca dei trionfi[modifica | modifica wikitesto]

La fine del decennio e gli anni novanta hanno visto l'Italia brillare soprattutto nelle discipline tecniche grazie al già citato Alberto Tomba e a Deborah Compagnoni: il bolognese vince tre ori olimpici, due mondiali, otto coppe di specialità e una generale; la valtellinese tre ori olimpici, tre mondiali e una coppa di specialità. A Tomba si affiancarono efficacemente in questo periodo anche Patrick Holzer e Matteo Nana.

L'Italjet[modifica | modifica wikitesto]

Sempre negli anni novanta, Alessandro Fattori, Kristian Ghedina, Peter Runggaldier, Werner Perathoner e Pietro Vitalini fecero emergere lo sci alpino italiano, tradizionalmente più competitivo nelle discipline tecniche, anche nelle gare di discesa libera e supergigante. La squadra italiana di velocità, soprannominata "Italjet"[6], riuscì a esprimersi agli alti livelli delle ben più quotate nazionali austriaca e svizzera.

Il nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

A cavallo del nuovo millennio, l'atleta di punta dell'Italia è Isolde Kostner, in grado di vincere due volte la coppa del mondo di discesa libera dopo i due ori mondiali degli anni Novanta. Ottengono risultati di rilievo anche Karen Putzer e Daniela Ceccarelli, che ai Giochi olimpici di Salt Lake City 2002 vince l'oro nel Super-G.

Negli corso degli anni duemila si sono distinti Giorgio Rocca, Patrick Staudacher, Peter Fill, Christof Innerhofer, Denise Karbon, Nadia ed Elena Fanchini, Manuela Mölgg e suo fratello Manfred Mölgg, Massimiliano Blardone e Giuliano Razzoli (vincitore dell'oro olimpico a XXI Giochi olimpici invernali).

Gli anni dieci[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2011/2012 ottengono buoni risultati Stefano Gross, Cristian Deville, Giovanni Borsotti, Federica Brignone, Irene Curtoni. Nel 2011, Christof Innerhofer porta a casa 3 medaglie dai mondiali di Garmisch 2011: oro in super G, argento in supercombinata e bronzo in discesa.

Durante la stagione 2012-2013 la squadra italiana di velocità disputa la sua migliore prestazione collettiva, dall'introduzione della Coppa del Mondo; infatti gli azzurri giungono primi in 5 discese: 3 Christof Innerhofer (Beaver Creek, Wengen, Garmisch) e 2 Dominik Paris (Bormio e Kitzbuhel), cui si aggiunge una vittoria in Super-G (Matteo Marsaglia a Beaver Creek). Dominik Paris vinse anche l'argento in discesa ai mondiali di Schladming. Nel 2014, è ancora Christof Innerhofer a distinguersi, stavolta ai Giochi Olimpici di Sochi 2014, argento in discesa libera e bronzo in combinata.

Nella stagione 2015-2016, Peter Fill dopo aver vinto la prestigiosa discesa libera di Kitzbühel, si è aggiudicato la Coppa del Mondo di discesa libera, portando per la prima volta il trofeo maschile in Italia.

