Fiat 127

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Fiat 127
Fiat 127 green.jpg
Una Fiat 127 prima serie
Descrizione generale
Costruttore Italia  FIAT
Tipo principale Berlina 2 volumi
Altre versioni Panorama
Produzione dal 1971 al 1987
Sostituisce la Fiat 850
Sostituita da Fiat Uno
Esemplari prodotti 5.124.289[senza fonte]
Premio Auto dell'anno nel 1972
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3590 mm
Larghezza 1520 mm
Altezza 1390 mm
Passo 2225 mm
Massa 700 kg
Altro
Stile Pio Manzù, Rodolfo Bonetto
Altre eredi Fiat Panda
Stessa famiglia SEAT 127
Fiat Fiorino prima serie
Zastava Yugo 45
Innocenti Koral
Fiat 147
Fiat 147 Panorama
SEAT Fura
Fiat 133
Autobianchi A112
Fiat 127 Panorama
Fiat 127 D
Auto simili Autobianchi A112
Ford Fiesta
Opel Corsa
Peugeot 104
Renault 5
Volkswagen Polo
Fiat 127 Heck.JPG

La Fiat 127 è una autovettura prodotta dalla FIAT che la casa torinese ha mantenuto in listino dal 1971 al 1987. Il codice di progetto interno alla FIAT è X1/4.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Venne messa in vendita nel 1971, come erede della Fiat 850, che risultava ormai improponibile per la sua obsolescenza. Nel 1970, infatti, furono prodotte in Italia 648.000 autovetture con cilindrata compresa tra i 1.000 e i 1.500 cm³, 447.000 autovetture con cilindrata inferiore ai 500 cm³ e solamente 220.000 autovetture con cilindrata compresa tra i 500 e i 1.000 cm³.[1]

Rispetto alla vettura che l'ha preceduta, la 127 rappresenta un passo avanti notevole: il motore è anteriore trasversale (anziché posteriore), la trazione è sulle ruote anteriori (prima era posteriore), il pianale è completamente nuovo, le sospensioni seguono lo schema a 4 ruote indipendenti con sospensione anteriore Mc Pherson e posteriori a balestra trasversale. Della 850 viene conservato il motore 100 4 cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri, montato nella versione da 903 cm³ della 850 Sport Coupé, ma depotenziato a 47 CV erogati a 6200 giri/min. e con una coppia max di 6,3 kgm. a 3500 giri/min.

Molte delle innovazioni tecnologiche erano state anche testate nell'ambito dello stesso gruppo FIAT sulla Autobianchi A112, presentata un paio d'anni prima e che sarà anche una delle avversarie più agguerrite nelle vendite, in particolare sul mercato nazionale.

Prima serie[modifica | modifica wikitesto]

Il designer Pio Manzù; scomparso trentenne nel 1969, non poté vedere ultimato il suo progetto.

Rispetto alla sua progenitrice la 127 si rivela anche molto più moderna e spaziosa all'interno. Anche il bagagliaio è molto più ampio (365 dm³). L'interno punta sulla razionalità, sia nello sfruttamento dello spazio (l'abitabilità per 4 persone è decisamente buona e rende l'auto idonea alle necessità di una piccola famiglia), sia negli arredi.

Lo stile della vettura è opera di Pio Manzù (figlio dello scultore Giacomo) e di Rodolfo Bonetto (nipote del pilota Felice); Manzù non fece in tempo a vedere il compimento del proprio lavoro, perché morì in un incidente automobilistico proprio mentre si recava a Torino per la presentazione ufficiale della maquette.

Su strada, inoltre, la nuova utilitaria FIAT ha un ottimo comportamento: la tenuta di strada è elevata, le prestazioni sono brillanti (oltre 140 km/h di velocità massima) e i consumi contenuti. Di buon livello anche il cambio a 4 marce e l'impianto frenante, dotato di freni a disco anteriori e a tamburo posteriori.

Il successo del modello, sia da parte del pubblico che da parte della critica fu immediato, ben rappresentato dalla conquista, nell'anno della presentazione, dell'ambito premio Auto dell'anno.

