Werner Herzog

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Sono bavarese, del tardo Medioevo, sono fisico. »
(Werner Herzog[1])
Werner Herzog nel gennaio 2007 a Bruxelles

Werner Herzog (Monaco di Baviera, 5 settembre 1942) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore ed attore tedesco.

Considerato tra i più importanti esponenti del cosiddetto Nuovo cinema tedesco, nonché uno dei massimi cineasti viventi, nel corso della sua lunga carriera ha prodotto, scritto e diretto più di 50 pellicole, oltre ad aver pubblicato libri e diretto opere liriche.[2] I suoi film "estremi", spesso a metà strada tra la finzione e il documentario e non di rado segnati da travagliate odissee produttive, hanno coniato uno stile tanto inconfondibile quanto inclassificabile.[3][4]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'infanzia[modifica | modifica sorgente]

Il villaggio bavarese di Sachrang, dove Herzog ha passato l'infanzia, come appare oggi.

Herzog nacque col nome di Werner H. Stipetić a Monaco di Baviera. Adottò il cognome Herzog, che significa "duca" in tedesco, più avanti. I suoi genitori, Elisabeth e Dietrich, erano biologi. Il nonno, Rudolf Herzog, era un archeologo[5]. Il padre abbandonò lui e la madre dopo essere stato fatto prigioniero durante la seconda guerra mondiale[6][7]; Werner era ancora molto piccolo. Dopo che la casa di fianco a quella di Herzog venne distrutta in un bombardamento[8] la sua famiglia si trasferì a Sachrang, un remoto villaggio montano della Baviera (parte del comune di Aschau im Chiemgau) vicino al confine con l'Austria. In questo villaggio non esistevano il cinema, la radio e la televisione, e Werner crebbe a stretto contatto con la natura. Vide il suo primo film (un documentario sugli eschimesi) all'età di 11 anni alla scuola del villaggio, non vide un'automobile fino all'età di 12 anni, e fece la prima telefonata all'età di 17 anni.

L'adolescenza a Monaco[modifica | modifica sorgente]

All'età di 12 anni Herzog e la sua famiglia (la madre e i due fratelli) tornarono a Monaco per far continuare gli studi al ragazzo. Qui, per un certo periodo, vissero in una pensione in Elisabethstraße con l'eccentrico attore Klaus Kinski il quale, con il suo comportamento folle, fece una grande impressione sul giovane Herzog[9]. Riguardo a quel periodo ricorda: "Ho saputo in quel momento che sarei diventato un regista, e che avrei diretto Kinski". Kinski sarà infatti il protagonista di cinque film di Herzog, e del documentario Kinski, il mio nemico più caro. In quel periodo a Herzog fu detto di cantare davanti alla sua classe a scuola ed egli si rifiutò fermamente. Fu quasi espulso per questo e da allora fino ai 18 anni di età non ascoltò più musica, non cantò e non studiò nessuno strumento; ha detto in seguito che darebbe volentieri 10 anni di vita per saper suonare uno strumento[10]. In quegli anni Herzog si avvicinò molto alla religione, fino a convertirsi al cattolicesimo. Questo causò discussioni con i parenti, che erano atei convinti. Sempre in questo periodo intraprese i suoi primi lunghi viaggi a piedi, passione che durerà per tutta la vita. Quando aveva 15 anni andò a piedi da Monaco all'Albania. Nella “dichiarazione del Minnesota” afferma: “Il turismo è peccato e viaggiare a piedi virtù”[11].

Gli inizi nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Neratzia, ambientazione del primo lungometraggio di Herzog, Segni di vita.

A 14 anni fu ispirato dalla voce di un'enciclopedia sulla regia cinematografica, che gli diede (secondo lui) tutto ciò che gli serviva per iniziare come regista - a parte la cinepresa da 35 millimetri che il giovane Herzog rubò alla scuola di cinema di Monaco[6].

Durante gli ultimi anni di scuola superiore Herzog fece lavori notturni come saldatore e custode di parcheggi per finanziare i suoi primi film. Con i soldi guadagnati realizzò nel 1962 il suo primo cortometraggio, Ercole. Nel 1963 fondò a Monaco la sua casa di produzione, la Werner Herzog Filmproduktion, che per molti anni conduce da solo dal suo appartamento con un telefono e una macchina da scrivere.

Continuò gli studi presso l'Università di Monaco dove studiò storia, letteratura e teatro. Nel 1964 vinse il premio Carl Mayer con la sceneggiatura di Segni di vita e con i diecimila marchi del premio girò il suo secondo cortometraggio, La difesa esemplare della fortezza di Deutschkreutz.

Si guadagnò una borsa di studio per la Duquesne University di Pittsburgh, in Pennsylvania, ma la abbandonò dopo pochi giorni. Del periodo successivo Herzog racconta di essere stato coinvolto nel progetto di un film per la NASA (al quale poi non poté partecipare), e di aver vissuto tra i senzatetto di New York, dormendo in una macchina, per poi dirigersi verso il Messico, dove imparò lo spagnolo e si guadagnò da vivere trasportando illegalmente merci attraverso il confine con gli USA[8].

Nel 1967, tornato in Germania, riuscì a realizzare il suo primo lungometraggio, Segni di vita, grazie al sostegno economico del German Film Institute. Il film, girato sull'isola di Kos, in Grecia, uscì l'anno successivo, vinse l'orso d'argento al Festival di Berlino e venne premiato anche nei Deutscher Filmpreis. Nel 1967, inoltre, Herzog si sposò per la prima volta, con Martje Grohmann.