La stagione 2016-2017 ha visto il record di podi in Coppa del Mondo (43), con diverse vittorie sia in campo maschile dove spicca la vittoria di Paris nella discesa libera di Kitzbühel che in quello femminile col podio tutto italiano composto da Federica Brignone, Sofia Goggia e Marta Bassino nello slalom gigante di Aspen. Ai mondiali di Sankt Moritz, Sofia Goggia ha conquistato il bronzo nello slalom gigante. Il 15 marzo Peter Fill vince per la seconda volta consecutiva la Coppa del Mondo di discesa libera. Il 2018 rappresenta la consacrazione di Sofia Goggia, oro ai giochi di Pyeongchang 2018 in discesa libera e vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera e di Federica Brignone, bronzo nello slalom gigante. Nello stesso anno, l’italdonne porta a casa la terza tripletta della sua storia nello sci alpino in discesa libera a Bad Kleinkirchheim, grazie alle già citate Goggia, Brignone e a Nadia Fanchini. La stagione 2018/19 vede spiccare Dominik Paris, vincitore di 7 gare (doppiette a Bormio, Lillehammer-Kvjtfiell, Soldeu e primo a Kitzbühel), della Coppa del Mondo di supergigante e dell’oro mondiale nella stessa disciplina, 4º in classifica generale. Sofia Goggia vince l’argento ai campionati mondiali di Åre 2019 e Irene Curtoni, Lara Della Mea, Simon Maurberger, Alex Vinatzer, Marta Bassino e Riccardo Tonetti sono bronzo nella gara a squadre. Il 2019/20 vede due successi di Dominik Paris sulla Stelvio di Bormio, poi infortunatosi, e una quarta storica tripletta in discesa libera a Bansko con Elena Curtoni, Marta Bassino e Federica Brignone che a marzo vincerà la Coppa del Mondo di Sci alpino.

Gli anni venti[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2020-2021 si apre con la vittoria di Marta Bassino a Sölden, la quale poi si imporrà in altre 3 gare, rispettivamente a Courchevel e a Kranjska Gora (due), e salirà sul podio in occasione della gara di casa a Plan de Corones. Il 7 marzo Bassino vince la sua prima coppa di specialità in slalom gigante con una gara d'anticipo rispetto alle finali. Ai Mondiali di Cortina d'Ampezzo 2021 vince l’oro nello slalom parallelo, ex aequo con l'austriaca Katharina Liensberger. Durante la stagione anche Sofia Goggia centrerà la vittoria in quattro discese libere e salirà sul podio in 5 occasioni su 5 gare da lei disputate, saltò le ultime 2 in Val di Fassa causa un infortunio al piatto tibiale patito a Garmisch-Partenkirchen. Rientrerà per le finali di Lenzerheide ma le gare veloci verranno cancellate e Goggia, trovandosi ancora in testa alla classifica di specialità, vince la sua seconda Coppa del Mondo di discesa libera con 70 punti di vantaggio sulla svizzera Corinne Suter. Nella stessa stagione Federica Brignone si impone nel supergigante di Val di Fassa e raggiunge Deborah Compagnoni in testa alla classifica delle sciatrici italiane più vincenti della storia. Il bilancio della stagione italiana al femminile è di 9 vittorie (4 Marta Bassino, 4 Sofia Goggia, 1 Federica Brignone) e di 17 podi chiudendo al terzo posto tra le ragazze. Per gli uomini spicca l'argento ai Mondiali vinto da Luca De Aliprandini nello slalom gigante. L'unica vittoria in Coppa del Mondo è quella di Dominik Paris nella discesa libera di Garmisch-Partenkirchen. Nella stagione gli uomini centrano altri due podi: il terzo posto di Paris a un anno dall’infortunio a Kitzbühel e il terzo posto di Alex Vinatzer sulla pista di casa a Madonna di Campiglio.

