Duomo di Terracina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Basilica Concattedrale di San Cesareo
TerracinaDuomo.jpg
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Terracina
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Latina-Terracina-Sezze-Priverno
Consacrazione 1074
Stile architettonico normanna, barocco
Inizio costruzione VI secolo
Completamento XVIII secolo
Sito web Sito ufficiale

Coordinate: 41°17′31″N 13°14′54″E / 41.291944°N 13.248333°E41.291944; 13.248333La Basilica Concattedrale di San Cesareo è il duomo di Terracina e concattedrale della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il duomo che ha una sua importanza nella storia della Chiesa è di origini antichissime, edificato tra V e VI secolo utilizzando ciò che restava di un antico tempio romano a cinque navate del foro cittadino. L'edificio subì diversi interventi e restauri, tra cui quello dell'XI secolo (con la consacrazione al patrono della città san Cesareo del 1074), quello del XIII secolo e soprattutto il restauro settecentesco, che ridusse la chiesa da cinque a tre navate con la costruzione di cappelle laterali e la copertura a botte del soffitto al posto delle capriate romaniche.

La volta
Iscrizione base colonna, 1245

Notizie contenute nel Liber Pontificalis riferiscono di una donazione effettuata da papa Leone IV (847-855), probabilmente riferibile alla consacrazione della chiesa. All’inizio dell’XI secolo papa Alessandro II (1061-1073) concesse la diocesi di Terracina con tutte le sue pertinenze all’abate di Montecassino Desiderio (1058-1086), che ne conservò la cattedra fino alla sua elezione a papa nel 1086 con il nome di Vittore III (1086-1087). Alla sua morte, proprio nella cattedrale di San Cesareo si celebrò il conclave del 1088 che elesse papa Urbano II al soglio pontificio (1088-1099). La cattedrale fu ricostruita e dedicata dal vescovo Ambrogio il 24 novembre del 1074 e completata tra il XII e il XIII secolo.[1]

I restauri eseguiti nel 1926, promossi da Pietro Fedele, ministro dell’Educazione Nazionale, interessarono prevalentemente l’esterno della cattedrale: la demolizione delle volte e pilastri del pronao, oltre a quella della fatiscente loggia delle benedizioni, con l’intento di riportare la facciata al suo aspetto medioevale. A seguito del rinvenimento di ulteriori parti murarie dell’antico tempio romano durante i lavori del dopoguerra, iniziarono negli anni Cinquanta e Sessanta indagini sulle murature più antiche dell’edificio, tese ad approfondire la storia e le problematiche del monumento.

La chiesa è attualmente in fase di restauro, che procede ristrutturando una per volta le varie cappelle all'interno delle navate del duomo, ma è comunque aperta al pubblico e vi si continuano a svolgere le attività liturgiche.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole interesse artistico è il porticato che precede la chiesa, elevato su una gradinata di 30 gradini. Esso è costituito da sei colonne di spoglio, interrotte al centro da un arco trionfale, che sorreggono un'antica trabeazione con decorazioni musive sul suo lato destro. Esse sono costituite da immagini in cui sono raffigurati un mostro alato, un'aquila, palme, cervi, volatili e tori ed altre figure. Sotto il portico è una vasca funeraria di epoca romana e coppie di animali accovacciati ai lati delle colonne. Altri 7 gradini conducono alle due entrate della chiesa, di cui quella principale è decorata con fregi marmorei di età augustea.

San Cesario diacono fa crollare il tempio di Apollo (Tempio Maggiore, l'attuale Duomo di Terracina)

Ai lati del porticato è il campanile romanico, curiosamente sollevato da terra e sorretto da quattro pilastri che insistono sul lato sinistro del porticato. Infatti, la funzione statica è affidata ad una solida e massiccia struttura a tutto sesto, in pietra lavica e calcare ben leggibile solo dall'interno del campanile; il rivestimento in laterizio vi si addossa. La tessitura degli archi è solo apparentemente gotica: l'ogiva dell'arco è generata dall'incrocio di due archi a tutto sesto impostati su colonnine alterne. Inoltre, le aperture sui lati sud e nord, sia della monofora che delle bifore, presentano archi a tutto sesto, come quelli del terzo piano, nel lato est che da sulla piazza.[2]

San Cesareo diacono e martire, Titolare e Patrono della Basilica Concattedrale e della Città di Terracina

L'interno del duomo è a tre navate suddivise da colonne di spoglio, con cappelle laterali. Le due navate laterali terminano con absidi, mentre la navata centrale, anch'essa con abside fino al Settecento (1729), termina con una ambiente quadrangolare ove è inserito il coro. Presbiterio e coro sono rialzati di circa un metro rispetto alle tre navate.

Di interesse artistico sono:

  • la pavimentazione della navata centrale in stile cosmatesco (XII-XIII secolo);
  • il pulpito medievale (prima metà del XIII secolo), sorretto da cinque colonne;
  • la colonna tortile, utilizzata per sostenere il cero pasquale, anch'essa di epoca medievale; una iscrizione marmorea riporta autore e data della colonna: Crudele, 31 ottobre 1245;
  • gli affreschi settecenteschi del presbiterio e del coro, con la raffigurazione di episodi legati all'elezione di papa Urbano II.

Negli altari del presbiterio sono conservati a sinistra reliquie di Santa silvia, San Silvano e Santa Rufina, a destra reliquie di Sant’Eleuterio. Nell’Altare maggiore si trovano le reliquie di San Cesareo, San Giuliano San Felice e Sant’Eusebio.[3]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è dedicata al culto di San Cesareo, diacono e martire (sec. II), patrono di Terracina e compatrono della diocesi. La sua ricorrenza si festeggia la prima domenica di novembre, ove la data non coincida con il giorno dei Santi o dei Morti, altrimenti la festa viene spostata alla domenica successiva.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN316732623 · GND: (DE4717202-2
  1. ^ (IT) Chiesa di San Cesareo, in BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 04 novembre 2017.
  2. ^ La Cattedrale, su www.terrapontina.it. URL consultato il 04 novembre 2017.
  3. ^ (IT) Chiesa di San Cesareo, in BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 04 novembre 2017.