Verso la fine del 1968 Herzog partì per l'Africa con una troupe e vi passò quasi tutto l'anno successivo. Nonostante varie vicissitudini (tra cui malaria, tempeste di sabbia e arresti) raccolse materiale per tre film: il documentario per la TV I medici volanti dell'Africa orientale, il "documentario surreale" Fata Morgana, e il film sui nani Anche i nani hanno cominciato da piccoli.

1970-1974[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971, dopo l'uscita dei tre film africani, Herzog realizzò due documentari: Paese del silenzio e dell'oscurità, riguardo alla vita dei sordociechi, considerato da egli stesso uno dei suoi film più importanti, e Futuro impedito, prodotto per la televisione e incentrato su bambini con handicap. Alla fine dello stesso anno Herzog si recò in Perù per realizzare un film sulla ricerca dell'El Dorado. Il protagonista era il folle Klaus Kinski, futuro attore feticcio del regista. La realizzazione fu complessa per i pochi mezzi, per l'avversità dell'ambiente e per il difficile carattere dell'attore protagonista. Herzog arrivò a minacciare Kinski di morte quando questi, durante uno dei suoi attacchi d'ira, stava per abbandonare il set. Il risultato fu il memorabile Aguirre, furore di Dio (1972), che, nonostante lo scarso successo all'epoca, divenne col tempo un grande classico, e probabilmente - insieme a Fitzcarraldo - il film più famoso del regista. Francis Ford Coppola dichiarò più volte di essersi ispirato ad Aguirre, furore di Dio, nella realizzazione di Apocalypse Now.

Nel 1973 nacque il primo figlio di Herzog, Rudolph, che lavorò poi come assistente del padre in diversi film. Nello stesso periodo realizzò il documentario La grande estasi dell'intagliatore Steiner, incentrato su Walter Steiner, fuoriclasse svizzero del salto con gli sci. Herzog teneva molto a questo film perché da piccolo coltivava la passione del salto con gli sci e sognava di diventare un campione, ma quando un suo amico si ferì gravemente in seguito a un salto egli smise di praticare questo sport[12]. Dopo Kinski/Aguirre e Walter Steiner, Herzog scoprì un altro attore/personaggio fuori dal comune attraverso un documentario che vide alla televisione, Bruno der Schwarze (1970) di Lutz Eisholz: Bruno S. è un artista di strada che ha passato l'infanzia tra orfanotrofi, istituti di correzione e carceri; Herzog lo scelse come protagonista di L'enigma di Kaspar Hauser (1974), ispirato al mistero di un uomo vissuto nel XIX secolo, la cui vita presenta elementi in comune con quella di Bruno. Il film vinse il Grand Prix Speciale della Giuria al festival di Cannes ed è ora considerato un classico.

Verso la fine del 1974 giunse a Herzog la notizia che Lotte Eisner, anziana critica cinematografica a cui era estremamente legato, stava per morire a Parigi. Egli decise di non andare a Parigi in aereo, bensì di partire a piedi da Monaco e camminare verso Parigi seguendo un percorso il più possibile simile a una linea retta. Ha affermato: «Presi la strada più diretta per Parigi, nell'assoluta fiducia che lei sarebbe rimasta in vita se io fossi arrivato a piedi»[9][13]. Il viaggio ebbe luogo dal 23 novembre al 14 dicembre e quando arrivò a Parigi Lotte Eisner era effettivamente fuori pericolo e sopravvisse ancora alcuni anni. Durante il viaggio Herzog tenne un diario che venne poi pubblicato col titolo Vom Gehen Im Eis (in Italia Sentieri sul ghiaccio).

1975-1979[modifica | modifica sorgente]

La stella dedicata a Werner Herzog sul Boulevard der Stars a Berlino.

Il film successivo, Cuore di vetro (Herz aus Glas), può essere definito sperimentale: per ritrarre la passività di un villaggio bavarese di fronte a una catastrofe imminente, Herzog ipnotizzò di persona tutti gli attori (non professionisti) del cast, facendoli recitare in stato di trance. Durante il montaggio di questo film, nell'agosto 1976, al regista giunse la notizia che un'isola del pacifico, Guadalupa, stava per essere distrutta dall'eruzione di un vulcano e che un solo uomo si era rifiutato di lasciare la propria casa; Herzog, nonostante il pericolo, si precipitò sul luogo con l'operatore di fiducia Jörg Schmidt-Reitwein e l'operatore americano Edward Lachman. I tre effettuarono le riprese che diventarono il film La Soufrière, dal nome del vulcano. Paradossalmente il vulcano poi non eruttò e così il film diventò una "cronaca di una catastrofe inevitabile che non ha avuto luogo".

Il progetto successivo era un adattamento del dramma teatrale Woyzeck di Georg Büchner, che doveva essere interpretato da Bruno S. ed Eva Mattes, ma pochi giorni prima dell'inizio delle riprese Herzog si convinse che Bruno non era adatto per il ruolo, che invece era perfetto per Klaus Kinski. Herzog lo comunicò a Bruno ma questi gli rispose che aveva già preso un periodo di ferie dall'acciaieria dove lavorava, così Herzog scrisse in pochi giorni una nuova sceneggiatura per lui ed Eva, ispirandosi direttamente alla figura del suo attore[14]. Il risultato fu La ballata di Stroszek (Stroszek, era il nome di un compagno di scuola di Herzog, già usato per il protagonista di Segni di vita); venne girato tra Berlino e gli Stati Uniti e uscì nel 1977. Lo stile crudo e realistico e l'estrema vicinanza tra attore e personaggio contribuirono a dare al film un sapore quasi da documentario, con al centro un uomo ancora una volta in rotta con la società.

