Torre Littoria (Torino)

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Coordinate: 45°04′12.40″N 07°41′02.71″E / 45.070111°N 7.6840861°E / 45.070111; 7.6840861

Torre Littoria
Torre Littoria - Torino48053.jpg
Ubicazione
Paese bandiera Italia
Città Torino
Informazioni
Stato Completato
Costruzione 1933
Inaugurazione 1934
Uso Uffici e residenze private
Altezza
Tetto 87 m
Dettagli tecnici
Numero piani 19 (15 fuori terra)
Numero ascensori 2
Realizzazione
Architetto Armando Melis de Villa
Ingegnere Giovanni Bernocco
Proprietario Reale Mutua Assicurazioni
 

La Torre Littoria è il primo e più alto edificio residenziale della città di Torino. È situata nel centro della città, in via Viotti, a pochi passi da piazza Castello.

Indice

[modifica] Cenni storici

L'ubicazione iniziale dell'edificio doveva essere in Piazza XVIII Dicembre[1] dove sorse, negli anni sessanta, il grattacielo della sede Rai. Pare che la scelta dell'attuale ubicazione sia stata motivata principalmente dal contestuale cantiere della nascente via Roma ma anche dal desiderio di contrapporsi simbolicamente al potere monarchico, storicamente rappresentato dai barocchi edifici sabaudi presenti nell'adiacente piazza Castello. L'edificio, infatti, fu realizzato con l'intento di ospitare la sede nazionale del PNF. In realtà non lo fu mai e divenne interamente proprietà della Reale Mutua Assicurazioni, società che finanziò la quasi totalità dei costi e ancora attuale proprietaria dell'intero immobile.

La Torre Littoria vista da Piazza Castello.

Il progetto nacque nel 1933 dalla collaborazione congiunta dall'architetto Armando Melis de Villa e dall'ingegnere Giovanni Bernocco; un collaudato sodalizio poiché furono gli stessi autori della sede della Reale Mutua Assicurazioni, distante pochi isolati. Sorge nell'isolato Sant'Emanuele, all'epoca fulcro dell'intervento di riassetto urbanistico del primo tratto di via Roma. Il progetto fu redatto e approvato in brevissimo tempo e il cantiere si contraddistinse per il ritmo serrato, interrotto nemmeno nelle ore notturne, che portò al rapido completamento dell'opera nel 1934, dopo un solo anno di lavori.

[modifica] Descrizione e caratteristiche

La struttura rappresenta, per l'epoca in cui fu costruita, un concentrato di innovazione tecnologica per il largo uso di materiali innovativi (vetrocemento, klinker e linoleum) ed è anche il primo edificio italiano ad essere realizzato con struttura portante metallica elettrosaldata,[2] tipica dei grattacieli. Questo primato la contrappone al simbolo di Torino per eccellenza, la Mole Antonelliana, che detiene un doppio primato: il più alto edificio della città e la struttura in muratura più alta del mondo.[3]

La Torre Littoria conta 19 piani (di cui 15 fuori terra) ed è costituita da due moduli sovrapposti. Il corpo basso, che ospita locali commerciali, adempie al doveroso compito di adeguarsi al prospetto barocco dell'antistante piazza Castello differenziando anche il rivestimento, che privilegia un abbondante utilizzo del marmo e di colori pastello. In corrispondenza dell'ottavo piano vi è il punto di intersezione con la torre che, contrariamente a quanto prevedeva il progetto originale, ospita un terrazzo di pertinenza del relativo appartamento. Da qui la s'innalza il corpo della torre fino a raggiungere gli 87 metri di altezza ma la presenza dell'antenna metallica sommitale permette all'edificio di superare i 100 metri (109), ascrivendolo così alla categoria grattacielo. I prospetti laterali in via Viotti e via Cesare Battisti invece mantengono gli stessi elementi caratteristici della torre, evidenziando un andamento orizzontale scandito dalle modanature in marmo bianco alternate alle ampie finestre costrette entro le campiture a fasce in laterizio rosso. Da notare sono i terrazzi angolari presenti sul prospetto est della torre che esibiscono un ampio uso del vetrocemento e forme tondeggianti che trovano richiamo nel prospetto retrostante, sull'angolo di via Viotti e via Cesare Battisti.