La Coppa del Mondo di sci alpino 2022 non inizia nel migliore dei modi, con la sola Goggia in zona punti nel gigante di Sölden, ma sarà proprio lei a rendersi protagonista delle prime tre gare di velocità della stagione femminile a Lake Louise, in Canada, dal 3 a 5 dicembre. Sofia Goggia, rientrante dall'infortunio rimediato l'anno peecedente, infatti, si impone nelle prime due discese in programma con un distacco notevole rispetto alla seconda classificata (entrambe le volte Breezy Johnson), portando avanti la sua striscia di vittorie: ha vinto le ultime 6 discese da lei disputate (come lei solo Lindsey Vonn e Picabo Street). Il 5 dicembre si impone nel supergigante rimontando negli ultimi quindici secondi di gara la detentrice uscente della Coppa di specialità Lara Gut-Behrami. Nella stessa località solo nomi del calibro di Lindsey Vonn e Katja Seizinger sono state fino ad allora in grado di vincere tutte e tre le gare in programma. Una settimana dopo, a Sankt Moritz, in Svizzera, nel secondo supergigante della stagione Goggia sale nuovamente sul podio, terminando seconda dietro a Gut-Behrami, il giorno dopo la squadra azzurra domina letteralmente la gara piazzando cinque atlete nelle prime nove posizioni, con una doppietta nelle prime due: Federica Brignone si impone davanti ad Elena Curtoni e ottiene la sua 17 vittoria in Coppa del Mondo, supera quindi Deborah Compagnoni (ferma a 16 vittorie) e diventa la sciatrice italiana più vincente nella storia del massimo circuito. Nel fine settimana di gare successivo, a Val-d'Isère, in Francia, Sofia Goggia si impone nuovamente sia in discesa, sia in supergigante, quest'ultima volta sul podio sale in terza posizione anche Elena Curtoni. Il 22 dicembre successivo ritorna sul podio in slalom gigante la detentrice della Coppa di specialità Marta Bassino, giugnendo in terza posizione a Courchevel. Nelle gare a venire Bassino tornerà sul podio altre tre volte, senza mai vincere, nell'ultimo caso formando la doppietta italiana, alle finali di Méribel, chiudendo seconda alle spalle di Brignone, che torna alla vittoria in gigante dopo oltre due anni. La stessa Brignone in stagione ottiene altre due vittorie in supergigante, oltre alla già citata di Sankt Moritz, ad Altenmarkt-Zauchensee e a Garmisch-Partenkirchen, ciò le permetterà di vincere la Coppa di specialità. A fine stagione risulterà che 6 dei 9 supergiganti disputati hanno visto trionfare un'atleta italiana, tra le già citate Brignone e Goggia, e Curtoni a Cortina d'Ampezzo, alla sua seconda vittoria in carriera. Proprio nella gara vinta dall'atleta valtellinese Sofia Goggia si infortuna al ginocchio dopo un'impressione caduta, la bergamasca era fino ad allora in testa alla classifica di discesa libera, avendo visto 4 delle 5 gare disputate. Inizia quindi la sua corsa contro il tempo per essere presente ai Giochi olimpici invernali di Pechino 2022 e riuscire a vincere la Coppa di specialità. La Svizzera ed eterna rivale Corinne Suter approfitta dell'assenza di Goggia per provare a rimontare la classifica e vince la gara di specialità successiva. Goggia riesce a rientrare per le Olimpiadi e nelle successive gare in Coppa del Mondo ottiene un terzo posto e altri due piazzamenti che le permettono di aggiudicarsi la Coppa. A fine stagione l'Italia femminile ha Federica Brignone al terzo posto della classifica generale, due Coppe di specialità e un totale di 20 podi di cui 11 vittorie. Per quanto riguarda i Giochi olimpici invernali di Pechino 2022 l'Italia femminile dello sci non sfigura vincendo 4 medaglie. Brignone si aggiudica la medaglia d'argento nello slalom gigante e di bronzo nella combinata. Nella discesa libera le azzurre trovano la doppietta con Goggia rientrante dall'infortunio di 20 giorni prima d'argento e la giovane Nadia Delago di bronzo, bella gara vinta da Corinne Suter.

Risultati in Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Uomini[modifica | modifica wikitesto]

     In attività

Sciatore Generale Discesa libera Supergigante Slalom gigante Slalom speciale Combinata Totale
Gustav Thöni 4 - - 3 2 1* 9*
Alberto Tomba 1 - - 4 4 - 9
Peter Fill - 2 - - - 1 3
Piero Gros 1 - - 1 - - 2
Manfred Mölgg - - - - 1 - 1
Giorgio Rocca - - - - 1 - 1
Peter Runggaldier - - 1 - - - 1
Dominik Paris - - 1 - - - 1
Totale 6 2 2 8 8 2 27

NB: La combinata viene assegnata solo dalla stagione 2007, pertanto quella vinta da Gustav Thoni nel 1975 non è considerata ufficiale.