I ritratti di personaggi “diversi” continuarono con Nosferatu, il principe della notte (Nosferatu: Phantom der Nacht, 1978), tributo al classico muto di Murnau, e Woyzeck (1979), interpretati entrambi da Klaus Kinski con una settimana di pausa tra le riprese del primo e quelle del secondo. In Woyzeck la coprotagonista è ancora Eva Mattes, con la quale Herzog ha una relazione dalla quale nascerà, nel 1980, una figlia, Hanna Mattes. Nel 1979 Herzog iniziò la produzione di un nuovo film, ignaro che essa sarebbe restata nella storia per l'incredibile sequenza di incidenti e difficoltà che poi la protrassero per più di due anni. Il film si basava su un'idea folle: un uomo che, per realizzare un proprio sogno, decide di trasportare una nave sopra una montagna nel bel mezzo della giungla: Fitzcarraldo.

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

La disastrosa lavorazione di Fitzcarraldo terminò nel novembre 1981; nel frattempo il ruolo principale era passato da Jason Robards a Klaus Kinski e la troupe aveva dovuto affrontare innumerevoli difficoltà. Herzog descrisse questo periodo di lavoro in un diario, che venne pubblicato solo nel 2004 col titolo La conquista dell'inutile (Eroberung des Nutzlosen). Il film venne presentato nel 1982 al Festival di Cannes, dove venne premiato per la miglior regia.

Da allora la produzione di lungometraggi da parte di Herzog subì un brusco rallentamento, forse dovuto anche alla difficoltà di trovare produttori ancora disposti a finanziarlo[15]. Infatti, dopo Fitzcarraldo, furono solo due i lungometraggi che Herzog diresse durante gli anni ottanta: Dove sognano le formiche verdi (Wo die grünen Ameisen träumen, 1984), film "ambientalista" con protagonisti gli australiani aborigeni, e Cobra Verde (1987), avventura coloniale tratta da un romanzo di Chatwin, in cui Herzog collaborò per l'ultima volta con Klaus Kinski. Herzog disse che la lavorazione di quest'opera fu la peggiore che avesse mai vissuto, e quando il film uscì la critica lo stroncò, vedendolo come un chiaro segno del declino artistico del regista[16]. Inoltre nel 1986 realizzò un cortometraggio/autoritratto, Werner Herzog cineasta, dal quale veniamo a sapere che stava lavorando, insieme all'amico Reinhold Messner, al soggetto per un film con Kinski ambientato sull'Himalaya, ma evidentemente non se ne fece nulla.

In compenso durante gli anni ottanta si dedicò ad altre attività: principalmente diresse documentari per la TV tedesca, tra cui La ballata del piccolo soldato (Ballade vom kleinen Soldaten, 1984) e Wodaabe - I pastori del sole (Wodaabe - Die Hirten der Sonne, 1989), e diresse per la prima volta gli allestimenti di alcune opere liriche. La prima fu il Doktor Faustus di Ferruccio Busoni, eseguita nel 1986 al teatro comunale di Bologna, alla quale l'anno successivo seguì Lohengrin di Wagner per il prestigioso Festival di Bayreuth. Herzog ha poi portato avanti questa attività parallela con regolarità, ed è interessante notare che fino a qualche anno prima, al tempo della realizzazione di Fitzcarraldo, Herzog non avesse mai nemmeno assistito ad un'opera lirica[17].

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Una scena dell'opera Tannhäuser di Richard Wagner diretta da Werner Herzog nel 1997 per il Teatro de la Maestranza di Siviglia.

Nel 1990 dirige Echi da un regno oscuro (Echos aus einem düstern Reich) in cui un giornalista ci guida alla scoperta della figura di Jean-Bédel Bokassa, dittatore della Repubblica Centrafricana. L'anno seguente gira Grido di pietra (Cerro Torre: Schrei aus Stein) con Donald Sutherland e Vittorio Mezzogiorno da un'idea originale di Reinhold Messner. Il film si rifà alle vicende realmente accadute a due scalatori che tentarono di raggiungere la cima del Cerro Torre in Patagonia. È il primo film che Herzog gira senza averne scritto la sceneggiatura, e lo ritiene poco suo. Restò per 10 anni l'ultimo film di fiction del regista.

Nel 1992 parte per il Kuwait per filmare in tredici brevi capitoli le ferite della prima guerra del Golfo nel documentario televisivo Apocalisse nel deserto. Alla presentazione del film in Germania la critica distrugge Herzog, accusandolo di aver estetizzato il dramma della guerra. Al pubblico fischiante della première Herzog risponde con la frase, diventata celebre, «Vi sbagliate tutti!». Al di fuori della Germania il film viene accolto molto meglio.

È del 1993 Rintocchi dal profondo (Glocken aus der Tiefe), viaggio in Siberia per indagare sulla spiritualità del popolo russo. Dirige nel 1995 Gesualdo – Morte per cinque voci (dedicato al compositore Carlo Gesualdo da Venosa) e tra il 1997 e il 1999 gira per la serie televisiva tedesca Voyages to Hell, Little Dieter Needs to Fly e Julianes Sturz in den Dschungel, storie vere in cui i protagonisti per salvarsi sono costretti ad attraversare la giungla. In questi due film Herzog riporta i veri protagonisti sui luoghi degli avvenimenti e gli fa recitare la loro storia in prima persona.

