Corrente di Vita

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Corrente di Vita giovanile fu una rivista fondata il 1º gennaio del 1938 a Milano dal diciassettenne Ernesto Treccani.

La rivista, nata come giornaletto giovanile, si trasformò in breve tempo maturando la propria azione collettiva fino a diventare importante organo della intelligenza italiana d'opposizione.
Essa era rappresentata da Raffaele De Grada, Giansiro Ferrata, Luciano Anceschi, Renato Birolli e dagli ermetici "puri" Carlo Bo, Mario Luzi, Piero Bigongiari.

Tra il primo e il secondo anno, mentre la situazione italiana precipita verso la guerra, "Corrente di Vita giovanile" passa all'antifascismo grazie al filosofo Antonio Banfi che dalle aule milanesi invita di continuo i giovani alla concretezza della realtà storica e alle lezioni del gobettiano Edoardo Persico che era un forte oppositore in arte del Novecento accademico protetto dal fascismo.

Nell'editoriale programmatico del 15 dicembre 1939, Continuità, si afferma la tendenza verso "un libero esame di quella realtà che si andava creando intorno a noi, realtà che noi dovevamo conquistare con le nostre forze per sentirla veramente nostra", tendenza che si conclude in modo antifascista di intendere l'uomo e la vita, l'arte e la società, come coinvolgimento di "tutti gli aspetti della realtà che stiamo vivendo e come impegno umano nella storia e possibilità d'intervento sul reale".

"Corrente" porta le sue scelte tematiche ad approfondire i rapporti tra cultura e ideologia, tra arte e ideologia, combattendo con coerenza e forza contro la cultura asservita alla ragion di stato.

Alla soppressione della rivista con "sopruso poliziesco" del 10 giugno 1940 i giovani non si lasciano scoraggiare e senza disperdersi, mentre l'Italia entrava nella guerra mussoliniana, riescono a trovare nuove forme di informazione culturale e nelle Edizioni di Corrente pubblicano I lirici greci di Salvatore Quasimodo, I lirici spagnoli di Carlo Bo, Frontiera di Vittorio Sereni, Occhio quadrato di Alberto Lattuada.

Il movimento artistico di Corrente[modifica | modifica wikitesto]

Sempre nel 1938 e nell'ambito del movimento creato da questa rivista, un gruppo di giovani pittori apre la Bottega di Corrente a Milano in Via Spiga. Coscienti della gravità della situazione politica e della minaccia di eventi ancor più catastrofici, ribelli alla sempre più gravi offese recate alla dignità della persona umana e alla libertà della cultura, questi artisti reagiscono tanto al magniloquente conformismo di "Novecento" quanto alle problematiche puramente formali degli astrattisti, per affermare un'arte densa di contenuti umani e seriamente impegnata sul piano morale e civile, che li porterà ad un'aperta opposizione al regime fascista.[1]

Pertanto, il gruppo di Corrente, pur cogliendo spunti dalle precedenti esperienze maturate nella cerchia di Edoardo Persico, si orientò decisamente verso tematiche e forme del linguaggio espressionista, con riferimento anche ai pittori della Scuola di via Cavour (conosciuta anche come Scuola romana), ma soprattutto ai grandi modelli della cultura europea, da Van Gogh a Ensor ai "Fauves", dai "Nabis" a "Die Brücke" a Soutine e a Picasso. Dopo due famose mostre tenute nel marzo e nel dicembre 1939, si organizzarono dibattiti, incontri e "prime" di quegli artisti maturati nel periodo di vita della rivista, come Renato Birolli, Giuseppe Migneco, Bruno Cassinari, Renato Guttuso, Ernesto Treccani, Aligi Sassu, Giovanni Paganin, Ennio Morlotti, la cui opera trova tuttavia più ampio sviluppo e più precisa collocazione nel quadro delle esperienze maturate nel rinnovato clima culturale del dopoguerra.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cf. F. Negri Arnoldi, Storia dell'Arte Moderna, Milano 1990, p.619.
  2. ^ Cf. M. de Micheli, Le avanguardie artistiche del Novecento, Milano 1966, passim.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]