Al di là dei sogni

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Al di là dei sogni
Titolo originale What Dreams May Come
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1998
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere fantasy, drammatico, romantico
Regia Vincent Ward
Soggetto Richard Matheson
Sceneggiatura Ronald Bass
Produttore Interscope Communications, Metafilmics
Fotografia Eduardo Serra
Montaggio David Brenner, Maysie Hoy
Effetti speciali Joel Hynek, Nicholas Brooks, Stuart Robertson, Kevin Scott Mack
Musiche Michael Kamen
Scenografia Eugenio Zanetti
Costumi Yvonne Blake
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Al di là dei sogni è un film fantasy ed al tempo stesso drammatico del 1998 diretto da Vincent Ward ed interpretato da Robin Williams. È ispirato al romanzo omonimo di Richard Matheson, pubblicato nel 1978, e contiene molti riferimenti allegorici alla Divina Commedia di Dante Alighieri e al mito di Orfeo ed Euridice. Il titolo è ispirato ad un verso dell'Amleto di William Shakespeare, nel famoso monologo della prima scena del terzo atto. Solo negli Stati Uniti, il film ha incassato oltre 71 milioni di dollari, ma è costato circa 85 milioni di dollari.[senza fonte]

Indice

[modifica] Trama

Chris e Annie si incontrano casualmente su un lago al confine con la Svizzera: Annie "investe" la barca di Chris con la propria, poi lo ritrova e gli offre da mangiare. I due si innamorano e si sposano. Hanno anche due figli, Ian e Marie. Chris fa il pediatra, un lavoro in cui mette un grandissimo impegno, e Annie la restauratrice di dipinti, ogni tanto componendone di propri. Dopo anni di gioie, una mattina i figli muoiono in un incidente stradale. Quattro anni dopo, anche Chris viene ucciso sulla strada mentre soccorre dei feriti a causa di un incidente.

L'anima di Chris viene aiutata a prendere coscienza della sua morte da Albert, un professore che lo aveva seguito quando studiava medicina e che lui considerava come un secondo padre. Inizialmente l'anima non può fare a meno di stare accanto ad Annie, che intanto cade in depressione; poi però si rende conto che deve abbandonarla per farla tornare un minimo in sé. Chris si ritrova in un paesaggio montano simile ad un quadro della moglie e simile al luogo in cui i due volevano passare la vecchiaia.

Chris viene sempre seguito da Albert e in seguito da una hostess (che si rivela poi essere la figlia Marie). Vive dei suoi ricordi (sono molto frequenti i flash-back) e impara a stare nella nuova realtà, creata dalla sua mente. Quando Annie si suicida, l'equilibrio viene rotto. Albert dice a Chris che il suicidio obbliga all'inferno perché l'anima ha interrotto l'ordine della vita e non si rende conto del suo gesto. Il protagonista, però, non vuole arrendersi e fa in modo di poter scendere all'inferno per ritrovare sua moglie.

Aiutati da uno psichiatra, Chris e Albert scendono all'inferno passando dai colori del paradiso agli ambienti cupi di un fiume pieno di anime e di un mare in tempesta. Arrivati davanti a Cerbero, un relitto di una nave che rappresenta la porta dell'inferno, Chris riconosce Albert, che in realtà è il figlio Ian, ed è costretto a lasciarlo per evitare distrazioni nella difficile ricerca di Annie.

Salito con lo psicologo fino ad un livello popolato da facce che sbucano dal terreno, Chris riesce ad individuare la moglie, che si è costruita una realtà molto simile alla casa in cui vivevano, ma in rovina. Lo psichiatra a quel punto si fa riconoscere come Albert, il vecchio professore, spiegando che lui potrà solo dire ciò che prova alla moglie, senza che essa possa riconoscerlo; e soprattutto avvertendolo che se rimane troppo tempo con lei, la sua anima potrebbe venire persa nella lugubre realtà che la moglie stessa si è costruita.

Chris entra spacciandosi per un vicino. Annie non lo riconosce e Chris le racconta della sua storia, della moglie che si è uccisa dopo la morte dei figli. Annie sembra sul punto di ricononoscerlo, ma poi si sente attaccata e lo respinge: Chris capisce che non c'è nulla da fare per salvarla. Esce dalla casa, saluta Albert e ritorna dentro per perdersi e poter così vivere con la moglie. Continuando a ricordare, però, riesce a far breccia nel cuore di Annie che capisce la sua situazione e salva entrambi.

Entrambi si ritrovano nel paradiso di Chris, dove li raggiungono i figli e Albert. Dopo aver vissuto insieme, decidono di reincarnarsi per poter vivere, e sapendo che poi i bambini li raggiungeranno. L'ultima scena del film ritrae due bambini che a New York si incontrano facendo sbattere le loro barchette-giocattolo, per poi scambiarsi dei tramezzini e giocare insieme.

[modifica] Temi

La pellicola tratta temi quali l'amore e la morte in una maniera molto originale, articolandosi in diverse situazioni: la vita reale nel presente, ricordi della vita reale, l'immaginazione dei personaggi che li porta a vivere il loro "paradiso" o il loro "inferno".

Il film non tratta il tema della vita dopo la morte secondo i canoni di una specifica religione, ma unisce più elementi presi da varie religioni e culture.

Durante il corso del film, quando viene presentata l'immaginazione (il "paradiso" o l'"inferno") del protagonista, è determinante l'intensità dei colori. Le scene sono molto sature dal punto di vista cromatico: ritraggono paesaggi da sogno, che possono ricordare quadri di tipo impressionista, nel "paradiso", mentre sono molto cupe e tenebrose nel rappresentare "l'inferno", rispecchiando lo stato d'animo dei protagonisti della scena.

Una scena significativa che dimostra il legame dei due è quando nel paradiso di Chris un albero, apparso solo dopo che Annie lo ha dipinto (dopo la sua morte), comincia a perdere le foglie perché Annie con un solvente lo cancella dal suo dipinto.

[modifica] Riconoscimenti

[modifica] Cameo

  • Nel livello popolato da facce che sbucano dal terreno, il volto che rivolge la parola a Chris è quello del famoso regista Werner Herzog.

[modifica] Collegamenti esterni

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