Nel 1999 a otto anni dalla morte dell'eccentrico attore Klaus Kinski, Herzog ripercorre il tormentato rapporto lavorativo e personale con l'artista nel documentario Kinski, il mio nemico più caro (Mein liebster Feind - Klaus Kinski), intervistando le persone a lui legate e rivisitando i luoghi a loro connessi come la pensione in Elisabethstraße, in cui il regista allora dodicenne e l'attore si incontrarono per la prima volta. Dello stesso anno è il film Gott und die Beladenen.

Gli anni 2000[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 Herzog torna alla fiction con Invincibile, ambientato nella Germania nazista e interpretato da Tim Roth. La critica lo accoglie molto tiepidamente, definendolo "televisivo".

Vengono accolti benissimo invece i documentari successivi: Kalachakra, la ruota del tempo (2003), Il diamante bianco (2004), e soprattutto la "fantasia fantascientifica" L'ignoto spazio profondo e il premiatissimo Grizzly Man, entrambi usciti nel 2005. Nel 2007 con una troupe di due persone (tra cui lui stesso) gira in Antartide il documentario Encounters at the End of the World, un altro successo di critica dalla distribuzione pressoché nulla.

Dal 2000 Herzog vive a Los Angeles con la compagna fotografa Lena Herzog e la vicinanza al mondo Hollywoodiano favorisce una serie di collaborazioni nei film degli ultimi anni, come già era stata quella di Tim Roth per Invincibile. Nel 2004 Herzog interpreta se stesso in Incident at Loch Ness, parodia del suo cinema che incontra il mondo di Hollywood. Nel 2005, a Los Angeles, durante un'intervista all'aperto con il giornalista della BBC Mark Kermode, viene colpito al basso ventre da un anonimo cecchino. Herzog decide, malgrado le proteste del giornalista, di continuare normalmente l'intervista, limitandosi a dire "It's not a significant bullet" (frase divenuta in seguito un tormentone tra i fan del regista).[18]

Nel 2006, invece, Christian Bale accetta il ruolo di Dieter Dengler, il che permette una produzione di alto livello per L'alba della libertà (Rescue Dawn), versione fiction del documentario Little Dieter Needs to Fly.

Nel 2008 invece sono Nicolas Cage e Eva Mendes a recitare per Herzog in Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans, sorta di remake de Il cattivo tenente (1992) di Abel Ferrara, che crea molte polemiche. Nel 2009, prima ancora che il film venga presentato, Herzog ne realizza un altro con un budget minore ma con personalità di alto livello: tra i produttori figura David Lynch, e il cast è composto da Michael Shannon, Willem Dafoe, Chloë Sevigny e Grace Zabriskie. Il film, My Son, My Son, What Have Ye Done viene presentato al festival di Venezia insieme a Il cattivo tenente. È la prima volta che un regista partecipa in concorso al festival con due film diversi. Ai due film viene dato abbastanza risalto ma non vincono nessun premio e vengono accolti in modi molto diversi dalla critica, ma senza esaltare quasi nessuno.

In concomitanza con la presentazione dei due film Herzog annuncia la nascita della sua scuola di cinema: la Rogue Film School. Il regista - che si è sempre detto contrario alle tradizionali scuole di cinema - ha strutturato la sua scuola in una serie di seminari della durata di un weekend che egli tiene personalmente in giro per il mondo a intervalli irregolari, per un massimo di 65 partecipanti selezionati ogni volta[19].

Dal 2010 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 Herzog è presidente della giuria del Festival di Berlino, che vede la controversa vittoria di Roman Polanski nella categoria miglior regista per il film L'uomo nell'ombra (The Ghost Writer). A quei tempi Polanski si trovava agli arresti domiciliari in Svizzera per l'accusa di stupro risalente al 1977 e la scelta della giuria venne criticata in quanto sembrava un segnale di solidarietà. Nello stesso anno, oltre a interpretare se stesso nella prima puntata della terza stagione della serie animata The Boondocks, realizza Cave of Forgotten Dreams, un documentario in 3D riguardo alla Grotta Chauvet, in Francia, nella quale sono stati rinvenuti antichi dipinti rupestri.

A marzo 2011 compare come ospite in una puntata de I Simpson. Afferma che quando gli è stata proposta questa collaborazione non sapeva nemmeno che si trattasse di un cartone animato ma pensava fosse solo un fumetto[20].

A settembre dello stesso anno presenta Into the Abyss, documentario in cui racconta le storie di alcuni detenuti nel braccio della morte. Il film ha una sorta di prosecuzione a puntate per la TV, intitolata Death Row.

Nel 2013 viene premiato con il Pardo d'onore al Festival di Locarno.

Progetti futuri[modifica | modifica sorgente]

Il 3 aprile 2008 è stato annunciato[21] che Werner Herzog dirigerà il film The Piano Tuner, tratto dall'omonimo romanzo del 2002 di Daniel Mason (in Italia L'accordatore di piano, edito da Mondadori). La casa di produzione è la statunitense Focus Features e la sceneggiatura, originariamente scritta da Peter Buchman (sceneggiatore, tra l'altro, di Jurassic Park III e Eragon) sta venendo riscritta dallo stesso Herzog.

