Stabilimento Fiat di Termini Imerese

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Lo stabilimento di Termini Imerese, aperto nel 1970, è stato uno stabilimento per la produzione di autoveicoli di piccola cilindrata dei marchi FIAT e, negli ultimi anni, Lancia. Fu dismesso definitivamente dalla Fiat Spa il 31 dicembre 2011.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita di Sicilfiat[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 nacque la "Sicilfiat", una società a partecipazione pubblica, di cui la FIAT deteneva il pacchetto di maggioranza con il 60% delle azioni e la Regione Siciliana il restante 40% [1], tramite la Sofis prima e poi tramite l'ESPI (Ente siciliano per la promozione industriale). Lo stabilimento fu completato nel 1970 nel territorio comunale di Termini Imerese, grazie ad un consistente contributo della Regione erogato al gruppo Fiat per ottenerne la localizzazione nel territorio, con un'occupazione iniziale di 350 addetti. Nel 1977 la Fiat acquisì la totalità delle azioni, per cui lo stabilimento divenne uno dei tanti del gruppo con una forza lavoro che era in quel momento di circa 1500 addetti.

Gli anni '80 e '90[modifica | modifica wikitesto]

La fabbrica di Termini Imerese, come riconosceva anche Sergio Marchionne, era divenuta un modello produttivo; con 1.500 dipendenti nel 1979 all'avvio della produzione della Panda e lavoro articolato su tre turni. Nella seconda metà degli anni ottanta a Termini erano occupati 3.200 operai con almeno 1.200 nell'indotto. Nel 1993 iniziò la crisi del settore auto in concomitanza con l'inizio della produzione della Tipo e si verificò la prima ristrutturazione aziendale; ebbe così inizio la cassa integrazione[2]. Il numero di occupati continuò a scendere fino ai 1900 dell'ultimo periodo di vita in seguito alle ripetute riorganizzazioni della forza-lavoro.

In conseguenza del calo delle vendite del gruppo Fiat lo stabilimento di Termini Imerese venne inserito tra quelli economicamente poco competitivi secondo i piani aziendali, in quanto buona parte della componentistica per l'assemblaggio delle vetture era prodotta nel Nord Italia e ciò faceva aumentare i costi a causa del trasporto. Tra il 1991 e il 2001 il numero di addetti occupati si ridusse di 1.134 unità[3].

Come motivo sfavorevole all'impianto venne addotto il fatto che, producendo un solo modello per volta, fosse rimasto strettamente legato nel calcolo produttivo al successo commerciale dell'auto prodotta[4]. Per questi motivi venne inserito tra gli stabilimenti da chiudere secondo il piano approntato dall'amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne[5].

La crisi e la chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 furono licenziati 223 dipendenti. Si prospettò la chiusura. Iniziarono le lotte sindacali che sembrarono salvare la fabbrica. Ma la forza lavoro scese a 1.536 unità con il calo anche dell'indotto a circa 800[2].

Nel giugno 2009 la Fiat, per bocca del suo CEO Marchionne confermava la produzione della Lancia Ypsilon fino al 2011 e, rispetto al tema scottante delle sorti dello stabilimento che intendeva mantenerlo ma con produzioni diverse da quella automobilistica e per questo, aggiungeva, si dovrà rivedere l'accordo di programma[6].

Nel gennaio 2010, durante il suo intervento all'Automotive News World Congress organizzato al Renaissance Center di Detroit l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, affermava categoricamente l'irrevocabilità dei piani di chiusura della fabbrica siciliana [7].

Il 26 novembre 2011 venne ufficializzata la chiusura della trattativa sulla parte economica riguardante gli incentivi alla mobilità per gli ultimi lavoratori dello stabilimento, e dismesso definitivamente dalla Fiat il 31 dicembre 2011[8].

La riconversione[modifica | modifica wikitesto]

Le tante le ipotesi sul salvataggio[9] dell'importante struttura rimasero prive di riscontri oggettivi[10]. Tra le tante ipotesi di riconversione una prevedeva che lo stabilimento venisse acquistato dal gruppo italiano DR Motor Company[11], poi non realizzatosi.

