Teodora Armena

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Santa Teodora imperatrice
Teodora rappresentata nel Menologion di Basilio II
Teodora rappresentata nel Menologion di Basilio II

Imperatrice

Nascita 815 circa
Morte dopo l'867
Venerata da Chiese ortodosse
Ricorrenza 11 febbraio

Teodora, detta anche Teodora II o Teodora Armena (in lingua greca Θεοδώρα; 815 circa – dopo l'867), è stata imperatrice bizantina come moglie dell'Imperatore bizantino Teofilo e reggente dell'Impero Bizantino dall'842 all'855 per suo figlio Michele III. È venerata come santa della Chiesa ortodossa per la sua politica contraria a iconoclasti e pauliciani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Teodora rappresentata come reggente con suo figlio Michele, nominalmente imperatore e, nel verso, la figlia Tecla

Nata in Paflagonia, era una aristocratica di origine armena. I nomi dei suoi genitori, ricordati in Teofane Continuato (appendice alla cronaca di Teofane il Confessore), erano Marinos, un ufficiale (drungarios) e Teociste Florina. Marinos era probabilmente figlio di Artavazd Mamikonian, che era stato ciambellano attorno al 770. Teodora era sorella di Bardas e di Petronas, e aveva tre sorelle: Calomaria, Sofia e Irene. Quest'ultima fu moglie di Sergio, fratello del Patriarca Fozio.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nell'829 Teofilo all'età di sedici anni e non ancora sposato salì al trono di Bisanzio, succedendo al padre Michele II, iniziatore della dinastia degli Amoriani. Il poeta Kassia testimonia di aver partecipato ad una presentazione delle candidate spose, venute da ogni thema dell'Impero, organizzata da Eufrosine, matrigna dell'imperatore. Teodora fu scelta dalla suocera e il matrimonio si tenne in Santa Sofia il 5 giugno 830. Eufrosine si ritirò poco dopo in convento.

Imperatrice e reggente[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di Teodora la seguì a corte, i fratelli diventarono ufficiali e le sorelle sposarono aristocratici di corte.

Malgrado Teofilo proteggesse gli iconoclasti, Teodora mantenne segretamente una posizione ortodossa. Si narra che un servo riferì all'imperatore che ella teneva delle immagini religiose nei suoi appartamenti. Per scagionarsi di fronte al marito, Teodora disse che stava semplicemente giocando con le bambole. Due sue icone sono ancora conservate nel monastero di Vatopedi sul Monte Athos, sono chiamate le "bambole di Teodora" e vengono esposte ogni anno nella "Domenica dell'Ortodossia".

Immagine del tardo XIV - inizio XV secolo che raffigura Teodora con il figlio Michele alla "Domenica dell'Ortodossia" (National Icon Collection 18, British Museum).

L'imperatore Teofilo morì di malattia il 20 gennaio 842 all'età di 29 anni. Dopo la morte del marito, Teodora assume l'incarico di reggente per il figlio Michele, di due anni, formalmente assieme alla figlia Tecla.

Con l'appoggio della famiglia e del favorito, il comandante della flotta Teoctisto, Teodora rovesciò la politica religiosa del marito, destituì il patriarca di Costantinopoli, Giovanni VII Grammatico e nominò al suo posto Metodio I, il quale ristabilì la venerazione delle immagini di Cristo e dei Santi mentre il clero iconoclasta veniva destituito. Con una grande processione le immagini vennero riportate in Santa Sofia l'11 marzo 843 e viene istituita la "Festa dell'Ortodossia".

La repressione degli iconoclasti fu moderata anche se non priva di contrasti con i monaci del monastero di Studion, fautori di posizioni più rigide. Vennero duramente perseguitati invece in tutto l'impero i Pauliciani. La repressione fu durissima per numero di morti e sequestri di beni, per le deportazioni in Tracia e la fuga degli eretici nei territori controllati dagli arabi[1]. Per i suoi meriti nella repressione degli iconoclasti l'imperatrice fu successivamente dichiarata santa per la chiesa Ortodossa ed è venerata l'11 febbraio.

Durante il periodo di reggenza, furono lanciate spedizioni nel Peloponneso conto i Bulgari.

I Bizantini furono sconfitti in Panfilia, a Creta e al confine con la Siria dagli Abassidi, ma la flotta sconfisse gli Arabi nell'853 e in successive operazioni nell'Egeo e di fronte alla Siria.

Con l'appoggio di Teoctisto e Metodio Teodora escluse i familiari e Michele dal potere, fino ad imporre al figlio di abbandonare l'amata moglie Eudocia Ingerina per sostituirla con Eudicia Decapolitissa (855).

Il fratello di Teodora, Bardas, guadagnò l'appoggio di Michele III e della corte, e ottenne dall'imperatore Michele la nomina a Cesare nel novembre 855. Con l'aiuto di Bardas Michele rovesciò la reggenza di Teodora con un colpo di stato il 15 marzo 856. Dapprima relegò la sorella Tecla in convento; due anni dopo, a seguito di un attentato a Bardas, la madre Teodora e le sorelle furono relegate nel monastero di Gastria, mentre il primo ministro Teoctisto veniva ucciso.

Teodora morì dopo l'assassinio di Michele da parte di Basilio I il Macedone, concludendo così la dinastia degli Amoriani. La sua salma si trova nella cattedrale di Corfù.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Teodora e Teofilo ebbero sette figli, di seguito elencati nell'ordine dato da Teofane Continuato:

  • Costantino, coimperatore dall'833 all'835 circa.
  • Tecla (n. 831 - m. dopo l'867), formalmente associata al trono e chiamata Augusta, non ebbe mai potere.
  • Anna (n. circa 832), Anastasia (n. circa 833), Pulcheria (n. circa 836): esiliate nel monastero di Gastria nell'856 e mai richiamate.
  • Maria (n. circa 838), sposata con Cesare Alessio Mouseles, comandante della flotta bizantina in Sicilia e più tardi accusato di cospirazione per salire al trono; Maria venne costretta a ritirarsi nel monastero di Gastria e non era viva quando anche le sorelle vi furono esiliate.
  • Michele III (n. 840 - 867), imperatore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D.Runciman e Ostrogorsky

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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