Ritorno all'ordine

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Categoria:Storia dell'arte
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Ritorno all'ordine è stata una corrente artistica europea successiva alla prima guerra mondiale, un movimento pittorico che ripropose la centralità della tradizione e della storia, del classicismo e della fedeltà figurativa, del racconto e della celebrazione aulica,[1] rifiutando gli estremismi dell'Avanguardia che aveva dominato fino al 1918 e ritornando quindi ad un tipo di ispirazione tradizionale.[2]

Questo movimento fu una reazione alla guerra e subito abbandonò il Cubismo, facendolo rigettare persino dai suoi primari inventori, Braque e Picasso. Stessa sorte toccò al Futurismo, che aveva lodato macchinari, violenza e guerra, e fu abbandonato da quasi tutti i suoi fautori. Il ritorno all'ordine venne associato al Neoclassicismo e alla pittura realista, dilagando in tutt'Europa e fornendo una pausa di riflessione dopo tutte quelle rivoluzioni artistiche che avevano marcato la prima parte del XX secolo.[3]

In Italia questo cambio di direzione venne riflesso ed incoraggiato da Valori Plastici, una rivista di critica artistica fondata nel 1918 a Roma sotto la direzione del pittore e collezionista Mario Broglio, edita dal 1918 al 1922, e nata per la diffusione delle idee estetiche della pittura metafisica e delle correnti d'avanguardia europea.[4] Il termine "ritorno all'ordine" atto a descrivere il rinnovato interesse per la tradizione, si afferma derivasse da Le rappel a l'ordre, un libro di saggi del poeta e artista Jean Cocteau pubblicato nel 1926. Margherita Sarfatti, intellettuale italiana di origine ebraica, ne intuì l'importanza anche politica e, in diretto contatto con Mussolini, organizzò una serie di mostre sotto il nome di "Novecento italiano".[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G.C. Argan, L'arte moderna, Sansoni, (Firenze, 1970)
  2. ^ M. De Micheli, Le avanguardie artistiche del Novecento, Feltrinelli (Milano, 1966)
  3. ^ G.C. Argan, Il neoclassicismo, Bulzoni, (Roma, 1968)
  4. ^ P. Fossati, La pittura metafisica, Einaudi (Torino, 1972)
  5. ^ R. De Fusco, Storia dell'arte contemporanea, Laterza (Bari, 1983)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (IT) Giulio Carlo Argan, L'arte moderna, Firenze, Sansoni, 1970.
  • (IT) Massimo Carrà, Gli anni del ritorno all'ordine : fra classicismo e arcaismo in Franco Russoli (a cura di), L'arte moderna, Milano, Bompiani, 1975
  • (IT) Renato De Fusco, Storia dell'arte contemporanea, Bari, Laterza, 1983.
  • (IT) Francesco Negri Arnoldi, Storia dell'arte, Fratelli Fabbri, Milano (1989)
  • (EN) Italy's Radical Return to Order, su The New York Times (26/12/1998)
  • (IT) Lara-Vinca Masini, Dalla scomposizione cubista al ritorno all'ordine, in L'arte del Novecento : dall'Espressionismo al multimediale, Firenze, Giunti, 2003.
  • (IT) Elena Pontiggia, Il ritorno all'ordine, Milano, Abscondita, 2005.
  • (IT) Renato Barilli, Il ritorno alle origini, in L'arte contemporanea : da Cezanne alle ultime tendenze, Nuova ed. Milano, Feltrinelli, 2005.
  • (IT) Francesco Poli (a cura di), Ritorno all'ordine, in Arte moderna : dal postimpressionismo all'informale, Milano, Electa, 2007.
  • (IT) Elena Pontiggia, Modernità e classicità : il ritorno all'ordine in Europa, dal primo dopoguerra agli anni Trenta, Milano, Bruno Mondadori, 2008.
  • (IT) Il Ritorno all'Ordine, su Fotoartearchitettura.it, articolo di P. Campanella, 2010.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]