Le uniche critiche vennero dai paesi del Nord Europa, dove furono riscontrati limitati problemi di corrosione delle parti metalliche, acuiti dai climi freddi e dalla presenza del sale antighiaccio sulle strade. Questo problema, imputabile ai modesti trattamenti anti-corrosione, era, d'altra parte, ricorrente sulla quasi totalità dei modelli italiani del periodo e non costituì un grave handicap nella diffusione della 127, che nel novembre 1974 raggiunse il milione di esemplari prodotti.

Nell'aprile del 1972 alla versione standard viene affiancata la 3p, dotata del portellone posteriore, mentre dal 1975 è disponibile, sia per la versione a 2 porte che per quella a 3, il livello di finitura "Special", che si distingue per una diversa plancia, per i sedili bicolore con poggiatesta a richiesta, per i profili laterali in metallo e gomma, per la luce di retromarcia, per i diversi paraurti con profilo gommato, per i copricerchi specifici, per l'inedita mascherina a maglia quadrata, per i profili cromati sui gocciolatoi, sui fanali anteriori e posteriori, sulle maniglie apriporta interne ed esterne, sui pannelli, sui braccioli e perfino sul lato esterno delle guarnizioni dei vetri.

Dal mese di luglio del 1976 compare nei listini italiani la versione 4 porte (solo in allestimento "Special"), prodotta dalla spagnola SEAT, in quel periodo in joint venture con la FIAT. Le vetture mostravano lievi variazioni nella finitura e dotazione degli interni, ma recavano il marchio FIAT. L'accordo di collaborazione prevedeva l'esportazione in Spagna di 25.000 128 3P.Alberto Bellucci, Le belle d'estate, L'Automobile, n.13 del 1976, pag.59

Agli inizi del 1976, per far fronte alle normative antinquinamento appena entrate in vigore, il motore viene opportunamente modificato; si lavora sulla distribuzione e più precisamente su una riduzione delle fasi (aspirazione da 25°/51° a 17°/43°, scarico da 64°/12° a 57°/3°) e sulla diminuzione dell'alzata delle valvole, passata da 8,8 a 8,4 mm. Si adotta anche un nuovo carburatore con un diffusore da 22 mm (Weber 30 IBA 22), in luogo dell'originale da 24 mm (Weber 32 IBA 20). Con questa modifica il motore diventa meno brillante e meno grintoso; anche i consumi di carburante, secondo la rivista Quattroruote, aumentano mediamente del 10%. Questi i nuovi dati di erogazione: potenza max. 45  CV/din a 5600 giri/min. Coppia max. 6,5 kgm/din a 3000 giri/min.

La 127 prima serie rimane la più caratteristica e più amata.

Seconda serie[modifica | modifica wikitesto]

Una Fiat 127 seconda serie

Nel 1977 la 127 è oggetto di un profondo restyling e nasce la seconda serie del modello. I cambiamenti sono rilevanti: cambiano frontale, coda, andamento del finestrino posteriore, e tutti gli interni. 4 le varianti di carrozzeria disponibili: 2 porte, 3 porte, 4 porte (di produzione SEAT) e, in seguito, 5 porte; 3 gli allestimenti (L, C e CL); due i motori (il vecchio 903 cm³ ed un inedito 1050 cm³). Al momento del lancio, per la 2 porte e la 3 porte, gli allestimenti L e C erano riservati alla motorizzazione 903 cm³ mentre l'allestimento CL si poteva avere solo con motore 1049 cm³. La 4 porte era invece offerta solo con l'allestimento CL, abbinato però al motore da 903 cm³. Si aggiungeranno in seguito la versione Sport (solo a 3 porte) e la 5 porte (prima C, poi CL, solo con motore 903).

