La ballata di Stroszek

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La ballata di Stroszek
Stroszek screenshot.jpg
Bruno S. in una scena del film
Titolo originale Stroszek
Lingua originale Tedesco, Inglese
Paese di produzione Germania
Anno 1977
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere drammatico
Regia Werner Herzog
Soggetto Werner Herzog
Sceneggiatura Werner Herzog
Produttore Willi Segler
Casa di produzione Werner Herzog Filmproduktion, ZDF, Skelling Edition
Fotografia Thomas Mauch
Montaggio Beate Mainka-Jellinghaus
Musiche Chet Atkins, Sonny Terry
Interpreti e personaggi
Premi
  • 1978: Preis der deutschen Filmkritik

La ballata di Stroszek (Stroszek) è un film del 1977 diretto da Werner Herzog.

Si narra la parabola di un uomo "diverso" che la società a più riprese rifiuta, fino a determinarne l'annientamento. Premio della critica tedesca per il 1978.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il timido musicista di strada Bruno Stroszek, appena uscito di prigione, riallaccia un rapporto con Eva, prostituta maltrattata dal suo rozzo protettore. Lei aiuta lui ad allontanarsi dall'alcol e lui le dà un riparo, diventando però oggetto di vessazioni da parte del protettore di lei. Così, incoraggiati dal vecchio vicino di casa Scheitz che voleva da sempre andare a vivere da suo nipote in Wisconsin, Bruno ed Eva lasciano Berlino e provano l'avventura insieme nel "nuovo mondo".

Le praterie del Wisconsin non sono molto più calorose della grigia Germania che hanno lasciato. Bruno lavora come meccanico, Eva come cameriera, e faticano a pagare il mutuo della grande casa/roulotte nella quale sono andati ad abitare. Così, molto presto, i sogni e le speranze sono infranti. Eva torna a prostituirsi, la casa finisce all'asta e Bruno, ormai spiantato, coinvolge Scheitz in una disperata e sgangherata rapina al termine della quale il vecchio è arrestato e al buono e ingenuo Stroszek, emarginato, spaesato e incompreso, non resta che uccidersi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

L'unica attrice professionista è Eva Mattes. Per Bruno S. si tratta in effetti del secondo film con Herzog dopo L'enigma di Kaspar Hauser (1974), ma è un assoluto dilettante, scoperto da Herzog grazie al documentario Bruno der Schwarze (1970) di Lutz Eisholz.

Herzog aveva deciso di affidargli il ruolo di protagonista in Woyzeck (poi realizzato nel 1979), ma pochi giorni prima dell'inizio delle riprese decise che il ruolo dovesse essere di Klaus Kinski. Lo comunicò a Bruno ma questi gli rispose che aveva già preso un periodo di permesso dall'acciaieria nella quale lavorava. Herzog allora scrisse, in soli 3 giorni e mezzo, la sceneggiatura di Stroszek modellando la figura del protagonista proprio su Bruno S., in maniera tale da confondere quasi le due identità.

Diversi aspetti della vita del personaggio corrispondono con quelli della vita dell'attore, inoltre l'appartamento berlinese di Stroszek e i suoi strumenti sono effettivamente quelli di Bruno, che li aveva comprati grazie al compenso per il film L'enigma di Kaspar Hauser. Anche il meccanico americano è effettivamente il meccanico di quell'officina. Questi accorgimenti, insieme al fatto che i personaggi hanno lo stesso nome degli attori, creano un particolare miscuglio tra realtà e invenzione, dando al film un sapore di documentario.

Clemens Scheitz, altro attore dilettante, ha recitato in altri tre film di Herzog: L'enigma di Kaspar Hauser (1974), Cuore di vetro (1976) e Nosferatu, principe della notte (1978).

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La lucida e distaccata descrizione di un gelido Midwest e soprattutto le visionarie sequenze finali del luna park indiano possono essere lette come una dura critica al modello americano.

Le critiche, generalmente concordi[senza fonte] sulla grandezza della cifra poetica raggiunta dall'autore bavarese trentacinquenne, sia nella parte girata in Germania che in quella girata nell'America "profonda", gettano qualche ombra solo[senza fonte] sulla scrittura di alcune battute nelle quali l'ingenuo Stroszek, parlando con Eva della sua condizione di vittima, accomuna i nazisti, i suoi carcerieri, i protettori e gli agenti delle banche americane. Sono più convincenti[senza fonte] le parti narrate attraverso le immagini, non meno esplicite nel loro significato più profondo e più coinvolgenti e toccanti anche per effetto di fotografia e musiche all'altezza.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Rinaldi. Cineforum n. 171. 1-2/1978.
  • Pino Farinotti. Il Farinotti - Dizionario 2007. San Paolo, Torino, 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema