Fiat Rivalta

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Ex stabilimento Fiat Rivalta

Lo stabilimento Fiat Rivalta, costruito in località Tetti Francesi (Rivalta di Torino) a circa 10 chilometri dallo stabilimento Fiat di Mirafiori, iniziò a produrre nella seconda metà del 1967.

L'edificio è topograficamente collocato più vicino alla città di Piossasco, dalla quale dista poco più di 2 chilometri, rispetto al comune dalla quale ha preso la denominazione. Il complesso industriale è diviso dalla strada provinciale Orbassano/Piossasco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La produzione fu avviata nel primo fabbricato assemblando i modelli "850", "124 Coupé", oltre agli autotelai delle "124 Spider" e "Dino". Frattanto era in fase di ultimazione la costruzione degli altri fabbricati (verniciatura, montaggio, finitura, centrale termica e palazzina uffici). Nel breve periodo di tre anni, dal 1968 al 1971, lo stabilimento raggiunse i 18.000 occupati tra operai ed impiegati. Il primo modello nato alla Fiat Rivalta fu la Fiat 128, di cui si arrivò presto a produrne più di 1.800 al giorno e, in parallelo, i primi modelli della Fiat 130. Negli anni a seguire furono prodotti altri modelli come, di seguito, riportati.

Passerella pedonale di collegamento dell'ex stabilimento Fiat Rivalta

L'insediamento produttivo partì da un fabbricato destinato alla lavorazione meccanica (assemblaggio delle sospensioni di quasi tutti i modelli Fiat). Nel breve periodo di un anno furono costruite ulteriori strutture destinate all'assemblaggio delle scocche, alla lastratura, alla verniciatura ed alla finitura delle autovetture. I fabbricati, per le ultime due lavorazioni, furono edificati nella parte opposta della suddetta strada provinciale divisoria. Un convogliatore aereo, attraversando la strada, assicurava il collegamento di tutte le linee di montaggio in senso bilaterale. Tutti gli altri collegamenti, pedonali quanto via gomma, erano rimandati ad un tunnel sotterraneo. Nel 1973 si costruì, in soluzione di continuità ed abbinato alla linea di lastratura, un'altra grossa struttura industriale destinata ad ospitare le grandi presse: queste ultime ritenute inadeguate al vecchio posto operativo (vicinanza dei fabbricati civili in zona Mirafiori).

Dal 2002 parte dello stabilimento in disuso (per l'esattezza l'Unità Operativa di Montaggio) è stato riqualificato ed organizzato per la produzione di componenti destinati alla Fiat Avio, azienda già controllata dal Gruppo Fiat che, successivamente, fu scorporata e venduta insieme allo stabilimento.

Restano attivi a livello automotive, un Polo stampaggio della società Turinauto e sistemi sospensioni Magneti Marelli.

Nel febbraio 2018 viene annunciata la riutilizzazione dello stabilimento di Rivalta da parte del gruppo Fiat Chrysler Automobiles, tramite il deposito presso il comune locale di un progetto che prevede lo sviluppo in tre anni di una area per un totale di 340000 metri quadri di cui 40000 dedicati alla costruzione di nuove strutture destinate alla logistica e ai ricambi del gruppo.[1]

Nel novembre 2018 FCA comunica che lo stabilimento diventerà il quartier generale europeo di Mopar per la distribuzione di ricambi nella zona EMEA.[2]

Incremento demografico[modifica | modifica wikitesto]

L'insediamento dello stabilimento nella zona, sino allora prevalentemente di tipo rurale, ha determinato un notevole crescita della popolazione residente. Per esempio Rivalta è passata in pochi anni da 2.500 abitanti ad oltre 10.000, analogamente Piossasco è passato da 4.300 abitanti a quasi 10.000. La città più interessata, e forse impreparata, fu Torino che assistette all'esodo di massa di nuove forze lavorative, con rispettive famiglie, provenienti dal sud Italia. La nuova massiccia comunità modificò radicalmente la struttura e le abitudini del territorio. Ampliando il tema esodo, il fenomeno sociale si riscontrò anche con l'insediamento dello stabilimento Fiat nei pressi di Cassino. Quest'ultima cittadina, dai 24.000 abitanti censiti nel 1971, appena due anni dopo si ritrovò con oltre 30.000 residenti. I due piccoli comuni attigui, Aquino e Piedimonte San Germano, raddoppiarono la popolazione.

Modelli prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso di oltre 30 anni della sua esistenza, lo stabilimento ha prodotto molti modelli della gamma FIAT, Lancia e Alfa Romeo:

Foto Marca Modello Inizio produzione Fine produzione
Fiat 850.JPG FIAT 850
Fiat 124 Coupe ca 1969 Schaffen-Diest 2012.jpg FIAT 124 Sport Coupé
Fiat 124 sport spider 003.jpg FIAT 124 Sport Spider
Fiat Dino BW 2016-07-17 13-19-59.jpg FIAT Dino Coupé/Spider
Fiat 128-Sedan-4dr (1969) Front-view.JPG FIAT 128
Fiat Strada Blue 81 to 82 X reg (front right).jpg FIAT Fiat Ritmo
Fiat 130 165PS 1976 2.jpg FIAT 130/130 Coupé
Lancia Delta LX 3° serie anno 1990 anteriore.JPG Lancia Delta
Lancia Prisma with clear wall.JPG Lancia Prisma 1982 1989
Fiat Uno front 20070829.jpg FIAT Uno 1983 1995
Tipo3p.jpg FIAT Tipo 1993 1995
Lancia Kappa front 20080722.jpg Lancia K[3] 1994 2001
Fiat Bravo in Italy.jpg FIAT Bravo/Brava 1995 1997
Fiat Marea front 20080226.jpg FIAT Marea 1997 1999
Alfa Romeo 166 front 20080303.jpg Alfa Romeo 166 1998 2002
Lancia Lybra silver vr.jpg Lancia Lybra 1998 2002
Lancia Thesis Kappa 20071211.jpg Lancia Thesis 2002 2009

Oltre ai modelli citati, nello stabilimento di meccanica fu concentrata la produzione delle sospensioni di tutte le autovetture FIAT.

Dal 1973, con il complesso delle grandi presse ivi insidiatosi, lo stabilimento contribuì alla produzione delle lamiere stampate per la maggior parte degli stabilimenti di carrozzeria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fca, ricambi e logistica a Rivalta, su ansa.it, 11 marzo 2018. URL consultato il 13 marzo 2018.
  2. ^ Lo storico stabilimento di Rivalta si trasforma in un centro di eccellenza logistica Mopar al servizio dei mercati globali, su fiatpress.com, 14 novembre 2018. URL consultato il 15 novembre 2018.
  3. ^ esclusa la versione coupé prodotta all'ex stabilimento Lancia di Chivasso

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]