Ludovico II il Giovane

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Ludovico II
Ritratto di Ludovico II il Giovane
Ritratto di Ludovico II il Giovane
Imperatore del Sacro Romano Impero
In carica 855-875
Incoronazione aprile 850
Predecessore Lotario I
Successore Carlo il Calvo
Nome completo Ludovico II il Giovane
Altri titoli re d'Italia
re di Provenza
Nascita 825
Morte Ghedi, 12 agosto 875
Luogo di sepoltura Basilica di Sant'Ambrogio di Milano
Dinastia carolingia
Padre Lotario I
Madre Ermengarda di Tours
Figli Gisela
Ermengarda d'Italia

Ludovico II, detto il Giovane oppure Luigi II il Giovane (825Ghedi, 12 agosto 875), fu Re d'Italia dall'850 (associato alla corona già dall'844), Imperatore del Sacro Romano Impero dall'855 (era co-imperatore dall'850) ed anche re di Provenza dall'863, alla sua morte.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Era il figlio primogenito del re d'Italia (822-850), poi Imperatore d'Occidente e re di Lotaringia (840-855), Lotario I (795-† 855) e di Ermengarda di Tours[1] (?-† 851), figlia di Ugo di Tours, membro della famiglia degli Eticonidi, che vantavano la loro discendenza dai re merovingi. Ludovico II era nipote quindi di Ludovico il Pio (778-† 840, imperatore d'Occidente dall'814) e di Ermengarda de Hesbaye (780-† 818).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Denaro
Adelchis denier 641521.jpg
+LVDOVVICVS INP, croce potenziata su scalini +ANGILBERGA NP, croce battesimale
AR Denaro (1,13 g), a nome di Ludovico II e Angilberga.

Nell'842, secondo lo storico francese esperto di genealogie, Christian Settipani, Ludovico fu fidanzato con una delle figlie di Teodora, la vedova dell'imperatore, Teofilo[2], madre e reggente del nuovo imperatore, Michele III. Il fidanzamento fu rotto l'anno successivo[2].

Designato Re d'Italia nell'839, nell'844, secondo gli Annales Bertiniani, fu inviato dal padre in Italia[3], con il compito di restaurare l'autorità imperiale a Roma e in quella città fu incoronato da Papa Sergio II[3], il 15 giugno 844.

I Saraceni, in Italia Meridionale, con i loro attacchi, nell'846, erano giunti a minacciare Roma, ma, pur non entrando dentro le mura, nel mese di agosto, avevano saccheggiato la basilica di San Pietro che si trovava fuori le mura, profanando la tomba del primo apostolo[4]. Ludovico intervenne, ma fu sconfitto dai Saraceni e a stento riuscì a raggiungere Roma[5].
I saraceni, secondo una leggenda, riportata negli Annales Bertiniani, nell'847, perirono tutti, a seguito di un naufragio ed il loro bottino, disperso in mare, in parte fu ritrovato sul litorale e riconsegnato a San Pietro[6].

Nell'847 il padre Lotario ideò una spedizione contro i Saraceni, che avevano occupato il Beneventano, avvicinandosi nuovamente a Roma[7]. Egli pose Ludovico al comando della stessa che riuscì, nell'848 a sconfiggere i saraceni e a liberare Benevento[8].

Dopo aver ottenuto la riappacificazione dei principi longobardi di Salerno e Benevento, nell'850, Ludovico, da Papa Leone IV, venne unto[9] e incoronato co-Imperatore.
Sempre in quell'anno, suo padre, Lotario, ritiratosi nel suo regno di Lotaringa, rinunciò alla corona d'Italia e Ludovico, unico re, dovette tenere a bada i Saraceni).

Divisione del regno di Lotaringia dopo la Ripartizione di Prüm, avvenuta poco prima della morte di Lotario I, nell'855. In rosa, i territori di Ludovico II, dove si cominciava a delineare lo stato pontificio (in giallo)

.