Molti concordano nel dire che l'edificio, pur essendo un ottimo esempio di Razionalismo italiano, sia distonico con il disegno regolare della suddetta piazza, che costituisce una splendida testimonianza di architettura barocca. Per questa ragione i torinesi hanno attribuito all'edificio diversi soprannomi goliardici, tra cui il dito di Mussolini[4](Ël dil dël Dus) e pugno nell'occhio.[5][6]

L'edificio è tuttavia ambìta sede di uffici, studi professionali e residenza privata di noti personaggi torinesi.

[modifica] Sviluppi futuri

Vi è un progetto in fase di approvazione che intende rendere pubblico l'accesso a parte della Torre Littoria, prevedendo la realizzazione di un'esclusiva caffetteria al 19º piano e un ristorante presso l'ottavo piano, sfruttando anche la grande terrazza affacciata sull'antistante piazza Castello[7].

[modifica] Note

  1. ^ Il mistero di Torino, Vittorio Messori e Aldo Cazzullo, Mondadori
  2. ^ SkyscraperCity - View Single Post - TORINO | Torre Littoria
  3. ^ Visita Torino - Palazzi di Torino: Mole Antonelliana
  4. ^ [1], [2], [3], [4], [5]
  5. ^ Torino Grattacieli - Torre Littorina
  6. ^ Torre littoria Torino, Antiestetica, le costruzioni più brutte meno funzionali gli sprechi a Torino
  7. ^ Nuovi panorami prendendo un caffè al 19° piano della Torre Littoria - Parallelo45 - Magazine

[modifica] Bibliografia

  • Armando Melis de Villa, Concorso per il secondo tratto di via Roma in Torino, in «L’Architettura Italiana», 2, febbraio, 1934, pp. 39-47
  • Armando Melis de Villa, Giovanni Bernocco, Ricostruzione dell’isolato di San Emanuele in Via Roma a Torino, in «L’Architettura Italiana», 12, dicembre, 1935, pp. 405-435
  • Armando Melis, La ricostruzione del secondo tratto di via Roma a Torino, in «L’Architettura Italiana», 12, dicembre, 1938, pp. 347-420
  • Luciano Re, Giovanni Sessa, La formazione e l’uso di via Roma Nuova a Torino, in Città di Torino, Assessorato per la Cultura (a cura di), Torino tra le due guerre, Musei Civici, Torino 1978, pp. 142-167
  • Sergio Polano con Marco Mulazzani, Guida all’architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991
  • Giovanni Sessa, Via Roma Nuova a Torino, in Agostino Magnaghi, Mariolina Monge, Luciano Re, Guida all’architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, pp. 507-517
  • Via Roma nuova, in Agostino Magnaghi, Mariolina Monge, Luciano Re, Guida all’architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, pp. 138-140
  • Paolo Scarzella (a cura di), Torino nell’Ottocento e nel Novecento. Ampliamenti e trasformazioni entro la cerchia dei corsi napoleonici, Celid, Torino 1995
  • Michela Rosso, La crescita della città, in Nicola Tranfaglia (a cura di), Storia di Torino. Dalla Grande Guerra alla Liberazione (1915-1945), Vol. 8, Enaudi, Torino 1998, pp. 425-471
  • Società degli Architetti e degli Ingegneri in Torino, Architettour. 26 Itinerari di Architettura a Torino/Architectural Walks in Turin, SIAT, Torino 2000
  • Carla Barovetti, Armando Melis de Villa (ad vocem), in Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Torino, Albo d’onore del Novecento. Architetti a Torino, Celid, Torino 2002
  • Maria Sandra Poletto, La torre Littoria di Torino, in Politecnico di Torino, Dipartimento Casa-Città (a cura di), De Venustate et Firmitate, Celid, Torino 2002
  • Maria Sandra Poletto, Via Roma, in Vera Comoli, Giuseppe Bracco (a cura di), Torino da capitale politica a capitale dell'industria, Tomo I, Il disegno della città (1850-1940), Archivio Storico della Città di Torino, Torino 2004, pp. 351-358
  • Via Roma nuova (secondo tratto), in Maria Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, Guida all’Architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Umberto Allemandi & C., Torino 2008, pp. 264-265
  • V. Messori e A. Cazzullo, Il mistero di Torino, Mondadori, Milano.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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