Donne[modifica | modifica wikitesto]

     In attività

Sciatrice Generale Discesa libera Supergigante Slalom gigante Slalom speciale Combinata Totale
Federica Brignone 1 - 1 1 - 1 4
Sofia Goggia - 4 - - - - 4
Isolde Kostner - 2 - - - - 2
Denise Karbon - - - 1 - - 1
Deborah Compagnoni - - - 1 - - 1
Marta Bassino - - - 1 - - 1
Totale 1 6 1 4 0 1 13

Sciatori più vincenti[modifica | modifica wikitesto]

     In attività

Sciatore Stagioni Vittorie DH SG GS SL KB PSL
Alberto Tomba 11 (1988–1998) 50 - 15 35 -
Gustav Thöni 10 (1970–1980) 24 NA 11 8 4 1
Dominik Paris 9 (2013–2023) 22 18 4
Kristian Ghedina 7 (1990–2002) 13 12 1
Piero Gros 3 (1973–1975) 12 7 5
Giorgio Rocca 4 (2003–2006) 11 11
Massimiliano Blardone 6 (2005–2012) 7 7
Christof Innerhofer 4 (2009–2013) 6 4 1 1
Herbert Plank 4 (1974–1980) 5 5
Richard Pramotton 2 (1986–1987) 3 3
Michael Mair 3 (1983–1988) 3 2 1
Werner Heel 2 (2008–2009) 3 1 2
Manfred Mölgg 3 (2008–2017) 3 3
Peter Fill 3 (2009–2017) 3 2 1 -
Roland Thöni 1 (1972) 2 NA 2
Fausto Radici 2 (1976–1977) 2 2
Werner Perathoner 2 (1995–1996) 2 2
Peter Runggaldier 2 (1995–1996) 2 2
Patrick Holzer 2 (1992–1999) 2 1 1
Alessandro Fattori 2 (2001–2002) 2 1 1
Davide Simoncelli 2 (2004–2006) 2 2
Giuliano Razzoli 2 (2010–2011) 2 2
Stefano Anzi 1 (1971) 1 1 NA NA NA
Franco Bieler 1 (1976) 1 NA 1
Leonardo David 1 (1979) 1 NA 1
Roberto Erlacher 1 (1985) 1 1
Ivano Edalini 1 (1987) 1 1
Sergio Bergamelli 1 (1992) 1 1
Fabrizio Tescari 1 (1993) 1 1
Angelo Weiss 1 (2000) 1 1
Cristian Deville 1 (2012) 1 1
Matteo Marsaglia 1 (2013) 1 1
Stefano Gross 1 (2015) 1 1

NA: La disciplina ancora non esisteva

Sciatrici più vincenti[modifica | modifica wikitesto]

     In attività

Sciatore Stagioni Vittorie DH SG GS SL KB PSL
Federica Brignone 8 (2016-2023) 24 - 9 10 - 5 -
Sofia Goggia 7 (2017-2024) 24 18 6 - - - -
Deborah Compagnoni 7 (1992-1998) 16 - 2 13 1 - -
Isolde Kostner 8 (1994-2004) 15 12 3 - - - -
Karen Putzer 4 (2000-2007) 8 - 4 4 - - -
Marta Bassino 4 (2020-2024) 7 1 - 6 - - -
Denise Karbon 2 (2004-2008) 6 - - 6 - - -
Maria Rosa Quario 2 (1979-1983) 4 - - - 4 - -
Claudia Giordani 3 (1975-1980) 3 - - 1 2 - -
Sabina Panzanini 2 (1995-1997) 3 - - 3 - - -
Elena Curtoni 2 (2020-2022) 3 2 1 - - - -
Daniela Zini 2 (1980-1984) 2 - - - 2 - -
Elena Fanchini 2 (2006-2015) 2 2 - - - - -
Nadia Fanchini 2 (2009-2016) 2 1 1 - - - -
Bibiana Perez 1 (1993) 1 - - - - 1 -
Paoletta Magoni 1 (1985) 1 - - - 1 - -
Lara Magoni 1 (1997) 1 - - - 1 - -
Michaela Marzola 1 (1986) 1 - 1 - - - -
Giustina Demetz 1 (1967) 1 1 - - - - -
Chiara Costazza 1 (2008) 1 - - - 1 - -
Daniela Merighetti 1 (2012) 1 1 - - - - -

Podi[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato al 19 marzo 2023

     In attività

Uomini[modifica | modifica wikitesto]

# Sciatore Oro Argento Bronzo Totale
1 Alberto Tomba 50 26 12 88
2 Gustav Thöni 24 25 20 69
3 Dominik Paris 22 11 14 47
4 Piero Gros 12 14 9 35
5 Kristian Ghedina 13 11 9 33
6 Massimiliano Blardone 7 12 6 25
7 Giorgio Rocca 11 7 4 22
8 Peter Fill 3 10 9 22
9 Herbert Plank 5 10 6 21
10 Manfred Mölgg 3 7 10 20
11 Christof Innerhofer 6 7 5 18
12 Michael Mair 3 7 6 16
13 Peter Runggaldier 2 5 5 12
14 Stefano Gross 1 4 7 12
15 Paolo De Chiesa 0 4 8 12
16 Giuliano Razzoli 2 5 4 11
17 Werner Perathoner 2 4 5 11
18 Richard Pramotton 3 3 4 10
19 Werner Heel 3 1 6 10
20 Roberto Erlacher 1 5 3 9

Donne[modifica | modifica wikitesto]

# Sciatrice Oro Argento Bronzo Totale
1 Federica Brignone 24 25 16 65
2 Sofia Goggia 24 19 11 54
3 Isolde Kostner 15 18 18 51
4 Deborah Compagnoni 16 15 13 44
5 Marta Bassino 7 9 14 30
6 Claudia Giordani 3 8 6 17
7 Karen Putzer 8 5 3 16
8 Denise Karbon 6 4 6 16
9 Maria Rosa Quario 4 6 5 15
10 Manuela Mölgg 0 6 8 14
11 Nadia Fanchini 2 3 8 13
12 Elena Curtoni 3 4 5 12
13 Daniela Zini 2 4 5 11
14 Sabina Panzanini 3 5 0 8
15 Daniela Merighetti 1 2 3 6
15 Bibiana Perez 1 2 3 6
17 Elena Fanchini 2 0 2 4
18 Lara Magoni 1 1 2 4
19 Nicol Delago 0 3 1 4
20 Nicole Gius 0 2 2 4
21 Paoletta Magoni 1 0 2 3

Top 10 nella classifica generale[modifica | modifica wikitesto]

Uomini[modifica | modifica wikitesto]

Skier Oro Argento Bronzo 4 5 6 7 8 9 10
Gustav Thöni 1971
1972
1973
1975
1974 1970
1976
- - 1977 - - 1979 -
Alberto Tomba 1995 1988
1991
1992
1989
1994
- 1993
1996
- - - 1990 -
Piero Gros 1974 1976 - 1975
1977
1979
- - - 1978 - 1973
Kristian Ghedina - - - 1997
2000
- - 1995 - - 2002
Dominik Paris - - - 2019 - 2016 2015 2017 - -
Manfred Mölgg - - - 2008 - - 2013 - 2017 -
Herbert Plank - - - - 1978 - 1975
1976
1980 1974 -
Richard Pramotton - - - - 1987 - - - - -
Peter Fill - - - - - 2007
2017
- - - 2009
2016
Erwin Stricker - - - - - 1974 - - - -
Roland Thöni - - - - - - 1972 - - -
Christof Innerhofer - - - - - - - 2011 - 2013
Roberto Erlacher - - - - - - - 1987 - -
Alex Giorgi - - - - - - - - 1984 -
Paolo De Chiesa - - - - - - - - - 1975
Mauro Bernardi - - - - - - - - - 1978
Michael Mair - - - - - - - - - 1988
Totale (55) 6 5 4 7 4 5 6 5 5 8

