Pipino di Landen

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Dinastia Carolingia
Pipinidi
Arnolfingi
Carolingi
Dopo il Trattato di Verdun (843)

Pipino di Landen, detto anche Pipino il Vecchio o Pipino I (580 circa – Landen21 febbraio 640), fu Maggiordomo di palazzo del regno merovingio di Austrasia.

Originario di una famiglia di ricchi proprietari terrieri della regione della Mosa, insieme al consuocero, Arnolfo di Metz, fu a capo della rivolta dell'aristocrazia e del clero di Austrasia che, nel 613, mise fine al governo di Brunechilde e consegnò il regno a Clotario II, che lo ricompensò con la nomina a Maggiordomo di palazzo nel 615. Il Maggiordomo era l'amministrazione della domus reale, cioè del patrimonio del sovrano, che coincideva con il regno stesso, avendo i Franchi tale concezione del potere centrale quale proprietà privata del re.

Governò con pieni poteri l'Austrasia in collaborazione con Arnolfo di Metz e, dopo il ritiro di questi in monastero, con san Cuniberto.

Conservò la carica anche sotto i suoi successori, Dagoberto I (che però, dal 634 al 639, lo volle al suo servizio per il regno di Neustria) e Sigeberto III.

Morì nel suo castello di Landen il 21 febbraio 640: il suo corpo venne sepolto nel monastero di Nivelles dove sua moglie, Santa Itta (o Ida) si era ritirata dopo la sua morte.

Ebbe tre figli: Begga, che sposò Ansegisel, figlio di Arnolfo di Metz, e fu madre di Pipino di Herstal; santa Gertrude, badessa del monastero di Nivelles, e Grimoaldo I, che fu Maggiordomo d'Austrasia dal 650 al 661.

Anche se il culto non è ufficiale, è venerato come beato: festa il 21 febbraio.

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