Pipino di Landen

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San Pipino di Landen

Maestro di Palazzo

Nascita ?
Morte 640/647
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 21 febbraio

Pipino di Landen, detto anche Pipino il Vecchio o Pipino I (... – Landen, 640[1] oppure 647[2]), fu Maggiordomo di palazzo del regno merovingio di Austrasia.
Fu il capostipite della dinastia dei Pipinidi, che si legò a quella degli Arnolfingi e che diede vita a quella dei Carolingi.

Pipino I di Landen era figlio di Carlomanno, Maggiordomo di palazzo in Neustria per il re Clotario II[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dinastia carolingia
Pipinidi
Arnolfingi
Carolingi
Dopo il Trattato di Verdun (843)


Dopo la morte del re dei franchi d'Austrasia e di Burgundia, Teodorico II, insieme al consuocero, Arnolfo di Metz, Pipino fu a capo della rivolta dell'aristocrazia e del clero di Austrasia che, nel 613, prima facilitarono l'ingresso in Austrasia del re di Neustria, Clotario II[3] e poi, si rifiutarono di combattere agli ordini del re d'Austrasia e Burgundia, Sigeberto II, nello scontro con le truppe del re di Neustria, Clotario II avvenuto sul fiume Aisne[4], mettendo così fine al governo autoritario della reggente dei regni d'Austrasia e Burgundia, la bisavola di Sigeberto II, Brunechilde e consegnando, in tal modo, i regni a Clotario II, che lo ricompensò con la nomina a Maggiordomo di palazzo del regno d'Austrasia; il maggiordo (dal latino Maior Domus) era l'amministrazione della domus reale, cioè del patrimonio del sovrano, che coincideva con il regno stesso, avendo i Franchi tale concezione del potere centrale, quale proprietà privata del re.

Nel 622, su pressione dei potentati austrasiani, Clotario II fu costretto a proclamare re d'Austrasia suo figlio Dagoberto[5], che era stato educato ed era ancora sotto la tutela di Arnolfo di Metz e Pipino.
Comunque Pipino conservò la carica di maggiordomo del palazzo d'Austrasia anche sotto i successori di Clotario, Dagoberto I e Sigeberto III.

Governò con grandi poteri l'Austrasia in collaborazione, prima con Arnolfo di Metz e, dopo, con Cuniberto, arcivescovo di Colonia[1].

Secondo il cronista del VII secolo Fredegario, Pipino morì nel suo castello di Landen il 21 febbraio 640[1], mentre, secondo gli Annales Xantenses, morì, nel 647[2]. Il suo corpo, dopo una prima sepoltura, vicino a Landen, in un secondo tempo, venne traslato nel monastero di Nivelles.

Nivelles, chiesa di Santa Gertrude di Nivelles, edificata sopra l'abbazia in cui fu sepolto Pipino di Landen.
Tumulo sotto cui era stato sepolto Pipino di Landen.

È venerato come santo dalla Chiesa Cattolica e la sua memoria liturgica ricorre il 21 febbraio

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Pipino aveva sposato Itta di Nivelles che gli diede tre figli[2]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXXV
  2. ^ a b c d (LA) Annales Xantense, pag 34
  3. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, XL
  4. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, XLII
  5. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, XLVII
  6. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXXVI

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Christian Pfister, La Gallia sotto i Franchi merovingi. Vicende storiche in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 688-711.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • San Pipino in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

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