Secondo il cronista Reginone, nell'851, morì Ermengarda di Tours, la madre di Ludovico[1].
Sempre nell'851, Ludovico si era fidanzato con Engelberga o Angilberga, di cui non si conoscono gli ascendenti[2]; ma, secondo alcuni storici, Engelberga era probabilmente la figlia di Adelchi I conte di Parma e duca di Spoleto[2]. Il matrimonio fu celebrato l'anno successivo; comunque da un documento di una donazione dell'860, Angilberga risulta essere la moglie dell' augusto imperatore Ludovico II[10]

Dinastia carolingia
Pipinidi
Arnolfingi
Carolingi
Dopo il Trattato di Verdun (843)
Divisione del regno di Lotaringia dopo la morte di Carlo di Provenza
L'impero carolingio dopo il Trattato di Mersen (870)
Ludovico II alla presa di Bari, nell'871.
La lapide tombale di Ludovico II nella Basilica di Sant'Ambrogio, a Milano.

Negli anni 851 e 852, Ludovico II intervenne nuovamente a Benevento liberandola da un corpo di Saraceni che vi si erano insediati. Poi si diresse in Puglia dove non riuscì a liberare Bari[11]. Dopo il suo rientro al nord i saraceni ripresero le scorrerie che portarono al saccheggio dell'abbazia di Montecassino.

Nell'855, il padre, Lotario I si ammalò seriamente e, disperando della guarigione, rinunciò al trono, e si fece monaco nell'Abbazia di Prüm[12] e prima di morire, secondo Reginone, con la Ripartizione di Prüm, divise il suo regno, la Lotaringia, tra i tre figli[13]:

Carlo, il terzogenito era ancora un bambino e, secondo gli Annales Bertiniani era anche epilettico[14], per cui i suoi fratelli maggiori, a Orbe, cercarono di convincerlo a rinunciare al regno che il padre gli aveva destinato, e a farsi tonsurare[15] ma i nobili provenzali si ribellarono a tale proposta (secondo gli Annales Bertiniani la causa fu la mancanza di accordo tra i fratelli maggiori[15]) e Carlo mantenne il trono[16].
In quello stesso anno i Saraceni devastarono Napoli[15].

I suoi fratelli, Lotario II e Carlo, nell'858, avevano trovato un accordo per l'eredità del regno di Provenza, nel caso che Carlo fosse morto senza eredi, con un trattato che garantiva il regno a Lotario in cambio della cessione di alcuni territori al fratello[17].

Ma dopo che era sorto il problema del divorzio tra suo fratello Lotario II e Teoberga (o Teutberga), Ludovico si riconciliò col fratello, appoggiando l'annullamento del matrimonio di quest'ultimo da Teutberga, convinto di poter influenzare Papa Nicola I, dopo che, nell'858, ne aveva favorito l'elezione.
Nell'859, Ludovico ottenne da Lotario le città di Ginevra, Losanna e Sion[18]. Nell'862, con l'appoggio di Ludovico II e dello zio Ludovico il Germanico, Lotario II convocò un secondo concilio ad Aquisgrana, dove il sinodo dei vescovi annullò il matrimonio con Teoberga, per cui Lotario fu finalmente libero di sposare la sua concubina, Waldrada. Il matrimonio fu celebrato nello stesso anno (862).

Carlo, oppresso dalla malattia, morì nell'863[14], senza eredi, rendendo vacante il trono di Provenza, che secondo l'accordo, dell'858, tra Carlo e Lotario sarebbe dovuto toccare a quest'ultimo, ma Ludovico II occupò la Provenza prima dell'arrivo di Lotario[14], e, con l'appoggio dei maggiorenti, si appropriò del regno[3]. L'altro fratello, Lotario II, venuto a conoscenza della cosa arrivò in Provenza[14]. La guerra fu evitata con un accordo in cui Ludovico assunse il titolo regale[14], mentre una parte di territori della Borgogna Transgiurana, appartenuti al defunto Carlo, venne assegnata a Lotario.

Pochi mesi dopo, entrò in conflitto con Nicola I poiché questi aveva manifestato la propria opposizione all'annullamento del matrimonio del fratello con Teoberga ed al riconoscimento del nuovo matrimonio di Lotario con Waldrada[19]. A seguito della decisione del Papa di deporre i vescovi[18]che, a Metz, avevano appoggiato il riconoscimento del secondo matrimonio[20], Ludovico si pose al comando di un esercito e raggiunse Roma nel febbraio del 864. Ammalatosi durante l'assedio, si rappacificò con il Papa e tornò a Pavia.

