San Regolo

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San Regolo
Giovanni coli e filippo gherardi, gloria di san regolo, affreschi del catino absidale del duomo di lucca, 1681, 06.JPG
Giovanni Coli e Filippo Gherardi, Gloria di san Regolo, affreschi del catino absidale del duomo di lucca, 1681
 

Vescovo

 
NascitaNordafrica,?
MorteL'Aquila?, III secolo?
Venerato daChiesa cattolica
Santuario principaleDuomo di Lucca
Patrono diMontaione, Vagli Sotto

San Regolo fu un vescovo di origini africane, venerato come santo martire dalla Chiesa cattolica.

Agiografia e culto[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, Regolo era un arcivescovo in Africa, finché non fu costretto a fuggire in Italia a causa di persecuzioni locali, insieme a colleghi quali Cerbone e Giusto. Il gruppo si fermò a Populonia (nei pressi di Piombino) e intraprese l'eremitismo; in questo periodo sono attribuiti loro numerosi miracoli.

La fama di santità di Regolo si diffuse fino alle orecchie di Totila, re degli ostrogoti, che incaricò degli ambasciatori perché lo contattassero e lo portassero alla sua corte. L'arcivescovo declinò l'invito. Secondo l'agiografia, per l'oltraggio fu punito con la decapitazione; Regolo avrebbe raccolto la propria testa, trascinandosi poi per circa 300 metri. Nel punto in cui si sarebbe fermato, venne sepolto e venne edificata una chiesa a lui intitolata.

Le sue reliquie, in seguito, vennero traslate a Lucca, dove sono tutt'oggi conservate nella cattedrale di San Martino dove è patrono del Capitolo Metropolitano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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