Gasherbrum - Der leuchtende Berg

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Gasherbrum - Der leuchtende Berg
Gasherbrum - Der leuchtende Berg.jpg
Reinhold Messner e Hans Kammerlander all'inizio del film
Titolo originale Gasherbrum - Der leuchtende Berg
Paese di produzione Germania
Anno 1984
Durata 45 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere documentario
Regia Werner Herzog
Soggetto Werner Herzog
Produttore Werner Herzog, Süddeutscher Rundfunk (SDR)
Casa di produzione Werner Herzog Filmproduktion
Fotografia Rainer Klausmann
Montaggio Maximiliane Mainka
Musiche Popol Vuh
Interpreti e personaggi

Gasherbrum - Der Leuchtende Berg (it: Gasherbrum - la montagna di luce) è un film documentario di Werner Herzog uscito nel 1984. Il film è conosciuto anche con il titolo internazionale The Dark Glow of the Mountains.

Il regista documenta la spedizione italiana di Reinhold Messner e Hans Kammerlander ai Gasherbrum I e II avvenuta nel 1984. Scopo della spedizione era la traversata in stile alpino delle due vette, impresa mai realizzata fino ad allora. Il film documenta le fasi di avvicinamento, la permanenza al campo base, la partenza per la vetta, il ritorno dalla vetta ed il periodo successivo, focalizzandosi, più che sugli aspetti tecnici, sugli aspetti psicologici dei due alpinisti, in particolare di Reinhold Messner. Messner, che perse un fratello nel 1970 sul Nanga Parbat, parla tra le altre anche di questa esperienza, e rimane particolarmente turbato quando Herzog gli rivolge una domanda diretta sull'accaduto.[1] Si tratta principalmente di un film intervista, intervallato da riprese delle montagne del Karakorum.

In origine era previsto che Herzog seguisse i due alpinisti almeno in parte durante la salita al Gasherbrum I, ma a causa del mal di montagna dovette fermarsi a 6500 m; le riprese della traversata, svoltasi in parte in condizioni di maltempo, sono state realizzate dallo stesso Messner[1].

Le riprese sono state effettuate su pellicola 16 mm[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gasherbrum su chesslesserbooks.com
  2. ^ Scheda del film su wernerherzog.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]