Donne[modifica | modifica wikitesto]

Sciatrice Oro Argento Bronzo 4 5 6 7 8 9 10
Federica Brignone 2020 - 2022 2023 2017 2019 2021 2016 - -
Karen Putzer - 2003 - - - - - - - -
Sofia Goggia - - 2017 2018 2023 2022 - - 2021 -
Isolde Kostner - - - 1996
2000
1997 2001
2002
- 1998 - -
Deborah Compagnoni - - - 1997
1998
- 1994 - - - -
Marta Bassino - - - - 2020 2021 - 2023 - 2022
Claudia Giordani - - - - - - - 1977
1980
- 1979
Bibiana Perez - - - - - - - 1994 - -
Giustina Demetz - - - - - - - - 1967 -
Daniela Zini - - - - - - - - 1980
Nadia Fanchini - - - - - - - - 2009 -
Elena Curtoni - - - - - - - - 2023 -
Ninna Quario - - - - - - - - - 1982
Denise Karbon - - - - - - - - - 2008
Totale (36) 1 1 2 6 4 6 1 6 5 4

Top 3 nelle classifiche di specialità[modifica | modifica wikitesto]

Discesa libera[modifica | modifica wikitesto]

Supergigante[modifica | modifica wikitesto]

Slalom gigante[modifica | modifica wikitesto]

Slalom speciale[modifica | modifica wikitesto]

Risultati ai Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella seguente sono riportate le medaglie vinte dall'Italia nelle varie edizioni dei Campionati mondiali di sci alpino.

Anno Luogo Paese Oro Argento Bronzo Totale
1931 Mürren Bandiera della Svizzera Svizzera - - - -
1932 Cortina d'Ampezzo Bandiera dell'Italia Italia 1 - - 1
1933 Innsbruck Bandiera dell'Austria Austria - - - -
1934 Sankt Moritz Bandiera della Svizzera Svizzera - - 1 1
1935 Mürren Bandiera della Svizzera Svizzera - - - -
1936 Innsbruck Bandiera dell'Austria Austria - 1 - 1
1937 Chamonix Bandiera della Francia Francia - 1 - 1
1938 Engelberg Bandiera della Svizzera Svizzera - - - -
1939 Zakopane Bandiera della Polonia Polonia - - - -
1948 Sankt Moritz Bandiera della Svizzera Svizzera - - - -
1950 Aspen Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 2 1 1 4
1952 Oslo Bandiera della Norvegia Norvegia 1 - 1 2
1954 Åre Bandiera della Svezia Svezia - - - -
1956 Cortina d'Ampezzo Bandiera dell'Italia Italia - - 1 1
1958 Bad Gastein Bandiera dell'Austria Austria - - 1 1
1960 Squaw Valley Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti - - 1 1
1962 Chamonix Bandiera della Francia Francia - 1 - 1
1964 Innsbruck Bandiera dell'Austria Austria - - - -
1966 Portillo Bandiera del Cile Cile 1 - - 1
1968 Grenoble Bandiera della Francia Francia - - - -
1970 Val Gardena Bandiera dell'Italia Italia - - - -
1972 Sapporo Bandiera del Giappone Giappone 2 1 1 4
1974 Sankt Moritz Bandiera della Svizzera Svizzera 2 - 1 3
1976 Innsbruck Bandiera dell'Austria Austria 2 2 1 5
1978 Garmisch-Partenkirchen bandiera Germania Ovest - 1 - 1
1980 Lake Placid Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti - - - -
1982 Schladming Bandiera dell'Austria Austria - - 1 1
1985 Bormio Bandiera dell'Italia Italia - - 1 1
1987 Crans-Montana Bandiera della Svizzera Svizzera - - 1 1
1989 Vail Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti - - - -
1991 Saalbach-Hinterglemm Bandiera dell'Austria Austria - 2 - 2
1993 Morioka Bandiera del Giappone Giappone - - - -
1996 Sierra Nevada Bandiera della Spagna Spagna 4 1 - 5
1997 Sestriere Bandiera dell'Italia Italia 3 1 2 6
1999 Vail/Beaver Creek Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti - - - -
2001 Sankt Anton am Arlberg Bandiera dell'Austria Austria - 2 1 3
2003 Sankt Moritz Bandiera della Svizzera Svizzera - 1 1 2
2005 Bormio/Santa Caterina Valfurva Bandiera dell'Italia Italia - 2 2 4
2007 Åre Bandiera della Svezia Svezia 1 1 1 3
2009 Val-d'Isère Bandiera della Francia Francia - 1 1 2
2011 Garmisch-Partenkirchen Bandiera della Germania Germania 1 2 3 6
2013 Schladming Bandiera dell'Austria Austria - 2 1 3
2015 Vail/Beaver Creek Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti - - - -
2017 Sankt Moritz Bandiera della Svizzera Svizzera - - 1 1
2019 Åre Bandiera della Svezia Svezia 1 1 1 3
2021 Cortina d'Ampezzo Bandiera dell'Italia Italia 1 1 - 2
2023 Courchevel/Méribel Bandiera della Francia Francia 2 1 1 4
Totale 24 26 27 77