Nel dicembre 2011 Herzog riceve il premio alla carriera del Dubai International Film Festival. In questa occasione afferma di sentirsi solo a metà della sua carriera e che ha in progetto un film sulla vita di Gertrude Bell che potrebbe essere realizzato proprio a Dubai[22]. Per il ruolo principale del film, il cui titolo provvisorio è Queen of the Desert, è stata presa in seria considerazione Naomi Watts[23], mentre Robert Pattinson dovrebbe interpretare Lawrence d'Arabia[24]

Inoltre Herzog ha in programma un documentario "stilizzato" sui vulcani da girare in IMAX in collaborazione con il vulcanologo Clive Oppenheimer, conosciuto durante le riprese di Encounters at the End of the World, e un biopic sul fotografo di moda tedesco Helmut Newton, su richiesta della vedova di quest'ultimo[25].

Nell'ottobre 2012 Herzog ha annunciato che dirigerà l'adattamento cinematografico del romanzo Vernon God Little di DBC Pierre, che racconta la storia di un adolescente sospettato di aver commesso un massacro nella sua scuola in Texas. La sceneggiatura è stata scritta da Andrew Birkin, che ha firmato, tra gli altri, Il nome della rosa e Profumo[26].

La famiglia[modifica | modifica sorgente]

Herzog ha due fratelli e una sorella. Tilbert, il fratello maggiore, lavora nella finanza ed è un importante dirigente a livello internazionale; Lucki, il fratello minore, è a capo della Werner Herzog Filmproduktion; Sigrid, la sorella, è un'insegnante di recitazione[27].

Herzog si è sposato tre volte e ha tre figli. Nel 1967 Herzog sposò Martje Grohmann, un'omeopata, dalla quale ebbe un figlio nel 1973, Rudolph Amos Achmed Herzog, oggi anch'egli regista. Nel 1980 ebbe una figlia, Hanna Mattes, dalla relazione extra-coniugale con l'attrice Eva Mattes, che aveva recitato in La ballata di Stroszek (1977) e in Woyzeck (1979). Nel 1987 divorziò dalla Grohmann e sposò Christine Maria Ebenberger, dalla quale nel 1989 nacque Simon David Alexander Herzog. Nel 1995 Herzog conobbe l'allora venticinquenne fotografa russa Lena Pisetski (oggi Lena Herzog) e si trasferì negli Stati Uniti. Si sposarono nel 1999 e oggi vivono a Los Angeles, nella zona di Laurel Canyon.

La scuola, il cinema e le scuole del cinema[modifica | modifica sorgente]

Per Herzog il Cinema nasce da un rapporto diretto e fisico con la realtà, nelle sue interviste sprona a muoversi camminando, a imparare le lingue, lavorare. In "Incontri alla fine del mondo" dice

« Sono convinto che quel che ci impongono di imparare a scuola venga dimenticato nel giro di un paio d'anni. Ma ogni cosa che impari per placare la tua sete non la dimentichi mai. »
« L'accademia è la morte del cinema. È l'esatto contrario della passione. »
« Sentivo che era meglio girare un film che frequentare una scuola del cinema. »
« Le scuole di film non dovrebbero formare tecnici, ma persone con un autentico fermento interiore. Persone vivaci, che hanno in sé una fiamma ardente. »

Temi ricorrenti[modifica | modifica sorgente]

« Siamo circondati da immagini consumate, e ce ne meritiamo di nuove. »

La "verità estatica" tra fiction e documentario[modifica | modifica sorgente]

« Sono sempre stato interessato alla differenza tra "fatto" e "verità". E ho sempre sentito che esiste qualcosa come una verità più profonda. Esiste nel cinema, e la chiamerei "verità estatica". È più o meno come in poesia. Quando leggi una grande poesia, senti immediatamente, nel tuo cuore, nelle tue budella, che c'è una profonda, inerente verità, una verità estatica.[28] »
« ...è misteriosa ed elusiva, e può essere colta solo per mezzo di invenzione e immaginazione e stilizzazione.[29] »

La divisione della filmografia di Herzog in film di fiction e documentari è tanto evidente quanto controversa.[30] Alcuni critici giudicano inappropriata questa distinzione facendo notare: “Quando Herzog gira un film di fiction fa di tutto per riportarlo alla concretezza del vissuto (...) di modo che l'eco del mondo reale si riverberi sulle immagini e le faccia vibrare. (...) Viceversa quando gira un “documentario” è consapevole che suo ufficio non è quello di riprodurre meramente la realtà (...) ma di esprimerne il senso, la verità intima[13]”. Lo stesso Herzog, che ammette di inventare alcuni elementi dei suoi “documentari”, si prende gioco dei concetti di fiction e documentario, invertendoli, quando afferma: “Fitzcarraldo è il mio migliore documentario e Little Dieter Needs to Fly il mio migliore film di fiction. Non faccio una chiara distinzione tra di essi. Sono tutti film.[31]

Il regista giustifica questa filosofia sottolineando la differenza tra “fatto” e “verità”. Afferma che limitandosi a riprodurre i fatti reali, come nei documentari tradizionali, si mostra una verità banale e superficiale (la definisce “verità da contabili”), mentre quello che a lui interessa è una verità più profonda, che definisce “verità estatica”, e che si può raggiungere “solo attraverso invenzione e immaginazione e stilizzazione”[29].

