Beat Feuz

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Beat Feuz
Beat Feuz.jpg
Beat Feuz a Soči Krasnaja Poljana l'11 febbraio 2012
Nazionalità Svizzera Svizzera
Altezza 172 cm
Peso 82 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Discesa libera, supergigante, combinata
Squadra Schangnau
Palmarès
Olimpiadi 0 1 1
Mondiali 1 0 1
Mondiali juniores 3 0 2
Coppa del Mondo - Discesa libera 2 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate all'11 luglio 2019

Beat Feuz (Schangnau, 11 febbraio 1987) è uno sciatore alpino svizzero, campione del mondo di discesa libera a Sankt Moritz 2017 e vincitore della Coppa del Mondo di discesa libera nel 2018 e nel 2019.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Competitivo a livello giovanile anche nelle specialità tecniche, lo sciatore bernese in seguito si è specializzato in quelle veloci vincendo il titolo iridato di discesa libera ai mondiali di Sankt Moritz 2017.

Stagioni 2003-2010[modifica | modifica wikitesto]

Attivo in gare FIS dal dicembre del 2002, Feuz ha fatto il suo esordio in Coppa Europa il 25 novembre 2004 a Landgraaf in KO slalom, piazzandosi al 13º posto; nella stessa stagione ha vinto la medaglia di bronzo nello slalom speciale ai Mondiali juniores di Bardonecchia. Ha esordito in Coppa del Mondo il 10 dicembre 2006 nella supercombinata di Reiteralm, classificandosi 33º; ai successivi Mondiali juniores di Altenmarkt-Zauchensee/Flachau 2007 ha vinto tre medaglie d'oro, nella discesa libera, nel supergigante e nella combinata, e una di bronzo, nello slalom speciale. Il 13 marzo seguente ha conquistato i primi punti in Coppa del Mondo, piazzandosi 14º nella discesa libera di Lenzerheide.

Nel settembre del 2007, durante un allenamento a Zermatt, si è rotto un legamento crociato[1], infortunio che l'ha costretto a saltare tutta la stagione 2007-2008; è tornato alle gare solo il 25 ottobre 2009. Nel 2011 ha esordito ai Campionati mondiali: nella rassegna iridata di Garmisch-Partenkirchen è stato 9º nella discesa libera e non ha completato la supercombinata. Poco più tardi, l'11 marzo, ha colto la sua prima vittoria in Coppa del Mondo, nonché primo podio, nella discesa libera di Lillehammer Kvitfjell, in Norvegia.

Stagioni 2012-2014[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2011-2012 in Coppa del Mondo ha ottenuto tredici podi con quattro vittorie; tra queste, due classiche dello sci alpino come il supergigante della Saslong in Val Gardena (il 16 dicembre) e la discesa libera della Lauberhorn di Wengen (il 14 gennaio). Tale ottimo rendimento gli ha consentito di competere per la coppa di cristallo generale, poi vinta dall'austriaco Marcel Hirscher che ha sopravanzato Feuz di 25 punti; lo sciatore svizzero si è anche classificato al 2º posto nella classifica della Coppa del Mondo di discesa libera, staccato di 7 punti dal vincitore Klaus Kröll, al 2º in quella di combinata, vinta da Ivica Kostelić con 36 punti di vantaggio, e al 3º in quella di supergigante.

Il 21 novembre 2012 ha annunciato di essere costretto a rinunciare alla stagione 2012-2013 a causa di un problema al ginocchio sinistro[2]; è stata la seconda volta, dopo quella del 2007-2008, che si è trovato costretto a saltare pressoché interamente una stagione. Tornato alle gare il 30 novembre 2013, ha preso parte ai XXII Giochi olimpici invernali di Soči 2014, sua prima presenza olimpica, dove si è classificato 13° nella discesa libera, 27° nel supergigante e 15° nella supercombinata.

Stagioni 2015-2019[modifica | modifica wikitesto]

Ai Mondiali di Vail/Beaver Creek 2015 si è aggiudicato la medaglia di bronzo nella discesa libera ed è stato 14º nella combinata e ai successivi Mondiali di Sankt Moritz 2017 si è classificato 12º nel supergigante e ha conquistato la medaglia d'oro nella discesa libera.

Ai XXIII Giochi olimpici invernali di Pyeongchang 2018 ha vinto la medaglia d'argento nel supergigante e quella di bronzo nella discesa libera; in quella stessa stagione 2017-2018 ha vinto la Coppa del Mondo di discesa libera. Ai Mondiali di Åre 2019 è stato 4º nella discesa libera e 18º nel supergigante e in quella stessa stagione 2018-2019 ha nuovamente vinto la Coppa del Mondo di discesa libera.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Feuz (al centro) sul podio della discesa libera di Soči Krasnaja Poljana dell'11 febbraio 2012, sua quarta vittoria in Coppa del Mondo

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali juniores[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 2º nel 2012
  • Vincitore della Coppa del Mondo di discesa libera nel 2018 e nel 2019
  • 40 podi (28 in discesa libera, 8 in supergigante, 4 in supercombinata):
    • 11 vittorie (8 in discesa libera, 3 in supergigante)
    • 16 secondi posti (12 in discesa libera, 1 in supergigante, 3 in supercombinata)
    • 13 terzi posti (8 in discesa libera, 4 in supergigante, 1 in supercombinata)

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
11 marzo 2011 Lillehammer Kvitfjell Norvegia Norvegia DH
16 dicembre 2011 Val Gardena Italia Italia SG
14 gennaio 2012 Wengen Svizzera Svizzera DH
11 febbraio 2012 Soči Krasnaja Poljana Russia Russia DH
2 marzo 2012 Lillehammer Kvitfjell Norvegia Norvegia SG
16 marzo 2016 Sankt Moritz Svizzera Svizzera DH
17 marzo 2016 Sankt Moritz Svizzera Svizzera SG
25 novembre 2017 Lake Louise Canada Canada DH
13 gennaio 2018 Wengen Svizzera Svizzera DH
27 gennaio 2018 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania DH
30 novembre 2018 Beaver Creek Stati Uniti Stati Uniti DH

Legenda:
DH = discesa libera

SG = supergigante

Coppa Europa[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 76º nel 2007

Campionati svizzeri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Sporthilfe wünscht Beat Feuz gute Besserung!, in news.ch, 5 ottobre 2007. URL consultato il 2 giugno 2015.
  2. ^ Vittorio Savio, Stagione finita per l'elvetico Beat Feuz, in fantaski.it, 21 novembre 2012. URL consultato il 2 giugno 2015.
  3. ^ (EN) Profilo FIS, su data.fis-ski.com. URL consultato l'11 luglio 2019.

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