In questa città, sede formale del Regno d'Italia, tenne un'assemblea (865) che pose le basi della più importante spedizione contro i Saraceni di tutto il suo regno. Intrapresa, nell'866, accompagnato dalla moglie marciò su Benevento[21], rapidamente apparve inutile senza l'appoggio di una flotta[22]. Ludovico cercò quindi un accordo con l'Imperatore Romano d'Oriente (Basileus) Basilio I, promettendo la figlia Ermengarda in sposa al figlio del Basileus, il co-imperatore, Symbatios[23], ma non avendo mantenuto l'impegno matrimoniale la flotta bizantina, che si era presentata di fronte a Bari si ritirò senza intervenire.
Con Basilio Ludovico non rinunciò ad affermare la sua dignità imperiale, rivendicando il titolo di Imperatore dei Romani al posto di Imperatore dei Franchi utilizzato dalle lettere dell'imperatore bizantino[24].
Nell'869, penetrò all'interno della Puglia, più precisamente nell'Istmo salentino (area tra Taranto e Brindisi), riconquistando ai longobardi l'importante città di Oria e regalò alla moglie Angelberga la corte di Dova Superiore usata per cacciare e svagarsi.

Nel novembre dell'867 era morto papa Nicola I, cui era succeduto papa Adriano II, con l'appoggio di Ludovico[25], che aveva mantenuto lo stesso atteggiamento del predecessore nei confronti di suo fratello Lotario II, che l'anno successivo (869), si era dato da fare, con l'aiuto di Ludovico e della cognata, Engelberga, per far recedere papa Adriano dalla sua posizione, ed era morto[26], senza aver ottenuto il riconoscimento del matrimonio con Waldrada, ed i suoi figli furono dichiarati bastardi.
E mentre il legittimo erede, Ludovico II, era impegnato in Italia, ma soprattutto non aveva un grosso seguito tra i nobili di Lotaringia, gli zii Ludovico il Germanico, Re dei Franchi Orientali e Carlo il Calvo, Re dei Franchi Occidentali che invece avevano parecchi sostenitori tra la nobiltà della Lotaringia, poterono reclamare la successione, impossessandosi dei domini del nipote. L’anno seguente sancirono la spartizione col Trattato di Mersen (870)[27].
I due fratelli ignorarono nella spartizione Ludovico II, il quale si rivolse al Papa Adriano II per perorare la sua causa. Il pontefice mandò due ambasciatori nelle corti di Carlo e Ludovico allo scopo di far risolvere le questioni al vescovo di Reims Incmaro. Questi ignorò il volere del Papa mostrandosi leale nei confronti del suo sovrano Carlo, garantendo a lui e al fratello i territori che si erano spartiti. Nell'871, dopo aver fatto un appello a tutti i sudditi della province marittime, Ludovico II riuscì a conquistare Bari, roccaforte musulmana dalla quale partivano le scorrerie saracene nell'Adriatico.

Rinunciando formalmente alla Lotaringia, Ludovico cercò di unificare la penisola progettando un attacco contro le roccaforti bizantine e longobarde rimaste autonome. Stabilita la sua sede a Benevento[28], nell'agosto del 871, fu attaccato nel suo palazzo dalle forze longobarde guidate dal Duca della città Adelchi. Venne liberato solo dopo aver promesso solennemente che non si sarebbe vendicato. In quell'occasione si era diffusa la notizia che fosse morto[28]; i suoi zii, Carlo il Calvo e Ludovico II il Germanico, inviarono immediatamente truppe in Italia per impadronirsi del regno, ma trovando Ludovico in buona salute dovettero rientrare[29]

Successivamente si diresse a Roma, dove il nuovo Papa, Adriano II, nell'872, lo incoronò una seconda volta Imperatore[30] e lo liberò dal vincolo del giuramento. Tentò quindi, nell'873, di respingere, con successo, i saraceni presso Capua[31], mentre fallì il suo tentativo di punire i feudatari ribelli[32]. Ritornato nel Nord, morì nei pressi di Ghedi, in provincia di Brescia, il 12 agosto 875 e fu sepolto nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano[2].