Così nei suoi documentari inserisce elementi inventati da lui stesso e presentati come parte della realtà, situazioni preparate che appaiono avvenute per caso, addirittura citazioni false (quelle iniziali di Apocalisse nel deserto e Pilgrimage). Nei film di fiction, spesso ispirati a fatti reali, cerca invece di ricreare col massimo realismo i fatti della storia, anche a costo di complicare pesantemente le riprese (emblematica al riguardo è stata la lavorazione di Fitzcarraldo); paradossalmente alcuni di questi film, come La ballata di Stroszek, sono girati in modo tale da sembrare documentari. La realtà che interessa a Herzog non è quindi quella dei fatti avvenuti ma quella che si crea davanti alla macchina da presa e durante il processo della produzione del film, dalla quale deve scaturire la profonda verità “estatica”.

L'ambiguità tra realtà e invenzione raggiunge il massimo in Fata Morgana, Apocalisse nel deserto e L'ignoto spazio profondo, considerati da Herzog come una trilogia, in cui materiale di tipo documentaristico viene manipolato e re-interpretato fino a diventare qualcosa di diametralmente opposto: fantascienza, surrealismo, poesia.

Sul conflitto tra “fatto” e “verità” nel cinema documentario Herzog ha scritto la “Dichiarazione del Minnesota”, un breve manifesto tra il serio e il surreale presentato in occasione di una conferenza al Walker Art Center di Minneapolis nell'aprile del 1999. È consultabile sul sito ufficiale del regista.

La natura estrema[modifica | modifica sorgente]

« È un luogo dove la natura non è ancora completa... un luogo dove Dio, se esiste, ha creato con rabbia... anche le stelle nel cielo appaiono in confusione. »
(Herzog a proposito della foresta amazzonica, durante la lavorazione di Fitzcarraldo[32])

La natura selvaggia, ostile e primordiale è spesso protagonista dei film di Herzog. Il deserto di Fata Morgana, la giungla di Aguirre, furore di Dio e Fitzcarraldo, i ghiacci di Encounters at the End of the World, sono perfetti esempi di ciò che affascina l'autore: una natura maestosa, dotata di grande bellezza (che Herzog valorizza con molte inquadrature di paesaggi) ma anche di un'immensa potenza che può sopraffare l'uomo e che sfugge ad ogni senso o regola. Un film emblematico al riguardo è La Soufrière, documentario su un'isola che sta per essere distrutta dall'eruzione di un vulcano, il quale poi, contro ogni previsione, non erutta. Herzog esplica chiaramente il suo punto di vista nel documentario Grizzly Man quando afferma: “Io credo che il denominatore comune dell'universo non sia l'armonia, ma caos, conflitto e morte.” Il regista ha comunque affermato che ciò che gli interessa quando riprende la natura è il riflesso dell'animo umano presente in essa: “Per me un autentico paesaggio non è solo la rappresentazione di un deserto o di una foresta. Mostra uno stato interiore della mente, letteralmente paesaggi interiori, ed è l'animo umano ad essere presente nei paesaggi dei miei film.[11].”

I personaggi "fuori dal mondo"[modifica | modifica sorgente]

Kaspar Hauser è uno dei tipici personaggi "diversi" raccontati dai film di Herzog
« Penso che i personaggi dei miei film siano quasi degli eroi. Delle figure eroiche. Eroi nella misura in cui superano le loro condizioni, escono dal proprio schema e vanno ben oltre le loro possibilità, prima di fallire di fronte a questa enorme sfida. È un comportamento che ci permette di salvaguardare la nostra dignità. Per molti aspetti la creazione non è perfetta, ma non si è tenuti ad accettarla così com'è.[33] »
« I miei personaggi sembrano degli outsider, ma è il resto ad essere outsider.[34] »

Quasi sempre i protagonisti delle storie di Herzog sono persone che, per un motivo o per l'altro, stanno al di fuori degli schemi e dei modelli di vita comunemante accettati dalla società. Molti di questi personaggi sono dei sognatori, lanciati in imprese al limite della follia. Ottimi esempi sono i personaggi interpretati da Klaus Kinski, in particolare Fitzcarraldo, che per far avverare il suo sogno è disposto a trasportare una nave sopra una montagna. Fitzcarraldo, però, è anche un caso a parte poiché la sua storia ha - seppure in parte - un finale positivo, mentre di solito i sognatori folli di Herzog (da Aguirre a Timothy Treadwell, passando per Bruno Stroszek) finiscono sconfitti dagli eventi.

Un'altra tipologia di personaggi amati da Herzog sono quelli che, per motivi a loro indipendenti, si trovano a rapportarsi con il mondo in modo diverso dal comune, e “vedono” tutto con occhi diversi, come chi arriva da un altro pianeta. In Paese del silenzio e dell'oscurità (uno dei primi film di Herzog) si indaga la vita dei sordociechi e il loro modo di rapportarsi con la realtà esterna, il loro modo di “vedere” il mondo, per forza di cose molto diverso dal comune; a proposito di questo film il regista ha detto: “Chi non l'ha visto non dovrebbe parlare del mio cinema.” Un altro ottimo esempio è il protagonista di L'enigma di Kaspar Hauser, che scopre il mondo e la società in età già adulta, e che per questo analizza e giudica tutte le cose in modo più “puro” e spontaneo, libero da schemi mentali e condizionamenti. In Fata Morgana, invece, la nostra terra sembra vista dagli occhi di alieni arrivati da un altro mondo, idea che verrà riutilizzata in Apocalisse nel deserto e L'ignoto spazio profondo, nel quale la presenza extraterrestre è finalmente esplicita, impersonata dal narratore alieno Brad Dourif. Anche il vampiro di Nosferatu, il principe della notte (1978) e i nani di Anche i nani hanno cominciato da piccoli fanno parte di questo insieme di personaggi. Herzog “sfrutta” questi personaggi per avere un punto di vista nuovo e originale su tutte le cose, per rompere gli schemi e trovare “immagini nuove”.