Risultati alle Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella seguente sono riportate le medaglie vinte dall'Italia nello sci alpino alle varie edizioni dei Giochi olimpici invernali.

Anno Luogo Paese Oro Argento Bronzo Totale
1936 Garmisch-Partenkirchen Bandiera della Germania Germania - - - -
1948 St. Moritz Bandiera della Svizzera Svizzera - - - -
1952 Oslo Bandiera della Norvegia Norvegia 1 - 1 2
1956 Cortina d'Ampezzo Bandiera dell'Italia Italia - - - -
1960 Squaw Valley Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti - - 1 1
1964 Innsbruck Bandiera dell'Austria Austria - - - -
1968 Grenoble Bandiera della Francia Francia - - - -
1972 Sapporo Bandiera del Giappone Giappone 1 1 1 3
1976 Innsbruck Bandiera dell'Austria Austria 1 2 1 4
1980 Lake Placid Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti - - - -
1984 Sarajevo Bandiera della Jugoslavia Jugoslavia 1 - - 1
1988 Calgary Bandiera del Canada Canada 2 - - 2
1992 Albertville Bandiera della Francia Francia 3 2 - 5
1994 Lillehammer Bandiera della Norvegia Norvegia 1 1 2 4
1998 Nagano Bandiera del Giappone Giappone 1 1 - 2
2002 Salt Lake City Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 1 1 1 3
2006 Torino Bandiera dell'Italia Italia - - - -
2010 Vancouver Bandiera del Canada Canada 1 - - 1
2014 Soči Bandiera della Russia Russia - 1 1 2
2018 Pyeongchang Bandiera della Corea del Sud Corea del Sud 1 - 1 2
2022 Pechino Bandiera della Cina Cina - 2 2 4
Totale 14 11 11 36

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Medaglie olimpiche vinte dalla nazionale italiana sul sito ski-db.com, su ski-db.com. URL consultato il 10 giugno 2013.
  2. ^ (EN) Medaglie iridate vinte dalla nazionale italiana sul sito ski-db.com, su ski-db.com. URL consultato il 10 giugno 2013.
  3. ^ a b c Pierangelo Molinaro, Trent' anni fa esplose la Valanga azzurra, in La Gazzetta dello Sport, 7 gennaio 2004, p. 32. URL consultato il 17 luglio 2010.
  4. ^ Scheda sulla gara sul sito ufficiale FIS, su data.fis-ski.com. URL consultato il 14 luglio 2010.
  5. ^ Thoni, Gustav, su treccani.it, Enciclopedia Treccani.
  6. ^ Elena Romanato, "Neve in riva al mare", si ripete l'evento [collegamento interrotto], in Il Secolo XIX web, 20 settembre 2009. URL consultato il 20 ottobre 2010. [Nell'articolo si accenna alla denominazione della nazionale di velocità]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]