Cesareo di Terracina

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San Cesareo Martire
San Cesario Diacono e Martire.jpg

Martire

Nascita I secolo
Morte II secolo
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 1º novembre e 3 novembre
Attributi palma

Cesareo o Cesario (Nordafrica, I secoloTerracina, II secolo) fu un diacono e martire della Chiesa. Secondo la tradizione era di origini nordafricane e si sarebbe trasferito a Terracina all'epoca dell'imperatore Claudio.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che mentre era in viaggio per Roma, a causa di un naufragio giunse a Terracina dove si sarebbe imbattuto in Luciano, un giovane destinato ad essere sacrificato in una cerimonia del 1º gennaio: avendo protestato contro quest'uso presso il sacerdote pagano Firminio, venne arrestato e condotto da un console di nome Leonzio, che gli ordinò di sacrificare al dio Apollo. Il tempio al quale venne condotto tuttavia sarebbe crollato travolgendo il sacerdote Firminio. Cesario rimase quindi in carcere per un mese e in seguito fu condotto al Foro della città, dove il console Leonzio si sarebbe improvvisamente convertito e sarebbe morto dopo aver ricevuto i sacramenti da un presbitero di nome Giuliano. Il suo successore alla carica, un certo Lussurio, primo cittadino del luogo, avrebbe quindi condannato Cesario e Giuliano ad essere gettati in mare chiusi in un sacco. Lussurio, in viaggio verso Roma, sarebbe morto per il morso di un serpente, come predetto da Cesario durante un interrogatorio. I corpi dei due martiri annegati, rigettati a riva, furono sepolti dal monaco Eusebio, che rimase a pregare presso la loro tomba, dove sarebbero accorsi molti che si convertirono e furono battezzati dal presbitero Felice. Eusebio e Felice furono a loro volta arrestati dal figlio del console Leonzio, che li avrebbe fatti decapitare e gettare in un fiume. I loro corpi sarebbero quindi stati sepolti presso la tomba già esistente dal presbitero, Quarto da Capua.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 444 Galla Placidia dichiarò di essere stata posseduta dal diavolo e di essere miracolosamente guarita pregando sulle spoglie di san Cesario. L'imperatore Valentiniano III volle trasferire le reliquie in un oratorio eretto in suo onore sul Palatino. Le sue spoglie sono dal XIII secolo nell'urna di basalto dell'altare maggiore della basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme. A san Cesario venne dedicata nel V secolo una chiesa sul Palatino, a Roma[1], titolo cardinalizio[2], e altre chiese e monasteri. Sul suo sepolcro, posto lungo la via Appia venne eretta una basilica[3].

Il 19 giugno 2012 la comunità di Cesa ha celebrato il IV centenario dell'arrivo della reliquia del braccio del santo.

Le reliquie di Lucca[modifica | modifica wikitesto]

Reliquiario San Cesario Diacono e Martire - Basilica San Frediano Lucca

Nel 2009 Michelangelo Giannotti, vicario generale e rettore della chiesa di San Frediano in Lucca, ritrova il reliquiario contenente parte del corpo di san Cesario, identificato attraverso il cartiglio in latino “Ossa sex S. Cæsarii Diac. M.”. Queste reliquie erano state donate dal papa Alessandro II all’antico monastero di San Ponziano di Lucca nell'XI secolo. Nell’urna sono presenti sei ossa integre: un osso della spalla (la scapola) le due ossa del bacino (ossa iliache) e tre ossa dell’arto inferiore (il femore, la tibia e il perone). Il 1º novembre 2010, in occasione della Solennità di tutti i Santi, l’urna di san Cesario diacono e martire è stata esposta alla venerazione dei fedeli nella cappella dell’Annunziata della basilica di San Frediano di Lucca dove tuttora è conservata in un armadio-reliquiario[4].

Patronati[modifica | modifica wikitesto]

San Cesario è patrono delle città di:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liber Pontificalis[senza fonte].
  2. ^ Papa Giovanni Paolo II fu creato cardinale col titolo della chiesa di San Cesareo.
  3. ^ La basilica ricevette doni da papa Leone IV (847-855: Liber Pontificalis[senza fonte].
  4. ^ Al via la festa patronale di san Cesario dal sito dell'Associazione culturale "L'alambicco di San Cesario" di San Cesario di Lecce - URL consultato il 9 novembre 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]