Dal 1º gennaio 2015 lo stabilimento passò alla newco Blutec, società del gruppo Metec (Stola) per la produzione di componenti per auto, con il sostegno di finanziamenti erogati da Invitalia [12]. Contestualmente il viale principale del sito venne rinominato Viale 1º maggio. Lo stesso anno vennero riassunti novanta operai, già in cassa integrazione, ma solo per una preparazione operativa dei futuri lavori. Con l'acquisto e l'arrivo dei macchinari e le necessarie modifiche degli impianti lo stabilimento avrebbe dovuto tornare a produrre auto ma di nuovo tipo, ibride ed elettriche[13]. Il programma tuttavia non è di fatto decollato e sono sorti problemi relativi al finanziamento Invitalia[14]. Nonostante i propositi e i programmi[15]nessuna attività concreta ha avuto inizio[16]. Nel marzo 2019 il vertice di Blutec (il presidente Roberto Ginatta[17] e l'amministratore delegato Cosimo Di Cursi) è finito agli arresti domiciliari per malversazione ai danni dello Stato. La Guardia di Finanza ha sequestrato anche la fabbrica e 16 milioni.[18].

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Foto Marca Modello Inizio produzione Fine produzione
FIAT 500 F 1968 spot.jpg.jpg FIAT 500 L 1970 1972
FIAT 500 R SPOT 1972.JPG.jpg FIAT 500 R 1972 1975
Centoventisei.jpg FIAT 126 1975 1979
Fiat panda 1 v sst.jpg FIAT Panda 1980 1992
Fiat Punto I front MJ.JPG FIAT Punto (1ª serie) 1993 1999
Fiat Punto Silber 2.jpg FIAT Punto (2ª serie) 1999 2005
2003 Lancia Ypsilon.jpg Lancia Ypsilon 2005 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l?Espresso
  2. ^ a b Termini Imerese, una storia lunga 41 anni, su ansa.it. URL consultato l'11 novembre 2015.
  3. ^ www.comuneterminiimerese.pa.it
  4. ^ Pierluigi Bonora, Fiat, quattro buone ragioni per lasciare Termini, su ilGiornale.it, 25 novembre 2009. URL consultato il 14 marzo 2017.
  5. ^ Il Sole 24 Ore-Fiat:Scajola difende il polo industriale di Termini Imerese, in Il Sole 24 ore, 24 novembre 2009. URL consultato il 12 novembre 2015.
  6. ^ Marchionne non chiude Termini «La Fiat ha radici in Italia», in Il Sole 24 ore, 18 giugno 2009. URL consultato il 12 novembre 2015.
  7. ^ Marchionne: «Sulla chiusura di Termini Imerese decisione irreversibile», in Il Sole 24 ore, Impresa e Territori, 14 gennaio 2010. URL consultato il 12 novembre 2015.
  8. ^ Giorgio Pogliotti, Accordo per Termini Imerese, in Il sole 24 ore, 27 novembre 2011. URL consultato il 12 novembre 2015.
  9. ^ Termini Imerese, 1,530 miliardi di euro per la riapertura. Si studia il progetto, su automobili10.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  10. ^ Termini Imerese: Sindaco scrive al MISE, convocare tavolo promesso, in AGI (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2012).
  11. ^ Paola Pica, Termini, raggiunto l'accordo sugli incentivi ai lavoratori. Firma anche la Fiom, in Corriere della Sera, 26 novembre 2011. URL consultato il 12 novembre 2015.
  12. ^ Termini Imerese, firmato l'accordo fra azienda e sindacati: Fiat addio, da gennaio arriva Blutec. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  13. ^ Maria Teresa Camarda, Blutec, una vertenza a lieto fine All'ex Fiat si scaldano i motori, in LiveSicilia, 19 Novembre 2016. URL consultato il 25 luglio 2018.
  14. ^ redazione, Termini, Si apre uno spiraglio per i lavoratori Blutec: l'azienda lavora ad un piano per assumere 694 operai, in PalermoToday, 31 maggio 2018. URL consultato il 25 luglio 2018.
  15. ^ Redazione, Il grande bluff della Blutec di Termini, Di Maio chiama in causa la Fca, in La Sicilia, 26/10/2018. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  16. ^ Giorgio Ruta, Termini Imerese: i lavoratori della Blutec occupano il municipio, in La Repubblica, 7 febbraio 2019.
  17. ^ Galassia Ginatta: affari, bel mondo, rapporto storico con gli Agnelli, su torino.corriere.it, 13 marzo 2019. URL consultato il 13 marzo 2019.
  18. ^ Blutec: arrestati presidente e AD, Fiamme gialle sequestrano fabbrica, operai sotto choc, su rainews.it, 11 marzo 2019. URL consultato il 12 marzo 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]