Vista posteriore della seconda serie

Esteticamente la L presenta paraurti metallici neri con angolari in plastica, è inoltre priva di luci di retromarcia e ha un interno piuttosto spartano, con sedili anteriori a schienale fisso rivestiti in similpelle nera, pannelli porta anch'essi in similpelle nera privi di tasche portaoggetti e con maniglia piccola. La C ha paraurti più grossi ed interamente in plastica, luci di retromarcia, sedili meglio profilati in similpelle o in panno, pavimento in moquette, rivestimento padiglione in agugliato, pannelli porta in panno coordinato con i sedili e dotati di una maniglia più grande che funge da poggiabraccia ed incorpora la levetta di apertura porta. A centro plancia compare l'accendisigari mentre nella strumentazione viene aggiunto il termometro del liquido di raffreddamento e il lavavetro diventa elettrico. La CL presenta paraurti con parte superiore verniciata in argento metallizzato, mascherina con profilo inferiore argento, cerchi con coppe argento, vetri posteriori apribili a compasso, sedili reclinabili in finta pelle o panno, pannelli porte rivestiti in moquette; a richiesta, secondo le versioni, ci sono contagiri (solo sulla CL), cristalli atermici, poggiatesta, cinture di sicurezza, lunotto termico, tergilunotto, vernice metallizzata (argento, rame, verde chiaro, azzurro le tinte). Da un punto di vista estetico, la macchina perde un po' di freschezza, complice una nuova plancia dal disegno poco riuscito, soprattutto la strumentazione.

Meccanicamente si segnalala una novità: accanto al 903, viene introdotto un 4 cilindri monoalbero in testa di 1049 cm³ da 50 CV, prodotto in Brasile.

Su entrambe le motorizzazioni venne montato un nuovo cambio di velocità con un rinvio finale del 15% più lungo [14/57(4,071:1)] rispetto a quello montato precedentemente [13/61(4,692:1)]. Tale modifica, istituita per limitare i consumi e la rumorosità a velocità costante, influì pesantemente sulla capacità di ripresa della vettura: in particolare la versione 903 cm³, complice anche il motore depotenziato a 45 CV, perse gran parte delle sue doti di scatto e agilità tipiche della prima versione, trasformandosi in una tranquilla berlinetta senza pretese. Chi voleva qualcosa in più doveva rivolgersi alla versione 1049 cm³ la quale, pur disponendo di un motore dal temperamento meno vivace rispetto alla 900 I serie, ricalcava grosso modo le prestazioni della vecchia versione. Dato il nuovo rinvio finale lungo, si rese necessario sostituire il rapporto della prima marcia con uno più corto [11/43(3,909:1)] rispetto a quello montato in origine [11/40 (3,636:1)] allo scopo di facilitare lo spunto del veicolo in salita e/o a pieno carico.

Una Fiat 127 Sport

Nel 1978 arriva la 127 Sport, solo a tre porte e caratterizzata sportivamente ed equipaggiata col motore brasiliano di 1049 cm³ potenziato a 70 CV tramite rifasatura della distribuzione ed adozione di un carburatore doppio corpo. Esteticamente la 127 Sport si presenta piuttosto aggressiva: carrozzeria nera con strisce adesive arancio oppure arancio con strisce adesive nere oppure grigio metallizzato con strisce adesive nere, calandra con disegno reticolare, loghi sport, spoiler anteriore e posteriore, cerchi stampati con disegno sportivo, pneumatici 155/70 larghi e scarico con doppia uscita. All'interno, volante sportivo di piccolo diametro con corona imbottita e due razze in alluminio, strumentazione aggiuntiva al centro della plancia, sedili anteriori anatomici con poggiatesta integrato, rivestimenti in similpelle e tessuto con cadenini a contrasto (arancio sulle nere e arancio, azzurri sulla grigia). Di serie contagiri, orologio, lunotto termico, tergilunotto e sedile posteriore sdoppiato. Nello stesso anno debutta la "127 Top" basata sulla 1050 CL e disponibile solo con carrozzeria 3 porte e in due colorazioni specifiche, bronzo e blu, entrambe metallizzate, che identificavano due allestimenti interni diversi. Entrambe avevano i sedili in velluto (con poggiatesta e divano posteriore sdoppiabile), i vetri atermici, il volante sportivo, il tergilunotto e il lunotto termico, Optional erano i cerchi ruota della Sport (ma in versione bicolore nera/grigia con pneumatici 155/70) ed il tetto apribile (non disponibile per la versione bronzo).

Nel 1980 venne introdotta anche la versione a 5 porte, in allestimento C e con propulsore di 903 cm³. Contemporaneamente la produzione della 4 porte viene spostata in Italia.