Collaboratori di fiducia[modifica | modifica sorgente]

Joe Bini, montatore dei film di Herzog dal 1997 a oggi.

Operatori / direttori della fotografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo i primi tre cortometraggi, ripresi da un certo Jaime Pacheco, Herzog ha diretto il suo primo lungometraggio Segni di vita con l'operatore e direttore della fotografia (nei film di Herzog questi due ruoli corrispondono) Thomas Mauch. Da allora, per tutti gli anni '70, Mauch si è alternato in questo ruolo con Jörg Schmidt-Reitwein; i due hanno firmato così le riprese di tutti i film di Herzog degli anni '70, nessuno escluso. A proposito di Mauch, Herzog ha detto: «È un genio, sa farti sentire al centro della scena»[35]. L'ultimo film realizzato con Mauch è stato Fitzcarraldo nel 1982, mentre Schmidt-Reitwein ha continuato a lavorare con Herzog, alternandosi a collaboratori occasionali, fino alla metà degli anni '90, col documentario La trasformazione del mondo in musica (1994) per poi tornare dietro la macchina da presa per il cortometraggio Pilgrimage nel 2001. Jörg Schmidt-Reitwein ha così lavorato in 18 film di Herzog, Thomas Mauch in 10.

Dal 1995 Herzog ha trovato un nuovo operatore di fiducia, Peter Zeitlinger, di origini ceche. Con lui ha già lavorato in più di dieci film, e insieme si sono recati diverse volte nella giungla e addirittura in Antartide per il film Encounters at the End of the World.

Montatori[modifica | modifica sorgente]

Herzog ha curato di persona il montaggio dei suoi primi tre cortometraggi per poi affidarsi fedelmente, a partire dall'esordio Segni di vita, al lavoro di Beate Mainka-Jellinghaus. Questa ha firmato il montaggio di tutti i film di Herzog fino a Fitzcarraldo (1982), per poi concludere la collaborazione con Dove sognano le formiche verdi (1984). Herzog ha affermato «Ho imparato tantissimo da Beate nel corso degli anni e senza il suo contributo sarei l'ombra di me stesso»[8]. Nonostante abbia lavorato con Herzog per ben 22 film, pare che questi non le piacessero per niente; «Beate si è sempre lamentata della bruttezza dei miei lavori. Pensava che fossero così terribili e imbarazzanti che non ha mai partecipato alla prima di un mio film, con l'eccezione di Anche i nani hanno cominciato da piccoli, che le piaceva»[8].

Gli altri film degli anni '80 sono stati montati da Maximiliane Mainka, mentre nella prima metà degli anni novanta Herzog si è avvalso della collaborazione di Rainer Standke, a parte un paio di casi.

A partire da Little Dieter Needs to Fly (1997) Herzog ha trovato un nuovo collaboratore fedele anche in sala di montaggio, ovvero Joe Bini, americano di origini italiane, che ha poi firmato il montaggio di tutti i suoi film fino ad oggi.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Werner Herzog all'anteprima di Rescue Dawn al Toronto International Film Festival

Regista e sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Lungometraggi[modifica | modifica sorgente]

Mediometraggi[modifica | modifica sorgente]

Cortometraggi[modifica | modifica sorgente]

Documentari per la TV[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Oltre a comparire in molti dei suoi documentari, Herzog è apparso in diversi film di altri registi:

Film su Werner Herzog[modifica | modifica sorgente]

Home Video[modifica | modifica sorgente]

Non tutti i film di Herzog sono disponibili in DVD in Italia, e molti sono distribuiti solo come contenuti aggiuntivi sui DVD di altri film:

Rarovideo[modifica | modifica sorgente]

Ripley's Home Video[modifica | modifica sorgente]

Fandango Doc[modifica | modifica sorgente]

Sony Pictures[modifica | modifica sorgente]

01 distribution[modifica | modifica sorgente]

Eye Division[modifica | modifica sorgente]

Cult Media[modifica | modifica sorgente]

