Isole Vergini americane

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Coordinate: 18°20′N 64°50′W / 18.333333°N 64.833333°W18.333333; -64.833333

Isole Vergini americane
Isole Vergini americane - Bandiera Isole Vergini americane - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: United in Pride and Hope
(Uniti nell'orgoglio e nella speranza)
Isole Vergini americane - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Isole Vergini degli Stati Uniti
Nome ufficiale United States Virgin Islands
Dipendente da Stati Uniti Stati Uniti
Lingue ufficiali Inglese
Capitale Charlotte Amalie  (19.000 ab. / 2004)
Politica
Status Territorio non incorporato
Presidente Barack Obama
Governatore John de Jongh
Superficie
Totale 346,36 km² (202º)
 % delle acque 1 %
Popolazione
Totale 108.448 ab. (2007) (191º)
Densità 354 ab./km² (34º)
Geografia
Continente America settentrionale
Fuso orario UTC -4
Economia
Valuta Dollaro statunitense
Fecondità 1,8 (2010)[1]
Varie
TLD .vi
Prefisso tel. +1 (340)
Inno nazionale Virgin Islands March
Isole Vergini americane - Mappa
 

Le Isole Vergini americane (o statunitensi) sono un arcipelago di 53 isole vulcaniche, appartenenti agli Stati Uniti, che si trovano a est di Porto Rico e a ovest delle Isole Vergini britanniche. Buona parte della popolazione, un miscuglio di gruppi etnici africani ed europei, vive nelle isole principali: St. John, St. Croix e St. Thomas. Il turismo è l'attività principale, sebbene Saint Croix abbia utilizzato fondi americani per sviluppare l'industria, col risultato di aver avuto una delle più grandi raffinerie di petrolio del mondo, ora però quasi del tutto in disuso.

Vi si producono canna da zucchero, rum e pesce.

Le isole godono di autonomia amministrativa esercitata da un senato di quindici membri. Gli abitanti, a partire dal 1932, hanno la cittadinanza americana.

Sull'arcipelago insiste il Parco nazionale delle Isole Vergini Americane.

Le Isole Vergini americane sono nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Originariamente abitate da varie tribù amerindie (ciboney, caribi e aruachi), le isole Vergini furono così chiamate, in onore di Sant'Orsola e delle sue seguaci vergini, da Cristoforo Colombo, che le raggiunse durante il suo secondo viaggio (1493). Nei tre secoli successivi furono occupate da spagnoli, inglesi, olandesi, francesi nonché, da ultimo, danesi. Nel 1653 l'isola di St. Croix fu venduta dalla Francia, insieme a St. Mrtin, St. Barthelomew e una porzione di St. Kitts all'Ordine dei cavalieri di Malta. Ma questi, già nel 1665 rivendettero le isole, con buon guadagno, alla Compagnia francese delle Antille. Nel 1672 la Compagnia danese delle Indie occidentali (Dansk Vestindien Kompagni) prese possesso dell'isola di Saint Thomas (Kristiansted). Nel 1694 venne invece occupata Saint John (St. Jan), mentre nel 1733 Saint Croix (St. Kreuz) venne acquistata dalla Francia. Nel 1754 le isole divennero una colonia danese con il nome di Jomfruøerne. Per tutto il XVIII e i primi decenni del XIX secolo l'economia isolana si resse sulla coltivazione della canna da zucchero, realizzata sfruttando il lavoro di schiavi importati dall'Africa. Al 3 luglio 1848 risale l'abolizione della schiavitù, ottenuta grazie all'intervento dell'allora governatore Peter von Scholten.

Questo drastico cambiamento, tuttavia, rese il sistema economico delle Vergini molto debole, tant'è che nei successivi decenni il governo danese si trovò costretto ad effettuare significativi trasferimenti di denaro a favore delle autorità locali. Nel 1867 venne stipulato un trattato con gli Stati Uniti, mai reso efficace, che prevedeva la vendita agli statunitensi di Saint Thomas e Saint John.

Lo scoppio della prima guerra mondiale e, in particolare, lo svilupparsi del conflitto sottomarino tra tedeschi e alleati, resero impossibili i collegamenti tra le isole e la Danimarca. Fu così che gli Stati Uniti, temendo un possibile attacco tedesco, proposero al governo danese di vendere le Vergini. Dopo alcuni mesi di negoziazioni, si stabilì il prezzo di vendita: 25 milioni di dollari. Si pensa che la Danimarca abbia forse subito alcune pressioni nell'accettare la vendita: del resto, i danesi temevano che, nel caso di un'invasione tedesca dello Stato danese, gli Stati Uniti potessero occupare le isole. Oltretutto, il costo del mantenimento della colonia rendeva favorevoli alla cessione pressoché tutti i membri del parlamento danese. Il passaggio divenne definitivo il 17 gennaio 1917 e gli statunitensi presero possesso delle isole il 31 marzo dello stesso anno. Nel 1927 agli isolani venne concessa la cittadinanza statunitense.

Water Island, una piccola isola a sud di Saint Thomas, non era inclusa nell'atto di vendita originario. Essa, infatti, rimase possedimento della Compagnia danese delle Indie occidentali sino al 1944, quando venne acquistata dagli Stati Uniti per 10.000 dollari. Inizialmente amministrata dal governo federale degli USA, Water Island divenne parte delle Isole Vergini americane solo nel 1996.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.

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