La 127 Diesel, 127 Panorama e la Fiat 147[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Fiat 127 D, Fiat 127 Panorama e Fiat 147.

Nel 1981 vengono lanciate la Fiat 127 D e la Fiat 127 Panorama, entrambe basate sulla carrozzeria (differente da quella della 127 europea) della 147 brasiliana. La prima è equipaggiata con un motore a gasolio di 1301 cm³ da 45 CV, la seconda (versione familiare della 147) è disponibile sia in versione a benzina (da 1049 cm³), sia in quella diesel (da 1301 cm³). La 147 stessa verrà venduta in Italia anche con il nome di 127 rustica: presentata nel 1979 era una versione di aspetto fuoristradistico con allestimento spartano (scocca derivata dalla 147 ed assemblata presso gli stabilimenti Lamborghini), motore 1.050, sospensioni rinforzate (molloni anteriori tipo Tropico e balestre posteriori a lame), protezione della coppa. La fanaleria anteriore e posteriore era riparata da una griglia montata sul paraurti tubolare in metallo, internamente aveva la plancia della 127 brasiliana e sedili specifici con struttura tubolare tipo sedia a sdraio poco imbottiti e rivestiti in similpelle marron. Offerta con vernice semiopaca di colore beige militare, cerchi neri senza coprimozzo e pneumatici winter, prevedeva come unico optional il portapacchi tubolare. Molto rumorosa ed essenziale, la Rustica fu tolta dal listino nel 1981

Le "Model Year 1981"[modifica | modifica wikitesto]

Una Fiat 127 Special

Nel frattempo, nella primavera del 1981, la FIAT opera una revisione della gamma. Gli allestimenti L, C, CL e Sport vengono sostituiti dagli "Special" (in pratica la precedente C) disponibile solo col motore 903, "Super" (analoga alla precedente CL ma con tutti gli optionals e i cerchi della C), disponibile sia col 903 che col 1049, e "Sport II" pressoché identica alla precedente Sport. La carrozzeria beneficia di un nuovo assortimento di colori, di fasce paracolpi laterali e di bande di identificazione sul portellone; le finiture dei modelli precedenti, sempre molto spartane, vengono finalmente migliorate. La 3 porte 1050 Top e la 4 porte 900 CL rimangono invariate, mentre la 5 porte 900 C viene sostituita dalla 5 porte 900 CL.

Terza serie[modifica | modifica wikitesto]

Una Fiat 127 terza serie

Nel 1981, fa il suo esordio la terza serie della 127, caratterizzata da ampi scudi paraurti (in plastica), frontale e coda ridisegnati (con gruppi ottici ricoperti da cornici in plastica), nuovi fascioni laterali in plastica (più ampi e comprensivi di passaruota negli allestimenti superiori) e nuovi interni, fra cui una plancia molto vistosa. Ad eccezione di un nuovo cofano più' lungo, per allinearsi ai nuovi proiettori, i lamierati non subiscono variazioni e le differenze estetiche, all'apparenza notevoli, sono dovute esclusivamente alle modanature aggiunte.

Gli allestimenti riprendono quelli del restyling del 1980 ("Special", "Super" e "Sport"). I motori di 900 e 1050 cm³ rimangono invariati, mentre la "Sport" adotta un 1301 cm³ da 75 CV derivato per maggiorazione dal 1050 cm³. Importante novità della terza serie è finalmente la possibilità di montare il cambio a 5 marce, che sulle prime due serie non era mai stato disponibile (nemmeno sulla Sport) perché la forma dei longheroni anteriori non lasciava spazio a sufficienza. Il 5 marce viene montato soprattutto sulla versione 1050 Super, che per l'occasione sfoggia la scritta "Super 5 Speed" sul portellone. Anche le sospensioni vengono profondamente riviste nelle tarature, e per la prima volta le ruote anteriori hanno un assetto a camber negativo. La nuova carrozzeria, pretenziosa e appesantita, esprime un tentativo di sovrapporre elementi stilistici correnti a un corpo vettura vecchio ormai di dieci anni. Non era facile per i progettisti Fiat rendere alla 127 una parvenza moderna, ma le modifiche convincono i compratori che ancora una volta le regalano il primo posto (seppur insidiato dalla nuova Ritmo, e solo per il 1982) nelle vendite.