Regie teatrali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "The Man on the Volcano: A Portrait of Werner Herzog" in Film Quarterly vol. 31, ottobre 1977
  2. ^ Werner Herzog - Biography - IMDb
  3. ^ Werner Herzog | MYmovies
  4. ^ Werner Herzog | Monografie | Ondacinema
  5. ^ Commento audio del DVD di Segni di vita
  6. ^ a b Bissell, Tom. "The Secret Mainstream: Contemplating the mirages of Werner Herzog". Harper's. dicembre 2006.
  7. ^ Werner Herzog on the Story Behind 'Rescue Dawn', National Public Radio, 6 luglio, 2007. URL consultato il 2 novembre 2007.
  8. ^ a b c d Paul Cronin (a cura di) Incontri alla fine del mondo. Conversazioni tra cinema e vita, Minimum Fax 2009
  9. ^ a b Intervista di Roger Ebert a Werner Herzog, 28 agosto, 2005. URL consultato il 2 novembre 2007.
  10. ^ Dal Making Of della colonna sonora di Grizzly Man, contenuto extra sul DVD del film.
  11. ^ a b Paul Cronin (a cura di) "Herzog on Herzog". Faber and Faber, Londra 2002.
  12. ^ Dal film Werner Herzog Cineasta
  13. ^ a b AA.VV. "Book Werner Herzog". Cineforum n°462. marzo 2007.
  14. ^ Intervista a Herzog sul DVD di [[Woyzeck (film 1979)|]]
  15. ^ Frabrizio Grosoli, Werner Herzog e il documentario, contenuto extra sul DVD italiano di Grizzly Man
  16. ^ Libretto del DVD italiano di Cobra Verde
  17. ^ Commento audio del regista sul DVD di Fitzcarraldo
  18. ^ "It's not a significant bullet."
  19. ^ Rogue Film School - About
  20. ^ Indiewire interview
  21. ^ Werner Herzog set for 'Piano Tuner'. URL consultato il 14 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2008).
  22. ^ Variety Arabia
  23. ^ Werner Herzog Wants to Crown Naomi Watts Queen of the Desert
  24. ^ Robert Pattinson attached to Herzog's 'Queen'
  25. ^ Werner Herzog eyes volcano, Helmut Newton docs
  26. ^ Vernon God Little: Werner Herzog adatta il romanzo di DBC Pierre
  27. ^ The Ecstatic Truth - Werner Herzog’s quest, Articolo da The New Yorker
  28. ^ Dal film Incident at Loch Ness di Zak Penn
  29. ^ a b La "dichiarazione del Minnesota", consultabile su www.wernerherzog.com
  30. ^ Werner Herzog| Monografia | Ondacinema
  31. ^ Intervista di Doug Aitken a Werner Herzog. URL consultato il 15 gennaio 2008.
  32. ^ Dal film Burden of Dreams di Les Blank
  33. ^ Dal film Il mondo contemplativo di Werner Herzog (1989)
  34. ^ Intervista di Enrico Ghezzi a Werner Herzog, da Duellanti n°36 dell'ottobre 2007
  35. ^ Commento audio del DVD di Aguirre, furore di Dio
  36. ^ Sky Arts HD - Sky Arts HD

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri di Werner Herzog[modifica | modifica sorgente]

  • Werner Herzog, Sentieri nel ghiaccio (Vom Gehen im Eis), Ugo Guanda Editore, Milano 1978 - ISBN 88-7746-709-6
  • Werner Herzog, La ballata di Stroszek - Nosferatu, il principe della notte. Due racconti cinematografici, con un'intervista e dieci poesie di Herzog, Ubulibri, Milano 1982
  • Werner Herzog, Fitzcarraldo, Ugo Guanda Editore, Milano 1982 - ISBN 88-7746-961-7
  • Werner Herzog, La conquista dell'inutile (Eroberung des Nutzlosen), Mondadori, Milano 2007 - ISBN 88-04-56752-X

Libri su Werner Herzog in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • Fabrizio Grosoli e Elfi Reiter, Werner Herzog, Il Castoro Cinema n. 85, Editrice Il Castoro, 2000 (3ª edizione aggiornata) - ISBN 88-8033-008-X
  • Luisa Ceretto e Alberto Morsiani (a cura di), Al limite estremo. I documentari di Werner Herzog, Edizioni di Cineforum, Modena 2006 - ISBN 88-89653-07-8
  • AA.VV. Book Werner Herzog, in Cineforum n.462 del marzo 2007
  • Grazia Paganelli, Segni di vita. Werner Herzog e il cinema, Editrice il Castoro, 2008 - ISBN 88-8033-440-9
  • Paul Cronin (a cura di), Incontri alla fine del mondo - Conversazioni tra cinema e vita, (traduzione di Francesco Cattaneo), Minimum Fax Cinema 2009 - ISBN 978-88-7521-228-5
  • Simonetta Salvestroni, Il cinema di Werner Herzog e la Germania, Archetipo Libri, 2013

Libri su Werner Herzog in altre lingue[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Emmanuel Carrère, Werner Herzog, Edilig, Parigi 1982 - ISBN 2-85601-017-2
  • (EN) Paul Cronin (a cura di), Herzog on Herzog, Faber & Faber, Londra 2003 - ISBN 0-571-20708-1
  • (EN) AA.VV., Werner Herzog, Jovis, 2003 - ISBN 3-936314-31-4
  • (EN) Brad Prager, The Cinema of Werner Herzog: Aesthetic Ecstasy and Truth, Wallflower Press, 2007 - ISBN 1-905674-17-1
  • (FR) Werner Herzog, Manuel de survie: Entretien avec Hervé Aubron et Emmanuel Burdeau, Capricci, Parigi 2013 - ISBN 978-2918040040
  • (EN) Brad Prager (a cura di), A Companion to Werner Herzog, Wiley John + Sons, 2012 - ISBN 1405194405
  • (DE) Moritz Holfelder, Werner Herzog: Die Biografie, LangenMüller, 2012 - ISBN 978-3784433035
  • (EN) Alan Greenberg, Every Night the Trees Disappear: Werner Herzog and the Making of Heart of Glass, Chicago Review Press, 2012 - ISBN 978-1569766071
  • (EN) Eric Ames, Ferocious Reality: Documentary According to Werner Herzog, University of Minnesota Press, 2012 - ISBN 978-0816677641

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 111607089 LCCN: n80015779