Lo zio Carlo il Calvo, che per primo ricevette la notizia della morte di Ludovico[33], invase l'Italia riuscendo così a succedergli sul trono di Provenza, sul trono d'Italia e su quello imperiale.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Ludovico II da Engelberga (830-ca. 890) ebbe due figlie:

  • Gisela (852/5-† prima del 28 aprile 868), badessa di San Salvatore di Brescia[34]
  • Ermengarda d'Italia (852/5-896), definita nipote (neptam nostram Hermingardam) da Carlo il Grosso[35], fu prima fidanzata col figlio dell'Imperatore Romano d'Oriente (Basileus) Basilio I, il co-imperatore, Symbatios[23], nell'876, poi sposò il conte di Vienne Bosone, reggente di Provenza, che, nell'879, fu eletto Re di Provenza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, Pag 568
  2. ^ a b c d e (EN) Foundation for Medieval Genealogy: Re d'Italia - LOUIS
  3. ^ a b c (LA) Annales Bertiniani, anno 844, Pag 57
  4. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 846, Pag 64
  5. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 846, Pag 65
  6. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 847, Pag 66
  7. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 847, Pag 67
  8. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 848, Pag 67
  9. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 850, Pag 72
  10. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Karolinorum, tomus IV, Pag 126
  11. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 852, Pag 79
  12. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I: Ruodolfi Fuldensis Annales, anno 855, pag. 369
  13. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, anno 855, Pag 569
  14. ^ a b c d e (LA) Annales Bertiniani, anno 863, Pag 118
  15. ^ a b c (LA) Annales Bertiniani, anno 856, Pag 90
  16. ^ La reggenza fu affidata al conte di Vienne, Gerardo.
  17. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 858, Pag 95
  18. ^ a b (LA) Annales Bertiniani, anno 859, Pag 100
  19. ^ Nell'863, per volere del papa, fu convocato, a Metz, un sinodo di vescovi Franchi che avrebbero dovuto venire dalla Lotaringia, dalla Provenza, dal regno dei Franchi occidentali e da quello dei Franchi orientali, ma i legati papali furono corrotti e convocarono solo vescovi lotaringi e pochi altri; in tale sinodo fu confermata la validità del matrimonio tra Lotario e Waldrada, basandosi su un preteso matrimonio, precedente all'unione di Lotario con Teoberga.
  20. ^ Papa Nicola I poteva permettersi di opporsi all'imperatore Ludovico II, perché in effetti quest'ultimo era militarmente debole ed anche povero finanziariamente.
  21. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 866, Pag 154
  22. ^ Nell'867, Ludovico aveva posto l'assedio a Bari, senza ottenere alcun risultato, non avendo la flotta per bloccare gli accessi dal mare.
  23. ^ a b Symbatios, rinominato Costantino (ca. 865879). Co-imperatore a Basilio dal 6 gennaio 868 fino alla sua morte. Secondo lo storico, George Alexandrovič Ostrogorsky, Costantino fu promesso nell'869 ad Ermengarda di Provenza, figlia dell'imperatore Ludovico II e di Engelberga d'Alsazia. Il contratto fu rotto nell'871 quando I rapporti fra Basilio e Ludovico si guastarono.
  24. ^ Quando Basilio I rimproverò Ludovico II per il fatto che si faceva chiamare Imperatore dei Romani, questi rispose che gli spettava poiché era stato incoronato dal papa.
  25. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 867, Pag 170
  26. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 869, Pag 189
  27. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 870, Pag 205 e seguenti
  28. ^ a b (LA) Annales Bertiniani, anno 871, Pag 224
  29. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 871, Pag 225
  30. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 872, Pag 229
  31. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 873, Pag 234
  32. ^ Dopo la morte di Ludovico i feudatari di Benevento e della Puglia si rivolsero al basileus Basilio I che si stabili nel sud d'Italia ed occupò Bari.
  33. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 875, Pag 241
  34. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Karolinorum, tomus IV, Pag 160
  35. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Regum Germaniae ex Stirpe Karolinorum, tomus II, Pag 268

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

  • M. Canard, Bisanzio e il mondo musulmano alla metà dell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 273-312
  • F. Dvornik, Costantinopoli e Roma, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 516-557
  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 583-635
  • Louis Halphen, Il regno di Borgogna, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 807-821

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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