la gamma 1981 era così composta:

  • 900 Special 2 porte
  • 900 Special 3 porte
  • 900 Super 3 porte
  • 900 Super 5 porte
  • 1050 Super 3 porte
  • 1050 Super 5speed 3 porte
  • 1301 Sport 5speed

Serie unificata[modifica | modifica wikitesto]

Una Fiat 127 Unificata

L'introduzione sul mercato della Uno (1983), non determina, come si credeva, l'uscita di scena della "127" che, proprio quell'anno, viene nuovamente ristilizzata per diventare un'alternativa "low-cost" alla nuova arrivata. Nasce la 127 Unificata, cioè un unico modello per Europa e Sud America, dove viene prodotta (che poi altro non è che un restyling della 147, con la conseguente definitiva uscita di produzione della versione italiana). La Unificata dispone di due motori (il benzina di 1050 cm³ e il diesel di 1301 cm³), due corpi vettura (berlina a tre porte e station wagon Panorama) e un unico allestimento, quello del vecchio modello "Super", nel frontale si introduce il nuovo logo FIAT: le cinque barre cromate. Più convincente della precedente, soprattutto nella coda (anche se però il portellone è di dimensioni lievemente inferiori a quello della vecchia versione, praticamente con la stessa soglia di ingresso della prima serie del 1971), questa nuova serie deve però vivere all'ombra della Uno, e il suo impatto sul mercato risulta dunque trascurabile. La carriera europea della 127 si conclude nel 1987, mentre in Sud America la produzione continua fino a metà anni novanta.

Per un certo periodo venne prodotta (con componenti di provenienza brasiliani, ma motori a benzina e non a miscela alcool-benzina) anche in Argentina dagli stabilimenti della SEVEL argentina (joint-venture con Peugeot). Il nome argentino variava. La prima versione (147/Rustica) era denominata "Brio". Successivamente con l'adozione della griglia anteriore con le "cinque barre cromate" divenne "Spazio" (sino al 1993) e poi "Vivace" sino al 1996, quando ne cessò la produzione anche in Argentina.

Al termine della produzione, si stima che ne fossero stati prodotti oltre 4,5 milioni di unità.

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

[2]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata (cm³) Potenza Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
900 dal 1971 al 1983 Benzina 903 33 Kw (45 Cv) 63 N.D. 19.1 135 13.7
1050 dal 1977 al 1987 Benzina 1049 36 Kw (50 Cv) 77 N.D. 17.5 140 12.8
1050 Sport dal 1978 al 1981 Benzina 1049 51 Kw (70 Cv) 83 N.D. 15.0 155 13.6
1.3 Sport dal 1981 al 1983 Benzina 1301 55 Kw (75 Cv) 103 N.D. 12.0 164 12.6
1.3 Diesel dal 1981 al 1985 Diesel 1301 33 Kw (45 Cv) 74 N.D. 19.0 131 16.0

Modelli derivati[modifica | modifica wikitesto]

Una Seat 127 del 1977

La produzione della 127 venne effettuata anche negli stabilimenti brasiliani della Fiat e in quelli spagnoli della allora controllata SEAT, che la commercializzava sul mercato nazionale come Seat 127. Al termine dell'accordo con la Fiat, come era successo con altri modelli (ad esempio la Panda e la Ritmo), la casa spagnola provvide ad alcune leggere modifiche del modello esistente per immettere sul mercato la derivata, chiamata Fura.

Dal il 1971 al 1984 La Carrozzeria Fissore propone una sorta di fuoristrada - spiaggina, la "Scout" disegnata da Franco Maina. Inizialmente con carrozzeria in fibra di vetro poi in seguito in acciaio. Il frontale seguì le stesse evoluzioni della Fiat 127.

Una Fiat 127 Moretti Midimaxi seconda serie

Anche la Moretti produsse dal 1972 al 1984 una versione spiaggina della 127, denominata "Midimaxi". Moretti realizzò anche una versione coupé, prodotta dal 1972 al 1976; e una versione pick-up, denominata "Paguro".

Nel 1972 la carrozzeria Francis Lombardi presentò la versione "Lucciola", con carrozzeria leggermente allungata e 4 porte. La diversa inclinazione del lunotto rispetto al cofano posteriore produsse come risultato una linea sgraziata.

In Brasile, oltre alle 147, fu prodotta una versione due porte a tre volumi della 127 Unificata, somigliante in piccolo ad una 128 e chiamata "Oggi".

Anche sul mercato jugoslavo venne immessa una versione derivata di questo modello, prodotta dalla Zastava e chiamata Zastava Yugo 45 e della sua gemella la Innocenti Koral; in questo caso la meccanica della 127 venne rivestita da una nuova carrozzeria, che aveva pochi punti in comune con la progenitrice.

Il veicolo commerciale più noto, derivato dalla 127, è la prima serie del furgone Fiorino: un prodotto il cui concetto di base si ricollega a precedenti Citroën, come il 2CV Furgoncino (derivato dalla 2CV) e l'Acadiane (derivato dalla Dyane). Ma prima ancora si può risalire alla Fiat 1100 ALR d'anteguerra. Del Fiorino esisteva anche una versione pick up, con il medesimo frontale della 147 e della Rustica.

Tra gli utilizzi meno ortodossi collegati alla storia della 127, si annovera l'utilizzo del suo stesso motore per la realizzazione di un motociclo, la Shifty 900; oltre al propulsore, del veicolo originale venivano riciclati anche il cambio e la strumentazione.

Nel 1973 il motore della 127 venne utilizzato per il progetto del cogeneratore sviluppato dal Centro Ricerche Fiat, il TOTEM. Il motore, in versione 903 cm³ di cilindrata, era stato convertito per l'alimentazione a gas o biogas. L'ideatore del progetto fu l'ing. Mario Palazzetti.

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Fiat 127 del 1971
Fiat 127 2.jpg
Configurazione
Carrozzeria: Berlina Posizione motore: anteriore trasversale Trazione: anteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 3590 × 1520 × 1390 Diametro minimo sterzata: 9,60 m
Interasse: 2225 mm Carreggiate: anteriore 1280 - posteriore 1295 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 4 Bagagliaio: 365 dm³ Serbatoio: 30 l
Masse a vuoto: 705 kg / in ordine di marcia: 1105 kg / rimorchiabile: 700 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri in linea ciclo Otto Cilindrata: (Alesaggio x corsa = 65 x 68 mm); 903 cm³
Distribuzione: a 2 valvole con albero a cammes laterale Alimentazione: a carburatore Weber 32 IBA 20
Prestazioni motore Potenza: 47 CV DIN a 6.200 giri/min / Coppia: 6,3 mkg DIN a 3.500 giri/min
Accensione: a spinterogeno con contatti platinati. Impianto elettrico: a 12 V, dinamo 230 W, batteria 34 Ah, dal gennaio del 1973 alternatore da 34 ah con regolatore di carica separato.

A partire dalla seconda serie, alternatore con regolatore incorporato.

Frizione: monodisco a secco Cambio: a 4 rapporti + RM
Telaio
Corpo vettura Scocca metallica autoportante
Sterzo a cremagliera
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti, bracci triangolari trasversali oscillanti, barra trasversale stabilizzatrice, mollone elicoidale, ammortizzatori idraulici telescopici / posteriori: a ruote indipendenti, bracci triangolari trasversali oscillanti, balestra trasversale monofoglia.ammortizzatori idraulici telescopici
Freni anteriori: a disco / posteriori: a tamburo; con comando idraulico, doppio circuito e correttore di frenata al retrotreno. Freno a mano sulle posteriori con comando meccanico
Pneumatici 135-SR x 13
Prestazioni dichiarate
Velocità: 140 km/h Accelerazione: 35,2 sec. sul km da fermo
Consumi a 90 km/h: 5,8 - a 120 km/h: 7,6 - urbano: 7,8 lt/100 km
Fonte dei dati: Quattroruote - giugno 1971

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Canestrini, Cosa significa la nuova 127, l'Automobile, n.13 - marzo 1971
  2. ^ Scheda su automoto.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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